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Più di 2.000 sacerdoti scrivono alla Cei: “La Chiesa dica una parola netta sulla tragedia del popolo palestinese”

Più di 2.000 sacerdoti scrivono alla Cei: “La Chiesa dica una parola netta sulla tragedia del popolo palestinese”

Il Fatto

“La Chiesa italiana dica una parola più netta e più concreta sulla tragedia del popolo palestinese”. A lanciare questo appello, dopo l’abbordaggio alla Global Sumud Flotilla in acque internazionali da parte delle forze israeliane, sono oltre 2.200 sacerdoti di 58 Paesi diversi, 25 vescovi e due cardinali che in queste ore hanno consegnato una lettera all’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana a Roma fino al 28 maggio.

Il cardinale Ruini in condizioni critiche, è curato a casa

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Il cardinale Camillo Ruini è in condizioni di salute critiche da qualche giorno.

Secondo quanto si apprende avrebbe deciso di restare a casa dove in queste ore si alternano medici e infermieri per assisterlo anche con l’ossigeno.

Lo scorso settembre era stato ricoverato per alcuni disturbi renali ma poi si era ripreso. Ruini, originario di Sassuolo, ha compiuto 95 anni lo scorso 19 febbraio.

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22 Maggio Messa del giorno SANTA RITA DA CASCIA, RELIGIOSA – MEMORIA FACOLTATIVA

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Colore Liturgico bianco
Antifona
Il Signore l’ha resa sua sposa per sempre,
nella benevolenza e nell’amore. Alleluia. (Cf. Os 2,21-22)

Colletta
Dona a noi, o Signore,
la sapienza della croce e la fortezza
con le quali hai voluto arricchire santa Rita [da Cascia],
perché, sopportando le sofferenze con Cristo,
partecipiamo più intimamente al suo mistero pasquale.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Prima Lettura
Si trattava di un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.
Dagli Atti degli Apostoli
At 25,13-21

In quei giorni, arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenìce e vennero a salutare Festo. E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo:
«C’è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei per chiederne la condanna. Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l’accusato sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall’accusa.
Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell’uomo. Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo; avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.
Perplesso di fronte a simili controversie, chiesi se volesse andare a Gerusalemme e là essere giudicato di queste cose. Ma Paolo si appellò perché la sua causa fosse riservata al giudizio di Augusto, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 102 (103)

R. Il Signore ha posto il suo trono nei cieli.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe. R.

Il Signore ha posto il suo trono nei cieli
e il suo regno dòmina l’universo.
Benedite il Signore, angeli suoi,
potenti esecutori dei suoi comandi. R.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa;
vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. (Gv 14,26)

Alleluia.

Vangelo
Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21,15-19

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore.

Sulle offerte
Padre clementissimo,
che in santa Rita [da Cascia] hai distrutto l’uomo vecchio
e hai creato l’uomo nuovo a tua immagine,
nella tua bontà concedi anche a noi di essere rinnovati,
per offrirti degnamente questo sacrificio di riconciliazione.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione
Mia eredità è il Signore:
buono è il Signore con chi spera in lui. Alleluia. (Cf. Lam 3,24-25)

Dopo la comunione
Per la forza di questo sacramento,
sull’esempio di santa Rita [da Cascia]
guidaci sempre, o Signore, nel tuo amore
e porta a compimento fino al giorno di Cristo Gesù
l’opera di bene che hai iniziato in noi.
Per Cristo nostro Signore.

Dove “la fantasia è regola”, dove il bambino viene messo al centro del progetto educativo

Kate Middleton in visita a Reggio Emilia il 13 e 14 maggio

Mercoledì e giovedì la principessa del Galles, Kate Middleton, è stata a Reggio Emilia per visitare alcuni asili nido e scuole dell’infanzia che seguono il cosiddetto “Reggio Emilia Approach”, un modello educativo conosciuto e studiato in tutto il mondo. Middleton si occupa da tempo di temi legati all’infanzia: nel 2021 ha creato il Royal Foundation Centre for Early Childhood, una fondazione che promuove studi e iniziative dedicate ai primi anni di vita dei bambini.

Il Reggio Emilia Approach è il risultato di un lavoro sui diritti dell’infanzia e sull’educazione iniziato nel secondo dopoguerra e diventato noto a livello internazionale negli anni Novanta. Non è un metodo rigido ma un approccio educativo e filosofico che si basa sull’idea di considerare il bambino una persona con diritti, interessi e capacità proprie già dalla primissima infanzia. Un tempo era considerato un approccio estremamente innovativo. Oggi non è diverso da quelli applicati anche in altri nidi e scuole dell’infanzia in Italia: ciò che differenzia il modello di Reggio Emilia è che è stato istituzionalizzato in tutta la città, e che il comune ne è il gestore e finanziatore, tanto che possiede il marchio registrato Reggio Emilia Approach.

L’idea centrale è che la scuola debba lasciare spazio all’autonomia, alla curiosità e alla partecipazione dei bambini, favorendo un rapporto il più possibile paritario con educatrici ed educatori.

Per esempio ogni mattina, solitamente verso le 9:00, i bambini si riuniscono per confrontarsi su come si è sviluppata o si svilupperà la loro giornata. I bambini si siedono in cerchio, chiedono di parlare alzando la mano, e aspettano il loro turno ascoltando gli altri. L’obiettivo è che ciascuno possa contribuire e che le decisioni non vengano prese solo dagli adulti. All’assemblea partecipano tutti i bambini della scuola dell’infanzia (che hanno dai 3 ai 6 anni), ma anche per i bambini più grandi del nido vengono organizzati dei momenti di confronto simili.
Durante la giornata scolastica i bambini fanno molte attività artistiche e laboratoriali. In tutte le scuole c’è uno spazio dedicato all’arte e alla sperimentazione creativa, gestito da un “atelierista”, cioè un insegnante con formazione artistica che accompagna i bambini nell’uso di linguaggi diversi, dalla pittura alla modellazione dell’argilla.

Nelle scuole che seguono questo approccio anche gli spazi hanno un ruolo importante. Gli ambienti sono pensati per essere accoglienti, ricchi di stimoli e pieni di materiali che i bambini possono toccare e usare liberamente. Viene data anche grande attenzione al rapporto con la natura, attraverso giardini, orti e attività all’aperto.

Tutto il personale scolastico viene formato secondo i principi del Reggio Emilia Approach, compreso il personale di cucina. Per questo anche la preparazione del cibo può diventare un momento educativo condiviso con i bambini, integrato nelle attività quotidiane della scuola.

In tutte le scuole esistono inoltre i “Consigli Infanzia Città”, organismi a cui partecipano genitori e personale scolastico, ma aperti anche agli abitanti del quartiere interessati al funzionamento del servizio educativo. I consigli si riuniscono periodicamente per discutere di come stanno andando le attività scolastiche, di cosa potrebbe essere migliorato e degli aspetti che invece funzionano bene.

Nel tempo il Reggio Emilia Approach è diventato uno degli elementi più riconoscibili della città. L’amministrazione comunale finanzia il progetto destinando circa il 13 per cento del budget annuale nel comparto prescolastico.Viene applicato in tutti i nidi comunali ma non solo. Grazie a un protocollo d’intesa, il comune collabora anche con nidi gestiti da cooperative sociali e con scuole statali e paritarie, aiutandoli ad applicare l’approccio educativo reggiano.

Nella provincia di Reggio Emilia i nidi sono presenti in maniera piuttosto capillare, in tutta la provincia ce ne è almeno uno per comune, un dato abbastanza inusuale per l’Italia. Nella città di Reggio Emilia – dove vivono 170mila persone – ci sono circa 30 asili asili nido di cui 13 comunali e 13 a gestione indiretta, gestiti cioè dalle cooperative sociali. «A differenza di altri territori che tendono a esternalizzare i servizi, Reggio Emilia mantiene una percentuale molto elevata di nidi e scuole dell’infanzia a gestione comunale diretta», spiega Marwa Mahmoud, assessora alle Politiche educative con delega a scuole e nidi d’infanzia. La volontà dell’amministrazione, dice, è di non privatizzare il sistema e continuare a investire nel settore pubblico.

Il lavoro portato avanti dal comune di Reggio Emilia sui servizi educativi per la prima infanzia ha contribuito a raggiungere livelli molto alti di partecipazione scolastica: circa il 64 per cento nella fascia 0-3 anni e il 99 per cento nella scuola dell’infanzia.

Il Reggio Emilia Approach è diventato famoso in tutto il mondo negli anni ’90. Nel 1991 il magazine americano Newsweek pubblicò un articolo sulla scuola dell’infanzia Diana di Reggio Emilia definendola una delle 10 scuole migliori al mondo. Nel 1994 il comune creò la Reggio Children, un’azienda dedicata alla diffusione internazionale del “modello Reggio” sviluppato nelle scuole cittadine. Da quel momento è cresciuto parecchio l’interesse per questo approccio, che si è diffuso in molti altri paesi: c’è una comunità di scuole che seguono il Reggio Emilia Approach negli Stati Uniti.

L’interesse per i diritti dell’infanzia è presente da molto tempo a Reggio Emilia. Dopo la fine della seconda guerra mondiale un gruppo di donne dell’Unione donne italiane (Udi) cominciò ad aprire scuole materne e asili nido popolari autogestiti nella provincia di Reggio Emilia, soprattutto nelle aree di campagna. Uno di questi, che si trova nella frazione di Villa Cella, fu costruito grazie ai ricavi ottenuti dalla vendita di un carro armato e di alcuni cavalli lasciati dai tedeschi in ritirata.

Quando Loris Malaguzzi, un maestro e pedagogista della zona, venne a conoscenza dell’apertura della scuola di Villa Cella, decise di collaborare con le donne dell’Udi. Negli anni successivi diventò la figura centrale del progetto educativo e lavorò con il comune di Reggio Emilia alla creazione delle prime scuole comunali, poi dal 1971 al coordinamento del sistema dei nidi.

A Malaguzzi si deve anche una delle idee più note del Reggio Emilia Approach: quella secondo cui i bambini abbiano “cento linguaggi”, cioè molti modi diversi di esprimersi, conoscere il mondo e comunicare, che spesso la scuola tradizionale tenderebbe a limitare.

La principessa Kate durante la visita alla scuola dell'infanzia Salvador Allende di Reggio Emilia (Jordan Pettitt/Getty Images)