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Cara IA, lasciami sognare

Cara IA, lasciami sognare

Avvenire

Harper ha sei anni e da grande vuole fare l’infermiera. Nella sua scuola, in Carolina del Sud, negli Stati Uniti, ha raccontato quel sogno con un disegno. Ma a casa è tornata anche con un’immagine fatta con l’intelligenza artificiale: lei a 25 anni, vestita per lavorare in ospedale. Di fronte alla foto, Harper ha detto che le piacevano i capelli della ragazza inventata dal chatbot e che sperava di diventare così bella. La mamma, Nikki, si è stupita e arrabbiata: se il compito era immaginare il proprio lavoro da grandi, perché si è finiti a pensare all’aspetto che si avrà? Ha ragione: per i bambini piccoli non è utile avere dei modelli che suggeriscono quali visi e corpi considerare belli. Pensate che uno studio americano ha scoperto che le bambine desiderano di essere magre fin dai tre anni e poi provano in ogni modo a ottenere l’obiettivo, magari trascurando cose più importanti. La bellezza, però, non è tutto e non è uguale per tutti. Nessuna Ia può sapere come diventerà Harper e nemmeno lei. È questo il bello: bambine e bambini hanno bisogno di spazio per crescere, cambiare idea e diventare persone che oggi nessuno sa ancora disegnare.

Santiebeati.it è il sito che raccoglie migliaia di biografie e immagini di chi ha vissuto in maniera eroica la fede nella storia

C'è un'enciclopedia che da 25 anni racconta al popolo del web le vite di testimoni e maestri

Da 25 anni uno strumento che permette al popolo del web di conoscere i volti della santità, soprattutto quelli meno noti. Continuando questa sua missione ora Santiebeati.it arriva con una versione rinnovata, più adatta alla consultazione da smartphone e tablet: è il regalo che l’Enciclopedia dei santi, beati e testimoni della fede offre ai suoi numerosi utenti per questo anniversario. Dallo scorso 10 ottobre chi lo consulta abitualmente per scoprire quali santi e beati sono ricordati ogni giorno trova infatti una struttura pensata per rendere più semplice la ricerca e la lettura delle schede.
L’homepage, caratterizzata dai tradizionali colori rosso, bianco e blu, presenta subito i pulsanti per cercare un santo o consultare le figure ricordate in una determinata data. È stata migliorata anche la funzione di ricerca interna, disponibile in ogni pagina. Dal menu si accede alle ricerche per nome e per data, ai patronati, più di 3.500, al dizionario dei nomi propri, con circa 3.100 antroponimi, agli ultimi inserimenti e alle schede più visitate. Sono inoltre presenti sezioni dedicate, come quelle sui santi sposi e sui santi bambini e giovani. Anche le schede sono state riorganizzate per facilitarne la consultazione: accanto ai dati principali e alla biografia possono includere approfondimenti, cronologia, valutazione storico-critica, fonti e immagini. Il rinnovamento valorizza così il patrimonio raccolto nel tempo grazie al lavoro degli autori e dei collaboratori. Oggi Santiebeati.it conta 14.880 figure censite, 13.437 biografie e 48.296 immagini. Le figure comprendono tutte le voci presenti nel repertorio, mentre le biografie sono i testi dedicati alla loro vita, alla testimonianza e al culto.
Nel corso degli anni il sito ha riscosso un’attenzione tale da essere talvolta scambiato per un’iniziativa ufficiale del Dicastero delle cause dei santi. Tra il 2002 e il 2003 i curatori promossero anche il sondaggio Un patrono per Internet : alla fase finale parteciparono oltre 70mila votanti e il beato Giacomo Alberione e san Giovanni Bosco raccolsero quasi lo stesso numero di preferenze. «Se rifacessimo oggi il sondaggio, san Carlo Acutis, che all’epoca era ancora vivo, risulterebbe nettamente vincitore», commenta Francesco Diani, che gestisce anche la Lista dei Siti Cattolici in Italia, LaChiesa.it e Bibbia.net, anch’essi recentemente rinnovati grazie al lavoro informatico di Marco Volpe.
«Abbiamo fatto un bel salto tecnologico rispetto al precedente sito, nato nel 2001 – aggiunge Diani –. Sto ancora prendendo confidenza con le tante potenzialità della nuova architettura: con don Fabio Arduino stiamo lavorando per sfruttare le molte possibilità di cui ora disponiamo». Don Fabio Arduino, sacerdote della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli e webmaster del sito, è tra i collaboratori della prima ora. «Approfondire le figure di un numero elevato di santi è stato fondamentale nel mio cammino di crescita non solo spirituale ma anche culturale. La vocazione al sacerdozio ha potuto irrobustirsi nel venire a contatto con le storie e gli scritti di tanti sacerdoti santi». Nel ministero utilizza spesso i contenuti dell’enciclopedia: «Una particolare iniziativa negli anni è stata l’estrazione del santo patrono per i parrocchiani nel giorno dell’Epifania, che può spingerli ad approfondire in autonomia la conoscenza del personaggio estratto». «Il rinnovamento non è un punto di arrivo – conclude Diani –. Vogliamo continuare ad arricchire l’Enciclopedia e rendere più accessibili le storie dei santi, perché ciascuno possa incontrare anche figure meno conosciute e scoprire quanto diverse siano le vie che portano alla santità».

Avvenire

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Grado della Celebrazione: COMMEMORAZIONE
Colore liturgico: Viola o Nero    S1102A ;

Liturgia


 



Fino a quando il Signore Gesù verrà nella gloria, e distrutta la morte gli saranno sottomesse tutte le cose, alcuni suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri che sono passati da questa vita stanno purificandosi, altri infine godono della gloria contemplando Dio.
Tutti però comunichiamo nella stessa carità di Dio. L’unione quindi di coloro che sono in cammino con i fratelli morti non è minimamente spezzata, anzi è conservata dalla comunione dei beni spirituali (cfr Conc. Vat. II, Costituzione dommatica sulla Chiesa, «Lumen gentium», 49).
La Chiesa fin dai primi tempi ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro i suoi suffragi (ibidem, 50). Nei riti funebri la Chiesa celebra con fede il mistero pasquale, nella certezza che quanti sono diventati con il Battesimo membri del Cristo crocifisso e risorto, attraverso la morte, passano con lui alla vita senza fine. (Cfr Rito delle esequie, 1).
Si iniziò a celebrare la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, anche a Roma, dal sec. XIV.
Le letture di questa prima Messa illuminano il mistero della morte con la speranza della risurrezione. Giobbe, pur nella sofferenza, proclama la sua fiducia nel Redentore vivente; san Paolo annuncia l’amore di Dio manifestato nella morte di Cristo per noi; Gesù, nel Vangelo, promette di non perdere nessuno di coloro che il Padre gli ha affidato, ma di risuscitarli nell’ultimo giorno. La preghiera per i nostri defunti diventa così una professione di fede nella vittoria di Cristo sulla morte e nella comunione che continua a unirci a quanti ci hanno preceduto.

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Antifona d’ingresso
Come Gesù è morto e risorto,
così anche Dio, per mezzo di Gesù,
radunerà con lui coloro che sono morti.
E come in Adamo tutti muoiono,
così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Colletta
Nella tua bontà, o Padre,
ascolta le preghiere che ti rivolgiamo,
perché cresca la nostra fede nel Figlio tuo risorto dai morti
e si rafforzi la speranza che i tuoi fedeli
risorgeranno a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Prima lettura
Gb 19,1.23-27
Io lo so che il mio redentore è vivo.
Dal libro di Giobbe

Rispondendo Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 26
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
Seconda lettura
Rm 5,5-11
Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Parola di Dio
Canto al Vangelo
Gv 6,40

Alleluia, alleluia.
Questa è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore.
Alleluia.
Vangelo
Gv 6,37-40
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Nella comunione di speranza e di carità che neppure la morte può spezzare, celebriamo il ricordo di tutti i defunti e innalziamo a Dio, con umiltà e fiducia, le nostre suppliche.
Preghiamo insieme e diciamo: Dio, nostra speranza, ascoltaci.

1. Dio della pace, accogli nel beato riposo del tuo regno i fratelli e le sorelle che in questo mondo hanno sostenuto l’arduo combattimento della fede. Noi ti preghiamo.
2. Dio, gloria degli umili e premio dei giusti, dona ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, che hanno svolto il loro ministero in mezzo a noi, la pienezza della vita e la gioia promessa ai servi fedeli. Noi ti preghiamo.
3. Dio di ogni bontà, non lasciare che alcuno perisca di coloro che hai affidato a Cristo buon pastore, maestro e guida per i pascoli eterni. Noi ti preghiamo.
4. Dio della vita, donaci il senso cristiano del vivere e del morire e la certezza che al momento della morte entreremo nella verità tutta intera. Noi ti preghiamo.
5. Dio di infinita misericordia, esaudisci la preghiera universale della Chiesa, e purifica ogni creatura con il fuoco della tua carità. Noi ti preghiamo.

O Dio, fondamento della speranza che non delude, confortaci nelle fatiche del pellegrinaggio terreno. Alimenta in noi la certezza di essere sempre in comunione di spirito con i nostri cari defunti, nell’attesa di incontrarci tutti in cielo. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
Guarda con benevolenza, o Padre, i nostri doni,
perché i tuoi fedeli defunti siano associati
alla gloria del tuo Figlio,
che tutti ci unisce nel grande sacramento del suo amore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio
PREFAZIO dei defunti I-V
Antifona alla comunione
«Io sono la risurrezione e la vita», dice il Signore.
«Chi crede in me, anche se muore, vivrà;
chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno».

Preghiera dopo la comunione
Fa’, o Signore, che i tuoi fedeli defunti,
per i quali abbiamo celebrato il sacramento pasquale,
entrino nella tua dimora di luce e di pace.
Per Cristo nostro Signore.

(Si può utilizzare la formula della benedizione solenne)

Il Dio di ogni consolazione,
che nella sua bontà ineffabile ha creato l’uomo
e nella risurrezione del suo Figlio unigenito
ha concesso ai credenti la speranza di risorgere,
effonda su di voi la sua benedizione. R. Amen.

A noi, ancora pellegrini sulla terra,
conceda il Signore il perdono dei peccati,
e a tutti i defunti la dimora della luce e della pace. R. Amen.

Doni a tutti noi,
che crediamo in Cristo risorto dai morti,
di vivere con lui nella felicità senza fine. R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.

 

Liturgia 8 Novembre XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Colore Liturgico  Verde

Gesu

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Ai tempi di Gesù la sposa aspettava nella casa dei genitori l’arrivo dello sposo. Dopo il tramonto del sole, lo sposo arrivava con un corteo nuziale per portarla nella sua casa. Alcune damigelle seguivano la sposa. Diverse ragioni potevano causare il ritardo dello sposo come, per esempio, lunghi discorsi con i genitori della sposa sui doni e sulla dote. Il tirare in lungo le trattative era di buon auspicio. Ma non è lo stesso per le spose di cui si parla nel Vangelo di oggi. Qui si tratta infatti del ritorno di Cristo e tutto è riassunto nelle ultime parole: “Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”, cioè: “Siate pronte per l’arrivo di Cristo”. Così la parabola delle vergini poteva cominciare con questa frase: “Per il regno dei cieli accadrà come per le dieci vergini che uscirono, con le loro lampade, incontro allo sposo”. Agli occhi di Gesù, è saggio chi veglia, cioè chi pensa sempre, nel suo animo, al giorno del ritorno del Signore e all’ora della propria morte, chi vive ogni giorno nell’amicizia di Dio, nella grazia santificante, e chi si rialza subito se, per debolezza, cade. Allora “Vegliate”, perché nessuno, all’infuori di Dio, conosce il giorno e l’ora.

Antifona d’ingresso
Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l’orecchio alla mia supplica, Signore. (Sal 87,3)
Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te,
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno A):
O Dio, voce che ridesta il cuore,
nella lunga attesa dell’incontro con Cristo tuo Figlio
fa’ che non venga a mancare l’olio delle nostre lampade,
perché, quando egli verrà,
siamo pronti a corrergli incontro
per entrare con lui alla festa nuziale.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Prima lettura
Sap 6,12-16
La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano.
Dal libro della Sapienza

La sapienza è splendida e non sfiorisce,
facilmente si lascia vedere da coloro che la amano
e si lascia trovare da quelli che la cercano.
Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.
Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta,
chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni;
poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei,
appare loro benevola per le strade
e in ogni progetto va loro incontro.

Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 62
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
Seconda lettura
1Ts 4,13-18
Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo: noi, che viviamo e che saremo ancora in vita alla venuta del Signore, non avremo alcuna precedenza su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.

Parola di Dio.

Forma breve:

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (4, 13-14)

Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.

Parola di Dio
Canto al Vangelo
Mt 24,42.44

Alleluia, alleluia.
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluia.
Vangelo
Mt 25,1-13
Ecco lo sposo! Andategli incontro!

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Rivolgiamo al Padre la nostra preghiera chiedendogli tutto il bene che desideriamo per noi e per l’intera umanità.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascolta, Padre, la nostra supplica.

1. Per la Chiesa: fortificata dallo Spirito Santo, affronti il giudizio del mondo e le persecuzioni mantenendosi sempre fedele al comandamento dell’amore. Preghiamo.
2. Per i pastori della Chiesa: docili all’azione della grazia, trasmettano fedelmente l’annuncio di salvezza e siano maestri di verità e modelli di comunione. Preghiamo.
3. Per i popoli del mondo: l’universale aspirazione alla pace si traduca in scelte coraggiose e concrete, nel rispetto della vera libertà e dignità di ogni vita umana. Preghiamo.
4. Per gli imprenditori che hanno investito nel creare lavoro e si sono pesantemente indebitati: non cedano allo sconforto e siano messi in condizione di proseguire. Preghiamo.
5. Per noi qui riuniti: la Parola ascoltata e meditata ci aiuti a cogliere e a rendere fruttuose le occasioni di bene che incontreremo sul nostro cammino. Preghiamo.

Padre santo, aiutaci a riconoscerti presente nei doni della tua bontà: con la tua grazia il nostro cammino terreno proceda verso l’incontro festoso dell’ultimo giorno nel regno dei cieli. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
O Padre, volgi benevolo
il tuo sguardo su queste offerte,
perché celebrando nel mistero
la passione del tuo Figlio
vi aderiamo con amore fedele.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce. (Sal 22,1-2)

Oppure:
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore,
nello spezzare il pane. Alleluia. (Cf. Lc 24,35)

Oppure (Anno A):
Vegliate, perché non sapete né il giorno né l’ora
in cui verrà il Signore. (Cf. Mt 25,13)
Preghiera dopo la comunione
Nutriti dei tuoi santi doni ti rendiamo grazie, o Signore,
e imploriamo la tua misericordia:
per il tuo Spirito, comunicato a noi in questi sacramenti,
ci sia data la grazia di rimanere fedeli nel tuo servizio.
Per Cristo nostro Signore.

“Con i bambini” sostiene 15 quartieri fragili con 50 milioni di euro del Fondo di contrasto alla povertà educativa

Contro la povertà educativa la scuola non basta: in periferia vincono le “comunità educanti”

Avvenire

«Nei quartieri marginalizzati i problemi dei bambini non restano mai isolati», ripete Marco Rossi-Doria, presidente dell’impresa sociale “Con i bambini”. Nelle periferie le crisi si intrecciano e le precarietà non hanno mai una sola causa: gli studenti più piccoli spesso provengono da famiglie povere – talvolta con un solo genitore – che faticano a pagare l’affitto. Gli spazi in cui studiano, stanze anguste e condivise, sono un ostacolo al successo formativo: quando non rinunciano agli studi, molti ottengono i titoli ma non le competenze. Nelle piazze più marginali, poi, i giovanissimi rischiano di essere esposti a criminalità e spaccio. «La soluzione di questi problemi complessi non può arrivare da un unico attore – precisa Rossi-Doria –, ma solo da tutta la comunità educante». È questo il principio che guida l’iniziativa “Organizziamo la speranza”, finanziata da 50 milioni di euro del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che sosterrà nei prossimi quattro anni la formazione di migliaia di giovanissimi in quindici quartieri marginalizzati di altrettante città italiane. Con un solo presupposto: «Non c’è un bando con vincitori e perdenti – spiega il presidente dell’associazione –. I soldi arrivano a tutti nel quartiere: scuole, parrocchie, centri sportivi, volontari e forze dell’ordine. A patto che siedano allo stesso tavolo per costruire una alleanza per il futuro di questi ragazzi».
Al termine di due anni di progettazione, i primi progetti stanno prendendo il via in questi giorni. Prima a Bologna e poi a Roma, dove giovedì scorso l’istituto comprensivo Mahatma Gandhi nel quartiere San Basilio, che conta una percentuale di studenti stranieri tra le più alte della Capitale, ha ospitato il simbolico taglio del nastro delle iniziative nel quartiere: teatro popolare, opera lirica, laboratori di intelligenza artificiale, attività sportive e supporto psicologico per tutte le famiglie. Il meccanismo, valido a Roma come altrove, è semplice: «Nessuno è escluso dal progetto della comunità educante», sintetizza Rossi-Doria. Nelle quindici realtà – selezionate da “Con i bambini” con il contributo della viceministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, che presiede il Comitato di indirizzo del Fondo per la povertà educativa – tutti sono chiamati a «lavorare a un progetto per costruire una comunità educante e un progetto lungo quattro anni»: terzo settore, scuole e istituzioni. E tutti, per attuare i progetti, ricevono dai due ai tre milioni di euro. Non c’è un vincitore di bando, ma un capofila che svolge la funzione di garante e distribuisce i fondi alle parti in causa: «Si tratta di un ente del terzo settore accreditato ed esperto – puntualizza Rossi-Doria –. “Con i bambini”, invece, ha messo a disposizione professionisti per facilitare il dialogo e i conflitti tra le parti. Il successo formativo non si raggiunge mai da soli, ma con il lavoro di una comunità». Al termine del progetto, tra quattro anni, una valutazione di impatto giudicherà il successo dell’iniziativa.
Le fragilità delle periferie sono diverse, ma le famiglie hanno quasi ovunque bisogni comuni: una casa, un salario e una educazione adeguata per i figli. «Per questo, i quartieri non sono stati scelti solo in base alle loro difficoltà, ma anche valutando la carenza storica di investimenti».
Nelle 15 aree selezionate, gli educatori e le associazioni coinvolte in “Organizziamo la speranza” tenteranno di rispondere alle domande di tutti i minorenni, dall’infanzia ai diciotto anni: «Per le giovani mamme, che si trovano spesso sole, saranno messi a disposizione pediatri e altri professionisti a sostegno della genitorialità – elenca Rossi-Doria –. In scuole e associazioni nasceranno laboratori creativi, di psicomotricità e di sostegno allo studio». Per gli studenti delle primarie e della scuola media, la priorità è il contrasto alla dispersione scolastica: «Saranno accompagnati nello studio e nella motivazione ad apprendere». Nei quartieri dove si concentrano persone migranti di prima generazione, sorgeranno laboratori di lingua. «E ancora musica, teatro e arte fino, per i più grandi, alla formazione professionale per l’inserimento lavorativo», conclude Rossi-Doria. È anche così, ha puntualizzato la viceministra Bellucci davanti al “Gandhi” di Roma, che «lo Stato offre a bambini e famiglie concrete opportunità di crescita».

L’esperienza di Filippo Peschiera che dà voce alle vicende dei testimoni della fede. Persone capaci di lasciare, nell’ordinario della loro esistenza, un’impronta indelebile nelle vite degli altri

«Io, podcaster della santità e quelle storie straordinarie capaci di cambiare il cuore»

Avvenire

L’intento con cui Filippo Peschiera ha aperto il 12 ottobre 2020 il podcast «Sacre Questioni», poi rinominato «Storie Stra/ordinarie», è espresso nella descrizione dell’omonimo canale YouTube: «Raccontiamo storie di persone che, nell’ordinario della loro esistenza, hanno lasciato un’impronta indelebile nella vita di coloro che hanno incontrato». Quarantunenne di Milano, che vive a Verona, con una laurea in Chimica e un lavoro nell’ambito della grande distribuzione, da poco diventato marito di Iris, ha iniziato durante il Covid con una rubrica audio intitolata «L’amico presente», in cui raccontava coppie di amici, in tutti gli ambiti della cultura e della letteratura, non necessariamente santi e beati.
Pur essendo presente sulle maggiori piattaforme di podcast con le sue 263 puntate, oltre che con le propaggini social su Facebook e WhatsApp, «Storie Stra/ordinarie» parte da YouTube, così da dare un volto, oltre che un nome, alle persone chiamate a collaborare al racconto. La maggior attenzione di Peschiera è alla storicità: dopo un’attenta e a volte accanita ricerca, chiama a intervenire i postulatori, o persone che hanno comunque studiato a fondo le storie in questione. «Preparo cinque o sei domande al massimo e faccio durare la conversazione più o meno venti minuti. Poi, in alcuni casi, soprattutto se i testimoni coinvolti sono più anziani, e quindi hanno tanto da raccontare, li lascio parlare più a lungo». Lui per primo si ritrova a stupirsi di fronte alla disponibilità delle persone che contatta, alla loro professionalità e alla voglia di raccontarsi che dimostrano. A differenza di altri canali o podcast, ha scelto di non privilegiare vicende costruite prevalentemente sulla commozione emotiva di chi ascolta, né di fare delle storie di conversione il fulcro del racconto. Tra i testimoni della fede, che comunque costituiscono il suo interesse principale, privilegia quelli meno noti o comunque quelli che gli permettono di creare agganci con temi o eventi di attualità, come i viaggi apostolici del Papa.
A volte i suoi contenuti hanno avuto una risonanza sorprendente, come la puntata pubblicata il 10 giugno 2021, dedicata a Józef e Wiktoria Ulma e ai loro sette figli, la cui vicenda di aiuto agli ebrei era molto nota in Polonia, ma poco qui in Italia: tempo dopo, è diventata d’attualità, tanto che Peschiera ha dedicato un altro appuntamento allo stesso tema, l’8 settembre 2023, due giorni prima della beatificazione di quell’intera famiglia di martiri. Un’altra storia che lo ha appassionato molto è quella di Carlo Blasi, architetto italiano che ha lavorato alla ricostruzione di Notre-Dame a Parigi, tra gli ultimi contenuti caricati. «Io sono molto allergico alle etichette – aggiunge Peschiera –, quindi, quando mi chiedono: “È un canale cattolico?”, rispondo: “È un canale di storie”, anche se è chiaro che ha un indirizzo preciso. M’interessa che chiunque possa capitarci anche per caso e in quella storia trovi per lui qualcosa di interessante».
Per via della sua formazione personale, inoltre, sente di dover dare il proprio contributo all’unità della Chiesa: «Mi addolora moltissimo quando le persone di famiglia, intendo in senso largo nella Chiesa cattolica, non riconoscono carismi che in realtà hanno molto da dare. Mi sento quasi un ponte che aiuta a superare tanti pregiudizi», ammette, raccontando di come sia stato invitato a visitare il Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa dopo una puntata su Chiara Lubich. «Magari non è il mio stile, non è il carisma più che mi si confà, però riconosco che posso imparare qualcosa dagli altri».

Kimi Antonelli diventa il più giovane campione del mondo di sempre

MEXICO CITY, MEXICO - NOVEMBER 01: Race winner Max Verstappen of the Netherlands and Oracle Red Bull Racing and Second placed Lewis Hamilton of Great Britain and Scuderia Ferrari lift  2026 F1 World Drivers Champion and third placed Andrea Kimi Antonelli of Italy and Mercedes AMG Petronas F1 Team onto their shoulders on the podium during the F1 Grand Prix of Mexico at Autodromo Hermanos Rodriguez on November 01, 2026 in Mexico City, Mexico. (Photo by Clive Rose/Getty Images)

È aria fresca, luce dentro a un tempo che adesso porta il suo nome. Andrea Kimi Antonelli ride e piange, corre senza fermarsi come se alle sue spalle ci fosse ancora qualcuno da seminare. Ma non c’è più nessuno là dietro, perché un ventenne italiano è diventato campione del mondo di Formula 1. Eppure Kimi corre lo stesso: in Messico, tra le braccia della sua squadra, appena sceso da una Mercedes che durante la parabola di tutta la stagione gli ha concesso lampi di gloria purissima che ha saputo sfruttare con la calma di un veterano. L’uomo e la macchina, insieme. Perfetti come in ogni grande storia che la Formula 1 abbia mai raccontato. Questa, più di molte, destinata a riempire i libri del motorismo per sempre: diluvi di grandezza per un ragazzo che grande, nell’età, non è ancora. Arrivato nella massima serie a diciotto anni, subito con Mercedes, a sostituire chi, invece, è tra i più grandi di tutti i tempi: Lewis Hamilton. Un bambino nel sedile di un gigante, con tutta la pressione che ne consegue. Da lì un primo anno di alti e bassi, a prendere le misure con un mondo altro, e poi quest’anno – al via di un nuovo regolamento tecnico – subito davanti, subito veloce, imprendibile, puntato con i piedi dentro a un universo che non gli è mai più stato estraneo. Capace di prendersi la testa del Mondiale alla terza gara del campionato per poi non lasciarla più andare: cinque successi consecutivi come base solidissima per costruire il proprio trionfo, cuscino per proteggersi dai colpi dei problemi di affidabilità che lo hanno mandato al tappeto due volte, e poi ancora davanti, con nove vittorie totali e una costanza senza eguali, per definire il profilo perfetto di un titolo iridato vinto con quattro gare di anticipo sul finale della stagione.

Gazzetta

Gp del Messsico, Kimi Antonelli è Campione del mondo - 011126