Blog Parrocchie Online La vostra finestra su mondo, Chiesa e religioni

Vivere più a lungo non basta: la vera sfida è garantire a tutti una vita sana e dignitosa. Ecco come la finanza etica può contribuire

Longevità, un privilegio o una conquista per tutti? Le sfide della finanza

Nell’ultimo secolo e mezzo l’umanità ha compiuto un’impresa straordinaria: ha regalato decine di anni di vita a milioni di persone. Se nel 1872, come ricorda l’Istat, l’Italia era tra i Paesi europei con la speranza di vita più bassa (appena 29,8 anni alla nascita), nel 2025 sono state raggiunte vette impensabili, sfiorando gli 82 anni per gli uomini (81,7 per l’esattezza) e gli 86 per le donne (85,7), come certificano gli ultimi indicatori demografici. Numeri che collocano l’Italia tra i Paesi più longevi al mondo. Eppure, dietro queste cifre, che raccontano l’indiscusso trionfo della medicina e della scienza, si nasconde una realtà più complessa che pone nuove sfide sociali, economiche ed etiche. Oggi in Italia vivono 14,8 milioni di over 65 (un quarto dei residenti) e oltre 2,5 milioni di ultra-ottantacinquenni: una forza demografica che sta trasformando profondamente il volto della nostra società e mettendo a rischio la tenuta del nostro sistema economico e previdenziale.
Ma il punto è anche un altro, e investe questioni di tipo etico: guadagnare anni di vita non significa automaticamente guadagnare anni di benessere. Così la domanda fondamentale cessa di essere “quanto vivremo?” per diventare “riusciremo a vivere più a lungo e soprattutto in salute?
Avvenire

Tagli alla scuola in Manovra: il Governo (in tilt) ora ci ripensa

Tagli alla scuola in Manovra: il Governo (in tilt) ora ci ripensa

Sembra impossibile che appena sette giorni fa Meloni, Salvini, Tajani e Giorgetti sedevano insieme in conferenza stampa, felici e sorridenti per la Manovra 2027 (il titolare del Mef un po’ meno, a dire il vero). Oggi il capo della Lega è una retta divergente, il leader di Forza Italia mette sacchi per difendere la sua trincea e a rivendicare l’impostazione della legge di Bilancio sono rimasti solo Palazzo Chigi e il Tesoro. Prevedibile, anche se i toni lasciano l’amaro in bocca alla presidente del Consiglio. A dominare il campo della polemica con gli alleati è Matteo Salvini. Il capo della Lega, partito che esprime il ministro dell’Istruzione Valditara, dice che «tecnici e parlamentari» del Carroccio interverranno per rivedere i tagli di 7mila unità agli organici della scuola, fronte caldissimo. Non solo, sull’utilizzo del “fondo pensioni” non ammette alcun piano che non sia l’uscita a 64 anni nel 2027. «Gli alleati rispettino le priorità della Lega», tuona il vicepremier e ministro delle Infrastrutture. E se queste priorità dovranno tradursi in nuove coperture, beh allora si potrà valutare, dice, l’estensione del contributo delle banche.
Fischiano le orecchie agli istituti, ma anche a Forza Italia che già deve giustificare questi interventi al mondo del credito. Ma soprattutto fischiano le orecchie a Giorgia Meloni, per motivi politici. A rispondere a Salvini, in televisione, ci va il presidente della commissione Finanza del Senato e responsabile economico di FdI, Marco Osnato: «Ha ragione Salvini… Il rispetto dei patti è sacro e in questo caso i patti sono sanciti nella legge di Bilancio». Si prova a mordere il freno delle polemiche, ma il mix di imbarazzo e ira si respira nei palazzi romani. Ai vertici di FdI, la strategia di Salvini viene giudicata non solo sbagliata, ma anche inefficace, perché negli anni questa andatura altalentante verso il Governo non ha giovato alla Lega stessa, si osserva. E nella prospettiva di urne a maggio, può solo restituire l’immagine di una coalizione più lacerata.
Intanto nel concreto il tema della scuola va risolto. FdI aveva trovato una sua narrazione, tra calo demografico e precedenti tagli con la firma del centrosinistra. Ma le uscite di Salvini hanno creato una sorta di obbligo a correggere le norme. La Cisl, tra le più combattive a chiedere una correzione – su questo punto e su quello delle rivalutazioni delle pensioni cinque volte oltre la minima – ha già incontrato Forza Italia, e oggi vedrà i responsabili parlamentari ed economici di Fratelli d’Italia. Il malumore della confederazione sarà certamente arrivato all’orecchio del sottosegretario ed ex leader cislino Luigi Sbarra. Insomma ora sulla scuola una pezza va messa.
Idem sulle rivalutazioni. Qui combatte anche Tajani, chiedendo di rimodulare il taglio degli adeguamenti degli assegni che superano di cinque volte il trattamento minimo. Ma con quali soldi compensare? Salvini, che pure è d’accordo, dice «le banche». Gli istituti sono davvero sul punto di affrontare muso a muso il Governo, ricordando l’accordo dell’anno scorso cui si è cumulato il nuovo intervento per il 2027. E allora, tra le ipotesi tradizionali di incasso, non poteva che spuntare qualche condono. L’ipotesi è una riapertura della sanatoria-Berlusconi del 2003 sulla casa, ma in serata FdI, sentendo già salire il polverone, precisa che l’intervento sarebbe circoscritto alla Campania, che 23 anni fa non utilizzò quella finestra. Ma questo fa capire quanto sia già aperta una seconda caccia alle risorse, che potrebbe essere alleviata solo da una extra-flessibilità concessa dall’Ue (importante in questo senso l’Ecofin della prossima settimana). Intanto tra governatori che oggi si riuniscono in seduta straordinaria per affrontare il nodo delle risorse alla sanità, e malumori che fioccano dai corpi intermedi, la vita reale colpisce duro: a ottobre le bollette del gas sono aumentate del 9,1% per i soggetto vulnerabili, informa l’Arera. Forse anche per questo motivo la manovra si è trovata di colpo ad essere “senza genitori”.
Avvenire

L’America al voto, si alza l’onda blu dei dem. Crolla la fortezza trumpiana del North Carolina, trema quella in Texas

L'America al voto, si alza l'onda blu dei dem. Crolla la fortezza trumpiana del North Carolina, trema quella in Texas

Lo spoglio delle schede è ancora in corso ma i risultati che arrivano a Washington dai 50 Stati chiamati alle urne per la verifica di midterm cominciano a delineare l’onda blu dei democratici che potrebbe abbattersi sul Congresso. Il primo strappo al Grand Old Party si concretizza in North Carolina: Roy Copper diventa senatore battendo il repubblicano Michael Whatley. Nello Stato “chiave” della Georgia si conferma senatore il giovane Jon Ossoff, “l’Obama del Sud”. Verso la vittoria va anche James Talarico in Texas: qui, i dem non vincevano dal 1994.
La Cnn diffonde i risultati di un sondaggio di contesto: circa tre elettori su quattro dichiarano di essere insoddisfatti di come stanno andando le cose negli Stati Uniti. Quasi quattro su dieci si definiscono addirittura arrabbiati. Tra i principali fattori alla base del malcontento figura l’insoddisfazione per le attuali condizioni economiche.
Un portavoce della Casa Bianca, dove è in corso un party per seguire lo spoglio in diretta, ha confermato il “cauto ottimismo” con il presidente segue gli sviluppi. Da Atlanta, capitale di uno Stato “chiave” come la Georgia, arrivano i primi dati sull’affluenza:  2,8 milioni di persone hanno espresso le proprie preferenze con il voto anticipato, altri 1,2 milioni si sono recati ieri ai seggi.
Sapremo solo domani, se non nei prossimi giorni, l’esito complessivo delle elezioni di midterm. Da questo dipende il futuro della seconda “era Trump”. La chiamata alle urne di milioni di americani ha rappresentato, di fatto, un referendum sulla sua presidenza. Il tycoon ha ostentato sicurezza fino all’ultimo. Intervistato da Fox News, a urne già aperte, ha dichiarato: «Penso che i risultati saranno meglio del previsto, abbiamo tutto sotto controllo». Non è proprio così. Secondo l’ultima analisi del Cook Political Report, i democratici potrebbero ottenere il controllo della Camera con un margine piuttosto alto: i seggi necessari a strapparla ai repubblicani sono 4; le previsioni statistiche parlano invece di un vantaggio tra 9 e 19 deputati. Più incerta è la partita al Senato, segnata dal “testa a testa” tra i candidati di sette Stati: Alaska, Iowa, Kansas, Maine, Michigan, Ohio e Texas.
La posta in gioco è enorme. Il dipartimento della Giustizia americano ha dispiegato circa mille osservatori elettorali in 126 contee e città di tutti i 50 Stati, comprese alcune delle principali aree urbane di quelli in bilico, soprattutto nella comunità considerate roccheforti democratiche. La motivazione ufficiale è garantire “l’integrità elettorale” – il controllo delle barriere architettoniche per i disabili, l’efficienza dell’assistenza linguistica, il rispetto del Voting Rights Act – e prevenire ogni sorta di irregolarità. Approccio che i democratici hanno percepito come una forma di intimidazione “mascherata” in contestazioni arbitrarie delle procedure di voto. Aggravata dal fatto che l’amministrazione Trump ha rifiutato di invitare gli osservatori internazionali dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, interrompendo una tradizione che durava dal 2002. Il rischio di tensioni alle cabine elettorali ha ispirato alcune iniziative de-escalation. Il Franciscan Action Network di Washington, questo è solo un esempio, ha organizzato una rete di “cappellani elettorali”: circa 375 volontari, dislocati nei diversi Stati chiamati al voto, addestrati per portare una presenza di pace ai seggi e dirimere le eventuali controversie nel rispetto della legge statale e federale. «Purtroppo, un nuovo rischio che questa volta compare nell’elenco, e che non c’era mai stato prima, è la possibilità che il nostro stesso governo federale cerchi di interferire in qualche modo, direttamente o indirettamente, nelle elezioni», ha dichiarato il segretario di Stato del Minnesota, il democratico Steve Simon.
In campagna elettorale, Trump ha più volte evocato il rischio di brogli legati all’esercizio del voto di persone prive della cittadinanza americana. Lo spettro di agenti dell’Ice alle urne ha gettato un’ombra cupa sull’Election Day. Gli addetti all’accoglienza schierati all’ingresso del seggio allestito alla Cook Elementary School di Adams Morgan, quartiere periferico della capitale abitato da molti latinos, riescono a scherzarci su: «Qui siamo abbastanza tranquilli perché li hanno portati già tutti via», spiega Margareth offrendo biscotti agli elettori che entrano nell’atrio. Tina, 55 anni, presidia l’ingresso del Columbia Heights Educational Campus, sulla sedicesima strada, insieme a due ragazzi dell’associazione Election Protection: «Siamo fortunati perché qui, a Washington, non votiamo per Camera e Senato ma solo per sindaco, consiglieri, procuratore generale e delegato locale al Congresso – precisa -. Eppure, c’è un clima pessimo. Temiamo possano presentarsi i militari della Guardia Nazionale che, qualche giorno fa, abbiamo visto aggirarsi nel quartiere». Cosa significa? La donna si lascia andare in un amaro sospiro: «Che si stanno preparando… Se per Trump le elezioni andranno male potrebbe esserci un’altra Capitol Hill, la città verrebbe messa in lockdown». Amplificate dall’incertezza delle ultime ore, le paure del passato diventano fantasmi che si aggirano tra le strade tappezzate di volantini che segnalano i posti di blocco dell’Antidroga: «Attenzione, vi fermano e arrestano senza motivo».
Lunghe code sono state registrate ai seggi di diversi Stati: in Georgia, Michigan e Pennsylvania, per esempio, e a New York. A urne aperte, Trump ha mosso due pedine strategiche sullo scacchiere della politica estera: annunciato il taglio dei fondi a Israele («Entro la fine dell’anno») e un incontro alla Casa Bianca, presieduto dalla “First Lady” Melania, tra un rappresentate della Russia e dell’Ucraina (in programma già per giovedì). Proclami elettorali tesi a correggere, se possibile, il tiro dell’ultimo comizio tenuto dal tycoon al Lincoln Memorial: un discorso di 45 minuti dedicato principalmente a un progetto di ristrutturazione da 1,6 miliardi di dollari del monumento e della “vasca riflettente” a cui il presidente vorrebbe dare il suo nome. Uscita che ha irritato molti all’interno dello stesso Grand Old Party attraversato da un brivido di terrore e speranza: «Non può essere vero, è uno scherzo».

«Uomini e donne responsabili, cittadini credibili» è il titolo della prima edizione di un corso di formazione per docenti di ogni ordine e grado

Il beato Livatino e don Puglisi "docenti" di Vangelo, Costituzione e cittadinanza

«Uomini e donne responsabili, cittadini credibili» è il titolo della prima edizione di un corso di formazione per docenti di ogni ordine e grado, promosso dall’Ufficio regionale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Conferenza episcopale siciliana, proposto per l’anno scolastico 2026-2027. Il corso, gratuito e con attestato finale riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, si ispira ai beati Rosario Livatino e a padre Pino Puglisi, testimoni che hanno pagato con la vita la fedeltà al Vangelo e al proprio dovere e che ricordano alla scuola il suo compito più alto, quello di formare coscienze prima ancora di trasmettere nozioni. Sono loro a ricordare che legalità, responsabilità e cittadinanza non sono argomenti da trattare in astratto, ma dimensioni da attraversare, prima nella propria formazione personale e poi nell’azione educativa. Per questo il corso non è un semplice aggiornamento professionale, ma un invito a mettersi in gioco come persone e come educatori.
Il percorso, aperto agli insegnanti di tutta Italia e di ogni disciplina, prevede otto appuntamenti online sulla piattaforma formativa dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti, dirigenti, educatori, formatori) per 25 ore comprensive tra lavoro personale, di gruppo o per la creazione di un micro-progetto da attuare nelle proprie classi. Partirà il 6 novembre e si concluderà il 5 marzo 2027. Esperti dei diversi ambiti – coinvolti grazie a una rete di associazioni ed enti come Uciim, Ciofs scuola (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane), Diesse (Centro per la formazione e l’aggiornamento per la didattica e l’innovazione scolastica), Disal (associazione Dirigenti scuole autonome e libere), Aimc (Associazione italiana maestri cattolici) e Cnos scuola (Centro nazionale opere salesiane) – accompagneranno i partecipanti in un cammino tra riflessione, testimonianza e operatività.
Si comincerà con la Costituzione e il Vangelo come bussole al fine di educare al rispetto delle regole e all’amore vero che dona libertà, per poi interrogarsi sulla credibilità del docente come testimone di coerenza. Spazio, poi, alla mafia come antistato e anti-cultura con gli strumenti storici e d’attualità, e alla cura come condizione di una relazione che valorizza il senso del dovere scolastico. Si affronteranno, quindi, il rispetto dell’altro e le periferie esistenziali, per educare all’inclusione, sottolineando la didattica della memoria attiva con itinerari socio-culturali e progetti di service learning . Non mancherà una riflessione su come comunicare l’impegno per la giustizia nell’era digitale tra alfabetizzazione e contrasto ai linguaggi violenti. Il percorso si chiuderà con un laboratorio sulla progettazione scolastica.
Avvenire

Cara IA, lasciami sognare

Cara IA, lasciami sognare

Avvenire

Harper ha sei anni e da grande vuole fare l’infermiera. Nella sua scuola, in Carolina del Sud, negli Stati Uniti, ha raccontato quel sogno con un disegno. Ma a casa è tornata anche con un’immagine fatta con l’intelligenza artificiale: lei a 25 anni, vestita per lavorare in ospedale. Di fronte alla foto, Harper ha detto che le piacevano i capelli della ragazza inventata dal chatbot e che sperava di diventare così bella. La mamma, Nikki, si è stupita e arrabbiata: se il compito era immaginare il proprio lavoro da grandi, perché si è finiti a pensare all’aspetto che si avrà? Ha ragione: per i bambini piccoli non è utile avere dei modelli che suggeriscono quali visi e corpi considerare belli. Pensate che uno studio americano ha scoperto che le bambine desiderano di essere magre fin dai tre anni e poi provano in ogni modo a ottenere l’obiettivo, magari trascurando cose più importanti. La bellezza, però, non è tutto e non è uguale per tutti. Nessuna Ia può sapere come diventerà Harper e nemmeno lei. È questo il bello: bambine e bambini hanno bisogno di spazio per crescere, cambiare idea e diventare persone che oggi nessuno sa ancora disegnare.

Santiebeati.it è il sito che raccoglie migliaia di biografie e immagini di chi ha vissuto in maniera eroica la fede nella storia

C'è un'enciclopedia che da 25 anni racconta al popolo del web le vite di testimoni e maestri

Da 25 anni uno strumento che permette al popolo del web di conoscere i volti della santità, soprattutto quelli meno noti. Continuando questa sua missione ora Santiebeati.it arriva con una versione rinnovata, più adatta alla consultazione da smartphone e tablet: è il regalo che l’Enciclopedia dei santi, beati e testimoni della fede offre ai suoi numerosi utenti per questo anniversario. Dallo scorso 10 ottobre chi lo consulta abitualmente per scoprire quali santi e beati sono ricordati ogni giorno trova infatti una struttura pensata per rendere più semplice la ricerca e la lettura delle schede.
L’homepage, caratterizzata dai tradizionali colori rosso, bianco e blu, presenta subito i pulsanti per cercare un santo o consultare le figure ricordate in una determinata data. È stata migliorata anche la funzione di ricerca interna, disponibile in ogni pagina. Dal menu si accede alle ricerche per nome e per data, ai patronati, più di 3.500, al dizionario dei nomi propri, con circa 3.100 antroponimi, agli ultimi inserimenti e alle schede più visitate. Sono inoltre presenti sezioni dedicate, come quelle sui santi sposi e sui santi bambini e giovani. Anche le schede sono state riorganizzate per facilitarne la consultazione: accanto ai dati principali e alla biografia possono includere approfondimenti, cronologia, valutazione storico-critica, fonti e immagini. Il rinnovamento valorizza così il patrimonio raccolto nel tempo grazie al lavoro degli autori e dei collaboratori. Oggi Santiebeati.it conta 14.880 figure censite, 13.437 biografie e 48.296 immagini. Le figure comprendono tutte le voci presenti nel repertorio, mentre le biografie sono i testi dedicati alla loro vita, alla testimonianza e al culto.
Nel corso degli anni il sito ha riscosso un’attenzione tale da essere talvolta scambiato per un’iniziativa ufficiale del Dicastero delle cause dei santi. Tra il 2002 e il 2003 i curatori promossero anche il sondaggio Un patrono per Internet : alla fase finale parteciparono oltre 70mila votanti e il beato Giacomo Alberione e san Giovanni Bosco raccolsero quasi lo stesso numero di preferenze. «Se rifacessimo oggi il sondaggio, san Carlo Acutis, che all’epoca era ancora vivo, risulterebbe nettamente vincitore», commenta Francesco Diani, che gestisce anche la Lista dei Siti Cattolici in Italia, LaChiesa.it e Bibbia.net, anch’essi recentemente rinnovati grazie al lavoro informatico di Marco Volpe.
«Abbiamo fatto un bel salto tecnologico rispetto al precedente sito, nato nel 2001 – aggiunge Diani –. Sto ancora prendendo confidenza con le tante potenzialità della nuova architettura: con don Fabio Arduino stiamo lavorando per sfruttare le molte possibilità di cui ora disponiamo». Don Fabio Arduino, sacerdote della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli e webmaster del sito, è tra i collaboratori della prima ora. «Approfondire le figure di un numero elevato di santi è stato fondamentale nel mio cammino di crescita non solo spirituale ma anche culturale. La vocazione al sacerdozio ha potuto irrobustirsi nel venire a contatto con le storie e gli scritti di tanti sacerdoti santi». Nel ministero utilizza spesso i contenuti dell’enciclopedia: «Una particolare iniziativa negli anni è stata l’estrazione del santo patrono per i parrocchiani nel giorno dell’Epifania, che può spingerli ad approfondire in autonomia la conoscenza del personaggio estratto». «Il rinnovamento non è un punto di arrivo – conclude Diani –. Vogliamo continuare ad arricchire l’Enciclopedia e rendere più accessibili le storie dei santi, perché ciascuno possa incontrare anche figure meno conosciute e scoprire quanto diverse siano le vie che portano alla santità».

Avvenire

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Grado della Celebrazione: COMMEMORAZIONE
Colore liturgico: Viola o Nero    S1102A ;

Liturgia


 



Fino a quando il Signore Gesù verrà nella gloria, e distrutta la morte gli saranno sottomesse tutte le cose, alcuni suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri che sono passati da questa vita stanno purificandosi, altri infine godono della gloria contemplando Dio.
Tutti però comunichiamo nella stessa carità di Dio. L’unione quindi di coloro che sono in cammino con i fratelli morti non è minimamente spezzata, anzi è conservata dalla comunione dei beni spirituali (cfr Conc. Vat. II, Costituzione dommatica sulla Chiesa, «Lumen gentium», 49).
La Chiesa fin dai primi tempi ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro i suoi suffragi (ibidem, 50). Nei riti funebri la Chiesa celebra con fede il mistero pasquale, nella certezza che quanti sono diventati con il Battesimo membri del Cristo crocifisso e risorto, attraverso la morte, passano con lui alla vita senza fine. (Cfr Rito delle esequie, 1).
Si iniziò a celebrare la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, anche a Roma, dal sec. XIV.
Le letture di questa prima Messa illuminano il mistero della morte con la speranza della risurrezione. Giobbe, pur nella sofferenza, proclama la sua fiducia nel Redentore vivente; san Paolo annuncia l’amore di Dio manifestato nella morte di Cristo per noi; Gesù, nel Vangelo, promette di non perdere nessuno di coloro che il Padre gli ha affidato, ma di risuscitarli nell’ultimo giorno. La preghiera per i nostri defunti diventa così una professione di fede nella vittoria di Cristo sulla morte e nella comunione che continua a unirci a quanti ci hanno preceduto.

Scarica il foglietto della MessaScarica le Letture del LezionarioScarica il Salmo Responsoriale Cantato

Antifona d’ingresso
Come Gesù è morto e risorto,
così anche Dio, per mezzo di Gesù,
radunerà con lui coloro che sono morti.
E come in Adamo tutti muoiono,
così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Colletta
Nella tua bontà, o Padre,
ascolta le preghiere che ti rivolgiamo,
perché cresca la nostra fede nel Figlio tuo risorto dai morti
e si rafforzi la speranza che i tuoi fedeli
risorgeranno a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Prima lettura
Gb 19,1.23-27
Io lo so che il mio redentore è vivo.
Dal libro di Giobbe

Rispondendo Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 26
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
Seconda lettura
Rm 5,5-11
Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Parola di Dio
Canto al Vangelo
Gv 6,40

Alleluia, alleluia.
Questa è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore.
Alleluia.
Vangelo
Gv 6,37-40
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Nella comunione di speranza e di carità che neppure la morte può spezzare, celebriamo il ricordo di tutti i defunti e innalziamo a Dio, con umiltà e fiducia, le nostre suppliche.
Preghiamo insieme e diciamo: Dio, nostra speranza, ascoltaci.

1. Dio della pace, accogli nel beato riposo del tuo regno i fratelli e le sorelle che in questo mondo hanno sostenuto l’arduo combattimento della fede. Noi ti preghiamo.
2. Dio, gloria degli umili e premio dei giusti, dona ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, che hanno svolto il loro ministero in mezzo a noi, la pienezza della vita e la gioia promessa ai servi fedeli. Noi ti preghiamo.
3. Dio di ogni bontà, non lasciare che alcuno perisca di coloro che hai affidato a Cristo buon pastore, maestro e guida per i pascoli eterni. Noi ti preghiamo.
4. Dio della vita, donaci il senso cristiano del vivere e del morire e la certezza che al momento della morte entreremo nella verità tutta intera. Noi ti preghiamo.
5. Dio di infinita misericordia, esaudisci la preghiera universale della Chiesa, e purifica ogni creatura con il fuoco della tua carità. Noi ti preghiamo.

O Dio, fondamento della speranza che non delude, confortaci nelle fatiche del pellegrinaggio terreno. Alimenta in noi la certezza di essere sempre in comunione di spirito con i nostri cari defunti, nell’attesa di incontrarci tutti in cielo. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
Guarda con benevolenza, o Padre, i nostri doni,
perché i tuoi fedeli defunti siano associati
alla gloria del tuo Figlio,
che tutti ci unisce nel grande sacramento del suo amore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio
PREFAZIO dei defunti I-V
Antifona alla comunione
«Io sono la risurrezione e la vita», dice il Signore.
«Chi crede in me, anche se muore, vivrà;
chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno».

Preghiera dopo la comunione
Fa’, o Signore, che i tuoi fedeli defunti,
per i quali abbiamo celebrato il sacramento pasquale,
entrino nella tua dimora di luce e di pace.
Per Cristo nostro Signore.

(Si può utilizzare la formula della benedizione solenne)

Il Dio di ogni consolazione,
che nella sua bontà ineffabile ha creato l’uomo
e nella risurrezione del suo Figlio unigenito
ha concesso ai credenti la speranza di risorgere,
effonda su di voi la sua benedizione. R. Amen.

A noi, ancora pellegrini sulla terra,
conceda il Signore il perdono dei peccati,
e a tutti i defunti la dimora della luce e della pace. R. Amen.

Doni a tutti noi,
che crediamo in Cristo risorto dai morti,
di vivere con lui nella felicità senza fine. R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.