Terremoti: scossa in provincia di Reggio Emilia di magnitudo 2.9

L'area della scossa nel Reggiano © ANSA

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata in provincia di Reggio Emilia alle 06:37 dall’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

L’epicentro è stato individuato a due chilometri dal comune di Montecchio Emilia ad una profondità di 34 km.

Al momento non vengono segnalati danni.

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Covid: 26.662 contagiati, 74 le vittime. Tasso al 16%

 © ANSA

Sono 26.662 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute.

Ieri i contagiati erano stati 35.004.

Le vittime sono 74, in netto calo rispetto alle 158 di ieri. Il tasso è al 16%, in aumento rispetto al 15,3% di ieri. Sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 166.481 tamponi. Sono invece 342 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 6 in più rispetto a ieri, mentre gli ingressi giornalieri sono 25. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece 8.926, cioè 102 in meno rispetto a ieri. Gli italiani positivi al Coronavirus sono attualmente 1.094.956, ovvero 10.502 in meno rispetto a ieri. In totale sono 21.313.427 i contagiati dall’inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 173.136. I dimessi e i guariti sono 20.045.335 con un incremento di 37.084. (ANSA). 

Gaza: accordo su cessate il fuoco questa sera alle 20

Una fonte israeliana – ha riportato Haaretz – ha confermato che i colloqui in corso tra le parti, mediati dall’Egitto, sulla guerra in corso a Gaza, prevedono un cessate il fuoco per questa sera, anche se i dettagli devono essere ancora finalizzati.

Fonti palestinesi citate da media internazionali hanno riferito che è stato raggiunto un accordo per le 20 (ora locale) di stesera.

(ANSA). 

Papa: ‘La partenza delle navi dall’Ucraina sia via verso la pace’

Il Papa all'Angelus © ANSA

“Desidero salutare con soddisfazione la partenza dai porti dell’Ucraina delle prime navi cariche di cereali”.

Così il Papa all’Angelus.

“Questo passo dimostra che è possibile dialogare e raggiungere risultati concreti che giovano a tutti”, ha proseguito Francesco. “Pertanto tale avvenimento si presenta anche come un segno di speranza – ha aggiunto – e auspico di cuore che seguendo questa strada si possa mettere fine ai combattimenti e arrivare a una pace giusta e duratura”. 

Capo Aiea, un nostro team deve recarsi a Zaporizhzhia Grossi, ‘estremamente preoccupato per il bombardamento’

 © EPA

ROMA, 07 AGO – Il team dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) “deve recarsi a Zaporizhzhia, proprio come abbiamo fatto a Chernobyl e nell’Ucraina meridionale all’inizio dell’anno.

Possiamo mettere insieme una missione di sicurezza, protezione e salvaguardia e fornire l’assistenza indispensabile e la valutazione imparziale di cui c’è bisogno”.

Lo scrive oggi in un tweet il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi. Ieri, riferendosi all’impianto di Zaporizhzhia, Grossi si era detto “estremamente preoccupato per il bombardamento” di venerdì della centrale, “che sottolinea il rischio molto reale di un disastro nucleare”. (ANSA). 

Tagle: il sogno di un’unica famiglia umana oltre i populismi

La Conferenza di Lambeth 2022

Il rischio delle spinte alla polarizzazione e dei populismi in società già divise è stato messo in luce dal cardinale Tagle nell’intervento alla Lambeth Conference. Tanti i temi toccati, a partire dalla questione migratoria, con l’invito a riscoprire la risorsa della scoperta umile dell’altro
Fausta Speranza – Città del Vaticano

“È triste notare come i cosiddetti demagoghi populisti usano – o abusano – della religione per i loro interessi, minando gli sforzi per sviluppare relazioni e formare una famiglia umana”. Sono parole del cardinale Luis Antonio G. Tagle, intervenuto oggi alla Conferenza di Lambeth a Londra. Ieri ha preso la parola monsignor Anthony Currer, officiale del Dicastero per il Dialogo interreligioso, a nome del cardinale Kurt Koch, assente per motivi di salute.

La Prima Lettera di Pietro e le sfide attuali
“La Prima Lettera di Pietro e il decennio a venire” è il tema scelto quest’anno per la riunione assembleare di tutti i vescovi della Comunione anglicana. La Lambeth Conference si svolge, ogni dieci anni, a Londra nella sede dell’arcivescovo di Canterbury, dal quale viene ufficialmente convocata. Il cardinale Tagle ha spiegato di aver orientato la sua riflessione facendosi interpellare dal testo della Lettera di Pietro, immaginandola indirizzata alla Chiesa e al mondo di oggi. E dunque ha richiamato espressioni come: forestieri nella dispersione (1,1), forestieri e forestieri (2,11) un tempo non popolo ma ora popolo di Dio (2,10), stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo di Dio (2:9), pietre vive costruite in una casa spirituale in Gesù la pietra viva (2:4-5).

Agire da cristiani
Il cardinale Tagle si è soffermato sull’invito ad agire da cristiani sottolineando che nella Lettera di Pietro si legge: “Non ricambieranno insulto per insulto (2,22) né male per male (3,8); saranno unanimi, comprensivi, amorevoli, compassionevoli, umili (3:8); saranno pronti a dare una spiegazione di una ragione della loro speranza in mezzo a persecuzioni e sofferenze (3,15), cioè la risurrezione di Gesù Cristo dai morti (1,3). E ancora: Osservando le loro buone opere, i loro persecutori possono sperare di glorificare Dio” (2:12).

Il sogno di una famiglia umana
“Sogno questa casa per la Chiesa, la famiglia umana e la creazione”, così il cardinale ha invitato a “lasciare che il sogno ci purifichi oggi”. In primo luogo, ha ricordato che la Lettera è indirizzata ai cristiani della diaspora dove si trovavano e sono stati fatti sentire estranei e persino esiliati, per poi affermare che “a volte diventiamo così consolidati nei nostri modi e progetti che iniziamo a pensare a noi stessi e a comportarci come proprietari di terre, popoli e idee”. Ha richiamato l’espressione di Papa Francesco che “parla sempre di una Chiesa in uscita”, spiegando di immaginare “una Chiesa che sia casa spirituale proprio nel suo continuo incontro con i popoli nelle loro diverse condizioni di vita”.

Gli sfollati di oggi
Il pensiero forte agli sfollati di oggi: Tagle ricorda i migranti forzati, i rifugiati, le vittime della tratta di esseri umani, la schiavitù, i pregiudizi, le persecuzioni sistematiche, le guerre e le catastrofi ambientali. “Persone che – ha detto – quando raggiungono un posto nuovo, non migliorano necessariamente la propria condizione. In quanto estranei, vengono spesso evitati, emarginati e accusati dei mali della società”. Dunque la domanda che il porporato ha detto di porgere per tutti: “Come Chiesa e come umanità, in che modo stiamo affrontando milioni di ‘senzatetto’? Troveranno ospitalità e compassione?”. La domanda fondamentale – ha sottolineato – è come vediamo e ci relazioniamo con ‘l’altro’ o con chi è diverso da noi. E tutto ciò “ci porta ancora una volta alla questione della diversità nella costruzione della nostra casa comune”.

I rischi per “la casa spirituale”
Tagle ha spiegato che si deve riconoscere “con tristezza” che “anche all’interno della Chiesa le questioni etniche e culturali rovinano la casa spirituale”. E in generale ha ricordato che “sognare una famiglia umana comune sta diventando difficile anche per le generazioni future a causa di ricordi traumatici causati da anni di abbandono, violenze e guerre”.

La sfida contemporanea del populismo
Il cardinale ha messo in evidenza che “la costruzione di relazioni affronta una sfida contemporanea nel cosiddetto ‘populismo’. Ha ricordato che “Papa Francesco considera problematico l’uso del populismo come chiave di lettura della società perché disattende il significato legittimo della parola ‘popolo’ (Fratelli tutti 157)”.

Spinte alla polarizzazione in società già divise
Nel suo intervento, il porporato ha ricordato infine che i social media hanno influenzato il linguaggio quotidiano diffondendo questo uso problematico delle parole “populismo” e “populista”. Di conseguenza, ha spiegato, “hanno perso qualsiasi valore avrebbero potuto avere e sono diventati un’altra fonte di polarizzazione in una società già divisa”. Secondo Tagle, si cerca di classificare interi popoli, gruppi, società e governi come “populisti o meno”. Dunque l’invito forte alla riflessione: “È triste notare che i cosiddetti demagoghi populisti usano (o abusano) della religione per i loro interessi, minando gli sforzi per sviluppare relazioni e formare una famiglia umana”.

La tecnologia digitale e il salto generazionale
Non possiamo nemmeno ignorare l’“alterità” intergenerazionale vissuta all’interno della famiglia, ha affermato poi il cardinale, parlando della tecnologia digitale. In tempi di intelligenza artificiale, che tende a rimodellare o ridefinire l’identità umana, il lavoro umano e le relazioni umane – ha avvertito – la Lettera di Pietro ci dice “Vieni a Gesù, pietra viva” perché in Lui possiamo diventare pietre vive della casa spirituale di Dio. Dunque l’invito a imparare da Gesù quella che definisce “l’intelligenza culturale”.

La risorsa dell’umiltà
Una convinzione: “Invitare le persone a camminare e vivere insieme richiede umiltà”. Le persone – ha ricordato il cardinale Tagle – sono diverse non solo per la libertà individuale, ma anche per la cultura, che per noi è come una seconda natura. Parliamo, ci comportiamo, ci relazioniamo, mangiamo, addoloriamo e celebriamo – ha chiarito – secondo le nostre culture”. E dunque ha spiegato proprio cosa dovrebbe significare l “intelligenza culturale”: “Man mano che cresco nella conoscenza di come la mia cultura mi ha plasmato, cerco anche di capire come le altre persone esprimono la loro umanità nelle loro culture”. Con una raccomandazione precisa: “Nel processo devono essere ammesse e purificate tutte le tracce di superiorità e pregiudizio culturale”. “È necessaria umiltà per ammettere che, sebbene manchi di conoscenza di molte culture, potrei essere pronto a giudicare ciò che non mi è familiare”.

Il ruolo dei leader religiosi
Il cardinale ha inoltre suggerito “che i responsabili pastorali sviluppino la loro capacità di apprezzare le altre culture non solo attraverso studi sociologici ma anche attraverso la semplice osservazione”. E ha ribadito una convinzione: “Il cammino interculturale insieme riduce la paura dell’altro; permette alle culture di purificarsi e trarre il meglio l’una dall’altra”. Gesù, ha affermato, era una persona della sua cultura, ma ha anche portato la “cultura” di Dio nelle culture umane. “Fu crocifisso fuori le mura della città. Dal suo fianco ferito è nata una casa per forestieri ed esiliati. Vuole che il Suo Corpo, la Chiesa, sia quella casa. In Lui come pietra viva, i suoi discepoli trovano speranza e motivo di gioia”.

Vatican News

Papa ai giovani di Notre-Dame: in un’epoca di virtualità e solitudine, lavorate in squadra

Papa Francesco insieme ad alcuni giovani delle Equipe di Notre-Dame

Francesco incontra le équipe giovanili che fanno parte del movimento di spiritualità coniugale nato in Francia nel 1938 e invita a fare comunità e camminare insieme, “perché Dio ci salva facendo di noi un popolo”. L’invito a imitare la Vergine che “si alzò e andò in fretta” da Elisabetta: come Lei, incoraggia il Pontefice, prendetevi cura degli altri e del creato mentre vi preparate alla Gmg di Lisbona
Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Ogni giovane è una speranza per Gesù: una speranza di amicizia, una speranza di cammino insieme, una speranza di missione insieme. E quindi ognuno di voi è anche una speranza per la Chiesa.

Parla così Francesco al movimento giovanile delle Èquipe Notre Dame – ricevuto in udienza stamani nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico – che si propone di vivere secondo i principi della dottrina cattolica, per “crescere nella relazione con Cristo e con la Vergine Maria”, e “in missione nella vita quotidiana”. Ai giovani partecipanti all’Incontro Internazionale delle “Equipas de Jovens de Nossa Senhora”, che in team e guidati da coppie si incontrano per pregare, condividere, discutere e definire obiettivi da raggiungere, il Papa offre una riflessione sulle tre parole che compongono il loro nome: équipe, Notre-Dame e giovani. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Equipe
A proposito dell’esperienza di gruppo dei giovani di Nostra Signora, il Pontefice definisce un dono il “far parte di una comunità, di una famiglia di famiglie che trasmette una fede vissuta” e aggiunge:

Siamo tutti in relazione, per imparare a fare squadra. Dio ha voluto entrare in questa dinamica di relazioni e ci attira a sé in comunità, dando alla nostra vita un senso pieno di identità e di appartenenza. Perché il Signore ci salva facendo di noi un popolo, il suo popolo. Non permettete al mondo di farvi credere che sia meglio andare da soli.
Francesco avverte che da soli si può “raggiungere forse qualche successo, ma senza amore, senza compagnia, senza appartenenza a un popolo, senza l’esperienza impagabile che è sognare insieme, rischiare insieme, soffrire insieme e fare festa insieme”. Da qui l’invito ad aprirsi, a rischiare, a non avere paura degli altri. E “se è vero che ci sono il bullismo, gli abusi, le menzogne, i tradimenti”, aggiunge il Papa, occorre più preoccuparsi “di difendere le vittime”. Quindi il Pontefice loda la scelta di “crescere in équipe” e “in questa epoca del virtuale e della conseguente solitudine in cui cadono” molti giovani, esorta i gruppi giovanili di Notre-Dame ad andare avanti in équipe, a costruire ponti e a fare squadra.

Notre-Dame
Soffermandosi poi, sulla parola “Notre-Dame”, che richiama la particolare devozione alla Madonna dei giovani del movimento e il desiderio di seguirne l’esempio – “ponendosi sotto la sua materna protezione” – e di comprenderne il posto privilegiato nel mistero di Cristo e della salvezza, il Papa evidenzia che quando si accoglie Maria nella propria vita, “non si perde mai il centro, che è il Signore. Perché Maria non punta mai a sé stessa, ma a Gesù e ai fratelli”, invita sempre a guardare Cristo. Per questo sollecita i giovani ad affidarsi alla Madonna.

Vi incoraggio a vivere in un affidamento quotidiano alla Vergine Maria, che vi aiuterà anche a crescere come équipe, condividendo i doni ricevuti in uno spirito di dialogo e di accoglienza reciproca. Vi aiuterà ad avere un cuore generoso, a scoprire la gioia del servizio nella gratuità, come fece lei quando andò da santa Elisabetta.
L’invito a prepararsi alla Giornata Mondiale della Gioventù
E citando l’episodio evangelico, Francesco ricorda che da qui è tratto il tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà a Lisbona fra un anno, “Maria si alzò e andò in fretta”. E confida di amare il titolo di “‘Madonna in fretta’, che non perde tempo, per aiutare”.

Alzarsi per servire, uscire per prendersi cura degli altri e del creato: questi sono valori tipici dei giovani. Vi esorto a praticarli mentre vi preparate alla GMG di Lisbona.

Giovani
Infine, la terza parola: “giovani”. Il Papa la usa per affermare che “il futuro è dei giovani”, ma che occorre avere “ali per volare, sognare, creare” e “radici per ricevere dagli anziani la saggezza”, per restare uniti ai nonni – le proprie radici -, perché, avverte Francesco, se non si è capaci di parlare con i nonni non si saprà volare, e su questo invita a riflettere.

Gli adulti testimoni di ascolto, dialogo, servizio e preghiera
Terminando il suo discorso Francesco indirizza un suo pensiero agli adulti che seguono i giovani delle Équipe Notre-Dame: le coppie di sposi e i sacerdoti assistenti.

Penso che è una grande gioia per voi accogliere e accompagnare questi giovani. Possiate essere per loro dei testimoni, con umiltà e semplicità. Testimoni di amore a Cristo e alla Chiesa, testimoni di ascolto e dialogo, testimoni di servizio gratuito e generoso, testimoni di preghiera. Grazie per la vostra presenza accanto ai giovani: per il tempo e la cura che dedicate a loro.  

Letture e Vangelo del giorno 7 Agosto 2022

XIX Domenica del Tempo Ordinario

Prima Lettura

Dal libro della Sapienza
Sap 18,6-9

La notte [della liberazione] fu preannunciata
ai nostri padri,
perché avessero coraggio,
sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.
Il tuo popolo infatti era in attesa
della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.
Difatti come punisti gli avversari,
così glorificasti noi, chiamandoci a te.
I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto
e si imposero, concordi, questa legge divina:
di condividere allo stesso modo successi e pericoli,
intonando subito le sacre lodi dei padri.

Seconda Lettura

Dalla lettera agli Ebrei
Eb 11,1-2.8-19

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.
Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra. Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio. Ha preparato infatti per loro una città.
Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.

VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,32-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Medico luminare esperto di sana alimentazione in città: il Dott. Berrino pranza al Bancia

Il Dott. Franco Berrino, medico, patologo ed epidemiologo, già Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Tumori di Milano, Presidente dell’Associazione “La Grande Via”, luminare considerato fra i massimi esperti a livello mondiale di sana alimentazione per un corretto stile di vita, ha fatto tappa a Reggio Emilia.
Presso il ristorante Bancia in via Gramsci, il BioRistoCafè –noto locale dove le parole d’ordine sono “cucina naturale” e “benessere”-, il Dott. Berrino gustava nella distesa esterna le proposte culinarie del giorno insieme ad altre due persone.

Massimo riserbo circa le ragioni della sua presenza a Reggio Emilia, ma potrebbero esserci ulteriori visite nel reggiano in futuro.

Immediato il tam tam fra la clientela che ha riconosciuto il personaggio e non ha mancato una stretta di mano, orgogliosa per averlo nella propria città e per la scelta stessa del ristorante, segno evidente di apprezzamento della cucina del Bancia dedicata al benessere.

Particolarmente orgoglioso della tappa di Berrino al Bancia il titolare Danilo Cagossi che ha dichiarato: “E’ stata una piacevolissima sorpresa la presenza del Dott. Berrino nel mio ristorante, ma anche un onore. Da sempre lo seguo con attenzione e molte mie scelte in ambito alimentare che propongo alla clientela seguono proprio le linee guida di Berrino”.

in https://nextstopreggio.it/medico-luminare-esperto-di-sana-alimentazione-in-citta-il-dott-berrino-pranza-al-bancia/

 

Reggio Emilia, arriva la pioggia. Temperature in calo fino a 27-29 gradi

Drastico calo nelle temperature quello atteso nella giornata di domani con l’arrivo di un fronte temporalesco che interesserà anche la Pianura Reggiana, in particolare nelle prime ore della giornata, poi nel pomeriggio i temporali e le piogge saranno più concentrati sui rilievi appenninici.

Ma sono le temperature che vedranno un drastico calo rispetto a quelle attuali si passa quindi dal picco dei 38 gradi a ben 27-29 gradi nella giornata di domani, per poi risalire di poco nella giornata di lunedì dove le massime non supereranno comunque i 31 gradi in pianura e i 28 in appennino. Insomma per qualche giorno almeno l’aria si rinfresca e si spera che le piogge possano contrastare l’attuale fenomeno della siccità 
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