Terremoto oggi a Ferragosto a Reggio Emilia epicentro a Baiso

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Baiso (Reggio Emilia), 15 agosto 2022 – Ancora una scossa sismica nel Reggiano. E’ stata registrata dagli strumenti dell’Invg, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, alle 7,51 del giorno di Ferragosto. L’epicentro a due chilometri a sud ovest rispetto al centro di Baiso, sull’Appennino Reggiano, in pratica nella zona dei calanchi. Si tratta di una scossa leggera, che non ha provocato danni a persone o cose. Una scossa di magnitudo 2.0 che si è verificata a una notevole profondità, pari a 23 chilometri. Di recente si erano avuti movimenti sismici nel vicino appennino parmense, con qualche piccola scossa verso la val d’Enza, sempre senza danni. Restano poi i periodici terremoti che interessano la zona della Bassa, in particolare l’area compresa tra i Comuni di Bagnolo, Novellara e Correggio, dove lo scorso febbraio ci furono scosse di oltre 3.0 di magnitudo, avvertite nitidamente dalla popolazione, ma senza particolari conseguenze.
ilrestodelcarlino.it 

Terremoti: scossa in provincia di Reggio Emilia di magnitudo 2.9

L'area della scossa nel Reggiano © ANSA

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata in provincia di Reggio Emilia alle 06:37 dall’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

L’epicentro è stato individuato a due chilometri dal comune di Montecchio Emilia ad una profondità di 34 km.

Al momento non vengono segnalati danni.

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Terremoto di magnitudo 3.2 vicino ad Accumoli

 © ANSA

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata alle 4:21 al confine tra Lazio, Marche e Umbria.

Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 11 km di profondità.

L’epicentro della scossa è stato localizzato a 4 km da Accumoli (Rieti), 13 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e 15 da Norcia (Perugia).
Non si segnalano danni a persone o cose. La zona in cui è stato registrato il terremoto è la stessa del sisma di magnitudo 6 del 24 agosto 2016, che insieme alle repliche successive causò circa 300 morti e 390 feriti. (ANSA). 

Terremoti: Ingv, scossa magnitudo 3.6 nel Reggiano

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Un scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 20.47 nei pressi di Carpineti, nel Reggiano in Emilia.

Il sisma – si legge sul sito dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia – ha avuto un ipocentro a 26 chilometri di profondità.

La scossa, come si evince anche dai diversi commenti lasciati sui social network da Facebook a Twitter, è stato avvertito nella zona di Reggio Emilia e nel Modenese. Al momento non si ha notizia di danni a persone o cose. Successivamente, intorno alle 22.10, sempre l’Ingv ha registrato un’altra scossa di terremoto, ancora nei pressi di Carpineti, di magnitudo 2.2 con un ipocentro ad una profondità di 23 chilometri. Lo scorso 9 febbraio, sempre nel Reggiano, erano state registrate diverse scosse di terremoto, tra cui due di magnitudo 4.0 e 4.3 che avevano spaventato i cittadini della zona senza arrecare danni.
“Si susseguono le informazioni di una scossa di terremoto con epicentro Santacaterina-Savognatica di Carpineti – ha scritto sulla sua pagina Facebook il sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi -:  la scossa non è stata percepita dai residenti delle due frazioni mentre è stata sentita in forma lieve da alcuni residenti del capoluogo e a Marola. Sono tuttavia state allertate due pattuglie di Polizia Locale – ha concluso – per pronto interventi qualora malauguratamente si presentasse la necessità”.

Intorno alle 22.10, sempre l’Ingv ha registrato un’altra scossa di terremoto, ancora nei pressi di Carpineti, di magnitudo 2.2 con un ipocentro ad una profondità di 23 chilometri.

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Terremoto in Emilia-Romagna, l’esperto: «Con scosse molto forti saremmo esposti come nel 2012»

La terra è tornata a tremare in Emilia-Romagna. Ieri, 9 febbraio, due scosse, arrivate a distanza di un’ora l’una dall’altra, si sono registrate nel Reggiano. Una prima, di magnitudo 4, a Bagnolo in Piano, una seconda (4.3) con epicentro a Correggio. Pochi attimi che hanno risvegliato la paura in una zona sismica che ha già conosciuto gli effetti disastrosi del terremoto nel maggio 2012. Le scosse di ieri sono state localizzate più a ovest rispetto a dieci anni fa, anche se a profondità simili, «tra i 7 e gli 8 chilometri» e con «meccanismi confrontabili». Tuttavia, «è impossibile prevedere se tali scosse possano essere prodromi di un altro evento sismico», chiarisce Gianluca Valensise, sismologo dell’Ingv (l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Resta il fatto che se un terremoto di magnitudo importante dovesse nuovamente scuotere l’Emilia, purtroppo gli effetti «nei centri storici si ripresenteranno, se non ugualmente, in situazioni quasi analoghe a quella del 2012».

Dottor Valensise, che tipo di scosse si sono registrate, la sera del 9 febbraio, in Emilia?
«Le scosse di ieri fanno capo a quel genere di terremoti che, come quello del 2012, avvengono a causa della compressione dell’Appennino settentrionale verso nord-est. In particolare, la parte sepolta di questa catena, in compressione e in deformazione attiva, genera terremoti».

Nel reggiano, ma anche nelle vicine province, si sono avvertite chiaramente due scosse. Ne avete registrate altre?
«Le scosse relativamente forti sono state due. Ne abbiamo colte un altro paio, di magnitudo 3, che probabilmente in pochi avranno colto».

Ci sono analogie tra i movimenti registrati ieri e quelli del terremoto del 2012?
«Hanno origine a profondità simili, tra i 7 e gli 8 chilometri, quindi piuttosto superficiali, e meccanismi confrontabili. Tuttavia, la differenza principale è che le scosse di ieri si sono registrate più ad ovest rispetto agli eventi sismici di dieci anni fa, in un punto che è un po’ uno spartiacque tra una zona maggiormente sismica e una meno soggetta a terremoti. Per intenderci: da Correggio verso ovest, ovvero verso Piacenza, solitamente i terremoti si fanno più piccoli e quasi si esauriscono; mentre andando verso est si sono sempre registrati. Oltre al sisma del 2012, un altro terremoto causato dalla stessa faglia fu localizzato tra Novellara e Correggio nel 1996. Fu decisamente più forte (5.5) rispetto a quello di ieri, ma avvenne a una profondità maggiore».

Quali sono le scosse da tenere sotto controllo?
«In zona emiliana una magnitudo è di interesse da 4.5 in avanti. Dai 5 in su qualche danno si registra quasi sicuramente».

Le scosse registrate ieri potrebbero essere avvisaglie di altri fenomeni sismici imminenti?
«Nel 2012, prima del forte terremoto di maggio, c’erano state altre scosse (in particolare a fine gennaio, ndr). Tuttavia, molti terremoti arrivano anche senza alcun preavviso. Quindi è impossibile fare previsioni e dire se le scosse registrate ieri possano essere prodromi di un altro evento sismico».

Qual è la magnitudo più alta raggiunta nella storia recente dell’Emilia?
«Nell’area sismica in questione non abbiamo mai visto terremoti con magnitudo più forte di 6 e saremmo abbastanza sorpresi di vederne. Come abbiamo capito nel 2012, però, basta un terremoto di magnitudo 5.9 per produrre danni, soprattutto se il territorio è impreparato».

L’Emilia-Romagna sarebbe preparata a reggere un nuovo evento sismico di quella portata?
«L’Emilia-Romagna è entrata nella classificazione sismica dal 2003, piuttosto tardi. Per di più, solo nel 2009, dopo il terremoto de L’Aquila, è diventato obbligatorio costruire secondo la normativa anti-sismica. Il territorio pianeggiante della regione, quindi, è poco preparato ai terremoti forti. Adesso si sta cercando di migliorare le costruzioni, a partire da quelle antiche. Ma considerato che la maggior parte del patrimonio abitativo è stato costruito prima di quella data, i conti sono presto fatti».

Se un nuovo terremoto di magnitudo importante dovesse scuotere l’Emilia, gli effetti sarebbero gravi come dieci anni fa?
«Purtroppo temo di sì. I problemi nei centri storici, al prossimo terremoto forte, si ripresenteranno se non ugualmente, in situazioni quasi analoghe a quella del 2012. Per questo è necessario intervenire ora, in tempo di pace».

Corriere di Bologna