Vivere più a lungo non basta: la vera sfida è garantire a tutti una vita sana e dignitosa. Ecco come la finanza etica può contribuire






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Harper ha sei anni e da grande vuole fare l’infermiera. Nella sua scuola, in Carolina del Sud, negli Stati Uniti, ha raccontato quel sogno con un disegno. Ma a casa è tornata anche con un’immagine fatta con l’intelligenza artificiale: lei a 25 anni, vestita per lavorare in ospedale. Di fronte alla foto, Harper ha detto che le piacevano i capelli della ragazza inventata dal chatbot e che sperava di diventare così bella. La mamma, Nikki, si è stupita e arrabbiata: se il compito era immaginare il proprio lavoro da grandi, perché si è finiti a pensare all’aspetto che si avrà? Ha ragione: per i bambini piccoli non è utile avere dei modelli che suggeriscono quali visi e corpi considerare belli. Pensate che uno studio americano ha scoperto che le bambine desiderano di essere magre fin dai tre anni e poi provano in ogni modo a ottenere l’obiettivo, magari trascurando cose più importanti. La bellezza, però, non è tutto e non è uguale per tutti. Nessuna Ia può sapere come diventerà Harper e nemmeno lei. È questo il bello: bambine e bambini hanno bisogno di spazio per crescere, cambiare idea e diventare persone che oggi nessuno sa ancora disegnare.

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Da 25 anni uno strumento che permette al popolo del web di conoscere i volti della santità, soprattutto quelli meno noti. Continuando questa sua missione ora Santiebeati.it arriva con una versione rinnovata, più adatta alla consultazione da smartphone e tablet: è il regalo che l’Enciclopedia dei santi, beati e testimoni della fede offre ai suoi numerosi utenti per questo anniversario. Dallo scorso 10 ottobre chi lo consulta abitualmente per scoprire quali santi e beati sono ricordati ogni giorno trova infatti una struttura pensata per rendere più semplice la ricerca e la lettura delle schede.
L’homepage, caratterizzata dai tradizionali colori rosso, bianco e blu, presenta subito i pulsanti per cercare un santo o consultare le figure ricordate in una determinata data. È stata migliorata anche la funzione di ricerca interna, disponibile in ogni pagina. Dal menu si accede alle ricerche per nome e per data, ai patronati, più di 3.500, al dizionario dei nomi propri, con circa 3.100 antroponimi, agli ultimi inserimenti e alle schede più visitate. Sono inoltre presenti sezioni dedicate, come quelle sui santi sposi e sui santi bambini e giovani. Anche le schede sono state riorganizzate per facilitarne la consultazione: accanto ai dati principali e alla biografia possono includere approfondimenti, cronologia, valutazione storico-critica, fonti e immagini. Il rinnovamento valorizza così il patrimonio raccolto nel tempo grazie al lavoro degli autori e dei collaboratori. Oggi Santiebeati.it conta 14.880 figure censite, 13.437 biografie e 48.296 immagini. Le figure comprendono tutte le voci presenti nel repertorio, mentre le biografie sono i testi dedicati alla loro vita, alla testimonianza e al culto.
Nel corso degli anni il sito ha riscosso un’attenzione tale da essere talvolta scambiato per un’iniziativa ufficiale del Dicastero delle cause dei santi. Tra il 2002 e il 2003 i curatori promossero anche il sondaggio Un patrono per Internet : alla fase finale parteciparono oltre 70mila votanti e il beato Giacomo Alberione e san Giovanni Bosco raccolsero quasi lo stesso numero di preferenze. «Se rifacessimo oggi il sondaggio, san Carlo Acutis, che all’epoca era ancora vivo, risulterebbe nettamente vincitore», commenta Francesco Diani, che gestisce anche la Lista dei Siti Cattolici in Italia, LaChiesa.it e Bibbia.net, anch’essi recentemente rinnovati grazie al lavoro informatico di Marco Volpe.
«Abbiamo fatto un bel salto tecnologico rispetto al precedente sito, nato nel 2001 – aggiunge Diani –. Sto ancora prendendo confidenza con le tante potenzialità della nuova architettura: con don Fabio Arduino stiamo lavorando per sfruttare le molte possibilità di cui ora disponiamo». Don Fabio Arduino, sacerdote della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli e webmaster del sito, è tra i collaboratori della prima ora. «Approfondire le figure di un numero elevato di santi è stato fondamentale nel mio cammino di crescita non solo spirituale ma anche culturale. La vocazione al sacerdozio ha potuto irrobustirsi nel venire a contatto con le storie e gli scritti di tanti sacerdoti santi». Nel ministero utilizza spesso i contenuti dell’enciclopedia: «Una particolare iniziativa negli anni è stata l’estrazione del santo patrono per i parrocchiani nel giorno dell’Epifania, che può spingerli ad approfondire in autonomia la conoscenza del personaggio estratto». «Il rinnovamento non è un punto di arrivo – conclude Diani –. Vogliamo continuare ad arricchire l’Enciclopedia e rendere più accessibili le storie dei santi, perché ciascuno possa incontrare anche figure meno conosciute e scoprire quanto diverse siano le vie che portano alla santità».
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Grado della Celebrazione: COMMEMORAZIONE
Colore liturgico: Viola o Nero S1102A ;
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Fino a quando il Signore Gesù verrà nella gloria, e distrutta la morte gli saranno sottomesse tutte le cose, alcuni suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri che sono passati da questa vita stanno purificandosi, altri infine godono della gloria contemplando Dio.
Tutti però comunichiamo nella stessa carità di Dio. L’unione quindi di coloro che sono in cammino con i fratelli morti non è minimamente spezzata, anzi è conservata dalla comunione dei beni spirituali (cfr Conc. Vat. II, Costituzione dommatica sulla Chiesa, «Lumen gentium», 49).
La Chiesa fin dai primi tempi ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro i suoi suffragi (ibidem, 50). Nei riti funebri la Chiesa celebra con fede il mistero pasquale, nella certezza che quanti sono diventati con il Battesimo membri del Cristo crocifisso e risorto, attraverso la morte, passano con lui alla vita senza fine. (Cfr Rito delle esequie, 1).
Si iniziò a celebrare la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, anche a Roma, dal sec. XIV.
Le letture di questa prima Messa illuminano il mistero della morte con la speranza della risurrezione. Giobbe, pur nella sofferenza, proclama la sua fiducia nel Redentore vivente; san Paolo annuncia l’amore di Dio manifestato nella morte di Cristo per noi; Gesù, nel Vangelo, promette di non perdere nessuno di coloro che il Padre gli ha affidato, ma di risuscitarli nell’ultimo giorno. La preghiera per i nostri defunti diventa così una professione di fede nella vittoria di Cristo sulla morte e nella comunione che continua a unirci a quanti ci hanno preceduto.
Antifona d’ingresso
Come Gesù è morto e risorto,
così anche Dio, per mezzo di Gesù,
radunerà con lui coloro che sono morti.
E come in Adamo tutti muoiono,
così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Colletta
Nella tua bontà, o Padre,
ascolta le preghiere che ti rivolgiamo,
perché cresca la nostra fede nel Figlio tuo risorto dai morti
e si rafforzi la speranza che i tuoi fedeli
risorgeranno a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Prima lettura
Gb 19,1.23-27
Io lo so che il mio redentore è vivo.
Dal libro di Giobbe
Rispondendo Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 26
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
Seconda lettura
Rm 5,5-11
Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Parola di Dio
Canto al Vangelo
Gv 6,40
Alleluia, alleluia.
Questa è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore.
Alleluia.
Vangelo
Gv 6,37-40
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Nella comunione di speranza e di carità che neppure la morte può spezzare, celebriamo il ricordo di tutti i defunti e innalziamo a Dio, con umiltà e fiducia, le nostre suppliche.
Preghiamo insieme e diciamo: Dio, nostra speranza, ascoltaci.
1. Dio della pace, accogli nel beato riposo del tuo regno i fratelli e le sorelle che in questo mondo hanno sostenuto l’arduo combattimento della fede. Noi ti preghiamo.
2. Dio, gloria degli umili e premio dei giusti, dona ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, che hanno svolto il loro ministero in mezzo a noi, la pienezza della vita e la gioia promessa ai servi fedeli. Noi ti preghiamo.
3. Dio di ogni bontà, non lasciare che alcuno perisca di coloro che hai affidato a Cristo buon pastore, maestro e guida per i pascoli eterni. Noi ti preghiamo.
4. Dio della vita, donaci il senso cristiano del vivere e del morire e la certezza che al momento della morte entreremo nella verità tutta intera. Noi ti preghiamo.
5. Dio di infinita misericordia, esaudisci la preghiera universale della Chiesa, e purifica ogni creatura con il fuoco della tua carità. Noi ti preghiamo.
O Dio, fondamento della speranza che non delude, confortaci nelle fatiche del pellegrinaggio terreno. Alimenta in noi la certezza di essere sempre in comunione di spirito con i nostri cari defunti, nell’attesa di incontrarci tutti in cielo. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
Guarda con benevolenza, o Padre, i nostri doni,
perché i tuoi fedeli defunti siano associati
alla gloria del tuo Figlio,
che tutti ci unisce nel grande sacramento del suo amore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio
PREFAZIO dei defunti I-V
Antifona alla comunione
«Io sono la risurrezione e la vita», dice il Signore.
«Chi crede in me, anche se muore, vivrà;
chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno».
Preghiera dopo la comunione
Fa’, o Signore, che i tuoi fedeli defunti,
per i quali abbiamo celebrato il sacramento pasquale,
entrino nella tua dimora di luce e di pace.
Per Cristo nostro Signore.
(Si può utilizzare la formula della benedizione solenne)
Il Dio di ogni consolazione,
che nella sua bontà ineffabile ha creato l’uomo
e nella risurrezione del suo Figlio unigenito
ha concesso ai credenti la speranza di risorgere,
effonda su di voi la sua benedizione. R. Amen.
A noi, ancora pellegrini sulla terra,
conceda il Signore il perdono dei peccati,
e a tutti i defunti la dimora della luce e della pace. R. Amen.
Doni a tutti noi,
che crediamo in Cristo risorto dai morti,
di vivere con lui nella felicità senza fine. R. Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.