Don Camillo e Peppone, a Brescello rivive il “Mondo piccolo” di Guareschi



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New York ferma l’IA generativa nelle scuole per un anno
Sono più di 38 i programmi didattici già installati sui computer delle aule e già usati dai bambini, però da questo mese le loro funzioni Ai verranno disattivate per un provvedimento comunicato mercoledì a New York dal sindaco Zohran Mamdani e dal provveditore Kamar Samuels. Si tratta di una moratoria di un anno sull’IA generativa destinata agli studenti dai due anni fino alla terza media, quindi riguarda quasi 600mila alunni, due terzi del più grande distretto scolastico degli Stati Uniti d’America. I chatbot “da compagnia”, inoltre, sono inibiti per gli studenti da ogni età, superiori comprese, poi il tempo da trascorrere davanti agli schermi dovrà scendere a 30 minuti al giorno tra la terza e la quinta elementare e per gli studenti delle medie sale a 45 minuti, con eccezioni consentite solo per gli studenti con disabilità e per gli studenti stranieri che dovranno studiare inglese. Una commissione di insegnanti, genitori, studenti ed esperti valuterà i risultati di quest’anno di moratoria e suggerirà come proseguire: «L’industria tecnologica vuole farci credere che l’istruzione precoce basata sull’IA non sia solo inevitabile, ma anche necessaria», ha dichiarato Mamdani, «ma noi non la pensiamo così» (qui la trascrizione integrale della conferenza stampa).
IA e insegnanti, cosa sarà vietato nelle scuole di New York
C’è, poi, un passaggio del provvedimento che riguarda gli adulti: gli insegnanti potranno continuare a usare l’IA per preparare le lezioni, ma non per correggere i compiti e neanche per gestire le situazioni di crisi. Secondo la mens del legislatore, gli algoritmi devono restare fuori dalla correzione educativa e da eventuali interventi legati a situazioni di criticità…ovviamente questo confine dovrebbe trovare ragione anche al di fuori dell’aula e in tutti i contesti educanti, perché la tentazione di delegare l’atto educativo riguarda anche, per esempio, la catechesi e i servizi educativi.
Big Tech chiamate a dimostrare che l’IA è sicura per i minori
La decisione di New York, inoltre, ha invertito una prospettiva finora assodata, soprattutto negli Usa, perché fino ad oggi toccava a chi frenava (cioè al legislatore) spiegare le proprie ragioni, adesso, invece, è compito dei fornitori dimostrare che i prodotti sono adatti ai minori. Josh Golin, componente di Fairplay, direttivo per i diritti dei minori, ritiene che un anno rappresenti un arco temporale troppo breve per valutare l’effettiva ricaduta di questo progetto e chiede che siano le BigTech a dimostrare che i loro strumenti siano effettivamente sicuri. Più tiepida la reazione dei docenti: Michael Mulgrew, presidente della United Federation of Teachers, ha accolto con favore la limitazione degli schermi e ha osservato che la politica sull’IA «lascia molte domande senza risposta», a partire da chi garantirà le tutele dei software acquistati.
IA a scuola, cosa stanno facendo Norvegia e Italia
New York arriva comunque dopo l’Europa, perché a giugno la Norvegia (https://www.regjeringen.no/no/aktuelt/kunstig-intelligens-skal-i-all-hovedsak-ikke-brukes-i-barneskolen/id3166807/) ha adottato una raccomandazione nazionale secondo cui gli alunni dalla prima alla settima classe non dovrebbero, in linea generale, utilizzare direttamente l’IA generativa; dalla ottava alla decima è prevista invece un’introduzione graduale e prudente: il timore di Oslo riguarda soprattutto i bambini che, utilizzando l’Ai, salterebbero i passaggi elementari della lettura e del calcolo. L’Italia ha scelto una terza via con la legge 132 del 2025, che impone il consenso dei genitori per i minori di quattordici anni, mentre le linee guida del ministero dell’Istruzione e del merito, adottate con il decreto 166 dell’agosto 2025, puntano su un’introduzione governata dell’IA, con sperimentazioni ed un uso incoraggiato per la progettazione didattica. Nello stesso periodo, come è noto, è stato sancito il divieto dello smartphone a tutte gli anni delle scuole superiori.
AI Act e scuola, le regole europee sull’intelligenza artificiale
Il quadro europeo, tuttavia, tratta come ad alto rischio alcuni impieghi dell’IA nel mondo dell’istruzione: tra questi i sistemi utilizzati per valutare i risultati di apprendimento, determinare l’accesso o il livello educativo e monitorare gli studenti durante gli esami. Per questo, da febbraio 2025, è vincolante l’articolo 4, che impone un’adeguata Ai literacy per chi impiega questi sistemi.
IA, apprendimento e pensiero critico, cosa dicono gli studi
Restano le evidenze, ancora poche: un preprint del Media Lab del Mit condotto su 54 studenti ha misurato una minore attività cerebrale in chi scriveva con ChatGPT e prestazioni peggiori quando gli stessi partecipanti hanno lavorato senza assistenza: i ricercatori parlano di debito cognitivo. In Italia un’indagine di Telefono Azzurro con Ipsos Doxa segnala che il 35% dei ragazzi tra i dodici e i diciotto anni indica gli strumenti di IA tra le attività online svolte più frequentemente e che il 40% segnala, tra i possibili effetti negativi dei chatbot, una riduzione del pensiero critico, in questo caso il timore arriva dai diretti interessati. Forse varrebbe la pena ascoltarli.
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Colore Liturgico Verde
In questa pagina del Vangelo di Matteo vengono riferiti alcuni “loghia”, ossia alcune parole o sentenze, così come furono autenticamente pronunciate da Gesù. Esse sono poste all’interno del discorso elaborato da Matteo sul modo di comportarsi dei cristiani in seno alla comunità. Per comprenderlo, questo discorso deve essere collegato alla frase conclusiva della sezione precedente, in cui si afferma: “Dio non vuole che neppure uno di questi piccoli si perda”.
È un monito a chi dirige la comunità, di non escludere nessuno, senza prima aver tentato ogni mezzo per correggerlo dal suo errore o dal suo peccato. Niente, infatti, è più delicato della correzione fraterna. La regola data da Cristo per la vita e la conduzione della comunità è quella di tenere presente la gradualità del procedere. Ognuno deve lasciarsi guidare dalla preoccupazione di salvaguardare, con ogni cura, la dignità della persona del fratello.
Il primato è dato, perciò, alla comunione. Deve essere salvata ad ogni costo, perché la comunione è tale solo se mette in opera ogni tentativo atto a convertire il peccatore.
Se il fratello persiste nell’errore, non sarà il giudizio della comunità in quanto tale a condannarlo, bensì il fatto che lui stesso si autoesclude dall’assemblea dei credenti. Così avviene nella scomunica pronunciata dalla Chiesa; essa non fa altro che constatare una separazione già avvenuta nel cuore e nel comportamento di un cristiano.
Antifona d’ingresso
Tu sei giusto, o Signore, e retto nei tuoi giudizi:
agisci con il tuo servo secondo il tuo amore. (Sal 118,137.124)
Colletta
O Padre, che ci hai liberati dal peccato
e ci hai donato la dignità di figli adottivi,
guarda con benevolenza la tua famiglia,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Oppure (Anno A):
O Padre, che gioisci nell’esaudire
la preghiera concorde dei tuoi figli,
metti in noi un cuore e uno spirito nuovi,
perché sentiamo la vita come il dono più grande
e diventiamo custodi attenti di ogni fratello,
nell’amore che è pienezza di tutta la legge.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Prima lettura
Ez 33,1.7-9
Se tu non parli al malvagio, della sua morte domanderò conto a te.
Dal libro del profeta Ezechièle
Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«O figlio dell’uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.
Se io dico al malvagio: “Malvagio, tu morirai”, e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te.
Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato».
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 94
Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».
Seconda lettura
Rm 13,8-10
Pienezza della Legge è la carità.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché chi ama l’altro ha adempiuto la Legge.
Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.
Parola di Dio
Canto al Vangelo
2Cor 5,19
Alleluia, alleluia.
Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.
Alleluia.
Vangelo
Mt 18,15-20
Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello.Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Riconoscendoci poveri e bisognosi di perdono rivolgiamo al Padre la nostra preghiera, riponendo in lui tutta la nostra speranza.
Preghiamo insieme e diciamo: Accogli, Signore, la nostra preghiera.
1. Illumina le coscienze con la tua parola e rendile disponibili al pentimento: l’esperienza della riconciliazione nella Chiesa sia segno e strumento di pace per ogni creatura. Noi ti preghiamo.
2. Dona a tutti i tuoi ministri la stessa sollecitudine di Cristo, buon pastore: rendili appassionati nella ricerca di quanti si sono smarriti. Noi ti preghiamo.
3. Guarda ai popoli che soffrono a causa della violenza, dell’odio e delle guerre: suscita in tutti l’impegno di una leale collaborazione per il conseguimento della giustizia e della pace. Noi ti preghiamo.
4. Conforta i nostri fratelli malati: benedici le loro famiglie, e sostieni sulla via della croce i discepoli di Cristo. Noi ti preghiamo.
5. Concedi a noi la tua misericordia: la gioia del perdono renda tutti capaci di accoglienza reciproca. Noi ti preghiamo.
O Padre, guarda la nostra povertà e soccorrici con la tua grazia, perché ci sentiamo da te amati e custoditi. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace,
salga a te nella celebrazione di questi santi misteri
la giusta adorazione per la tua grandezza
e si rafforzino la fedeltà e la concordia dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. (Sal 41,2-3)
Oppure:
Io sono la luce del mondo;
chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita. (Gv 8,12)
Oppure (Anno A):
Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te,
va’ e ammoniscilo fra te e lui solo;
se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello. (Mt 18,15)
Preghiera dopo la comunione
O Padre, che nutri e rinnovi i tuoi fedeli
alla mensa della parola e del pane di vita,
per questi grandi doni del tuo amato Figlio
aiutaci a progredire costantemente nella fede,
per divenire partecipi della sua vita immortale.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Letture del Giorno
Prima Lettura
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 4,1-5
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 36 (37)
R. La salvezza dei giusti viene dal Signore.
Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore. R.
Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno. R.
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama il diritto
e non abbandona i suoi fedeli. R.
La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati. R.
Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,33-39
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

Il Sassuolo batte 4-3 il Frosinone ai calci di rigore (1-1 al termine dei tempi regolamentari) e avanza in Coppa Italia. Al Mapei Stadium gli uomini di Alvini vedono sfumare la possibilità di sfidare la Juventus all’Allianz Stadium negli ottavi di finale. Ad affrontare i bianconeri sarà l’undici allenato da Aquilani. Gol di Dominguez al 36′ e di Terzic al secondo minuto di recupero del primo tempo. Dal dischetto decisivi gli errori di Amey e Hasa.
Buon Frosinone, il Sassuolo esce alla distanza: sblocca Dominguez, pareggia Terzic
Parte bene il Frosinone, che va subito al tiro con un colpo di testa di Akpoguma e un tentativo di Zerbin, innescato da Grillitsch. La reazione del Sassuolo è affidata a Bowie: tiro di poco a lato su invito di capitan Thorstvedt. Al 15′ Domínguez si divora la chance del possibile vantaggio calciando debolmente tra le braccia di Desplanches al termine di un contropiede spinto da Volpato. Dominguez prova a riscattarsi mettendo in condizioni Thorstvedt di rendersi pericoloso, poi Fini sciupa un’ottima occasione. È, qualche istante più tardi, Cinquegrano a sfiorare la rete del vantaggio: Desplanches risponde “presente”. Si continua a giocare: El Azzouzi grazia Turati, Dominguez non perdona Desplanches riscattando il precedente errore. Al 36′ è 1-0 per il Sassuolo. Si riparte e Birligea fa corriere un brivido lungo la schiena dei neroverdi: diagonale deviato in calcio d’angolo. Tre minuti di recupero, al secondo pareggia Terzic, che poco prima sembrava fosse costretto a dover uscire per una torsione innaturale di un ginocchio: tocco di Hasa, controllo e botta a incrociare del terzino sinistro, che supera un Turati non impeccabile.
Debutta Sebastiano Esposito nel Sassuolo, gol annullato a Cichella
Si riparte con tre cambi nel Sassuolo. Berardi, Laurienté e Van der Brempt rilevano Volpato, Dominguez e Obrador. Birligea segna su passaggio filtrante di Hasa, ma è colto in fuorigioco. Cambia anche Alvini inserendo Fayed, Cittadini e Bobcek per Akpoguma, Terzic e Birligea. Al 65′ scocca l’ora del debutto di Sebastiano Esposito, che entra al posto di Lipani. Il gran caldo e le recenti fatiche in campionato bloccano di colpo la partita. Il ritmo cala vistosamente su entrambi i fronti. Al 73′ Cichella firma il sorpasso del Frosinone: gol annullato da Calzavara dopo una revisione al Var per un fallo di Fayed su Bowie all’origine dell’azione. Boceck e lo stesso Cichella provano a evitare i rigori, ma la mira è imprecisa. La qualificazione, passa, così, dagli undici metri.
Corriere dello sport
Viste le «crescenti instabilità geopolitiche» la banca centrale olandese (Dnb) ha spostato 86 tonnellate di oro delle sue riserve detenute in Stati Uniti e Canada verso il Regno Unito. In un comunicato l’istituto centrale ha sottolineato come la misura miri a «migliorare la liquidità e negoziabilità delle sue riserve» e rafforzare la capacità di resistere alla crisi. Una «più bilanciata distribuzione delle riserve», rileva aiuterà a «spalmare il rischio» ed essere più efficaci in caso di situazione di crisi.
Riserve per 72 miliardi di euro
Lo spostamento è avvenuto fra marzo e agosto, rileva la Dnb, e ha riguardato 86 tonnellate su 313 detenute negli Usa e Canada verso la Bank of England a Londra, considerato «il maggior centro» mondiale per l’oro fisico e dove il metallo può essere disponibile più facilmente e velocemente in caso di crisi. «Ci aspettiamo di non doverlo usare mai ma abbiamo bisogno di rafforzare la nostra resistenza» sottolinea il governatore Olaf Sleijpen. Le riserve complessive della Dnb ammontano a 612,4 tonnellate per un valore, certificato a fine 2025, di 72,2 miliardi di euro.
I movimenti
Già nel 2014 la banca centrale olandese aveva ridotto la quota di oro detenuto negli Stati Uniti. I depositi sono una eredità della seconda guerra mondiale e degli accordi di Bretton Woods che avevano indotto molti istituti a spostare negli Usa un’alta percentuale delle loro riserve. Una situazione ora mutata. Non a caso anche la banca centrale francese, qualche mese fa, aveva venduto le riserve in lingotti negli Usa per rimpiazzarle con altre a Parigi. Secondo la Bloomberg la Dnb ha ceduto 59 tonnellate di oro a New York per comprarlo poi sul mercato di Londta mentre 27 sono state spostate fisicamente da New York a Zeist, in Olanda.

Da Pirelli a Brembo, da OZ a Fondmetal, fino a caschi, cinture, tute e pistole per i pit stop: dietro lo spettacolo del GP di Monza c’è una filiera di eccellenze tecnologiche
Avvenire
Non solo Ferrari o Kimi Antonelli, il GP d’Italia che si disputa sul circuito di Monza domenica 6 settembre, rappresenta la punta di diamante dell’Italia della componentistica. Ovvero, non solo auto, come Ferrari e Racing Bulls, nome inglese ma sede a Faenza, ma anche e soprattutto aziende che nella ricerca e sviluppo hanno saputo creare un territorio unico fatto di eccellenze mondiali.
L’elenco è lungo e comincia con Pirelli, sponsor della gara ma fornitore unico degli pneumatici sia per la F1 sia per le altre categorie, come F.2 e F.3 che correranno nel week end e dal prossimo anno anche nel Moto Mondiale, ovvero copertura completa a livello planetario a 2 e 4 ruote. Dice Dario Marrafuschi, capo del MotorSport Pirelli: “Monza ovviamente è la gara di casa e per noi è sempre motivo di orgoglio, perché per Pirelli rappresenta l’occasione per vivere da vicino quello che per 365 giorni all’anno facciamo nella nostra sede di Milano”. Ovvero gli pneumatici che forniscono la F.1 dal 2011 e che fino al 2028 sono stati confermati, nascono e vengono sviluppati in viale Sarca a Milano. “Qui abbiamo le nostre menti pensanti, i laboratori dove conduciamo e sviluppiamo mescole, carcasse, strutture, dove analizziamo i dopo gara e portiamo avanti le eccellenze che non sono solo tecniche ma il frutto di collaborazioni con università e laboratori all’avanguardia”.
Da Milano alla conquista del mondo, ma se si parla di gomme si deve parlare anche di cerchioni e col regolamento 2026 è tornato di moda il made in Italy. Sono due le aziende presenti ad alto livello: la OZ, con una esperienza decennale nella categoria, con sede in provincia di Vicenza, fornitrice di Red Bull, Racing Bulls e Mercedes tra l’altro, e la Fondmetal, da Palosco provincia di Bergamo, che torna in F.1 dopo una parentesi di 25 anni, quando il nome era abbinato a una scuderia che costruiva e faceva correre piloti come Fernando Alonso, che ha ritrovato in Aston Martin squadra alla quale fornisce il materiale. Due aziende leader, due aziende di provincia dove la ricerca e sviluppo dei prodotti, specialmente di serie, le ha portate alla ribalta mondiale: “Per noi era un discorso da riprendere – dice Stefano Rumi, presidente Fondmetal – dopo che mio padre lasciò la F.1 alla fine del 2001, era un po’ un impegno personale. Grazie alle nostre esperienze in ricerca e sviluppo, che a quel tempo culminarono anche nella Galleria del Vento di Casumaro, la Fondtech, diretta da Jean Claude Migeot, ex DT della Ferrari, abbiamo voluto fortemente tornare nella massima categoria, perché è lì che si impara a risolvere i problemi che poi vengono affrontati tutti i giorni dagli automobilisti più esigenti”.
Gomme, cerchi, potevano mancare i freni? E infatti la Brembo, società leader da oltre 50 anni presente in F.1, ha il monopolio delle vittorie e delle forniture grazie a un lavoro continuo nella ricerca a due e quattro ruote. Si tratta di un attestato di sicurezza e qualità che Brembo ha portato in giro per il mondo. Quando si parla di sicurezza, un discorso a parte meritano le aziende italiane che hanno il monopolio per i caschi. Tutti i piloti, infatti, indossano almeno un prodotto italiano. Si va dai caschi Bell, proprietà OMP di Ronco Scrivia, che indossano Hamilton e Leclerc, per citarne due, ai Schuberth di Verstappen, nome tedesco ma sede in provincia di Vincenza, una azienda che produce caschi ad alto livello con 30 dipendenti e 3 autoclavi per il carbonio che ha conquistato il pilota olandese. E poi c’è la Stilo, altra realtà italiana, anche questa in provincia di Bergamo, a Cenate Sotto, provincia che con Brembo e Fondmetal si dimostra fra le più attive nel settore della ricerca e sviluppo nel motorsport. Piloti Stroll e Bottas in F.1 ma una vasta e ampia esperienza nel mondo dei rally.
Sempre sotto la voce sicurezza compaiono altri nomi: Sabelt che fornisce le cinture di sicurezza a Ferrari, per esempio, che da Moncalieri ha firmato i mondiali degli ultimi anni targati Schumacher e quello WEC Ferrari dell’anno scorso, campo in cui è arrivata anche la Sparco, di Volpiano, una azienda leader da 150 milioni all’anno di fatturato che oltre alle cinture fornisce anche le tute ultraleggere alla Red Bull e alla Williams, dividendosi il mercato con gli altri player della sicurezza, come OMP/Adidas che fornisce Mercedes e Audi oppure Alpinestars, sulle McLaren campioni del mondo, tanto per citarne una.
Infine, la ciliegina sulla torta: quando vediamo i pit stop da record, un cambio gomme in due secondi, il tutto avviene grazie alle pistole pneumatiche della Dino Paoli di Reggio Emilia, società nata nel 1968 e che ha accompagnato lo sviluppo tecnologico del cambio gomme, tanto che nel 2022 hanno omologato per primi una pistola ad avvitamento elettrico ultraleggera. Anche qui abbiamo il monopolio delle forniture a tutti i team di F.1. Come dire che l’Italia da corsa vanta eccellenze mondiali in cui la ricerca e sviluppo, l’innovazione tecnologica e lo stare al passo coi tempi, non ha eguali al mondo. Segni particolari: sono tutte realtà di provincia, che per cercarle sulla cartina geografica si fa fatica, ma che rappresentano il centro del mondo del motorsport mondiale. A Monza è occasione di celebrazione anche per questi.

Dietro i tre droni carichi di esplosivi, rinvenuti all’aeroporto di Lipsia nei pressi di aerei cargo Antonov diretti all’Ucraina tra il 4 e il 14 agosto, c’è la mano della Russia, che sta conducendo una «guerra ibrida» contro la Germania e l’Europa. Durissime accuse lanciate in una dichiarazione ai giornalisti dai ministri di Interno ed Esteri tedeschi, Alexander Dobrindt e Johann Wadephul, d’intesa con il cancelliere Friedrich Merz. Un’accusa che inasprirà ulteriormente i già pessimi rapporti tra Mosca e Berlino, che è tra i più tenaci sostenitori di Kiev. Giunta peraltro proprio nel giorno in cui ordigni artigianali sono in parte esplosi in una centralina elettrica in Brandeburgo, nei pressi della grande centrale a carbone di Jänschwalde, nell’Est della Germania, a due passi dal confine polacco. La matrice qui è ancora ignota.
Dobrindt, che cita inchieste della magistratura e dei servizi, è lapidario: «La Russia ha la responsabilità dell’attacco ibrido a Lipsia». Il ministro rinvia alla «configurazione dei droni, delle componenti, della tecnica di innesco ed esplosivi», che sono «già noti da altre operazioni della Russia», e parla di un «alto livello di professionalità». A cercare di attuare l’attentato, ha aggiunto, «agenti di basso livello» che hanno agito «su incarico diretto di istituzioni statali russe». Per Berlino quello di Lipsia fa parte di un massiccio attacco ibrido alla Germania e al resto d’Europa (si pensi all’incendio di una fabbrica di droni, lunedì scorso, in Polonia o agli ordigni esplosivi ritrovati nei pressi di un analogo impianto in Slovacchia pochi giorni fa). «Consideriamo Lipsia – dice Dobrindt – non come un evento isolato, ma vediamo un collegamento con altre azioni ibride. Riteniamo che la Germania resterà obiettivo di ulteriori attacchi ibridi da parte della Russia», la quale è «disposta a provocare gravi danni». Conclusione drastica: «Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente obiettivo della guerra ibrida» di Mosca.
Le conseguenze sono pesanti. Il ministro degli Esteri, Wadephul, ha annunciato la chiusura del consolato generale russo a Bonn nonché del “Russisches Haus” (“Casa Russia”), il centro culturale russo nell’ex Berlino Est da tempo considerato un centro di spionaggio di Mosca nel cuore della capitale. Sarà convocato l’ambasciatore russo e saranno introdotti ulteriori, severi controlli agli ingressi di cittadini russi in Germania. Le azioni di Mosca, ha avvertito Wadephul, «si inseriscono in una lunga serie di tentativi di destabilizzazione, disinformazione, minacce, sabotaggio e aggressione diretti contro l’Europa» e «la Germania non fa eccezione». Già in agosto i servizi Usa avevano avvertito che il presidente russo Vladimir Putin, pur di vincere la guerra in Ucraina, ha optato per attacchi ibridi a Paesi Nato. Ogni sforzo sarà però vano: «Il nostro messaggio alla leadership russa – dice il ministro – è chiaro: non ci lasceremo dividere o intimorire», la Germania «continuerà a fornire sostegno civile e militare all’Ucraina». Ma anche la Russia «risponderà a tutte le azioni anti-russe«, ha replicato il ministero degli Esteri di Mosca. La portavoce Maria Zakharova ha parlato di «pretesto».
La vicenda coinvolge direttamente la Nato. «L‘Alleanza – scrive il segretario generale Mark Rutte via X – è pienamente solidale con la Germania dopo l’attacco ibrido russo a Lipsia». Pure l’Ue sostiene Berlino. «Gli attacchi ibridi – ha dichiarato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha sentito Merz – non resteranno senza una risposta chiara». Ue e Nato discuteranno oggi della vicenda, sul tavolo ci sono anche nuove sanzioni. «Solidarietà piena» alla Germania è arrivata anche dall’Italia. «I tentativi di dividerci – ha detto Giorgia Meloni – non avranno successo: le azioni ibride contro uno qualsiasi di noi riguardano tutti noi e saranno affrontate con una risposta unita».
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