Ermal Meta: «A Sanremo per i bimbi vittime di tutte le guerre»

Ermal Meta: «A Sanremo per i bimbi vittime di tutte le guerre»

di Angela Calvini in Avvenire
All’Ariston canta il dramma di Gaza in “Stella stellina”, una ninna nanna che racconta una bambina morta sotto le bombe. «La paternità ha cambiato il mio sguardo»

Una ninna nanna per una bimba morta sotto i bombardamenti, dal testo poetico e straziante, sostenuta da un ritmo mediorientale inconfondibile. Con Stella stellina Ermal Meta torna in gara tra i Big della 76ª edizione del Festival di Sanremo, al via martedì prossimo, con una denuncia chiara dell’uccisione di tanti piccoli palestinesi a Gaza, ma anche di tutti i bambini innocenti vittime delle guerre, sostenuta però da un finale di speranza. Meta torna all’Ariston dopo cinque anni da papà della piccola Luna e di due ragazze adottate in Albania insieme alla compagna Chiara e si candida già al Premio della critica. Il brano, prodotto con Dardust, sarà contenuto nel nuovo affascinante disco Funzioni vitali, in uscita il 27 febbraio, e diventerà anche un libro illustrato in uscita il 6 marzo. In estate il cantautore sarà maestro concertatore della Notte della Taranta e dal 29 aprile partirà da Perugia un tour nei club.
Ermal Meta, da dove nasce Stella stellina?
«Sono stato attraversato da delle scosse vedendo le immagini di questi bambini senza un presente. Qualche ora dopo, mentre suonavo per mia figlia, la canzone è stata “vomitata” in un quarto d’ora, senza un retropensiero».
Perché ha scelto di non nominare Gaza nel testo?
«Non ho utilizzato il termine “Gaza” perché ci sono tanti altri riferimenti e non volevo circoscrivere, nel risultato finale, quello che sto raccontando. L’ispirazione è stata chiaramente quella: il brano nasce dopo aver visto sui social gli occhi di una bambina palestinese fra le macerie di Gaza, un’immagine che non riuscivo a togliermi dalla testa. Vuole essere una canzone che parla di guerra. Anche perché lì non è una guerra: la guerra prevede due eserciti che si affrontano, lì non è così».
È una canzone politica?
«Quello che sta accadendo in Palestina è sotto gli occhi di tutti, è un’emergenza e una catastrofe umanitaria. Lungi da me dal fare politica, io affronto le cose sempre da un punto di vista umano. Sento la responsabilità nei confronti di me stesso: non voglio allontanarmi da quello che provo e soprattutto non lo voglio mascherare. Se poi questo porta a una riflessione, ne sono contento. Quello che mi muove è uno sguardo su ciò che mi circonda: guardo il mondo e cerco di tradurlo in musica».
Si aspetta polemiche a Sanremo?
«Io penso che un cantautore abbia un compito principale: raccontare esattamente quello che sente e non filtrarlo. Quando ti esponi, ti esponi a tutto e devi essere in grado di difendere quello che fai. Io, quando vado su un palco importante, sono pronto a qualsiasi cosa. La Costituzione mi garantisce il diritto di parola e io questo diritto lo voglio utilizzare, perché un conto è quando ti mettono un bavaglio, un conto è che te lo metta da solo. Io non lo faccio».
Se vincesse, andrebbe all’Eurovision?
«Ci ho riflettuto abbastanza e penso che ci siano diversi modi di protestare. Con il messaggio che ha Stella Stellina, sarebbe sbagliato non andare, in caso di vittoria, a Eurovision, per il messaggio che porta la canzone: devo cantare proprio in quel posto, per amplificare il messaggio».
Nel disco c’è anche un altro brano, Droni: ancora sull’infanzia e sulla guerra?
«Ho immaginato un futuro distopico, questo cielo oscurato dai droni e dei bambini totalmente incapaci di decifrare quello che accade. Questi droni portano doni o portano qualcos’altro? In realtà non è detto che portino bombe, perché io non le nomino nella canzone. “Andiamo a vedere se è vero”: c’è un punto di domanda».
La paternità ha cambiato il suo sguardo?
«Ha cambiato tutto: improvvisamente il livello di sensibilità è aumentato e forse la mia pelle si è assottigliata ulteriormente, perché fai spazio ad altre persone dentro di te. Senti di più tutto: non è tanto il senso di protezione, è il senso di impotenza. Come racconti loro cosa è successo? Come racconti che cos’è il male? Forse non va raccontato che cos’è il male, ma va raccontato cos’è il bene. Non so che padre voglio essere, ma voglio soltanto esserci: esserci quando cadono, esserci quando si rialzano. Esserci».
Il mondo di oggi la preoccupa per le sue figlie?
«Hanno fatto un lavoro straordinario nel dividere le persone in fazioni, ma la vera divisione non è destra-sinistra o buoni-cattivi: è alto-basso, il potere, chi ce l’ha e chi non ce l’ha. Le canzoni fanno paura perché sono verticali, riescono ad abbattere muri invisibili. Penso che il mondo sia in mano a dei pazzi: sono preoccupato per i miei figli, sono preoccupato per i figli di tutti, sono preoccupato per noi. Eppure ho fede nell’essere umano e nella sua capacità di rigenerarsi. Ma una cosa è certa: finché vivremo passivamente tutto quello che accade, la nostra sopravvivenza è messa seriamente in pericolo».
Il suo album Funzioni vitali è un viaggio nel tempo. Si impara qualcosa dal tempo che è passato?
«Canto il tempo come nostalgia, come fedeltà nei confronti di quello che sei stato, ma anche come inganno. Perché il tempo rappresenta una versione di te diversa rispetto a quella che è stata. Il passato cambia a seconda di quello che decidi di mettere in risalto, quindi non dargli troppo ascolto: occorre andare avanti ed agire».
Fra le sue azioni concrete c’è anche l’adozione. Da dove nasce la scelta di adottare due ragazze in Albania?
«Da anni sostengo la Casa famiglia “Rozalba”, gestita dalle suore della Congregazione delle Maestre Pie Venerini a Gjader, che accoglie ragazze dai 10 ai 18 anni con problemi familiari, di violenza, di abuso, di disagio e di estrema povertà. Sono andato per una raccolta fondi e da lì sono tornato ribaltato, non sono riuscito a pensare ad altro per giorni. Queste ragazze le ho conosciute che avevano 15 anni e ora che ne hanno 18 siamo riusciti ad adottarle. Non so se siamo noi che abbiamo accolto loro o loro che hanno accolto noi: le abbiamo sentite parte di noi inspiegabilmente. Era impossibile pensare diversamente e non ci sentiamo degli eroi. Abbiamo fatto una scelta con tutta la consapevolezza del mondo ma con la voglia di stare insieme. Il viaggio della vostra vita non è iniziato con noi, ma può continuare insieme. È una cosa molto naturale».
La sua coscienza civile nasce anche dall’infanzia in Albania sotto la dittatura?
«Probabilmente sì. L’Italia è una bella terra per cui il 99 per cento della popolazione non ha dovuto combattere; se lo andiamo a chiedere ai nostri nonni, la loro coscienza civile era così grande perché hanno dovuto combattere per la propria terra e per i loro diritti. Se lo vedi quando sei piccolo ti resta dentro. L’Albania per 47 anni ha vissuto sotto il tallone d’acciaio della dittatura comunista e non potevi protestare apertamente, perché finivi fucilato o impiccato. C’era un altro modo per protestare ed era il silenzio, informarsi in modo diverso, ma anche lì se ti beccavano finivi nei campi di concentramento, o meglio di “rieducazione politica”. Nell’89 è caduto il muro di Berlino e delle teste si sono levate senza avere la paura di essere staccate, come è accaduto a mio nonno a soli 30 anni. Poi è arrivato il ’90 e i movimenti studenteschi si sono sollevati insieme. Tutto è partito da Tirana, io c’ero: se quel giorno non ci fossero state le persone in piazza non avremmo raggiunto la libertà».

Prima isolato, ora protagonista: l’inarrestabile parabola di Kim Jong-un

Kim Jong-un è stato riconfermato come segretario generale del Partito dei Lavoratori della Corea del Nord

Avvenire

Nessuna sorpresa. E (per ora) latita anche il colpo di scena più atteso: l’irruzione sulla scena di Ju-ae, la 13enne figlia del «caro leader», Kim Jong-un, indicata dall’intelligence sudcoreana come passibile di «incoronazione» da parte del padre proprio nell’appuntamento politico – che si rinnova ogni cinque anni – più importante della macchina del potere nordcoreano. L’unica incoronazione avvenuta è stata quella dello stesso Kim, riconfermato segretario generale del Partito dei Lavoratori. La riaffermazione della sua autorità, ha spiegato alla Reuters Lim Eul-chul, esperto di Corea del Nord presso la Kyungnam University, «equivale a dichiarare che Kim ha posto fine alla «modalità di gestione della crisi» del regime ed è entrato in una fase di governo sicuro e stabile a lungo termine». Una riconferma che si è tradotta in un «cambio di guardia» generazionale nella opaca struttura del regime nordcoreano. Il comitato esecutivo del Partito è stato oggetto di un rimpasto dall’ultima riunione del 2021: più della metà dei suoi 39 membri è stata sostituita. L’ex ministro degli Esteri Ri Su Yong, presidente del Comitato permanente dell’Assemblea popolare suprema Choe Ryong Hae e un alto funzionario militare del partito, Ri Pyong Chol, sono stati estromessi.

Che leader esce dalla «fucina» del congresso? Un capo rafforzato o diminuito? Come scrive l’emittente statale Kcna, sotto la guida di Kim, la Corea del Nord ha «radicalmente migliorato» la sua «deterrenza bellica», «con le forze nucleari come perno». Una cosa è certa: Kim ha abilmente consolidato la sua posizione, puntando tutto su una aggressiva politica di riarmo e appoggiandosi, altrettanto abilmente, alla Russia e alla Cina. Pyongyang ha lanciato il suo primo satellite militare nel 2023 e ha recentemente rivendicato progressi nella costruzione di un sottomarino a propulsione nucleare. Dopo aver dato priorità alle armi nucleari e ai missili, Kim si sta ora concentrando sui sistemi convenzionali, lanciando nuove navi da guerra, armi antiaeree e droni d’attacco. Un «capitale» che il leader nordcoreano vuole sfruttare per implementare la cooperazione con la Russia. Come ha sottolineato l’Ap, «Kim appare meno isolato e più fiducioso del passato». Il leader nordcoreano «ha capitalizzato le turbolenze geopolitiche, usando la guerra della Russia in Ucraina come una finestra per accelerare lo sviluppo di armi e approfondire i legami con Mosca, fornendo migliaia di truppe e ingenti carichi di munizioni per sostenere lo sforzo bellico del presidente Vladimir Putin, possibilmente in cambio di aiuti e tecnologia militare». Forte anche di robusti risultati economici, nonostante il cappio delle sanzioni. Secondo Lee Jong-kyu, analista del Korea Development Institute della Corea del Sud, l’economia nordcoreana è cresciuta del 10% negli ultimi cinque anni. Non a caso, annunciando l’apertura del congresso, il leader nordcoreano ha sottolineato che l’economia nazionale ha superato le difficoltà e gettato le basi per il progresso rispetto al precedente congresso del partito del 2021. «Abbiamo anche consolidato in modo irreversibile lo status del Paese all’estero, apportando un enorme cambiamento nell’ordine politico globale e nelle relazioni che riguardano il nostro Paese», è stato il proclama di Kim.

Liturgia domenica 1 Marzo 2026 Messa del Giorno II DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A

Colore Liturgico  Viola

Gesu

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Antifona d’ingresso
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, o Signore, io cerco,
non nascondermi il tuo volto. (Sal 26,8-9)

Oppure:
Ricordati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore che è da sempre.
Non trionfino su di noi i nemici.
Da ogni angoscia salvaci, Dio d’Israele. (Sal 24,6.2.22)

Non si dice il Gloria.

Colletta
O Padre,
che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio,
guidaci con la tua parola,
perché purificati interiormente,
possiamo godere la visione della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno A):
O Dio, che hai chiamato alla fede i nostri padri
e per mezzo del Vangelo hai fatto risplendere la vita,
aprici all’ascolto del tuo Figlio,
perché, accogliendo in noi il mistero della croce,
possiamo essere con lui trasfigurati nella luce.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Prima lettura
Gen 12,1-4
Vocazione di Abramo, padre del popolo di Dio.
Dal libro della Gènesi

In quei giorni, il Signore disse ad Abram:
«Vàttene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra».
Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 32
Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

Seconda lettura
2Tm 1,8-10
Dio ci chiama e ci illumina.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo
Mc 9,7

Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo
Mt 17,1-9
Il suo volto brillò come il sole

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Fratelli e sorelle, in questo Tempo di Quaresima il Signore ci invita a rinnovarci nei pensieri e nelle opere. Preghiamo insieme, perché egli accompagni il cammino della nostra conversione con l’abbondanza della sua grazia.
Preghiamo insieme e diciamo: Ricordati, Signore, della tua misericordia.

1. Per il popolo cristiano: guidato dallo Spirito Santo, riscopra, con cuore umile e sapiente, le radici della propria fede. Preghiamo.
2. Per i nostri pastori: seguendo assiduamente il Signore Gesù, siano sostenuti, in tutte le prove, dal Dio sempre fedele. Preghiamo.
3. Per i governanti delle nazioni: mossi da pensieri e progetti di pace, utilizzino le immense energie della terra per soccorrere chi è oppresso dalla miseria. Preghiamo.
4. Per le nostre sorelle e i nostri fratelli malati: uniti a Cristo sofferente, ricevano forza e consolazione. Preghiamo.
5. Per noi qui riuniti: con lo sguardo fisso sul volto di Cristo, risplendente di luce, possiamo condividere la pienezza della sua gloria. Preghiamo.

O Padre, generoso verso quanti ti invocano, esaudisci la preghiera che ti rivolgiamo e donaci di lasciar risuonare in noi la voce del tuo Figlio amato. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte
Questa offerta, Padre misericordioso,
ci ottenga il perdono dei nostri peccati
e ci santifichi nel corpo e nello spirito,
perché possiamo celebrare degnamente le feste pasquali.
Per Cristo nostro Signore.

Prefazio
PREFAZIO
La trasfigurazione del Signore

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo Signore nostro.
Egli, dopo aver dato ai discepoli
l’annuncio della sua morte,
sul santo monte manifestò la sua gloria
e chiamando a testimoni la legge e i profeti
indicò agli apostoli che solo attraverso la passione
possiamo giungere al trionfo della risurrezione.
E noi, uniti agli angeli del cielo,
acclamiamo senza fine la tua santità,
cantando l’inno di lode: Santo, …

Antifona alla comunione
Questi è il Figlio mio, l’amato:
in lui ho posto il mio compiacimento.
Ascoltatelo. (Mt 17,5)

Preghiera dopo la comunione
Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri
vogliamo renderti grazie, o Signore,
perché a noi ancora pellegrini sulla terra
fai pregustare i beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo
Benedici sempre i tuoi fedeli, o Padre,
perché, aderendo al Vangelo
del tuo Figlio unigenito,
possano desiderare e raggiungere
la gloria manifestata agli apostoli
in tutta la sua bellezza.
Per Cristo nostro Signore.

lachiesa.it

Sì Sposaitalia Collezioni 2026, al via la nuova edizione della manifestazione

Al via la nuova edizione del Sì Sposaitalia Collezioni 2026 che apre il calendario degli appuntamenti internazionali con una visione innovativa e un occhio attento all’artigianalità Made in Italy

È partita ieri, 21 febbraio, la nuova edizione del Sì Sposaitalia Collezioni 2026, nella nuova location di Fiera Milano.

La manifestazione di riferimento per il mondo Bridal ha aperto le porte a buyer, stampa e professionisti del settore con una giornata all’insegna delle nuove collezioni sposa, sposo, cerimonia ed accessori e della creatività sartoriale.

Protagonista della prima giornata è stato il gruppo degli stilisti siciliani, che hanno portato in passerella l’eccellenza e l’identità di una terra ricca di tradizione e visione contemporanea.

Tanti i brand che hanno sfilato mostrando tutta la bellezza dell’artigianalità Made in Italy.

A dare il via al calendario di appuntamenti del Sì Sposaitalia Collezioni 2026 è stata la colazione organizzata nello stand di Maison Signore.

Un momento conviviale che ha accolto ospiti, stampa e buyer in un’atmosfera elegante e accogliente, perfettamente in linea con lo stile del brand italiano.

Nel primo giorno del Sì Sposaitalia Collezioni 2026, gli stilisti siciliani hanno sfilato raccontando la sposa in tutte le sue sfumature: romantica, sofisticata, audace, profondamente legata alle radici ma con lo sguardo rivolto al futuro.

Ricami preziosi, lavorazioni sartoriali, dettagli couture e accessori ricercati hanno reso la passerella un vero omaggio al Made in Sicily.

In passerella le creazioni di Atelier BenedettaGiusi La RosaFrancesco Calzature, Marco Cucinotta, Scribano 1966, Flavia Pinello, Scocca Papillon, Giusi Munafò, My Dea, Rosa Alessi, Kea Atelier, Angela Nobile e Amelia Casablanca.

sposimagazine.it

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci, giornaisti free lance

Aperte a #Milano #Micam e #Mipel, tanto spazio a formazione giovani

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Si completa così l’apertura dell’hub Fashion Link Milano che da quest’anno riunisce le rassegne del sistema moda negli stessi giorni.
Da ieri sono aperte Fashion&Jewels, manifestazione dedicata ad accessori, abbigliamento e gioielli, Sì Sposaitalia Collezioni (bridal, cerimonia, eveningwear)e TheOneMilano, salone dell”outerwear e ‘haut-à-porter di fascia alta.
All’apertura il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, Debora Massari assessora al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, Giovanna Ceolini, presidente Micam e Assocalzaturifici, e Claudia Sequi, presidente Mipel. In un incontro è stata sottolineata l’attenzione alla formazione dei giovani con l’ Academy Hub di Micam, una vera e propria fabbrica dove gli studenti possono seguire e scoprire tutti i segreti del settore, dal design alla realizzazione del prodotto da indossare.

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(segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci – giornalisti free lance)