
Lo sloveno parte a inizio salita e rimonta tutti: resta viva solo la lotta per il secondo posto. Superato anche il record di scalata del Pirata
Re Sole detta la sua legge. Tadej Pogacar incanta anche sull’Alpe d’Huez e grazie a un attacco favoloso si va a prendere il successo della 19esima tappa del Tour de France. Un capolavoro. La vittoria consente a Pogacar di firmare anche il miglior tempo di sempre sulla salita dell’Alpe d’Huez. Lo sloveno completa l’ascesa in 35’29”, migliorando il precedente riferimento di Marco Pantani, che nel 1995 aveva fermato il cronometro a 36’50”. L’iridato sloveno, che non si era mai imposto nella famosa montagna alpina, riesce nell’impresa di andare a prendere gli ultimi attaccanti di giornata, prima Sepp Kuss, poi ai -1.8 km al traguardo Lenny Martinez e Richard Carapaz, staccati poi ai -900 metri dalla linea di arrivo. Qui Pogacar, dopo aver rifilato oltre 2’ al primo inseguitore della generale (Evenepoel) cala così il pokerissimo in questa edizione della Grande Boucle. Una giornata che entrerà nella storia questa sulle vivaci pendici dell’Alpe d’Huez, il mito alpino che fece il suo debutto alla Boucle nel 1952, anno della vittoria in solitaria di Fausto Coppi, poi in giallo fino a Parigi.
LA SITUAZIONE Per quanto riguarda la classifica generale, Remco Evenepoel si trova ora a 7’11” da Pogacar, ma ha fatto un passo forse decisivo per il secondo posto alle spalle di Tadej Pogacar. L’olimpionico belga ha pagato oggi altri 2’29” da Pogacar, un abisso, e ha preceduto di 12 secondi Isaac Del Toro, ora terzo a 9’42” dal compagno di squadra. Il messicano, invece, ha distanziato Paul Seixas di quattro secondi e ora ha 24” di vantaggio sul francesino. È stata una tappa esplosiva, partita da Gap, località già famosa per il Mondiale del 1972 vinto da Marino Basso davanti a Franco Bitossi. Una tappa compatta di 127,9 chilometri con 3.500 metri di dislivello e che ha visto i corridori affrontare inizialmente il Col Bayard (4,7 km al 7,2%) e il Col du Noyer (7,2 km all’8,5%), per poi attraversare il Col d’Ornon (5,4 km al 6,4%) a meno di 30 km dal traguardo. Fino all’ultima asperità, l’Alpe D’Huez (13,8 km al 8,1%) davanti a un mare di gente.
ALTRA MAXI FUGA La tappa di oggi è stata caratterizzata da una fuga di una quarantina di corridori. Tra gli uomini al comando, c’erano soprattutto Lenny Martinez, settimo nella generale, poi Richard Carapaz, decimo, Yannis Voisard, undicesimo, oltre ai vari Adam Yates, Sepp Kuss e Davide Piganzoli. Il vantaggio dei corridori in fuga sul gruppo maglia gialla ha superato i 4 minuti. Troppo poco per sperare di poter impedire a Pogacar di lottare per la vittoria di tappa. Un Pogacar che ha infatti gestito la frazione senza troppi patemi. Questo, nonostante il ritiro del giorno prima di Brandon McNulty. Senza dimenticare che diversi corridori dell’UAE Team Emirates hanno dovuto fare i conti problemi di salute, tra cui lo scalatore Adam Yates e Tim Wellens. Si è staccato ben presto, invece, Juan Ayuso: lo spagnolo della Lidl-Trek è stato tra i primi big della classifica a perdere le ruote del gruppo principale. Pochi istanti dopo, è partito Pogacar, che ha alzato il ritmo a circa 13 km dal traguardo con una progressione letale, tanto è vero che nessuno dei big è riuscito a restargli incollato.
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LA TAPPA Del 25 Luglio. La ventesima frazione del Tour, con partenza da Bourg d’Oisans e arrivo all’Alpe d’Huez, sarà l’ultima del trittico sulle Alpi prima del grande finale a Parigi. “Non abbiamo mai avuto una tappa così dura nella storia del Tour alla vigilia dell’arrivo finale sugli Champs-Élysées”, ha avvertito Christian Prudhomme, direttore del Tour. Sarà una tappa titanica che comprende quattro salite leggendarie: una di prima categoria, il Télégraphe (11,9 km al 7,1%), e tre fuori categoria, la Croix de Fer (24 km al 5,2%), il Galibier (17,7 km al 6,9%) e la salita finale all’Alpe d’Huez attraverso il Col de Sarenne (12,8 km al 7,3%), dove la presenza di spettatori sarà in gran parte vietata, per un totale di 5.450 metri di dislivello. Il Col de Sarenne è una novità per il Tour, che in precedenza aveva utilizzato un versante inedito, ma solo in discesa nel 2013. È stato invece scalato nel Giro del Delfinato del 2017, dove il britannico Peter Kennaugh si è aggiudicato il successo di tappa.
Gazzetta