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«Auto elettrica: basta sconti da Black Friday, servono aiuti strutturali»

«Auto elettrica: basta sconti da Black Friday, servono aiuti strutturali»

Critiche agli incentivi “mordi e fuggi” e ai maxi bonus da Black Friday, che andrebbero sostituiti con aiuti strutturali e pluriennali per risolvere la vera emergenza che ostacola la transizione ecologica in tema di mobilità, cioè il rinnovo del nostro parco circolante. Nei giorni scorsi Sébastien Guigues ha tracciato un bilancio del suo primo anno da direttore generale di Renault Italia, in occasione di “Viva Festival” a Locorotondo, rassegna di musica contemporanea sponsorizzata dal marchio francese che nell’occasione ha esposto la nuova Twingo elettrica.

Per Renault i primi sei mesi del 2026 si sono rivelati in forte crescita, con 51.248 immatricolazioni tra autovetture e veicoli commerciali (+3,9% sul 2025), che valgono il 4° posto nel mercato totale: «A luglio poi – spiega Guigues – abbiamo raggiunto circa il 7% di quota nel mercato retail, il miglior risultato degli ultimi anni. Nuova Clio è stata la protagonista assoluta: è un’auto perfetta per il mercato italiano grazie alla combinazione tra GPL e full hybrid E-Tech: infatti ha già totalizzato più di 20mila ordini. La nuova Twingo elettrica con 10mila ordini ha esordito in maniera molto soddisfacente, e anche i veicoli commerciali stanno recuperando terreno dopo un periodo difficile. Ovviamente non voglio dire che tutto è perfetto. La concorrenza resta molto forte, e non solo quella dei marchi cinesi anche se si parla molto di loro».
Renault però sembra puntare su una strategia diversa rispetto a molti concorrenti…
Dal punto di vista del business a livello globale abbiamo avviato una nuova fase con il piano “Future Ready” e i risultati stanno migliorando. Non siamo ancora dove vogliamo arrivare, ma la direzione è quella giusta. Abbiamo scelto di non scommettere su una sola tecnologia. Crediamo nell’elettrico ma anche nell’ibrido, e nel GPL dove il Gruppo Renault, grazie a Dacia, è saldamente al primo posto assoluto in Italia in fatto di immatricolazioni. Questa strategia oggi ci sta premiando. Quando sarà pronta per una diffusione più ampia dell’elettrico, l’Italia troverà Renault attrezzata con un’offerta completa.

Nell’analisi del bilancio del Gruppo Renault dei primi sei mesi a livello mondiale si è evidenziata una riduzione dei costi costruttivi di 400 euro a veicolo…
Sì. Siamo riusciti a sviluppare, per esempio, Twingo in due anni invece dei quattro che occorrevano in passato, e questo incide molto sul prezzo finale della vettura. Specialmente per le macchine elettriche, lo sviluppo veloce è decisivo perché la tecnologia invecchia presto.
Per quanto riguarda l’Italia invece, avete aumentato del 15% le vendite ai privati. Quanto incide sui buoni risultati di Renault?

Le flotte sono importanti in termini numerici, ma vendere ai clienti privati eliminando le km zero, come abbiamo fatto noi, mantiene meglio il valore dell’usato e questo rende più competitivi anche i canoni di leasing e finanziamento. È un circolo virtuoso. Oggi il valore residuo è l’elemento decisivo nella costruzione del prezzo, perché la gente prende la macchina a rate, ben pochi hanno 40mila euro in contanti da investire su un’automobile.
Perché in Italia l’auto elettrica fatica ancora a decollare?
Perché l’elettrificazione ha un costo e qualcuno deve sostenerlo. Nei Paesi dove l’elettrico è cresciuto davvero, i governi hanno accompagnato la transizione con incentivi stabili e duraturi. In Italia, invece, si continua con bonus “mordi e fuggi”: finiscono in poche ore e non aiutano il mercato a svilupparsi. La Francia è già al 50%, la Germania anche. L’Italia non è elettrica, ma un giorno lo sarà. Non serve molto per cambiare. In Francia e in Germania la gente ha capito che con la guerra, e i problemi dello Stretto di Hormuz la benzina sarebbe stata più costosa, dunque è passata all’elettrico. Però in Italia abbiamo un problema in più: l’elettricità che costa tanto, più di quasi tutti i Paesi europei.

La politica locale non sembra voler agevolare più di tanto le elettriche. A Roma, ad esempio, la ZTL è tornata a pagamento anche per le vetture 100% a batteria. Voi costruttori riuscite ad interagire con le istituzioni o non c’è proprio possibilità di discussione?
La politica ci ascolta tanto, ma ci sente poco. E il risultato lo si vede nel quotidiano. La macchina elettrica ha un costo supplementare, per noi, per tutti. Ma in Italia nessuno vuole pagare quel costo aggiuntivo. Che alla fine paga il cliente, ma solo chi può permetterselo. E le istituzioni cosa hanno fatto sinora? Stanziare milioni di euro per le elettriche che si esauriscono in poche ore non è aiutare a elettrificare, quello è un Black Friday.
Come se ne esce?
Premiando prima di tutto la rottamazione delle auto più vecchie. È quella la vera misura ambientale: eliminare dal parco circolante le vetture più inquinanti, indipendentemente dalla tecnologia scelta per sostituirle.
Quindi il problema non è solo elettrico contro termico?
Esatto. La priorità è rinnovare il parco auto. Una persona che guida una vettura di vent’anni spesso non lo fa per scelta, ma perché non può permettersi altro. Prima di imporre divieti bisogna offrire alternative economicamente accessibili. È una questione sociale prima ancora che industriale.

C’è ancora chi sostiene che in Italia manchino le infrastrutture di ricarica…
Invece non è più cosi, nemmeno sulle autostrade dove le colonnine di ricarica veloce sono presenti ogni 50 chilometri e spesso sono persino sottoutilizzate. Il problema oggi è più culturale e di fiducia che infrastrutturale.
Quale dovrebbe essere, in sintesi, la politica dell’auto dei prossimi anni?
Evitare gli approcci ideologici. Non esiste una sola tecnologia capace di risolvere tutto. Dobbiamo diversificare, accompagnare gradualmente la transizione e concentrarci sull’obiettivo vero: sostituire le auto più vecchie con veicoli moderni, qualunque sia la loro alimentazione. Questo farebbe bene all’ambiente, ai cittadini e all’industria.
E la tanto pubblicizzata invasione dei cinesi?
Nessuno sa quanto valga un brand cinese, perché è ancora presto per valutare il valore residuo delle loro auto. Magari anche l’usato andrà fortissimo, ma sono arrivati da poco e non sono passati almeno cinque anni per poterlo dire.
A meno che poi arrivi un colosso come BYD ed entri in Renault, come si vocifera che possa accadere. Allora cambierebbe tutto…
Sì, ma in Europa il nostro presidente ha già detto che non accadrà. Perché l’Europa è il “nostro” continente, anche se siamo un brand globale. Infatti stiamo facendo l’inverso, andremo costruire auto con Ford, per esempio. Renault è molto attaccata alla propria indipendenza. Le nostre fabbriche vanno bene, non c’è nessun bisogno al momento in Europa per allearci con qualcuno.

Avvenire

«Firmare per il Nobel ai bimbi di Gaza è un dovere morale»

«Firmare per il Nobel ai bimbi di Gaza è un dovere morale»

Sono sempre di più le adesioni alla petizione per Gaza (petizione.gaza@avvenire.it), con la richiesta lanciata dal professor Eugenio Mazzarella di dare il Nobel per la pace ai bambini della Striscia. Significative sono anche le prese di posizione istituzionali, come quella dell’Associazione Carta di Roma. «Partire da Gaza non significa fermarsi a Gaza – sottolinea l’Associazione -. Non si tratta di “premiare” la sofferenza o stabilire una graduatoria tra vittime, ma si tratta di obbligare la comunità internazionale a riconoscere un fatto: quando la guerra divora l’infanzia, la politica ha già fallito». Per questo, «sarebbe un Nobel a tutta l’infanzia violata». Tanti gli accademici e i professionisti che hanno sottoscritto l’appello, ma tanti anche gli abbonati del giornale, che dicono “sì” ricordando anche il numero dell’abbonamento, a riprova di un’appartenenza sempre più grande alla famiglia di “Avvenire”. Lo stesso sta avvenendo sui territori, con prese di posizione da parte di consiglieri regionali di diverse forze politiche. Non solo: la mobilitazione è arrivata anche nei municipi. A Napoli, un consigliere comunale, Toti Lange, ha presentato un ordine del giorno all’Assemblea del Consiglio Comunale della città partenopea per sostenere come Città di Napoli tutta, «la meritoria proposta di candidare al Nobel per la Pace i Bambini di Gaza». Lo stesso discorso vale anche per tanti cittadini impegnati “dal basso”, nella cooperazione e nei servizi sociali per i più poveri, dalle periferie delle grandi città alle prese con l’emergenza abitativa fino ai progetti per l’infanzia.
«È un imperativo morale per ciascuno di noi mettere il proprio nome al servizio della memoria». Usa queste parole Luca Formenton, editore di lungo corso, presidente della casa editrice Il Saggiatore e vicepresidente della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, per spiegare il suo “sì” alla petizione lanciata su queste colonne da Eugenio Mazzarella a favore del Nobel per i bambini di Gaza. Formenton ha intercettato la petizione su diverse chat personali di WhatsApp. «Per me è stato naturale aderire. Mi sono trovato del tutto d’accordo e ho firmato. Credo che l’adesione sia motivata dalla mia professione: sono un editore e per me la memoria è importante. Così la candidatura al Nobel per la pace dei bambini che non hanno avuto o non avranno un futuro è anche un modo per ricordarli».
Anche Silvia Costa, già parlamentare europea, parla di «dovere morale. Ho sentito il bisogno di esprimermi e di unirmi ad altri per cercare di mobilitare l’opinione pubblica e riscoprire insieme a tutti gli altri l’umanità, l’empatia, la volontà di non rassegnarsi». Quelle di Formenton e Costa sono due tra le migliaia di storie, tra le più note certamente, che si leggono tra le righe del “sì” all’appello per i piccoli della Striscia. Entrambi intellettuali di peso, entrambi impegnati nel dibattito pubblico. Costa si occupa di minori da molto tempo, visto che è stata cofondatrice di Telefono Azzurro con Ernesto Caffo nel 1987 e ha seguito a New York la discussione che ha portato alla firma della Convenzione sui diritti dell’infanzia del 1989. Oggi è nel direttivo del Partito democratico. Formenton invece, da conoscitore del mondo dei lettori, pensa che «tanta gente si sente coinvolta perché non si tratta di un appello generico, ma riguarda una situazione specifica. Il tentativo, secondo me riuscito, è di dare un volto ai numeri, ri-umanizzare le vittime».
Sullo sfondo c’è la necessità di riaffermare diritti umani fondamentali, in un momento storico in cui sembra dominare la legge del più forte e le regole internazionali vengono tranquillamente messe da parte. «Questa in fondo è la grande sconfitta di chi ha sempre avuto a cuore la pace, a ogni latitudine – osserva Costa -: pensavamo che gli organismi internazionali ci avrebbero messi al riparo, invece siamo riprecipitati nelle guerre, che sono all’origine stessa della violenza e, come vediamo a Gaza, dell’accanimento sui civili».
Non c’è, secondo l’esponente del Pd, il rischio di trascurare altre infanzie, altre storie. «Non dobbiamo oscurare altre realtà di sofferenza, a partire dai bambini trucidati da Hamas il 7 ottobre, è vero. Però non possiamo negare che la situazione dei civili a Gaza è tragica e crudele e non più motivabile dalla legittima difesa. Israele ha violato i trattati internazionali sulla protezione dei civili bombardando ospedali, scuole, abitazioni. Ecco perché penso sia legittimo oggi parlare specialmente dei bambini di Gaza, senza comunque scordare le altre situazioni di infanzia in guerra».
Secondo Formenton, la speranza adesso sta tutta in «una mobilitazione estesa, che possa far riflettere i potenti sul fatto che ogni guerra, in ogni parte del mondo, coinvolge bambini innocenti. Ed è chiaro che la candidatura riguarda non solo Gaza, ma i piccoli in tutte le guerre, dagli israeliani vittime della furia di Hamas, agli ucraini, fino ai sudanesi» sottolinea l’editore. Concretamente, in questa fase, è necessario sottrarre all’invisibilità le piccole vittime di questa guerra, sollecitando i capi di governo e i parlamentari a non stare a guardare, ma a pretendere un posto nei negoziati rimettendo al centro la diplomazia.
Anche la partecipazione di tante donne, secondo Silvia Costa, non deve sorprendere. «Il tema della protezione dei bambini probabilmente è più vicino alla sensibilità, alla storia e alla cultura delle donne. Assegnare ai bambini un ruolo di soggetto da rispettare nella sua realtà di persona in formazione, attiene al protagonismo femminile in quello che io chiamo cultura della cura. Sono convinta che la politica nazionale e internazionale dovrebbe ripartire proprio dal prendersi cura e accompagnare la dignità delle persone».
Avvenire

Forse è giunto il momento di iniziare a pensare, teologicamente e canonicamente, la presidenza della comunità cristiana dai fatti della vita pastorale delle comunità credenti

di: Marcello Neri

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Partecipo, in queste giornate torride, al funerale del papà di un caro amico – morto sazio di giorni e ricolmato di amore da una vita che è stata una benedizione. Non riescono a esserci tutti coloro che lo avrebbero desiderato, dato che siamo nel cuore del periodo delle vacanze estive.

Una chiesa di città, con aria afosa e surriscaldata – come quella che si respira fuori. Causa incidente, arrivo qualche minuto dopo l’inizio della celebrazione: a presiederla un anziano prete, che fatica a muoversi ed è evidentemente oppresso dal caldo come tutti i partecipanti. Lo coadiuva un diacono.

La celebrazione dell’eucaristia di congedo dalla vita, che la consegna all’abbraccio benedicente di Dio, è letteralmente tragicomica. Il prete dimentica cosa deve fare, allora con gentilezza interviene il diacono. Salta pezzi della liturgia, e il diacono delicatamente gli fa riavvolgere il filo della celebrazione. Non trova le pagine nei libri liturgici, e il diacono si appresta a farlo cercando di non essere troppo invadente.

L’elenco potrebbe andare avanti… ma direi che questo basta per farsi l’idea del problema. Che non è l’anziano sacerdote in sé, a cui si deve una profonda gratitudine per la disponibilità a celebrare il rito. Il problema mi sembra il seguente – e riguarda il ruolo del diacono e la questione della presidenza delle nostre liturgie cattoliche. Da un lato, il diacono è stato una sorta di badante liturgico del prete. Dall’altro, è stato un vero e proprio presidente di colui che presiedeva l’eucaristia – senza di lui, la liturgia sarebbe impazzita nella fatica dell’età del celebrante, aggravata dal caldo opprimente di questa lunghissima estate italiana.

La domanda seria è: chi ha presieduto? Certo, de iure è stato il prete – si è seduto nella sedia centrale, ha letto la preghiera eucaristica, ha benedetto la bara al termine della celebrazione (non senza qualche rischio per la sua incolumità e lo sguardo stupito quando l’accolito gli ha passato il turibolo). De facto, ossia nel senso rituale e liturgico pratico, a presiedere è stato il diacono – senza di lui non ci sarebbe stata liturgia alcuna.

Si tratta di un episodio contingente, che rivela però una radicata – e talvolta perversa – mentalità ecclesiastica. Questa celebrazione ha pienamente corrisposto ai documenti della Chiesa cattolica sul tema, formalmente. Quello che è accaduto, la celebrazione reale a cui ha preso parte la gente, è andata in tutt’altra direzione.

Che formulerei nei seguenti termini: la presidenza di una comunità cristiana, finanche quella della celebrazione liturgica, è un fatto concreto – che si vive e si sente sulla propria pelle. E qui la realtà dei fatti cristiani dice qualcosa di molto diverso dalla teoria dei documenti. Appunto, che nella realtà di quella celebrazione eucaristica delle esequie cattoliche il presidente è stato il diacono e non il prete.

Ma questo apre un altro versante problematico. In ragione del centralismo clericale abbiamo finito per eucaristizzare tutte le possibilità liturgiche della celebrazione cattolica nella pastorale di tutti i giorni. Dimenticando che la liturgia non è solo la messa – ci sono molte altre forme liturgiche possibili, a cui però non ricorriamo quasi mai: perché se c’è il prete, qualsiasi sia il suo stato, si deve dire la messa.

D’altro lato, abbiamo pretizzato tutte queste altre possibilità liturgiche, per le quali è assolutamente possibile una presidenza non clericale. Dalla liturgia delle ore all’adorazione eucaristica. E nelle quali è altrettanto possibile, già ora, una parola pubblica e comunitaria della fede che non è quella del prete.

Gli episodi dicono lo stato delle cose. Se guardiamo alla vita concreta delle nostre comunità cristiane, si può vedere che la loro presidenza di fatto non solo non è tutta clericale, ma è anche plurale. La presidenza diventa clericale e univoca solo per ciò che riguarda il potere – quello del prete sulla comunità.

Forse è giunto il momento di iniziare a pensare, teologicamente e canonicamente, la presidenza della comunità cristiana dai fatti della vita pastorale delle comunità credenti – e non di incastrare quest’ultima nel letto di Procuste di una forma della comunità cristiana pensata sul prete quale suo principio assoluto.

Questo potrebbe far bene allo stesso ministero ordinato – ossia destinato a una comunità che lo precede, che già c’è e ha la sua storia.

Settimana News

Lettura e Vangelo del giorno 14 agosto 2026

Letture del Giorno

Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechièle
Ez 16,59-63

Così dice il Signore Dio: «Io ho ricambiato a te quello che hai fatto tu, perché hai disprezzato il giuramento infrangendo l’alleanza. Ma io mi ricorderò dell’alleanza conclusa con te al tempo della tua giovinezza e stabilirò con te un’alleanza eterna. Allora ricorderai la tua condotta e ne sarai confusa, quando riceverai le tue sorelle maggiori insieme a quelle più piccole, che io darò a te per figlie, ma non in forza della tua alleanza. Io stabilirò la mia alleanza con te e tu saprai che io sono il Signore, perché te ne ricordi e ti vergogni e, nella tua confusione, tu non apra più bocca, quando ti avrò perdonato quello che hai fatto». Oracolo del Signore Dio.

Salmo Responsoriale
Is 12,2-6

R. La tua collera, Signore, si è placata e tu mi hai consolato.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza. R.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime. R.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele. R.

Vangelo del Giorno

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,3-12

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Soli Deo Gloria Domenica 23 agosto ore 17.30 Secchio di Villa Minozzo (Reggio Emilia) Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo Via del Bosco 1

5Locandina Secchio
Comunicato stampa

“Soli Deo Gloria. Organi, Suoni e Voci della Città 2026 – XXII edizione”,  nell’ambito del più ampio progetto di co-progettazione culturale “Animali Intelligenti” voluto dal Comune di Reggio Emilia Assessorato Cultura e Giovani, promosso da ICS – Innovazione Cultura Società, Digital Freaks, Bruma, Amici del Quartetto “Guido A. Borciani”, Cappella Musicale San Francesco da Paola, Soli Deo Gloria Organi, Suoni e Voci della Città, che si terrà

Domenica 23 agosto ore  17.30

Secchio di Villa Minozzo (Reggio Emilia)

Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo
Via del Bosco 1

Lavinia Guillari, flauto traverso
Anna Vezzani, chitarra
Cristina Calzolari, organo
Andrea Caselli, tenore
Corale il “Gigante” di Villa Minozzo diretto da Andrea Caselli

In ricordo di Don Guglielmo Ferrarini nel 10 anniversario dalla morte

In collaborazione con il Comune di Villa Minozzo
Ingresso libero, senza prenotazione, limitato ai posti disponibili
Il programma:

Prima parte

Johann Sebastian Bach
(Eisenach ,21 marzo 2685- Lipsia ,28 luglio 1750)
Andante e Allegro dalla sonata per flauto in do maggiore BWV 1033

Dario Castello
(Venezia,19 ottobre 1602 – Venezia, 2 luglio 1631)
Exultate Deo Mottetto per voce sola e basso continuo

Claude Debussy
(St-Germain-en-Laye, 22 agosto 1862 Parigi, 25 marzo 1918)
Sirynx per flauto solo

Marc-Antoine Charpentier
(Île-de-France, 1643 – Parigi, 24 febbraio 1704)
O Pretiosum mottetto per tenore e basso continuo

Eric Satie
(Honfleur, 17 maggio 1866 – Parigi, 1º luglio 1925)
Gnossienne per chitarra sola

Antonio Vivaldi
(Venezia 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741)
“La Tiranna avversa sorte”
aria per tenore dall’opera “Arsilda” regina di Ponto” RV 700

Federico il Grande di Prussia
(Berlino 24 gennaio 1712 Potsdam 17 agosto 1786)
Sonata n.24 per flauto e continuo Grave -Allegro

Henry Purcell
(Westminster, 10 settembre 1659 – Westminster, 21 novembre 1695)
An Evening Hymn per tenore e continuo

Flauto traverso: Lavinia Guillari
Chitarra: Anna Vezzani
Organo: Cristina Calzolari
Tenore: Andrea Caselli

Seconda parte:

Umil Madonna
preghiera del Maggio di Costabona elab. Andrea CaselliDonna Padana
Melodia popolare elab. Giacomo MonicaDon Savino Bonicelli
(Costabona 14 luglio 1903- Villa Minozzo 6 gennaio 1983)
Diffusa est gratia antifona a 2 voci e organo
Ave Maria in italiano a 4 voci
Ave Maris Stella inno a 4 voci

Giuseppe de Marzi “Bepi” Arzignano VI 1935
Cortesani
La Sacra Spina
GerusalemmeLuigi Molfino
(Lugano 22 maggio 1916 -Milano 27 luglio 2012)
O sacrum Convivum antifona a 4 voci misteMarco Maiero Tricesimo UD 1956
Sul Nero
Ricordi quel treno?

Corale “Il Gigante” di Villa Minozzo
Direttore: Andrea Caselli
Gli interpreti:
Lavinia Guillari
Si è diplomata nel 2000 al Conservatorio A. Boito di Parma sotto la guida di G. Bovio con il massimo dei voti e lode e ha proseguito i suoi studi presso diverse Accademie flautistiche italiane con Michele Marasco, Bruno Cavallo, Nicola Mazzanti, Maurizio Simeoli e Elisa Boschi. Ha collaborato come flauto e ottavino con l’Orchestra A. Toscanini e l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Specializzata nel repertorio contemporaneo, ha collaborato e collabora con diverse formazioni cameristiche italiane quali l’Icarus Ensemble di Reggio Emilia, il Divertimento Ensemble e il Syntax Ensemble di Milano. Con questi gruppi si è esibita in Italia e all’estero (Roma, Strasburgo, Milano, Zagabria…) anche in veste di solista. Dal 2007 è flautista stabile del FontanaMix Ensemble di Bologna, col quale ha suonato in diverse edizioni della Biennale Musica di Venezia (2009, 2016, 2020), nell’edizione 2016 del Connect festival di Malmö, al Festival Demetria di Salonicco, ad Hannover, nonché alla Hall des Chars e la Cité de la musique et de la danse di Strasburgo.
Insieme all’Ensemble ha calcato prestigiosi palcoscenici di teatri e festival italiani, fra cui il Teatro Comunale e l’Auditorium Teatro Manzoni di Bologna, Milano Musica, Festival “Aperto” di Reggio Emilia, Festival Angelica, MAMbo, Amici della Musica, Teatro Massimo e Teatro Politeama di Palermo, Filarmonica di Rovereto, “Musica@Villa Romana”, Teatro Verdi di Pordenone.
Nell’ambito dell’attività dell’Ensemble, collabora con numerosi compositori del panorama italiano e internazionale, nonché con altri ensemble europei. Con l’Ensemble ha inoltre realizzato particolari progetti che vedono la collaborazione di artisti quali Cristina Zavalloni, Moni Ovadia e Trilok Gurtu.
L’Ensemble, oltre all’attività dal vivo, vanta anche di una prolifica produzione discografica a cui Guillari ha partecipato registrando 6 dischi.
Anna Vezzani
Compie gli studi musicali presso l’Istituto musicale pareggiato “A. Peri” di Reggio Emilia. Ha seguito i corsi di perfezionamento del maestro G. Bandini presso l’Accademia Musicale del Teatro Cinghio a Parma; ha frequentato master class con il Duo Assad, P. Pegoraro, T. Hopstock,P. Steidl. Ospite di importanti manifestazioni artistiche svolge un’intensa attività concertistica esibendosi in Italia e all’estero in qualità di solista e in diverse formazioni cameristiche, con repertori che spaziano dalla musica antica a quella contemporanea e popolare. In particolare, nella formazione Duo Matildico (chitarra e fisarmonica) approfondisce le forme di tango, vals e milonga. Dal ‘98 progetta e realizza spettacoli integrati di musica e poesia. È titolare della cattedra di chitarra presso la scuola media ad indirizzo musicale “A. Balletti” di Quattro Castella (RE). Suona su una chitarra del liutaio Gernot WagnerCristina Calzolari
Nata a Reggio Emilia, ha studiato pianoforte con Giannantonio Mutto e si è diplomata presso il Conservatorio Cesare Pollini di Padova; si è inoltre diplomata in canto presso l’Istituto Musicale Pareggiato Orazio Vecchi di Modena. Si è presto appassionata alle tastiere antiche dedicandosi allo studio del clavicembalo con Francesco Baroni, per basare poi la sua attività su strumenti a tastiera ancora precedenti quali l’organo portativo, il clavisimbalum e il claviciterio.
Con l’ensemble La Reverdie ha tenuto concerti presso il festival Settembre Musica di Torino, il festival AMUZ van Vlaanderen di Anversa, Oude Muziek di Utrecht, Festival di Stresa, Cantar di Pietre a Lugano, festival Grandezze e meraviglie di Modena, per la diretta radiofonica dei Concerti del Quirinale a Roma, Festival Internacional Cervantino di Guanajuato (Messico) e ha eseguito musiche originali a commento delle Confessioni di Sant’Agostino lette da Gerard Depardieu al Ravenna Festival.
Con l’ensemble Adiastema diretto da Giovanni Conti, oltre a concerti in Spagna e in Svizzera, ha collaborato con Pamela Villoresi nell’esecuzione di brani dal codice di Las Huelgas in un concerto dedicato a Hildegard von Bingen, trasmesso in diretta radiofonica dal secondo canale della RSI – Radiotelevisione della Svizzera italiana.
Con l’ensemble La Lauzeta ha registrato le musiche del documentario Renaissance Unchained prodotto e trasmesso dall’emittente inglese BBC nel gennaio 2016.
Ha inoltre collaborato con l’ensemble Cantilena Antiqua diretto da Stefano Albarello, l’ensemble L’Homme Armé per la direzione di Kees Boeke e Fabio Lombardo e con La Mandragora, con cui ha suonato per i Festival Morellino Classica e Musica Antica a Magnano.
Parallelamente a questa attività è sempre stata attiva come cantante e ha lavorato per direttori specializzati nel repertorio rinascimentale e barocco quali Antonio Florio, Rinaldo Alessandrini, Alan Curtis, Kees Boeke, Roberto Balconi, Andrew Lawrence-King, Gianluca Capuano, Ruben Jais. Per il teatro d’opera ha interpretato il ruolo di Dama Disincantata nell’opera La liberazione di Ruggiero dall’isola di Alcina al teatro Metastasio di Prato per la direzione di Alan Curtis; il ruolo di Mater nel mistero provenzale Aines presso il Festival di Musica Sacra di Lucca; il ruolo di Roma nell’opera Il S. Alessio per la Sagra Musicale Umbra; il ruolo di Katchen nell’opera Werther diretta da Reynald Giovaninetti presso il Teatro Regio di Parma, il Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia e il Teatro Comunale di Modena.  Ha debuttato i ruoli di Proserpina e Speranza nell’Orfeo di Monteverdi a Madrid (opera replicata poi in Germania, Austria, Gran Bretagna, Israele, USA nonché trasmessa su Rai-Radio Tre Suite e pubblicata nella collana dedicata all’opera lirica del Corriere della Sera) sotto la direzione di Claudio Cavina.
Collabora inoltre con il Coro della RSI di Lugano diretto da Diego Fasolis, il Coro del Teatro Comunale di Firenze, e il Coro del Teatro Comunale di Bologna con i quali ha effettuato tournée nei maggiori teatri e festival di Spagna, Inghilterra, Germania, Belgio, Finlandia e Giappone. Ha registrato per le case discografiche Naxos, OPUS 111, Symphonia, Tactus, Arcana, Chandos, per Rai-RadioTre Suite, RSI-Radio Televisione della Svizzera Italiana.
Andrea Caselli
Nel 1978 Inizia gli studi musicali con il M° Anselmo Guidetti presso la scuola della banda civica di Cavola RE; nel 1994 frequenta l’Istituto Musicale C.Merulo di Castelnovo Monti studiando pianoforte. Ha partecipato a corsi di direzione corale, tecnica vocale ed interpretazione con i Maestri: G. Vacchi, U. Rolli, M. Uberti C. Chiavazza. Ha studiato canto con Cristina Calzolari e Gianfranco Boretti. Ha cantato nel Coro Polifonico di Reggio Emilia diretto da Giuliano Giaroli, e come solista in produzioni musicali del periodo barocco (formazioni solistiche madrigalistiche). Ha cantato nell’Ensemble Vocale “Loquebantur” interpretando musica polifonica sacra e profana dal 400 al 700, nel trio vocale francese “Paroplapi”, gruppo vocale a cappella che propone musiche tradizionali e di autori contemporanei in lingua occitana esibendosi in Francia Belgio e USA. È stato direttore del Coro Matildico Val Dolo di Toano (RE) dal 1994 al 2009. Ha tenuto corsi d’indirizzo musicale in canto e pianoforte presso scuole primarie e superiori della provincia. Nel 2004 ha curato l’edizione di un libro di ricerca musicale dal titolo “Dei Montanari il Canto”: un saggio di ricerca musicologica sulle tradizioni del canto popolare e d’ispirazione religiosa della media vallata del Secchia. Dal 2007 dirige la corale il Gigante di Villa Minozzo (RE). Nel luglio 2007 e 2008 ha seguito in Inghilterra un masterclass di canto con il soprano inglese Evelin Tubb presso la Dartington International Summer School nel Devonshire UK.
Nel 2012-2013 ha partecipato come solista in alcune produzioni concertistiche, tra le quali la Messa dell’Incoronazione di W. A. Mozart, Messa di Santa Cecilia di C. Gounod. Si è occupato del riordino e catalogazione delle musiche di Don Savino Bonicelli e del maestro Giuliano Giaroli. Nel 2013 con l’ensemble vocale “la Cantoria” nell’ambito della rassegna concertistica Soli Deo Gloria, ha eseguito in prima esecuzione in tempi moderni, il Miserere di Marc’ Antonio Ingegneri, a dieci voci in due cori, curato e trascritto dalle stampe antiche del 1588. Sempre con lo stesso gruppo vocale e strumentale, nel maggio 2014 ha proposto al pubblico locale la Messa del Moro del compositore fiorentino Pietro del Moro scritta per coro maschile e strumenti a fiato. Ha collaborato inoltre con il coro della Cappella musicale di San Francesco da Paola in Reggio Emilia diretto dalla musicologa Silvia Perucchetti. Dal 2016 presta servizio occasionale nel coro della Cappella Musicale della Cattedrale di Reggio Emilia diretta dal M° Primo Iotti. Nel 2025 in occasione del centenario della morte del compositore reggiano Guglielmo Mattioli (1857-1924) assieme a Carlo e Silvia Perucchetti ha pubblicato: “Guglielmo Mattioli, una vita dedicata alla musica” A cento anni dalla scomparsa il valore di un musicista italiano nelle testimonianze e le cronache del tempo: assieme alla pubblicazione sono state stampate 9 composizioni inedite scelte dai manoscritti.
Corale il Gigante
Il coro a formazione mista, si costituisce a Villa Minozzo nel 1996 sotto la guida del maestro Simone Ivardi-Ganapini, per volontà di alcuni coristi i quali, avendo maturato esperienze in altri cori, decidono di formare un proprio gruppo vocale locale. Il coro inizia subito ad avere una propria identità, inserendo nel proprio repertorio molti canti ricercati nel territorio, arrangiati ed elaborati dal suo direttore. Il coro associato A.E.R.Co (associazione Emiliano- Romagnola Cori) si è esibito in diverse località italiane, partecipando a rassegne e concerti. Dal 2007 la direzione è affidata al M°Andrea Caselli, il quale ha proseguito l’opera del suo predecessore ampliando il repertorio con canti della tradizione emiliana di ricerca con sue elaborazioni e con uno sguardo anche a composizioni d’autore. Parallelamente al repertorio popolare, il coro si dedica anche alla musica sacra proponendo sia in concerto e sia in cerimonie liturgiche, musiche sacre di vari autori ma in particolare quelle del sacerdote compositore villaminozzese Don Savino Bonicelli (1903-1983) in collaborazione con “I fiati di Villa” ottetto strumentale di ottoni e legni. Dal 2002 è organizzatore e promotore della rassegna corale nella quale ospita cori e formazioni vocali provenienti da tutta Italia. Nel 2016 nell’occasione del ventennale di fondazione il coro ha avuto come ospite nella propria rassegna corale Villaminozzese la compagine corale “I Crodaioli” diretta e fondata dal musicista e compositore Bepi de Marzi. Il coro ha collaborato con la band Nuvole Barocche, tributo a Fabrizio de André, nell’esecuzione integrale dell’album del cantautore genovese, “La buona novella”.  Nell’ottobre 2018 la corale su invito della Cappella musicale pontificia, ha animato la S. Messa prefestiva in San Pietro con musiche di Don Savino Bonicelli, il quale proprio a Roma dal 1939 al 1943 frequentò l’istituto e si diplomò in canto gregoriano al Pontificio Istituto di Musica Sacra.

Si ringraziano Don Giuseppe Lusuardi, Don Alpino Gigli, Unità pastorale “Santa Maria in Castello”, per la disponibilità e la preziosa collaborazione.

La rassegna Soli Deo Gloria. Organi, Suoni e Voci della Città è promossa in collaborazione e con il contributo di:

Comune di Reggio Emilia

Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla: Ufficio Beni Culturali, Nuova Edilizia di culto; Museo Diocesano di Reggio Emilia – Guastalla

Conservatorio di Musica di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “Achille Peri – Claudio Merulo”

Lions Club Ludovico Ariosto di Albinea

AERCO Associazione Emiliano-Romagnola Cori

BUS74 APS

Fondazione Solidarietà Reggiana

Reggio Iniziative Culturali

Capella Regiensis

FAI Fondo Ambiente Italiano

Sponsor tecnico

Hotel Posta

Direttore Artistico Renato Negri

Per informazioni:

info@solideogloria.eu

Comune di Reggio Emilia
Servizo Servizi Culturali
tel. 0522 456249
http://www.comune.re.it/cultura

Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla
Ufficio Beni Culturali, Nuova Edilizia di culto
tel. 0522 1757930
beniculturali@diocesi.re.it

Conservatorio di Musica di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “Achille Peri – Claudio Merulo”Sede “Achille Peri” di Reggio Emilia
tel. 0522.1172170

Reggio Iniziative Culturali
tel. 0522 420804info@reggioiniziativeculturali.it

a cura di Renato Negri

Italia da sogno a Parigi: record del mondo di Curtis nei 50 dorso, 4×100 donne d’argento, Ceccon e Pilato di bronzo

Italia da sogno a Parigi: record del mondo di Curtis nei 50 dorso, 4X100 donne d’argento, Ceccon e Pilato di bronzo

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS)

– Tra podi e record, va in archivio un’altra giornata di festa per l’Italia agli Europei di nuoto in corso a Parigi

, con tanti protagonisti ma una in particolare.

Sara Curtis è tra le protagoniste della staffetta 4×100 stile libero femminile d’argento

, poche decine di minuti dopo

aver scritto la storia con il nuovo record del mondo dei 50 dorso.

Sul podio anche

Thomas Ceccon, bronzo nei 200 dorso, e Benedetta Pilato, anche lei terza nei 100 rana

 Curtis, già bronzo nei 100m stile libero, la prima a ritoccare un record del mondo in questo Europeo. Lo fa nella

semifinale dei 50 dorso

realizzando un primato

“voluto, ma inaspettato”

, come afferma lei stessa. Con il suo 26″63 polverizza il 26″86 dell’australiana Kaylee McKeown, realizzato il 20 ottobre 2023 a Budapest. ”

Era il mio sogno più grande

– racconta -.

Non pensavo arrivasse ora, ma sapevo sarebbe arrivato”

. Domani, ore 18.36, la finale per provare a portare a casa la seconda medaglia del suo Europeo. Sull’onda dell’entusiasmo, la portacolori dell’Esercito torna in acqua e contribuisce, assieme a

Emma Virginia Menicucci, Chiara Tarantino e Alessandra Mao, all’argento nella staffetta stile libero chiusa in 3’33″19

, nuovo record italiano, dietro soltanto a un’Olanda trascinata nella frazione conclusiva dalla solita Steenbergen. Tra i primi a fare i complimenti a Curtis, c’è il

presidente della Fin Paolo Barelli,

che definisce la giovane piemontese

“una forza della natura talentuosa e determinata”.

Da una finale dove il podio era tutt’altro che scontato, arriva il

bronzo (con record italiano) di Thomas Ceccon in 1’53″96

dietro a un’imprendibile

Kos e al greco Siskos

.

“Questo è un tempo che comincia a dire qualcosa

– afferma alla Rai dopo la gara -. H

o provato una gara più aggressiva fin dall’inizio, gli ultimi 50 metri ho fatto fatica però si può ancora migliorare”

. Il bronzo fa felicissima anche Benedetta Pilato, già oro nei 100 rana a Roma 2022. Il quarto podio continentale in vasca lunga arriva con il tempo di 1’05″89, dietro alla

britannica Evans e all’irlandese Mc Sharry.

“La prima parte mi dà buone speranze per i 50

– afferma la tarantina, al comando dopo i primi 50 metri di gara -.

È stato un anno complicato, me lo merito”

. Chiude invece all’ottavo posto

Lisa Angiolini

. Nei 400 misti niente da fare per

Giada Alzetta, sesta, e Anna Pirovano,

ottava. Chiude all’ottavo posto anche

Silvia di Pietro nei 50 farfalla. Carlos D’Ambrosio

si gioca le sue carte nella finale super competitiva dei 100 stile, chiusa al settimo posto in 47″58, mentre a vincere è il rumeno David Popovici. Nella penultima gara di giornata,

Luca de Tullio è sesto in 7’44″24 nella finale degli 800 stile

libero vinta dal tedesco Liebmann. Quanto alle semifinali, oltre a Curtis avanza in finale anche

Christian Mantegazza nei 200 rana.

-Foto IPA Agency- (ITALPRESS).

Europei nuoto, il programma di oggi: da Ceccon a Quadarella e Sara Curtis, gli azzurri in gara. Dove vederli in chiaro

Proseguono gli Europei di nuoto e oggi, giovedì 13 agosto, va in scena la quarta giornata di gare in vasca a Parigi, dove verranno assegnate nuove medaglie. Diversi azzurri sono in corsa per vincerne una, tra questi il campione olimpico Thomas Ceccon che sarà impegnato nella batteria dei 50 metri dorso. In serata toccherà anche a Simona Quadarella che si cimenterà nei 1500 metri. Ecco il programma completo degli italiani in gara oggi.

Sessione mattutina

Ore 9.30 Batterie 200m stile libero uomini – Jacopo Barbotti, Carlos D’Ambrosio, Marco De Tullio, Alessandro Ragaini

Ore 10.04 Batterie 100m farfalla donne – Paola Borrelli, Costanza Cocconcelli, Anita Gastaldi

Ore 10.19 Batterie 50m dorso uomini – Thomas Ceccon, Daniele Del Signore, Michele Lamberti, Francesco Lazzari

Ore 10.40 Batterie 200m rana donne – Lisa Angiolini, Anna Pirovano

Ore 10.54 Batterie Staffetta 4x100m stile libero uomini – Italia

Ore 11.07 Batterie 1500m stile libero donne – Simona Quadarella, Ginevra Taddeucci

Sessione serale

Ore 18.30 FINALE 100m farfalla uomini

Ore 18.36 FINALE 50m dorso donne (Sara Curtis)

Ore 18.41 Semifinali 200m stile libero uomini (ev. Jacopo Barbotti, Carlos D’Ambrosio, Marco De Tullio, Alessandro Ragaini)

Ore 18.51 Semifinali 100m farfalla donne (ev. Paola Borrelli, Costanza Cocconcelli, Anita Gastaldi)

Ore 19.00 Semifinali 50m dorso uomini (ev. Thomas Ceccon, Daniele Del Signore, Michele Lamberti, Francesco Lazzari)

Ore 19.07 Semifinali 200m rana donne (ev. Lisa Angiolini e Anna Pirovano)

Ore 19.29 FINALE 200m rana uomini (Christian Mantegazza)

Ore 19.36 FINALE 200m stile libero donne

Ore 19.43 FINALE staffetta 4x100m stile libero uomini (ev. Italia)

Le gare degli Europei di nuoto di oggi, giovedì 13 agosto, saranno visibili in diretta su Rai 2 Hd, Sky Sport Uno (canale 201) e Sky Sport Max (206). La rassegna sarà visibile anche in streaming su Rai Play, Sky Go, NOW ed European Aquatics Tv.

CALENDARIO EUROPEI ATLETICA OGGI Giovedì 13 agosto

Erika Saraceni

11.33 Decathlon, 110 ostacoli

11.55 Salto in alto (femminile), qualificazioni

12.05 200 metri, batterie

12.20 Decathlon, lancio del disco

12.30 3000 siepi (maschile), batterie

13.10 800 metri (femminile), semifinali

13.45 400 metri (femminile), semifinali

14.00 Decathlon, salto con l’asta

14.48 Tiro del giavellotto (maschile), qualificazioni

19.35 Decathlon, tiro del giavellotto

20.40 Salto triplo (femminile), finale

20.50 Salto con l’asta (femminile), finale

21.05 200 metri (maschile), semifinali

21.29 3000 siepi (femminile), finale

21.45 Lancio del disco (maschile), finale22.10 Decathlon, 1500 metri

22.28 800 metri (maschile), finale

22.50 200 metri (femminile), finale

ITALIANI IN GARA OGGI EUROPEI ATLETICA
Giovedì 13 agosto

11.33 Decathlon, 110 ostacoli: Dario Dester, Alberto Nonino

11.55 Salto in alto (femminile), qualificazioni: Marta Morara, Idea Pieroni, Asia Tavernini

12.05 200 metri, batterie: Filippo Dezza, Eduardo Longobardi

12.20 Decathlon, lancio del disco: Dario Dester, Alberto Nonino

12.30 3000 siepi (maschile), batterie: Yassin Bouih, Ala Zoghlami, Osama Zoghlami

13.10 800 metri (femminile), semifinali: Eloisa Coiro

13.45 400 metri (femminile), semifinali: Alessandra Bonora, Alice Mangione, Anna Polinari

14.00 Decathlon, salto con l’asta: Dario Dester, Alberto Nonino

14.48 Tiro del giavellotto (maschile), qualificazioni: Michele Fina, Giovanni Frattini

19.35 Decathlon, tiro del giavellotto: Dario Dester, Alberto Nonino

20.40 Salto triplo (femminile), finale: Dariya Derkach, Erika Saraceni

21.05 200 metri (maschile), semifinali: Fausto Desalu, eventuali Filippo Dezza, Eduardo Longobardi

22.10 Decathlon, 1500 metri: Dario Dester, Alberto Nonino

22.28 800 metri (maschile), finale: Francesco Pernici

PROGRAMMA EUROPEI ATLETICA 2026: COME VEDERLI IN TV E STREAMING
Diretta tv: Rai 2 dalle ore 11.30 alle ore 13.00, dalle ore 20.15 alle ore 20.30, dalle ore 21.00 fino alla conclusione; RaiSportHD dalle ore 13.00 alle ore 16.50, dalle ore 20.30 alle ore 21.00; Sky Sport Uno (canale 201) dalle ore 11.30 fino alle 16.45 e dalle ore 20.20 fino alla conclusione, per gli abbonati; Sky Sport Arena (canale 204) in versione integrale, per gli abbonati.

Diretta streaming: Rai Play, gratis; Sky Go, NOW, Eurosport 1, Discovery Plus, HBO Max, DAZN, per gli abbonati.

OA Spo

 

Lettura e Vangelo del giorno 13 agosto 2026

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechièle
Ez 12,1–12

Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, tu abiti in mezzo a una genìa di ribelli, che hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi per udire e non odono, perché sono una genìa di ribelli.
Tu, figlio dell’uomo, fatti un bagaglio da esule e di giorno, davanti ai loro occhi, prepàrati a emigrare; davanti ai loro occhi emigrerai dal luogo dove stai verso un altro luogo. Forse comprenderanno che sono una genìa di ribelli. Davanti ai loro occhi prepara di giorno il tuo bagaglio, come fosse il bagaglio di un esule. Davanti a loro uscirai però al tramonto, come partono gli esiliati. Fa’ alla loro presenza un’apertura nel muro ed esci di lì. Alla loro presenza mettiti il bagaglio sulle spalle ed esci nell’oscurità. Ti coprirai la faccia, in modo da non vedere il paese, perché io ho fatto di te un simbolo per gli Israeliti».
Io feci come mi era stato comandato: preparai di giorno il mio bagaglio come quello di un esule e, sul tramonto, feci un foro nel muro con le mani. Uscii nell’oscurità e sotto i loro occhi mi misi il bagaglio sulle spalle.
Al mattino mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, non ti ha chiesto la casa d’Israele, quella genìa di ribelli, che cosa stai facendo? Rispondi loro: Così dice il Signore Dio: Questo messaggio è per il principe di Gerusalemme e per tutta la casa d’Israele che vi abita.
Tu dirai: Io sono un simbolo per voi. Quello che ho fatto io, sarà fatto a loro; saranno deportati e andranno in schiavitù. Il principe che è in mezzo a loro si caricherà il bagaglio sulle spalle, nell’oscurità, e uscirà per la breccia che verrà fatta nel muro per farlo partire; si coprirà il viso, per non vedere con gli occhi il paese».

Salmo Responsoriale

Dal Sal 77 (78)

R. Proclameremo le tue opere, Signore.

Si ribellarono a Dio, l’Altissimo,
e non osservarono i suoi insegnamenti.
Deviarono e tradirono come i loro padri,
fallirono come un arco allentato. R.

Lo provocarono con le loro alture sacre
e con i loro idoli lo resero geloso.
Dio udì e s’infiammò,
e respinse duramente Israele. R.

Ridusse in schiavitù la sua forza,
il suo splendore in potere del nemico.
Diede il suo popolo in preda alla spada
e s’infiammò contro la sua eredità. R.
Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,21- 19,1

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.

Se le case ci possiedono

Se le case ci possiedono

Spesso d’estate ci si ritira nella seconda casa, per chi ne ha una. È stato il nostro luogo di vacanze da bambini e sarà il luogo delle vacanze dei tuoi bambini. La seconda casa ti vede tornare puntualmente dalla vita della prima casa. L’una ospita la routine della quotidianità lavorativa, l’altra accoglie il tempo del non lavoro. Una prevalentemente in città, l’altra in collina, al mare, in montagna, al paese di origine. Per alcuni la seconda casa è su quattro ruote (camper o roulotte), per altri in muratura, per altri ancora si identifica con una località dove di anno in anno affittano un alloggio.

Quelle in muratura di solito sono un’eredità familiare che si passa di generazione in generazione. A volte sono vicine al cimitero dove sono seppelliti i parenti e questo rende ancora più difficile venderle: allontanarsi dalle tombe può sembrare un abbandono. Come gli alberi, anche le case sono collegate alla terra che le ospita, al legame con i nostri cari e alla comunità che vi abita intorno. Questo fa sì che le case in muratura siano le più vincolanti: sono loro a possedere noi, come scrive Renzo Ceresa nel suo romanzo Bruciare la salvia. I settant’anni.
Per le persone nate in un altro paese, la seconda casa coincide con una lingua diversa da quella parlata nel paese della prima casa. Spesso per loro il ritorno avviene una volta ogni tanto perché il biglietto per il Perù o per lo Sri Lanka è costoso e tocca risparmiare per anni per andarci.
Nelle due case siamo persone diverse. In una entriamo e usciamo per lavorare, nell’altra ci dedichiamo a produrre decine di barattoli di marmellata di dubbio gusto, tagliamo l’erba e leggiamo libri su una sedia a sdraio. Anche l’abbigliamento cambia, in una le scarpe con il tacco, nell’altra vestiti larghi e ciabatte. In una il wifi e nell’altra, a volte, ancora il telefono fisso e il lettore DVD (o VHS!). In una i bambini sono scortati nei loro spostamenti e nell’altra imparano l’autonomia muovendosi da soli in bicicletta nel paesello o dentro il campeggio.

Intorno alle seconde case vive una comunità di residenti che non ha una seconda casa perché è soprattutto chi migra in città per lavoro che ne ha una. Se non migri resti in quella che un giorno sarebbe potuta diventare la tua seconda casa. A lungo chi migrava verso la città faceva il salto sociale arricchendosi e raggiungendo il prestigio di chi è parte del rutilante capitalismo urbano. Oggi che le città sono diventate sempre più respingenti da un punto di vista climatico, della qualità della vita, del costo delle case, tornando alla seconda casa in montagna mi chiedo chi tra di noi abbia fatto la scelta più oculata.

Avvenire