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Concerto in ricordo di Don Guglielmo Ferrarini nel 10° anniversario dalla morte. Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo • SECCHIO DI VILLA MINOZZO (RE) • Domenica 23 agosto 2026 ore 17.30

Corale "Il gigante" di Villa Minozzo - Comune di Reggio Emilia

Concerto in ricordo di Don Guglielmo Ferrarini nel 10° anniversario dalla morte
Lavinia Guillari, flauto traverso
Anna Vezzani, chitarra
Cristina Calzolari, organo
Andrea Caselli, tenore

Corale il “Gigante” di Villa Minozzo diretta da Andrea Caselli

In collaborazione con il Comune di Villa Minozzo

PROGRAMMA

PRIMA PARTEJohann Sebastian Bach
(Eisenach, 21 marzo 2685 – Lipsia, 28 luglio 1750)
Andante e Allegro dalla Sonata per flauto in do maggiore BWV 1033

Dario Castello
(Venezia, 19 ottobre 1602 – Venezia, 2 luglio 1631)
Exultate Deo
mottetto per voce sola e basso continuo

Claude Debussy
(St-Germain-en-Laye, 22 agosto 1862 – Parigi, 25 marzo 1918)
Sirynx per flauto solo

Marc-Antoine Charpentier
(Île-de-France, 1643 – Parigi, 24 febbraio 1704)
O Pretiosum mottetto per tenore e basso continuo

Eric Satie
(Honfleur, 17 maggio 1866 – Parigi, 1º luglio 1925)
Gnossienne per chitarra sola

Antonio Vivaldi
(Venezia 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741)
La Tiranna avversa sorte
aria per tenore dall’opera Arsilda regina di Ponto RV 700

Federico il Grande di Prussia
(Berlino, 24 gennaio 1712 – Potsdam, 17 agosto 1786)
Sonata n. 24 per flauto e continuo: Grave – Allegro

Henry Purcell
(Westminster, 10 settembre 1659 – Westminster, 21 novembre 1695)
An Evening Hymn per tenore e continuo

Flauto traverso: Lavinia Guillari
Chitarra: Anna Vezzani
Organo: Cristina Calzolari
Tenore: Andrea Caselli

SECONDA PARTE
Umil Madonna
preghiera del Maggio di Costabona elab. Andrea CaselliDonna Padana
melodia popolare elab. Giacomo Monica

Don Savino Bonicelli
(Costabona (RE), 14 luglio 1903 – Villa Minozzo (RE), 6 gennaio 1983)
Diffusa est gratia antifona a 2 voci e organo
Ave Maria in italiano a 4 voci
Ave Maris Stella inno a 4 voci
Giuseppe “Bepi” de Marzi
(Arzignano (VI), 1935)
Cortesani
La Sacra Spina
GerusalemmeLuigi Molfino
(Lugano, 22 maggio 1916 – Milano, 27 luglio 2012)
O sacrum Convivum antifona a 4 voci miste

Marco Maiero
(Tricesimo (UD), 1956)
Sul Nero
Ricordi quel treno?
Corale “Il Gigante” di Villa Minozzo
Direttore: Andrea Caselli

Si ringraziano Don Giuseppe Lusuardi, Don Alpino Gigli, Unità pastorale “Santa Maria in Castello” per la disponibilità e la preziosa collaborazione

INFO| Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo – Via del Bosco, 1 –  SECCHIO DI VILLA MINOZZO (RE)
Ingresso gratuito senza prenotazione, limitato ai posti disponibili

GLI INTERPRETI

Lavinia Guillari
Si è diplomata nel 2000 al Conservatorio A. Boito di Parma sotto la guida di G. Bovio con il massimo dei voti e lode e ha proseguito i suoi studi presso diverse Accademie flautistiche italiane con Michele Marasco, Bruno Cavallo, Nicola Mazzanti, Maurizio Simeoli e Elisa Boschi. Ha collaborato come flauto e ottavino con l’Orchestra A. Toscanini e l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Specializzata nel repertorio contemporaneo, ha collaborato e collabora con diverse formazioni cameristiche italiane quali l’Icarus Ensemble di Reggio Emilia, il Divertimento Ensemble e il Syntax Ensemble di Milano. Con questi gruppi si è esibita in Italia e all’estero (Roma, Strasburgo, Milano, Zagabria…) anche in veste di solista. Dal 2007 è flautista stabile del FontanaMix Ensemble di Bologna, col quale ha suonato in diverse edizioni della Biennale Musica di Venezia (2009, 2016, 2020), nell’edizione 2016 del Connect festival di Malmö, al Festival Demetria di Salonicco, ad Hannover, nonché alla Hall des Chars e la Cité de la musique et de la danse di Strasburgo.
Insieme all’Ensemble ha calcato prestigiosi palcoscenici di teatri e festival italiani, fra cui il Teatro Comunale e l’Auditorium Teatro Manzoni di Bologna, Milano Musica, Festival “Aperto” di Reggio Emilia, Festival Angelica, MAMbo, Amici della Musica, Teatro Massimo e Teatro Politeama di Palermo, Filarmonica di Rovereto, “Musica@Villa Romana”, Teatro Verdi di Pordenone.
Nell’ambito dell’attività dell’Ensemble, collabora con numerosi compositori del panorama italiano e internazionale, nonché con altri ensemble europei. Con l’Ensemble ha inoltre realizzato particolari progetti che vedono la collaborazione di artisti quali Cristina Zavalloni, Moni Ovadia e Trilok Gurtu.
L’Ensemble, oltre all’attività dal vivo, vanta anche di una prolifica produzione discografica a cui Guillari ha partecipato registrando 6 dischi.

Anna Vezzani
Compie gli studi musicali presso l’Istituto musicale pareggiato “A. Peri” di Reggio Emilia. Ha seguito i corsi di perfezionamento del maestro G. Bandini presso l’Accademia Musicale del Teatro Cinghio a Parma; ha frequentato master class con il Duo Assad, P. Pegoraro, T. Hopstock,P. Steidl. Ospite di importanti manifestazioni artistiche svolge un’intensa attività concertistica esibendosi in Italia e all’estero in qualità di solista e in diverse formazioni cameristiche, con repertori che spaziano dalla musica antica a quella contemporanea e popolare. In particolare, nella formazione Duo Matildico (chitarra e fisarmonica) approfondisce le forme di tango, vals e milonga. Dal ‘98 progetta e realizza spettacoli integrati di musica e poesia. È titolare della cattedra di chitarra presso la scuola media ad indirizzo musicale “A. Balletti” di Quattro Castella (RE). Suona su una chitarra del liutaio Gernot Wagner

Cristina Calzolari
Nata a Reggio Emilia, ha studiato pianoforte con Giannantonio Mutto e si è diplomata presso il Conservatorio Cesare Pollini di Padova; si è inoltre diplomata in canto presso l’Istituto Musicale Pareggiato Orazio Vecchi di Modena. Si è presto appassionata alle tastiere antiche dedicandosi allo studio del clavicembalo con Francesco Baroni, per basare poi la sua attività su strumenti a tastiera ancora precedenti quali l’organo portativo, il clavisimbalum e il claviciterio.
Con l’ensemble La Reverdie ha tenuto concerti presso il festival Settembre Musica di Torino, il festival AMUZ van Vlaanderen di Anversa, Oude Muziek di Utrecht, Festival di Stresa, Cantar di Pietre a Lugano, festival Grandezze e meraviglie di Modena, per la diretta radiofonica dei Concerti del Quirinale a Roma, Festival Internacional Cervantino di Guanajuato (Messico) e ha eseguito musiche originali a commento delle Confessioni di Sant’Agostino lette da Gerard Depardieu al Ravenna Festival.
Con l’ensemble Adiastema diretto da Giovanni Conti, oltre a concerti in Spagna e in Svizzera, ha collaborato con Pamela Villoresi nell’esecuzione di brani dal codice di Las Huelgas in un concerto dedicato a Hildegard von Bingen, trasmesso in diretta radiofonica dal secondo canale della RSI – Radiotelevisione della Svizzera italiana.
Con l’ensemble La Lauzeta ha registrato le musiche del documentario Renaissance Unchained prodotto e trasmesso dall’emittente inglese BBC nel gennaio 2016.
Ha inoltre collaborato con l’ensemble Cantilena Antiqua diretto da Stefano Albarello, l’ensemble L’Homme Armé per la direzione di Kees Boeke e Fabio Lombardo e con La Mandragora, con cui ha suonato per i Festival Morellino Classica e Musica Antica a Magnano.
Parallelamente a questa attività è sempre stata attiva come cantante e ha lavorato per direttori specializzati nel repertorio rinascimentale e barocco quali Antonio Florio, Rinaldo Alessandrini, Alan Curtis, Kees Boeke, Roberto Balconi, Andrew Lawrence-King, Gianluca Capuano, Ruben Jais. Per il teatro d’opera ha interpretato il ruolo di Dama Disincantata nell’opera La liberazione di Ruggiero dall’isola di Alcina al teatro Metastasio di Prato per la direzione di Alan Curtis; il ruolo di Mater nel mistero provenzale Aines presso il Festival di Musica Sacra di Lucca; il ruolo di Roma nell’opera Il S. Alessio per la Sagra Musicale Umbra; il ruolo di Katchen nell’opera Werther diretta da Reynald Giovaninetti presso il Teatro Regio di Parma, il Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia e il Teatro Comunale di Modena.  Ha debuttato i ruoli di Proserpina e Speranza nell’Orfeo di Monteverdi a Madrid (opera replicata poi in Germania, Austria, Gran Bretagna, Israele, USA nonché trasmessa su Rai-Radio Tre Suite e pubblicata nella collana dedicata all’opera lirica del Corriere della Sera) sotto la direzione di Claudio Cavina.
Collabora inoltre con il Coro della RSI di Lugano diretto da Diego Fasolis, il Coro del Teatro Comunale di Firenze, e il Coro del Teatro Comunale di Bologna con i quali ha effettuato tournée nei maggiori teatri e festival di Spagna, Inghilterra, Germania, Belgio, Finlandia e Giappone. Ha registrato per le case discografiche Naxos, OPUS 111, Symphonia, Tactus, Arcana, Chandos, per Rai-RadioTre Suite, RSI-Radio Televisione della Svizzera Italiana.

Andrea Caselli
Nel 1978 Inizia gli studi musicali con il M° Anselmo Guidetti presso la scuola della banda civica di Cavola RE; nel 1994 frequenta l’Istituto Musicale C.Merulo di Castelnovo Monti studiando pianoforte. Ha partecipato a corsi di direzione corale, tecnica vocale ed interpretazione con i Maestri: G. Vacchi, U. Rolli, M. Uberti C. Chiavazza. Ha studiato canto con Cristina Calzolari e Gianfranco Boretti. Ha cantato nel Coro Polifonico di Reggio Emilia diretto da Giuliano Giaroli, e come solista in produzioni musicali del periodo barocco (formazioni solistiche madrigalistiche). Ha cantato nell’Ensemble Vocale “Loquebantur” interpretando musica polifonica sacra e profana dal 400 al 700, nel trio vocale francese “Paroplapi”, gruppo vocale a cappella che propone musiche tradizionali e di autori contemporanei in lingua occitana esibendosi in Francia Belgio e USA. È stato direttore del Coro Matildico Val Dolo di Toano (RE) dal 1994 al 2009. Ha tenuto corsi d’indirizzo musicale in canto e pianoforte presso scuole primarie e superiori della provincia. Nel 2004 ha curato l’edizione di un libro di ricerca musicale dal titolo “Dei Montanari il Canto”: un saggio di ricerca musicologica sulle tradizioni del canto popolare e d’ispirazione religiosa della media vallata del Secchia. Dal 2007 dirige la corale il Gigante di Villa Minozzo (RE). Nel luglio 2007 e 2008 ha seguito in Inghilterra un masterclass di canto con il soprano inglese Evelin Tubb presso la Dartington International Summer School nel Devonshire UK.
Nel 2012-2013 ha partecipato come solista in alcune produzioni concertistiche, tra le quali la Messa dell’Incoronazione di W. A. Mozart, Messa di Santa Cecilia di C. Gounod. Si è occupato del riordino e catalogazione delle musiche di Don Savino Bonicelli e del maestro Giuliano Giaroli. Nel 2013 con l’ensemble vocale “la Cantoria” nell’ambito della rassegna concertistica Soli Deo Gloria, ha eseguito in prima esecuzione in tempi moderni, il Miserere di Marc’ Antonio Ingegneri, a dieci voci in due cori, curato e trascritto dalle stampe antiche del 1588. Sempre con lo stesso gruppo vocale e strumentale, nel maggio 2014 ha proposto al pubblico locale la Messa del Moro del compositore fiorentino Pietro del Moro scritta per coro maschile e strumenti a fiato. Ha collaborato inoltre con il coro della Cappella musicale di San Francesco da Paola in Reggio Emilia diretto dalla musicologa Silvia Perucchetti. Dal 2016 presta servizio occasionale nel coro della Cappella Musicale della Cattedrale di Reggio Emilia diretta dal M° Primo Iotti. Nel 2025 in occasione del centenario della morte del compositore reggiano Guglielmo Mattioli (1857-1924) assieme a Carlo e Silvia Perucchetti ha pubblicato: “Guglielmo Mattioli, una vita dedicata alla musica” A cento anni dalla scomparsa il valore di un musicista italiano nelle testimonianze e le cronache del tempo: assieme alla pubblicazione sono state stampate 9 composizioni inedite scelte dai manoscritti.

Corale il Gigante
Il coro a formazione mista, si costituisce a Villa Minozzo nel 1996 sotto la guida del maestro Simone Ivardi-Ganapini, per volontà di alcuni coristi i quali, avendo maturato esperienze in altri cori, decidono di formare un proprio gruppo vocale locale. Il coro inizia subito ad avere una propria identità, inserendo nel proprio repertorio molti canti ricercati nel territorio, arrangiati ed elaborati dal suo direttore. Il coro associato A.E.R.Co (associazione Emiliano- Romagnola Cori) si è esibito in diverse località italiane, partecipando a rassegne e concerti. Dal 2007 la direzione è affidata al M°Andrea Caselli, il quale ha proseguito l’opera del suo predecessore ampliando il repertorio con canti della tradizione emiliana di ricerca con sue elaborazioni e con uno sguardo anche a composizioni d’autore. Parallelamente al repertorio popolare, il coro si dedica anche alla musica sacra proponendo sia in concerto e sia in cerimonie liturgiche, musiche sacre di vari autori ma in particolare quelle del sacerdote compositore villaminozzese Don Savino Bonicelli (1903-1983) in collaborazione con “I fiati di Villa” ottetto strumentale di ottoni e legni. Dal 2002 è organizzatore e promotore della rassegna corale nella quale ospita cori e formazioni vocali provenienti da tutta Italia. Nel 2016 nell’occasione del ventennale di fondazione il coro ha avuto come ospite nella propria rassegna corale Villaminozzese la compagine corale “I Crodaioli” diretta e fondata dal musicista e compositore Bepi de Marzi. Il coro ha collaborato con la band Nuvole Barocche, tributo a Fabrizio de André, nell’esecuzione integrale dell’album del cantautore genovese, “La buona novella”.  Nell’ottobre 2018 la corale su invito della Cappella musicale pontificia, ha animato la S. Messa prefestiva in San Pietro con musiche di Don Savino Bonicelli, il quale proprio a Roma dal 1939 al 1943 frequentò l’istituto e si diplomò in canto gregoriano al Pontificio Istituto di Musica Sacra.

Fonte: comunicato stampa a cura di Renato Negri)

(Segnalazione web di Giuseppe Serrone)

 

La musica sacra non è decorazione, cantare e suonare significa pregare

Il Papa: la musica sacra non è decorazione, cantare e suonare significa pregare

Avvenire

Proseguendo le catechesi sui documenti del Vaticano II, Leone XIV indica i criteri per la liturgia: forme «nobili e semplici», testi profondi e comprensibili, capaci di favorire la comunione ecclesiale

È stata dedicata al tema «Costituzione Sacrosanctum Concilium. La musica sacra» (Lettura: Col 3,16-17) la meditazione di stamattina di Leone XIV, che nella Basilica Vaticana ha ripreso il ciclo di catechesi sui documenti del Concilio Vaticano II.
«La tradizione musicale della Chiesa costituisce un tesoro d’inestimabile valore, che eccelle tra le altre espressioni dell’arte, specialmente per il fatto che il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria e integrante della liturgia solenne» (SC, 112); «La musica sacra sarà tanto più santa quanto più strettamente sarà unita all’azione liturgica, sia dando alla preghiera un’espressione più soave e favorendo l’unanimità, sia arricchendo di maggior solennità i riti sacri» (ibid.). Partendo da queste due citazioni di Sacrosanctum Concilium, il Pontefice ha spiegato che «troviamo qui il nucleo dell’insegnamento conciliare, che conferma e approfondisce la funzione ministeriale della musica nella liturgia, già messa in luce da San Pio X nel Motu Proprio Inter sollicitudines (22 novembre 1903). La musica, infatti, è parte dell’azione liturgica e non mera decorazione della celebrazione. Nella liturgia, cantare e suonare significa pregare, sintonizzando il proprio cuore con quello delle sorelle e dei fratelli e con Dio, nella partecipazione attiva al mistero celebrato. In particolare la musica esprime la dimensione affettiva della preghiera, come afferma Sant’Agostino: “Cantare amantis est”, cioè “cantare è proprio di chi ama” (Sermo 336, 1). Questo è molto importante, perché aiuta ad aprire il cuore all’agire di Dio nella grazia e a lasciarsene plasmare. Il canto, inoltre, favorisce la comunione. Attraverso la sinfonia delle voci contribuisce all’unione degli animi, superando le differenze tra le persone e riunendo tutti nella lode a Dio. Diventa così epifania della Chiesa, manifestazione sensibile della comunione che appartiene alla sua stessa natura».
In questa puntata di LeoPop partiamo da un piccolo libro di un frate del Seicento che il Pontefice ha indicato come chiave per comprendere l’inizio del suo cammino spirituale.
Da questa «profonda valenza teologica del canto sacro» derivano, secondo Leone XIV, precise esigenze. Anzitutto, «al di là delle mode o delle particolari sensibilità degli autori, esso deve rispondere a tutti i livelli a ciò che è più appropriato per il momento celebrativo». Anche la forma, «specialmente nel suo aspetto melodico, dev’essere al tempo stesso nobile e semplice, di alta qualità musicale e facilmente eseguibile, soprattutto quando è destinata ad essere cantata da tutta l’assemblea».
Un criterio che riguarda anche le parole dei canti. Il Concilio, ha ricordato il Papa, raccomanda che «anche i testi siano adeguati, profondi e nel contempo agevolmente comprensibili, ispirati principalmente alla Sacra Scrittura, ai libri liturgici e alla Tradizione spirituale della Chiesa». Un aspetto sul quale «occorre vigilare», affinché «si mantenga viva e cresca la dinamica espressa nell’antico principio “lex orandi lex credendi”, cioè la legge della preghiera è anche legge della fede».
Leone XIV si è quindi soffermato sulla «partecipazione attiva dei fedeli», alla quale Sacrosanctum Concilium dedica ampio spazio. Essa, ha ricordato citando Benedetto XVI, «deve essere compresa […] a partire da una più grande consapevolezza del mistero che viene celebrato e del suo rapporto con l’esistenza quotidiana», all’interno di uno «spirito di costante conversione che deve caratterizzare la vita di tutti i fedeli». Quanto al contributo specifico della musica sacra, il Concilio indica di curare «le acclamazioni dei fedeli, le risposte, il canto dei salmi, le antifone, i canti» e anche «un sacro silenzio», esortando ciascuno, ministro o fedele, a compiere «tutto e soltanto ciò che, secondo la natura del rito e le norme liturgiche, è di sua competenza», così da realizzare «l’armonico equilibrio tra i diversi ministeri, i vari interventi e i momenti di silenzio».
Il Papa ha poi ricordato che «il Concilio attribuisce grande valore al canto gregoriano, pur non escludendo dalla celebrazione altri generi di musica sacra». Un’attenzione particolare viene riservata anche all’organo a canne, mentre altri strumenti possono essere impiegati «purché siano adatti all’uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l’edificazione dei fedeli».
Altro tema affrontato è quello dell’inculturazione. In rapporto alle tradizioni musicali delle diverse culture, il Pontefice ha sottolineato «l’importanza di tenerle in seria considerazione, come parte della vita religiosa e sociale delle persone». Da qui la raccomandazione, da una parte, di assicurare un’adeguata «educazione del senso religioso» e, dall’altra, «per quanto è possibile […], di promuovere la musica tradizionale di quei popoli, tanto nelle scuole, quanto nelle azioni sacre».
Un compito specifico spetta inoltre alla schola cantorum, definita «strumento pastorale» da promuovere perché chiamata «a curare l’esecuzione esatta delle parti sue proprie, secondo i vari generi di canti, e favorire la partecipazione attiva dei fedeli nel canto».
Non meno importante è la responsabilità di chi compone musica per la liturgia. «Il compositore di musica sacra – ha affermato Leone XIV – è chiamato a conoscere e custodire il patrimonio musicale della Chiesa, lasciandosi ispirare da esso per dare vita a nuove composizioni al servizio della liturgia, nel rispetto della sensibilità contemporanea e delle diverse tradizioni culturali». Il fine, ha aggiunto citando san Giovanni Paolo II, è «purificare il culto da sbavature di stile, da forme trasandate di espressione, da musiche e testi sciatti e poco consoni alla grandezza dell’atto che si celebra, per assicurare dignità e bontà di forme alla musica liturgica».
Di qui, infine, la necessità della formazione. I Padri conciliari, ha ricordato il Pontefice, raccomandano di promuovere la formazione e la pratica della musica sacra «nei seminari, nei noviziati dei religiosi e delle religiose e negli studentati, come pure negli altri istituti e scuole cattoliche» e di assicurare «ai musicisti e ai cantori una solida formazione liturgica».

La catechesi si è conclusa tornando al canto come espressione della comunione ecclesiale, attraverso le parole di sant’Ignazio di Antiochia: «Voi, uno per uno, diventate un coro, affinché armoniosi nell’accordo e prendendo la tonalità di Dio nell’unità, cantiate all’unisono attraverso Gesù Cristo al Padre, perché vi ascolti e, dalle opere buone che realizzate, riconosca che siete membra del Figlio suo».
Al termine dell’udienza, rivolgendosi ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, Leone XIV ha poi invitato ciascuno «a sviluppare sempre in se stessi un’autentica coscienza di pace». «Abbiate la sincera consapevolezza – ha aggiunto – che la pace è un bene prezioso e grande e che occorre un forte e costante impegno per realizzarla, seguendo con onestà e verità le vie che la costruiscono e la confermano nella società».
Nel saluto ai fedeli polacchi il Pontefice ha invece ricordato che il 23 agosto si celebra la Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo, richiamando la figura di Władysław Findysz, «sacerdote e primo polacco beatificato come Martire delle persecuzioni comuniste». Durante il Vaticano II, ha ricordato Leone XIV, Findysz ne sostenne spiritualmente i lavori, coinvolgendo i fedeli nell’«Opera conciliare di bontà» attraverso «atti di carità e di rinnovamento morale». «La sua testimonianza – ha concluso – ci ricordi che la civiltà dell’amore si costruisce perdonando e vincendo il male con il bene».

La febbre dei “cahiers de vacances”: così la Francia porta i compiti al mare (sfidando IA e smartphone)

Fratello e sorella fanno i compiti della vacanze in tenda in Francia

di Daniele Zappalà, Parigi – Avvenire
Un rito nato quasi per caso nel 1933 è diventato un fenomeno nazionale da quasi 5 milioni di copie l’anno: tra nostalgia, desiderio di apprendere e bisogno di staccarsi dagli schermi, i quaderni estivi conquistano ormai anche gli adulti

Se varcate la frontiera per qualche giorno di vacanza estiva in Francia, la loro presenza difficilmente potrà sfuggirvi. Basta entrare in un supermercato o fermarsi in una stazione di servizio autostradale, per imbattersi in grandi espositori molto vistosi pieni di fascicoletti coloratissimi, sormontanti magari da slogan come questo: «Quest’estate, decolla verso il successo!». Persino sulle spiagge, non è raro vedere gli stessi libriccini in mano a bambini, ragazzini, ma pure a qualche adulto. Oltralpe, i cahiers de vacances, ovvero le raccolte estive d’esercizi delle principali materie scolastiche, sono un’istituzione consolidata che non sembra affatto temere l’avvento dell’era digitale e dell’IA. Si tratta di compiti per le vacanze illustrati in modo allettante e dal taglio generalmente piuttosto ludico, da sfogliare e completare senza vincoli eccessivi, quasi con lo stesso piglio dei patiti di enigmistica. Furono inventati nel 1933 e da allora si sono vieppiù confermati come un grande fenomeno collettivo nazionale. Al punto che nel 2024, il volume complessivo si è avvicinato alla soglia dei 5 milioni di esemplari venduti, secondo una tendenza in crescita nell’ultimo decennio. Quasi il 90% delle vendite si concentra fra maggio e agosto. Una vera manna, dunque, per le case editrici capaci di sfruttare il filone d’oro. Nella scia di questo successo, nonostante la forte concorrenza, i prezzi si avvicinano a quelli dei libri tascabili, in media attorno agli 8 euro.
Ma perché spendere parte delle proprie vacanze a risolvere esercizi di matematica o d’inglese? Il fenomeno può sorprendere, soprattutto quando coinvolge anche gli adulti, come si è constatato negli ultimi anni. Ormai, le case editrici sfornano pure dei ‘quaderni’ esplicitamente rivolti «a tutta la famiglia». Certamente, i cahiers rispecchiano la centralità dell’universo scolastico nella società francese. Da sempre, è chiaro, tutto ciò può apparire un tantino pedante, soprattutto agli sguardi esterni. Ma di fatto, in un Paese in cui i risultati scolastici sono determinanti per l’accesso alle formazioni universitarie più richieste, è molto diffusa la preoccupazione di non dissipare del tutto, nelle settimane estive lontane dai banchi, quella voglia di apprendere che milioni di famiglie cercano pazientemente di trasmettere ai propri virgulti nel corso dell’anno di lezioni. Una preoccupazione rivolta soprattutto ai più piccoli, come conferma il ruolo trainante dei cahiers per gli alunni delle elementari. Per accrescere l’appetibilità dei fascicoli di esercizi, certi editori fanno ricorso, per le illustrazioni, pure a delle licenze di grandi marchi come Disney, o Dragon Ball.
Nell’ottica di tanti genitori, i cahiers sono così divenuti una tappa e uno strumento irrinunciabili in vista della delicata rentrée di settembre. In questo senso, i fascicoletti illustrati svolgono indubbiamente pure una funzione rassicurante. Quasi come i bagnini sulle spiagge che vigilano sui rischi della balneazione. In certi casi, è proprio per affiancare i più piccoli e dare l’esempio che certi genitori scelgono a loro volta di buon grado di svolgere i compitini quotidiani sui cahiers, talora di difficoltà progressiva. Quelli esplicitamente rivolti agli adulti coprono ormai il 15% del mercato, in forte crescita. A volte, può trattarsi pure di una scelta legata a una dolce forma di nostalgia per un rito d’infanzia. Fra i meno giovani, ad esempio, sopravvive pure il ricordo degli anni Cinquanta dorati del decollo economico, quando i cahiers perfettamente completati permettevano pure di vincere dei premi anche importanti, come viaggi e persino automobili. Anche grazie a queste reminiscenze, oggi, prendere in mano un cahier è divenuto il simbolo di una Francia intramontabile. Più in generale, secondo certi sociologi, pesa pure il piacere di accantonare almeno un po’ in estate i terminali digitali, riassaporando i piaceri lenti legati alla manualità della scrittura.
In questo senso, la collana di maggior successo ha un nome, Passeport, divenuto doppiamente evocatore. Per i ragazzi, ciò ricorda l’importanza di non disperdere le nozioni per il seguito del proprio percorso d’apprendimento verso l’università. Per gli adulti, invece, il ‘passaporto’ in questione suona come un diritto estivo d’uscita dal perimetro della vita professionale, sempre pronta ad allungare i propri tentacoli, attraverso l’insieme dei canali digitali, anche durante le ferie. In certi casi recenti, come nelle serie speciali dedicate al ciclismo del Tour de France, i cahiers tendono ad allontanarsi decisamente dalla sfera scolastica, finendo per lambire di fatto sponde molto più simili a quelle dell’enigmistica pura. E dire che nel 1933, tutto cominciò quasi per caso. L’inventore dei cahiers, Roger Magnard, puntò inizialmente sul prodotto semplicemente per smaltire in qualche modo i propri stock invenduti di carta. Una scommessa divenuta con il tempo un vero fenomeno di costume nazionale.

Dal caso Ranucci alla Rai,
tutti i passi indietro dell’Italia sull’informazione

Dal caso Ranucci alla Rai,
tutti i passi indietro dell’Italia sull’informazione

di Matteo Marcelli, Giuseppe Muolo in Avvenire
Prosegue il caso legato a “Report”, ma non si parla dei ritardi sul Media freedom act e le querele. Facciamo il punto

Nessun nuovo passo in avanti sull’inchiesta. Il caso Ranucci resta ancora cosparso di punti interrogativi. Nel frattempo il giornalista ieri è tornato a parlare, tenendo fermamente il punto: «Da due mesi e mezzo viaggio a una media di 200 articoli al giorno, di cui due terzi sono pieni di falsità, anche di giornali da cui non te lo aspetteresti – ha detto ad Asiago durante una nuova tappa della presentazione del suo ultimo libro -. Non posso ovviamente perdere il tempo a smentire ogni cosa perché sarebbe impossibile». E ha aggiunto, sarcasticamente: «L’unica fortuna è che tra qualche settimana mio figlio diventerà avvocato». Intanto le ombre sul coordinatore di Report aumentano: ieri la giornalista e scrittrice Angela Camuso, ha raccontato al Tempo di aver subito delle avance dal conduttore. Una testimonianza che ha scatenato il centrodestra. Kelany (FdI) ha parlato di «nuove accuse di molestie», citando i rapporti con delle stagiste che Ranucci racconta nel suo libro. Episodi che il giornalista ha successivamente bollato come «finzione». Secondo Gasparri (FI) la sua reputazione «è sottozero». Mentre per il dem Verini la destra usa il caso Ranucci per «regolare i conti con Report». Le presunte avance, in ogni caso, non sono legate all’inchiesta, che naviga ancora in mare aperto. I nodi da sciogliere sono sempre gli stessi. Su tutti la genesi dell’attentato a Ranucci. E i rapporti tra il conduttore e il faccendiere Lavitola, reo confesso di essere il mandante. Un puzzle che gli inquirenti si augurano di ricomporre nei prossimi giorni con le dichiarazioni spontanee che Lavitola farà al Tribunale del Riesame e con gli interrogatori dei presunti attentatori.
Sullo sfondo della vicenda Ranucci-Report permane lo stallo sulla governance della Rai, ancora senza un presidente effettivo dopo lo scontro in commissione di Vigilanza, auto-azzerata con le dimissioni di massa a inizio luglio e non ancora ricomposta. Ma al di là dell’intoppo politico (la mancata nomina di Simona Agnes), sul sistema di informazione pubblico pesa un incompiuto ancor più inquietante che, salvo interventi dell’ultima ora, porterà dritto a una procedura di infrazione. Si parla del regolamento europeo sulla libertà dei media ( European Media Freedom Act , Emfa), in vigore già da un anno. Che non è una direttiva e quindi non ha bisogno di essere recepito per via parlamentare ed è fondato su quattro semplici pilastri: indipendenza dal potere politico, procedure di nomina dei vertici trasparenti e aperte, finanziamenti stabili e prevedibili, rispetto dell’indipendenza editoriale e del pluralismo.
Un testo incompatibile con l’attuale sistema di governance, figlio della riforma Renzi del 2015. Michele Anzaldi, ex parlamentare Pd ed ex segretario della commissione di Vigilanza Rai, faceva parte di quella maggioranza e non ha molti dubbi sul fatto che la procedura di infrazione arriverà, visto che la riforma ha dato poteri enormi all’amministratore delegato e che la sua nomina è formalmente affidata al Cda, ma sulla base della proposta dell’assemblea dei soci, cioè del Mef. «Siamo all’opposto di quanto previsto dal regolamento europeo, seguendo il quale il governo dovrebbe essere il più lontano possibile dall’ad. Ma questo era un principio di buon senso valido anche prima della riforma. Pensiamo al caso di Berlusconi, peraltro proprietario di reti private, dal punto di vista politico è inconcepibile che chi governa il servizio pubblico sia emanazione diretta dell’esecutivo. Quindi o si interviene subito o l’Europa interverrà, tanto più che l’ultimo termine per l’applicazione dell’Emfa era l’8 agosto».
Il fatto è che il Mef resta il finanziatore principale dell’azienda (attraverso il canone) ed è difficile ipotizzare di togliergli il potere di indicare l’ad e quindi di incidere sul controllo gestionale della Rai. Per anni si è parlato del modello Bbc, basato su una fondazione. Un modo per spostare il potere decisionale affidando nomine e decisioni strategiche a un ente autonomo. Su questo, spiega ancora Anzaldi, si era anche raggiunto un accordo nel 2010. Anche se applicare un modello del genere all’Italia non è semplice: «Dal punto di vista democratico, il Parlamento rimane l’organo più rappresentativo e questo rende complesso e delicato definire la legittimità di un sistema di nomine interamente delegato a elezioni interne o di settore».
Fin qui il tema della governance, ma c’è anche un altro punto: l’Emfa stabilisce l’obbligo di garantire ai media di servizio pubblico risorse finanziarie certe e stabili per un orizzonte temporale di almeno tre anni. È anche vero, però, che assieme alla sicurezza dei fondi «serve certezza su come vengono utilizzati e come vengono eliminati gli sprechi – osserva Anzaldi –. In nessuna azienda un editore darebbe soldi senza un progetto di rilancio, che preveda un piano di efficientamento e l’abolizione degli sprechi, che purtroppo hanno caratterizzato la gestione dell’azienda da diversi anni».
C’è poi un altro aspetto, che non riguarda solo la Rai, ma l’intero sistema di informazione: le querele temerarie (Slapp, Strategic lawsuit against public participation ). L’Italia, scrive l’Ordine dei giornalisti citando il Case ( Coalition against slapp in Europe ), «è da due anni il Paese Ue con più slapp censite. Senza estensione delle tutele ai casi domestici, oltre il 90% dei bersagli italiani resterebbe privo di tutele». Ma su questo pesa una tendenza culturale che produce molte altre storture non meno preoccupanti. In Italia è estremamente facile distruggere la reputazione di una persona anche solo dando risonanza a un avviso di garanzia. E, al contrario, quando la vicenda giudiziaria si conclude positivamente, magari con un’archiviazione, alla notizia non viene mai dato lo stesso spazio. Questo sbilanciamento, riflette ancora Anzaldi, dimostra «una profonda mancanza di rispetto dei ruoli e una totale assenza di responsabilità da parte della politica e del sistema informativo». Per non parlare delle decine di casi controversi in cui la Rai ha chiuso programmi di successo senza dare spiegazioni nonostante le denunce dell’Ordine. Chiude il quadro l’ultimo report sulla libertà di stampa di Reporters sans frontieres , che colloca l’Italia al 56esimo posto su 180 Paesi, con un calo di sette posizioni rispetto al 2025, dovuto, spiega l’Ong, a pressioni politiche, rischi per la sicurezza dei cronisti e tentativi di limitare il lavoro giornalistico.

Case e scuole inagibili, oltre 3mila sfollati. Ma sull’emergenza dei Campi Flegrei ora c’è chi specula

Uno degli edifici lesionati a Pozzuoli / ANSA

di Antonio Averaimo, Napoli – Avvenire
A un mese dall’ultima scossa sono solo 9 le famiglie rientrate nelle abitazioni sulle 1.391 evacuate. Lo scandalo degli affitti raddoppiati in tutta la zona e la paura per l’inizio delle lezioni

Sono solo nove, su un totale di 1.391, le famiglie rientrate finalmente nella propria casa dalla sera del 31 luglio scorso, quando una forte scossa di magnitudo 4.7 seminò il panico nell’area dei Campi Flegrei. Si tratta in tutto di 28 persone appartenenti alle 3.488, quasi tutte di Pozzuoli, che da quel giorno hanno dovuto lasciare la loro abitazione dichiarata inagibile. Entro questo fine settimana, altri dovrebbero ottenere il via libera al rientro, man mano che le verifiche ai danni subiti dagli edifici, condotte dai Vigili del fuoco, si avviano al termine. Stando ai dati forniti mercoledì dalla prefettura di Napoli, la gran parte degli sfollati (3.321) si trova al momento in casa di parenti o amici, 143 stanno soggiornando in alberghi, mentre 52 hanno trovato rifugio nel palazzetto dello sport di Pozzuoli. Gli edifici dichiarati inagibili sono nel complesso 215, per un totale di 1.081 unità abitative. Martedì, intanto, è arrivato il primo milione – l’intervento totale ammonterà a 5 − stanziato dalla Regione Campania proprio per le famiglie evacuate in seguito al terremoto delle settimane scorse, il più forte mai registrato da quelle parti: 800mila euro sono destinati a quelle che hanno trovato una sistemazione autonoma e 200mila a quelle ospitate in strutture alberghiere. Grazie a quei fondi, il Comune di Pozzuoli sta provvedendo a saldare le domande di contributo per autonoma sistemazione. Su 1.207 richieste, per altrettanti nuclei familiari, sono stati sbloccati già 726 pagamenti.

Ma c’è un altro fronte aperto nella città-simbolo del bradisismo – il fenomeno di sollevamento e abbassamento del suolo alla base dei ripetuti eventi sismici che avvengono nell’area dei Campi Flegrei −, a poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico. Da giorni, tecnici e operai sono impegnati in una corsa contro il tempo per rimettere in sesto le 14 scuole puteolane che hanno riportato danni in seguito al sisma di fine luglio. Si va dai casi meno gravi a quelli più gravi, questi ultimi tali da determinare «uno stato di rischio estremamente elevato di crollo anche alla più piccola ulteriore sollecitazione». È quanto si legge nel capitolo relativo agli edifici scolastici contenuto in una relazione richiesta ai propri uffici dal sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni. Il documento, firmato da tre dirigenti comunali, suddivide gli edifici scolastici in «parzialmente utilizzabili» (otto) e «non utilizzabili» (sei). Tra i primi, ci sono anche due istituti situati a Monterusciello, quartiere sorto negli anni Ottanta del secolo scorso proprio per mettere al riparo gli abitanti di una parte della città da un’altra crisi bradisismica che mordeva in quel periodo. Mercoledì, il primo cittadino puteolano ha assicurato che tutte le scuole comunali riapriranno regolarmente per l’inizio dell’anno scolastico, il prossimo 15 settembre. Solo un plesso di un istituto comprensivo resterà chiuso per quella data: le sue classi troveranno posto nelle altre sedi della scuola. In altri due istituti resteranno inagibili invece, fino a ottobre, auditorium e palestra.
C’è poi il capitolo delle richieste provenienti dal territorio, che puntano a integrare il “decreto Campi Flegrei” varato dal governo a inizio agosto, che ha stanziato 100 milioni per la riparazione o riqualificazione delle abitazioni rese inagibili dal sisma. Il provvedimento ha anche istituito un fondo per contribuire in parte alle spese di chi decide di sistemare autonomamente la propria casa principale danneggiata e per questo sgomberata. Per quest’ultima misura, sono stati previsti circa 1,9 milioni per il 2026 e altri 4,5 milioni per il 2027. Ma dal territorio sono giunte altre sollecitazioni, tradotte negli emendamenti al decreto che saranno esaminati in una riunione convocata per oggi nella prefettura di Napoli e poi trasmessi all’esecutivo. Tra i temi più caldi sollevati dai sindaci dell’area e dai comitati dei cittadini, ci sono il caro affitti esploso dopo la scossa del 31 luglio, l’assistenza agli sfollati, un piano di aiuti alle attività commerciali e il ripristino del trasporto pubblico (colpiti, in particolare, i collegamenti marittimi con le isole del Golfo). Nell’area dei Campi Flegrei, come nella zona occidentale di Napoli e nei Comuni del litorale domitio-flegreo più vicini a Pozzuoli, è segnalata una speculazione galoppante sui canoni di locazione che punta ad approfittare del bisogno disperato di case da parte delle famiglie evacuate. Assocasa parla apertamente di prezzi raddoppiati. Nei quartieri di Napoli ovest gli affitti hanno raggiunto le cifre record di 2.500-3.000 euro al mese. Un bilocale a Varcaturo, località di mare a pochi chilometri da Pozzuoli, può arrivare a costare fino a mille euro. La rete cittadina “Pozzuoli esiste ancora” ha denunciato anche fenomeni di discriminazione verso diversi sfollati. «Molto spesso non accettano bambini, persone con disabilità e animali», spiega Raffaele Postiglione, referente della rete. «Oggi la criticità delle famiglie sgomberate è attenuata da una rete sociale e familiare, visto che la stragrande maggioranza è ospite di un amico o un parente. Ma con la fine dell’estate, il ritorno al lavoro e poi a scuola, la convivenza in abitazioni affollate sarà impossibile».
L’assessora regionale alle Politiche abitative, Claudia Pecoraro, che ha annunciato mercoledì la sospensione dei canoni di locazione per gli sfollati che vivono nelle case popolari in capo all’Acer (ex Iacp), sta pensando a «uno strumento di incentivazione per aumentare l’offerta di alloggi a canone concordato per le famiglie sfollate. L’ipotesi sulla quale stiamo lavorando – ha spiegato Pecoraro − prevede un fondo regionale, che abbiamo già individuato in circa 500mila euro, per contribuire alla copertura totale dell’Imu nei Comuni che metteranno a disposizione abitazioni attraverso contratti a canone concordato».

Il messaggio del Papa per i Giochi del Mediterraneo a Taranto: lo sport come ponte di fraternità, pace e riscatto per i territori

La Croce degli sportivi a Taranto per i Giochi del Mediterraneo 2026

Il messaggio diffuso da Vatican News con cui Papa Leone XIV saluta l’avvicinarsi dei Giochi del Mediterraneo di Taranto rimarca una delle direttrici fondamentali del suo pontificato: l’attenzione alle periferie geografiche ed esistenziali, la promozione della pace e il valore del dialogo tra culture e popoli diversi. Definendo lo sport un formidabile “costruttore di ponti” e un linguaggio universale capace di unire le sponde del Mare Nostrum, il Santo Padre ha voluto rivolgere un pensiero di speranza e di riscatto a una terra complessa e ricca di storia come Taranto e l’intero Mezzogiorno.

In un’epoca segnata da conflitti, divisioni e tensioni sociali, il richiamo papale invita a considerare ogni evento umano, sportivo e comunitario come un’opportunità per rigenerare il tessuto sociale e costruire fraternità autentica.

Costruire ponti e rigenerare le comunità locali

Le parole del Pontefice offrono spunti di riflessione che superano il semplice evento atletico, toccando la vita profonda delle nostre comunità:

  • Incontro e superamento delle barriere: Lo sport e la vita comunitaria mostrano come la diversità di provenienza, cultura ed esperienza possa diventare ricchezza condivisa. I ponti non si costruiscono con dichiarazioni teoriche, ma mettendo al centro la persona, l’ascolto e la collaborazione reciproca.

  • Riscatto sociale e pastorale dei territori: Territori che hanno sofferto ferite ambientali, industriali o d’isolamento sociale chiedono una presenza costante, capace di animare i luoghi di aggregazione, offrire speranza ai giovani e non lasciare nessuno ai margini.

La Chiesa vicina alla vita reale delle persone

La visione di una Chiesa “in uscita”, capace di dialogare con le realtà del territorio e di essere presente dove la gente vive, soffre e spera, si riflette nel quotidiano lavoro di tutte le componenti ecclesiali.

Valorizzare ogni carisma, promuovere la presenza dei pastori tra la gente e sostenere la vitalità delle parrocchie e dei centri di aggregazione rappresentano la via maestra per far sì che il messaggio di fraternità lanciato da Papa Leone XIV a Taranto trovi un riscontro concreto nella vita di ogni giorno.

Ragazza di 17 anni trascorre una serata in spiaggia con gli amici e viene violentata da un 18enne: arrestato

Ragazza di 17 anni trascorre una serata in spiaggia con gli amici e viene violentata da un 18enne: arrestato

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La scorsa notte nei pressi del lungomare di Metaponto di Bernalda, in provincia di Matera, una ragazza di 17 anni è stata violentata. I carabinieri poche ore dopo hanno arrestato un giovane di 18 anni di origine tunisina e regolarmente residente in Italia: dovrà difendersi dall’accusa di violenza sessuale e aggravata perché commessa nei confronti di una minorenne. A coordinare le indagini sull’accaduto è la Procura di Matera.
Stando alle prime informazioni, i carabinieri sono stati allertati dopo una segnalazione arrivata al 112. I militari, in una nota stampa, precisano che appena sono arrivati sul posto hanno visto la 17enne in evidente stato di shock. Ha raccontato di aver subito una violenza sessuale su una panchina isolata e nascosta dalla vegetazione da un conoscente con il quale aveva trascorso la serata in spiaggia insieme ad altri amici.

Subito la giovane è stata soccorsa sul posto dai sanitari del 118 e poi trasportata all’ospedale Giovanni Paolo II di Policoro (Matera). Intanto i carabinieri avevano fatto scattare le ricerche dell’aggressore che è stato trovato poco dopo. Per lui sono scattate le manette e ora si trova in carcere. I carabinieri hanno messo sotto sequestro i vestiti del 18enne così come il suo cellulare. Si procederà con tutti gli accertamenti del caso.

Lettura e Vangelo del giorno 17 agosto 2026

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal libro del profeta Ezechiele
Ez 24,15-24

Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, ecco, io ti tolgo all’improvviso colei che è la delizia dei tuoi occhi: ma tu non fare il lamento, non piangere, non versare una lacrima. Sospira in silenzio e non fare il lutto dei morti: avvolgiti il capo con il turbante, mettiti i sandali ai piedi, non ti velare fino alla bocca, non mangiare il pane del lutto».
La mattina avevo parlato al popolo e la sera mia moglie morì. La mattina dopo feci come mi era stato comandato e la gente mi domandava: «Non vuoi spiegarci che cosa significa quello che tu fai?».
Io risposi: «La parola del Signore mi è stata rivolta in questi termini: Annuncia agli Israeliti: Così dice il Signore Dio: Ecco, io faccio profanare il mio santuario, orgoglio della vostra forza, delizia dei vostri occhi e anelito delle vostre anime. I figli e le figlie che avete lasciato cadranno di spada. Voi farete come ho fatto io: non vi velerete fino alla bocca, non mangerete il pane del lutto. Avrete i vostri turbanti in capo e i sandali ai piedi: non farete il lamento e non piangerete, ma vi consumerete per le vostre iniquità e gemerete l’uno con l’altro. Ezechièle sarà per voi un segno: quando ciò avverrà, voi farete proprio come ha fatto lui e saprete che io sono il Signore».

Salmo Responsoriale

Dt 32,18-21

R. Hai dimenticato Dio che ti ha generato.
Oppure:
R. Perdona, o Padre, i peccati dei tuoi figli.

La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato;
hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!
Ma il Signore ha visto e ha disdegnato
con ira i suoi figli e le sue figlie. R.

Ha detto: «Io nasconderò loro il mio volto;
vedrò quale sarà la loro fine.
Sono una generazione perfida,
sono figli infedeli. R.

Mi resero geloso con ciò che non è Dio,
mi irritarono con i loro idoli vani;
io li renderò gelosi con uno che non è popolo,
li irriterò con una nazione stolta». R.
Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,16-22

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

Palio di Siena, oggi l’Assunta: orario, cavalli, fantini e dove vederlo in tv

Il Palio di Siena - Comune di Siena

Torna il Palio di Siena, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate italiana, capace ogni anno di trasformare la città toscana in un grande teatro a cielo aperto. Oggi, domenica 16 agosto, Piazza del Campo torna protagonista per raccontare il Palio dell’Assunta, la Carriera che rinnova una tradizione secolare fatta di storia, identità, rivalità e passione. A sfidarsi saranno dieci Contrade: Selva, Chiocciola, Oca, Nicchio, Lupa, Istrice, Torre, Aquila, Onda e Giraffa. Tre giri sul tufo decideranno chi potrà conquistare il Drappellone realizzato dall’artista romena Teodora Axente.

Palio di Siena, orario e dove vederlo in tv

Il Paio di Siena è in programma oggi, domenica 16 agosto, a partire dalle ore 16.40, con l’uscita dei cavalli prevista per le 19. La corsa sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva, in chiaro, su La7 e in streaming sulla piattaforma web di La7.

Palio di Siena: contrade, cavalli e fantini

A contendersi il Palio dell’Assunta saranno, come detto, dieci Contrade: Selva, Chiocciola, Oca, Nicchio, Lupa, Istrice, Torre, Aquila, Onda e Giraffa. L’edizione di agosto sarà caratterizzata anche dal ritorno di uno dei protagonisti più esperti del Palio: il fantino Jonatan Bartoletti, detto Scompiglio. Dopo aver saltato il Palio di luglio, Scompiglio sarà nuovamente al canape per la sua carriera numero 34. La Chiocciola ha deciso di affidarsi al fantino pistoiese con un obiettivo preciso: riportare la contrada di San Marco al successo dopo una lunga attesa. L’ultima vittoria della Chiocciola risale infatti all’agosto del 1999. Sono quindi 27 anni che il rione aspetta di tornare a festeggiare un Palio. Per Bartoletti si tratta della sesta volta in cui vestirà i colori della Chiocciola. Una scelta che testimonia la fiducia riposta in un fantino che in Piazza ha sempre corso senza risparmiarsi e che torna a giocarsi una delle occasioni più importanti della stagione montando il cavallo Arestetulesu

adnkronos

Lettura e Vangelo del giorno 16 agosto 2026

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaìa
Is 56,1.6-7

Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi.
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».

Salmo Responsoriale
Dal Sal 66 (679)

R. Popoli tutti, lodate il Signore.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R.

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 1,13-15.29-32

Fratelli, a voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia.
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!

Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,21-28

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.