Blog Parrocchie Online La vostra finestra su mondo, Chiesa e religioni

A Papa Leone XIV diagnosticato un cancro ai polmoni; quali sono le possibilità di guarigione?

Papa Leone XIV aveva un cancro ai polmoni - Foto 1.

in vietnam.vn

Al Papa è stato diagnosticato un cancro ai polmoni.
Secondo Reuters, il Vaticano ha annunciato che Papa Leone XIV è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione del lobo inferiore del polmone destro il 13 ottobre e gli è stato diagnosticato un adenocarcinoma polmonare, una forma comune di tumore ai polmoni.
Il Papa, 71 anni, è stato ricoverato all’ospedale Gemelli di Roma il 13 ottobre per un intervento chirurgico di rimozione di un tumore al polmone, scoperto dai medici durante un recente controllo di routine.

Il chirurgo capo del Papa, Stefano Margaritora, e il suo medico personale, Luigi Carbone, hanno affermato che l’intervento, durato circa 90 minuti, è riuscito senza complicazioni.

“Per un trattamento radicale, abbiamo rimosso il lobo inferiore del polmone destro mediante chirurgia video- assistita”, hanno affermato i due medici, sottolineando che l’obiettivo dell’intervento era rimuovere tutto il tessuto canceroso.

I polmoni umani sono composti da cinque lobi: il polmone destro ne ha tre, mentre il polmone sinistro ne ha due.
Potrebbe interessarti
L’Ucraina rileva attività insolite da parte del suo alleato, nonostante la potenza di fuoco russa.(Dan Tri Newspaper) – Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato che l’Ucraina non ha ricevuto alcun avvertimento dai suoi alleati riguardo agli attacchi missilistici russi.
Armi ipersoniche: la corsa tecnologica e la sfida alla sicurezza in Asia.La Corea del Sud ha appena testato la sua prima arma ipersonica di produzione nazionale, segnando un nuovo passo negli sforzi per dotarsi di un’arma che, secondo Seul, potrebbe rivoluzionare le sue capacità militari.
Con gli Stati Uniti che interrompono i servizi di intelligence, Dobropillia rischia il collasso.GD&TĐ – Il signor Zelensky ha confermato che gli Stati Uniti hanno interrotto le informazioni di intelligence all’esercito ucraino, mentre i combattimenti a Dobropillia (regione di Donetsk) sono molto sfavorevoli per l’Ucraina.

Un esperto medico ha affermato che per valutare le condizioni del Papa è necessario conoscere le dimensioni del tumore e se il cancro si è diffuso ai linfonodi. Il Vaticano non ha ancora fornito queste informazioni.

Il Papa ha ripreso conoscenza e si sta riposando nella sua stanza d’ospedale. In precedenza, il Vaticano aveva annunciato che il Papa sarebbe rimasto ricoverato per una settimana per riprendersi e che tutti i suoi impegni pubblici erano stati annullati fino al 20 ottobre.

Cosa ne dicono gli esperti?
L’AFP, citando una fonte vaticana, ha riferito che sono in corso ulteriori esami per determinare se il tumore ha metastatizzato.
“Anche con una diagnosi, non sappiamo a che stadio si trovi la malattia. Questo è fondamentale per la prognosi e il trattamento”, ha affermato il dottor Stephen Liu, specialista in tumori polmonari presso la Georgetown University (USA).

Ha spiegato: “Se il tumore al polmone è piccolo e il cancro non si è diffuso ai linfonodi, molto probabilmente la sola chirurgia è sufficiente per la guarigione. Tuttavia, se l’analisi finale mostra che il cancro si è diffuso ulteriormente, ciò significa una prognosi meno favorevole.”

Juanita Mora, portavoce medica dell’American Lung Association, ha sottolineato che se questo tipo di cancro viene diagnosticato precocemente, la prognosi è molto buona.

Ha affermato che molti fattori determineranno l’esito del trattamento, tra cui lo stadio in cui viene diagnosticato il tumore e la presenza o meno di metastasi.
Potrebbe interessarti
L’accordo sul diesel rivela il più ampio piano del presidente Trump nei confronti della Russia.L’ex presidente serbo Aleksandar Vučić ritiene che l’accordo sul diesel tra Stati Uniti e Russia possa celare calcoli che vanno ben oltre il settore energetico, in un contesto di crescente competizione strategica tra Washington e Pechino.
Dal 2022 l’Europa ha speso 209 miliardi di dollari per acquistare energia dalla Russia.Secondo la Commissione europea, tra marzo 2022 e luglio 2026 l’UE ha speso 197 miliardi di euro per importare energia dalla Russia, mentre la quota di forniture provenienti dalla Russia è diminuita dal 42-45% al ​​12%.
Il Pakistan esorta gli Stati Uniti e l’Iran a esercitare moderazione e a garantire la sicurezza marittima.Il presidente pakistano Asif Ali Zardari ha esortato gli Stati Uniti e l’Iran a rispettare gli impegni assunti nell’ambito del Memorandum di Islamabad e a risolvere le loro divergenze attraverso il dialogo e la diplomazia, in un contesto di crescenti tensioni nel Golfo e di rischio di perturbazioni marittime che minacciano la sicurezza energetica globale.

Secondo lei, nei casi in cui il tumore viene rimosso chirurgicamente, quando il cancro viene diagnosticato precocemente ed è ancora localizzato, il tasso di sopravvivenza a 5 anni per i pazienti affetti da adenocarcinoma polmonare è compreso tra l’80% e il 98%.

“Saranno i medici a stabilire se per curare l’adenocarcinoma polmonare ha bisogno di chemioterapia, radioterapia, terapia mirata o immunoterapia”, ha affermato.

Dopo l’intervento chirurgico, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che lui e sua moglie hanno pregato per la salute di Papa Leone dopo la diagnosi. “Che Dio gli dia forza”, ha scritto Rubio sui social media.

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha dichiarato di aver pregato anche lui per il Papa, definendolo “una voce di pace, compassione e ragione nel nostro mondo moderno”.

PACE

Papa operato al Gemelli, asportato un tumore maligno al polmone

Il Papa al Gemelli - RIPRODUZIONE RISERVATA

Tolto il lobo destro. Il Vaticano: ‘Intervento per un adenocarcinoma concluso positivamente’

Il verdetto era in qualche modo atteso: il Papa è stato operato per un tumore maligno, tecnicamente “un adenocarcinoma polmonare”, come hanno comunicato i medici.

Una diagnosi dunque non positiva ma il Vaticano assicura che “l’intervento si è concluso positivamente, nei tempi e nei modi previsti e il Santo Padre è rientrato in stanza”.

Il tumore c’era, dunque, e il Papa se lo aspettava. Ma lo stadio iniziale del nodulo polmonare, come il fatto che fosse circoscritto, lasciano ai medici comunque una conclusione positiva. Anche perché chirurgicamente è stata asportata tutta la parte malata. Sono il dottor Luigi Carbone, il medico personale del Papa, e il professor Stefano Margaritora, che ha guidato l’equipe in sala operatoria, a comunicare che “il Santo Padre è stato sottoposto, come programmato, all’intervento di chirurgia toracica.

Per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita”. Dunque non solo il nodulo, visto che “l’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori”. Il Pontefice è stato in sala operatoria per circa tre ore, ha comunicato ancora il Vaticano, mentre la durata vera e propria dell’intervento è stata della metà, circa 90 minuti. “L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze” è la conclusione.

Dopo l’operazione il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato, dopo un breve periodo di osservazione, nella sua stanza al decimo piano. “Il Papa ha anche chiesto la cena”, fa sapere ai giornalisti il portavoce Matteo Bruni. L’équipe chirurgica era composta da sette medici e guidata dal prof. Stefano Margaritora, coadiuvato dalla prof.ssa Elisa Meacci, dalla dott.ssa Maria Teresa Congedo, e dal dott. Leonardo Petracca Ciavarella. L’équipe anestesiologica era composta dal prof. Massimo Antonelli, dal dott. Giovanni Punzo e dal dott. Giuseppe Bello.

Papa Leone era arrivato poco dopo le 13 al Policlinico Gemelli. Sorridente e sereno per affrontare questa prova, l’intervento al polmone, che ha tenuto in apprensione la Chiesa, perché comunque la notizia annunciata dallo stesso Pontefice domenica all’Angelus era del tutto inattesa. L’immagine di Leone era, e tutti si augurano che possa restare, quella di un uomo sportivo, più giovanile rispetto ai suoi 71 anni.

Accanto al Papa, nella giornata, ci sono stati i suoi segretari, don Edgar e don Marco, e le suore peruviane che si occupano di lui. La Chiesa nel mondo si è stretta davanti a quella sala operatoria. “Speriamo che al più presto possa risolvere questo problema. Siamo fiduciosi”, ha detto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin che ha ammesso di avere appreso la notizia come un fulmine a ciel sereno. D’altronde Papa Leone aveva abituato, in questi sedici mesi di pontificato, alla sua immagine sportiva e salutista. Il controllo di routine dopo il viaggio in Francia aveva fatto emergere un problema da risolvere.

E il Papa, ligio alle indicazioni dei medici, ha deciso che questo passo doveva essere fatto il più presto possibile, anche per cercare di salvare il viaggio in Sudamerica, a novembre, per il quale è già tutto pronto. Anche se l’esito dell’intervento mette in forte dubbio questo appuntamento. Tanti oggi hanno pregato per lui. L’amico agostiniano ed Elemosiniere, il vescovo agostiniano Luis Marín de San Martín, invita a non fare troppi “drammatismi”. Si è pregato per Papa Leone anche a Gaza: “Lo accompagniamo da qui con il nostro affetto e la nostra preghiera, sapendo che lui, come sempre, ci rassicura, prega per noi e ci invia la sua benedizione”, ha fatto sapere il parroco della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli.

ansa

L’intervento del papa è andato bene

Papa Leone XIV al suo arrivo al Policlinico Gemelli di Roma, 13 ottobre 2026 (ANSA/ANGELO CARCONI)
Papa Leone XIV al suo arrivo al Policlinico Gemelli di Roma, 13 ottobre 2026 (ANSA/ANGELO CARCONI)

L’intervento per rimuovere un nodulo polmonare a papa Leone XIV si è concluso in maniera positiva, «nei tempi e nei modi previsti». Lo ha comunicato la sala stampa del Vaticano, aggiungendo che il papa è rientrato nella sua stanza al Policlinico Gemelli di Roma, dove era stato ricoverato martedì all’ora di pranzo. In serata sono previsti ulteriori aggiornamenti.

Un nodulo polmonare è una piccola area di tessuto più denso all’interno del polmone, visibile su una radiografia o su una TAC. La maggioranza dei noduli è benigna e può avere cause molto differenti, e la probabilità che si tratti di un tumore generalmente è bassa. Leone XIV, che ha 71 anni, aveva annunciato di dover essere operato durante la preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro domenica mattina. Il direttore della sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, aveva detto che il nodulo era stato riscontrato durante esami medici di routine e che il papa dovrebbe rimanere in ospedale per circa una settimana dopo l’intervento.

Il Post

Il Papa in sala operatoria al “Gemelli”: attesa sull’esito dell’intervento

Il Papa in sala operatoria al “Gemelli”: attesa sull’esito dell’intervento

Avvenire

Sorride Leone XIV quando scende dall’auto che si è appena fermata davanti al policlinico “Gemelli” di Roma. È il giorno del suo ricovero in ospedale. E anche dell’intervento chirurgico che lui stesso aveva annunciato. Fino a poche ore prima del suo arrivo, non era stato confermato che l’inizio della degenza dovesse corrispondere all’ingresso in sala operatoria. Invece è la Sala Stampa vaticana ad annunciare al mondo sia l’arrivo nel “nosocomio dei Papi” intorno all’ora di pranzo, sia l’intervento nel pomeriggio per rimuovere il nodulo al polmone «individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato», come il Pontefice aveva spiegato domenica all’Angelus raccontando della sua malattia e dell’imminente ricovero. Nodulo scoperto durante alcuni controlli di routine, fanno sapere fonti vaticane: quindi, non dovuti a “segnali spia” che avrebbero fatto scattare l’allarme sulle condizioni cliniche del Papa. A eseguire l’intervento l’équipe medica di chirurgia toracica guidata dal professor Stefano Margaritora. Operazione su un Papa che ha 71 anni di età ed è al suo diciassettesimo mese di pontificato. Nel tardo pomeriggio è atteso il bollettino medico ufficiale.
L’arrivo di papa Leone XIV al policlinico “Gemelli” di Roma per il ricovero e l’intervento al polmone / Ansa
L'arrivo di papa Leone XIV al policlinico "Gemelli" di Roma per il ricovero e l'intervento al polmone / Ansa
Sono da poco passate le 13 quando Leone XIV si presenta al “Gemelli”. Ad attenderlo una folla giunta fin dal mattino che lo saluta con calore. Il Papa ricambia, toccato dall’affetto della gente, mentre raggiunge a piedi l’entrata principale con il suo consueto passo sostenuto. Il volto è sereno. Ad accompagnarlo i due segretari personali, monsignor Edgard Iván Rimaycuna Inga e don Marco Billeri, e il prefetto della Casa pontificia, l’arcivescovo Petar Rajič. Assieme a lui anche il medico curante Luigi Carbone. All’arrivo Leone XIV viene accolto dai vertici del policlinico universitario: il presidente Daniele Franco, il direttore generale Daniele Piacentini, il direttore sanitario Andrea Cambieri. Un messaggio giunge anche dalla rettrice dell’Università Cattolica, Elena Beccalli, che esprime al Papa a nome di tutta la famiglia dell’ateneo «la nostra affettuosa vicinanza. Nel momento del ricovero in ospedale, manifestando il forte legame che unisce l’ateneo alla Fondazione policlinico universitario “Agostino Gemelli”, lo accompagniamo con la preghiera e con profonda gratitudine per il suo magistero, che ci esorta a mettere al centro la dignità di ogni persona e a costruire dialogo e pace».
L’arrivo di papa Leone XIV al policlinico “Gemelli” di Roma per il ricovero e l’intervento al polmone / Ansa
L'arrivo di papa Leone XIV al policlinico "Gemelli" di Roma per il ricovero e l'intervento al polmone / Ansa
Le ore dell’inizio del ricovero del Papa e dell’intervento sono accompagnate dalla preghiera anche all’interno dell’ospedale. Alle 18 nella cappella San Giovanni Paolo II del policlinico il cardinale vicario di Roma, Baldo Reina, guiderà la recita del Rosario per esprimere la vicinanza e l’affetto della Chiesa di Roma al suo vescovo. Alla stessa ora, tutte le comunità parrocchiali e religiose della diocesi faranno altrettanto affidando Leone XIV all’intercessione della Vergine. All’ora di pranzo don Nunzio Currao, uno dei cappellani dell’ospedale, ha presieduto la Messa nella cappella del quarto piano, quello dell’accesso principale da cui è entrato Leone. Nella cappella principale invece, al piano inferiore, il lezionario è aperto sulla pagina del Vangelo del giorno, tratto da quello di Luca, un dialogo tra Gesù e il fariseo in cui il Signore invita all’elemosina.
L’arrivo di papa Leone XIV al policlinico “Gemelli” di Roma per il ricovero e l’intervento al polmone / VATICAN MEDIA
L'arrivo di papa Leone XIV al policlinico "Gemelli" di Roma per il ricovero e l'intervento al polmone / VATICAN MEDIA
A ospitare Leone XIV è il decimo piano del “Gemelli”, quello che Giovanni Paolo II aveva ribattezzato il “Vaticano 3” per indicarlo come “casa” del Papa dopo la Città del Vaticano e Castel Gandolfo. Ala con l’appartamento pontificio che era stato allestito per la prima volta nei primi anni Ottanta per Wojtyla dopo l’attentato del 1981 e che è stato utilizzato anche dai suoi successori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Papa è giunto al Gemelli per intervento. Sarà operato nel pomeriggio

Papa è giunto al Gemelli per intervento

Papa Leone XIV ha lasciato il Vaticano in auto ed è giunto al Policlinico Gemelli di Roma.

Ricoverato per un intervento chirurgico per rimuovere un nodulo a un polmone, che si terrà nel pomeriggio. E’ sceso dall’auto ed è entrato a piedi dall’ingresso principale dell’ospedale. Il Papa ha salutato le tante persone che lo hanno accolto con calorosi applausi nel grande piazzale antistante. Era sorridente ed è apparso sereno. Accolto dai vertici del Gemelli. Con lui c’era il medico curante, Luigi Carbone.

Live Papa Leone, la conferma della Santa Sede: oggi pomeriggio l’intervento. L’arrivo al Gemelli poco dopo le 13: il saluto sorridente ai fedeli in attesa

Papa Leone, oggi l'intervento | Il ricovero in tarda mattinata, poi l'operazione. Parolin: «Un fulmine a ciel sereno, ma siamo fiduciosi»

Leone XIV deve essere sottoposto a un intervento chirurgico per asportare un nodulo al polmone. La degenza non nella suite papale (che è in ristrutturazione) ma sempre al decimo piano del «Vaticano terzo». Preghiere da tutto il mondo

  • Oggi ricovero, in tarda mattinata, e operazione del Papa. A capo dell’èquipe, Stefano Margaritora, esperto di tecniche mininvasive e robotiche.
  • Il Pontefice è seguito da Luigi Carbone, capo della direzione di sanità e igiene del Vaticano
  • La degenza post operatoria del Papa al Gemelli dovrebbe durare circa una settimana. La Santa Sede ha fatto sapere che le udienze sono sospese fino al 20 ottobre
  • Il cardinale vicario Baldo Reina, alle 18, presiede il Rosario nella cappella San Giovanni Paolo II del Gemelli
  • corriere.it

Uniti nella prova della salute: la vicinanza spirituale a Papa Leone XIV e la comunione nella preghiera

Cropped essere.chiesa.jpg
L’annuncio dato da Papa Leone XIV durante l’Angelus riguardo al suo imminente ricovero al Policlinico Gemelli di Roma per un intervento chirurgico al polmone ha suscitato profonda commozione in tutto il mondo cattolico e nell’opinione pubblica. In questo momento di apprensione, la Chiesa intera si stringe attorno al Successore di Pietro con l’affetto e la preghiera.

Questa notizia assume una risonanza del tutto particolare per il nostro fondatore, don Giuseppe Serrone, che proprio domani dovrà sottoporsi a una broncoscopia polmonare a seguito di una pleuro-polmonite che lo ha colpito di recente.

La fraternità nella fragilità umana

La coincidenza temporale e la natura dei controlli medici legati alla salute polmonare richiamano una verità evangelica fondamentale: la fragilità della carne accumuna tutti gli uomini, dai pastori ai fedeli.

  1. La forza della preghiera condivisa: Offrire la propria sofferenza fisica e le proprie ansie sanitarie in unione con quelle del Santo Padre trasforma la prova clinica in un momento di intensa comunione spirituale.

  2. Il valore della cura e della speranza: Affidarsi alla competenza dei medici e dei sanitari è un gesto di profonda fiducia nella vita e nel Signore che guida ogni passo.

L’augurio di Parrocchie online

In questo momento di attesa e di speranza, Parrocchie Online Blog rinnova la propria affettuosa vicinanza a Papa Leone XIV.

L’augurio sincero di Giuseppe Serrone e del blog è che l’intervento chirurgico al Gemelli possa svolgersi nel migliore dei modi e che il Santo Padre possa tornare presto, ristabilito e in piena salute, a guidare la Chiesa universale con la forza e il realismo pastorale che caratterizzano il suo pontificato.

Vangelo e Parola del giorno 13 Ottobre 2026


Letture del Giorno
Prima Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 5,1-6

Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
Ecco, io, Paolo, vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la Legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella Legge; siete decaduti dalla grazia.
Quanto a noi, per lo Spirito, in forza della fede, attendiamo fermamente la giustizia sperata. Perché in Cristo Gesù non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 118 (119)

R. Venga a me, Signore, il tuo amore.

Venga a me, Signore, il tuo amore,
la tua salvezza secondo la tua promessa.
Non togliere dalla mia bocca la parola vera,
perché spero nei tuoi giudizi. R.

Osserverò continuamente la tua legge,
in eterno, per sempre.
Camminerò in un luogo spazioso,
perché ho ricercato i tuoi precetti. R.

La mia delizia sarà nei tuoi comandi,
che io amo.
Alzerò le mani verso i tuoi comandi che amo,
mediterò i tuoi decreti. R.

Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,37-41

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

«Sto bene»: 8 donne su 10 rispondono così anche quando non è vero

«Sto bene»: 8 donne su 10 rispondono così anche quando non è vero

Avvenire

Sei al lavoro e hai deciso di prenderti una pausa con dei colleghi. Davanti alle macchinette o al bancone di un bar arriva quella domanda alla quale di solito rispondi in automatico: «Come stai?», «Bene». Questa volta, però, l’automatismo si spezza per qualche millesimo di secondo. Vorresti dire altro, ma il timore di pesare sugli altri, di non trovare comprensione, l’idea di dover affrontare tutto da soli e di non doversi mai mostrare vulnerabili o apparire negativi prevale, e dalla tua bocca esce il solito «Sto bene». Un sorriso veloce e la conversazione prosegue come se niente fosse. Tutti sperimentiamo queste lotte interiori, ma le donne sono più esposte: una su tre ha provato ansia o depressione nel corso della vita, il doppio rispetto agli uomini. È a partire da questa consapevolezza che Lancôme – l’azienda di cosmetici francese – ha deciso di lanciare “I’m Fine”, un programma sviluppato in collaborazione con l’organizzazione non-profit per la salute mentale Anxiety and Depression Association of America (Adaa), con l’obiettivo di incoraggiare tutte le donne a prendersi cura del proprio benessere mentale e riconoscere i primi segnali di ansia e depressione.
«Noi, come brand, sappiamo che la bellezza non è tanto come appariamo, ma molto spesso è come ci sentiamo. Ovviamente non ci mettiamo in una posizione né di diagnosi né di cura, ma possiamo creare un movimento per spingere le donne a riconoscere i primi segnali del malessere», ha spiegato a Milano Letizia Galeotti, general manager di Lancôme Italia, al lancio del progetto che si articola principalmente in una campagna di sensibilizzazione attraverso le sue ambassador più iconiche (Demi Moore, Christy Turlington, Zoe Saldaña e Vanessa Kirby) per superare lo stigma della salute mentale, e nell’offerta di strumenti di prevenzione. «Oltre a interpellare esperti, prima di intraprendere questo percorso abbiamo condotto un sondaggio in collaborazione con Ipsos, che ha intervistato quattromila donne tra Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Cina per capire come stanno davvero e cosa le frena quando si tratta di questi argomenti – continua la manager –. L’80% delle donne ammette di dire “Sto bene” quando in realtà non è così e il 72% afferma di rimpiangere di aver nascosto come si sentiva davvero. È un tabù molto più radicato di altri, tanto che più di sei donne su 10 confessano di avere difficoltà nel parlare del proprio benessere mentale più di quanto accada per altri temi legati alla salute femminile, come la fertilità o la menopausa». Le iniziative lanciate dal marchio di bellezza per abbattere il tabù prevedono innanzitutto la diffusione di una piattaforma dedicata – imfine.com – pensata per accompagnare le donne lungo un percorso di autoconsapevolezza attraverso l’accesso gratuito a strumenti di autovalutazione validati, come il GAD-7 (per l’ansia) e il PHQ-8 (per la depressione), che aiutano a identificare precocemente i segnali di rischio e a favorire un intervento tempestivo. In base ai risultati, le donne vengono guidate verso contenuti personalizzati sviluppati con esperti e alle reti di supporto locali.
Tra queste organizzazioni non-profit – che contribuiranno ad amplificare il messaggio della campagna e a incoraggiare le donne a effettuare l’autovalutazione – nel nostro Paese è coinvolta Telefono Amico Italia, che offre supporto emotivo gratuito 24 ore su 24. «Al nostro numero, solo nel 2025, abbiamo ricevuto 20 richieste di aiuto ogni ora – racconta Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia –, siamo stati contattati più di 100mila volte. Il dato che dà una misura del bisogno è che ci sono altrettante chiamate che non riusciamo a intercettare, pur avendo 800 volontari che rispondono al telefono. Il 57% delle persone che ci contattano è donna e dopo il Covid la presenza femminile è aumentata».
Un volontario di Telefono Amico Italia in servizio
Un volontario di Telefono Amico Italia in servizio
La partnership con Lancôme, ci spiega la presidente, nasce dunque proprio dalla necessità di continuare a promuovere una cultura fondata sull’ascolto e sulla vicinanza: «Se ci si rompe una gamba possono saperlo tutti, se invece si sta passando un momento di difficoltà si fa fatica a esprimerlo. Ma il malessere mentale non è di serie B. Il disagio psicologico è in grande crescita e se sottovalutato può degenerare in patologie come la depressione. Il fatto di avere dei volti noti che parlano di quando qualcosa non va bene anche nelle loro vite, le ambassador del brand, aiuterà a fare un passo ulteriore verso la normalizzazione del tema». Un intento che, attraverso questa collaborazione, l’organizzazione svilupperà anche in altre attività ed eventi mirati in tutta Italia fino al 2027 compreso, sempre nel segno della prevenzione e della consapevolezza diffusa.