Santo del Giorno 25 Agosto 2022

San Giuseppe Calasanzio

Ambito toscano sec. XVII, San Giuseppe Calasanzio con allievi oranti

Dal Martirologio

San Giuseppe Calasanzio, sacerdote, che istituì scuole popolari per la formazione dei bambini e dei giovani nell’amore e nella sapienza del Vangelo, fondando a Roma l’Ordine dei Chierici regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie.

Inoltre oggi si ricorda:

San Luigi IX, re di Francia, che la fede attiva sia in tempo di pace sia nel corso delle guerre intraprese per la difesa dei cristiani, la giustizia nel governo, l’amore verso i poveri e la costanza nelle avversità resero celebre. Unitosi in matrimonio, ebbe undici figli che educò ottimamente e nella pietà. Per onorare la croce, la corona di spine e il sepolcro del Signore impegnò mezzi, forze e la vita stessa. Morì presso Tunisi sulla costa dell’Africa settentrionale colpito dalla peste nel suo accampamento.

Altri Santi

Santi Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino, martiri.

Cei

Santo del giorno 7 Agosto: Sisto II. Accogliere chi sbaglia, opporsi alla violenza

 

Misericordiosi con chi sbaglia, fermi davanti alla prepotenza e alla logica della prevaricazione: i cristiani sanno mettere davanti alla violenza del mondo la testimonianza dell’amore autentico, disarmato. Fu questo l’orizzonte nel quale visse san Sisto II, Papa nell’anno 257, descritto da san Cipriano come ‘uomo buono e pacifico’, che donò la propria vita per il servizio al Vangelo. Successore di Vittore, rimase alla guida della Chiesa di Roma solo per 11 mesi. In questo breve tempo si era fatto mediatore nel dibattito sull’unicità del Battesimo, questione sollevata soprattutto in Africa dove molte persone che avevano abiurato davanti alla persecuzione chiedevano di tornare nella comunione con la Chiesa. Nel 258 l’imperatore Valeriano inasprì la persecuzione ordinando la confisca dei beni della Chiesa e la decapitazione di vescovi, preti e diaconi sorpresi a officiare pubblicamente il culto. Sisto II fu trovato a predicare nel cimitero di San Callisto e per questo venne martirizzato assieme a sei dei sette diaconi di Roma; il settimo, Lorenzo, venne ucciso pochi giorni dopo.

Altri santi. Beato Edmund Bojanowski, laico (1814-1871); San Miguel De La Mora, martire (1878-1927).

Letture. Romano. Sap 18,6-9; Sal 32; Eb 11,1-2.8-19; Lc 12,32-48.

Ambrosiano. 1Sam 16,1-13; Sal 88 (89); 2Tm 2,8-13; Mt 22,41-46.

Bizantino. 1Cor 3,9-17; Mt 14,22-34.

SANT’ANTONIO ABATE 17 Gennaio

La sua vita è stata scandita dalla solitudine, dal digiuno e dal lavoro. Rimasto orfano a 20 anni, da giovane ha donato tutti i suoi beni ai poveri e si è ritirato nel deserto, dove ha anche combattuto contro le tentazioni del demonio, scegliendo la via dell’ascesi e della preghiera. Ad Antonio si deve la costituzione di famiglie di monaci che, sotto la guida di un padre spirituale, si consacrarono al servizio di Dio.

E’ solitamente raffigurato con accanto un maiale con al collo una campanella. Tale rappresentazione iconografica è legata al fatto che l’antico Ordine ospedaliero degli “Antoniani” allevava maiali all’interno dei centri abitati poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dall’ergotismo. Tale morbo venne poi chiamato “il fuoco di Sant’ Antonio”. Nel giorno della sua festa liturgica, si benedicono le stalle e si portano a benedire gli animali domestici. Nell’iconografia è associato a Sant’Antonio anche il bastone degli eremiti a forma di T, la “tau”, ultima lettera dell’alfabeto ebraico.

Nella biografia “Vita Antonii”, Sant’ Atanasio scrive queste parole riferite a Sant’Antonio: “Che fosse dappertutto conosciuto, da tutti ammirato e desiderato, anche da quelli che non l’avevano visto, è un segno della sua virtù e della sua anima amica di Dio. Infatti non per gli scritti né per una sapienza profana né per qualche capacità è conosciuto Antonio, ma solo per la sua pietà verso Dio. E nessuno potrebbe negare che questo sia un dono di Dio. Come infatti si sarebbe sentito parlare in Spagna e in Gallia, a Roma e in Africa di quest’uomo, che viveva ritirato tra i monti, se non l’avesse fatto conoscere dappertutto Dio stesso, come egli fa con quanti gli appartengono, e come aveva annunciato ad Antonio fin dal principio? E anche se questi agiscono nel segreto e vogliono restare nascosti, il Signore li mostra a tutti come una lucerna, perché quanti sentono parlare di loro sappiano che è possibile seguire i comandamenti e prendano coraggio nel percorrere il cammino della virtù”.

da Vatican News

 

 

Santo del giorno 19 Ottobre 2021

Paolo della Croce

Vivere per testimoniare l’amore della Passione

V ivere la Passione di Gesù significa testimoniare l’amore infinito di Dio che arriva a offrire il proprio figlio per vincere la morte e donare la speranza autentica all’umanità. Fu proprio per testimoniare ai suoi contemporanei questa verità di luce, che visse tutta la propria esistenza san Paolo della Croce. Al secolo Francesco Paolo Danei, era nato a Ovada, nell’Alessandrino, nel 1694, primo di 16 figli di una famiglia di origine nobile ma in ristrettezze economiche. Fin da giovane aveva coltivato il progetto di creare un nuovo ordine religioso: il cammino prese il via nel 1720 quando egli mise le fondamenta dei «Poveri di Gesù». Dopo un’esperienza da eremita, nel 1725 Benedetto XIII gli permise di realizzare il suo sogno accogliendo compagni nella nuove congregazione: nacquero così i «Chierici scalzi della santa Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo» (Passionisti). Ordinato prete nel 1727, vide le regole approvare da Benedetto XIV il 15 maggio 1741. Nel 1771 Paolo, con la collaborazione della venerabile madre Crocifissa Costantini, fondò le Claustrali Passioniste. Consigliere dei Papi morì nel 1775.

Altri santi. Santa Laura di Cordova, martire (IX sec.); santi Martiri canadesi (XVII sec.).

Letture. Romano. Rm 5,12.15.17-19.20-21; Sal 39; Lc 12,35-38.

Ambrosiano. Ap 1,10;2,1-7; Sal 7; Mc 3,1319.

Bizantino. Col 2,20-3,3; Lc 9,23-27.

San Luca Santo del giorno 18 Ottobre. Onomastico di don Luca Grassi e 2° Anniversario ingresso in Parrocchia di don Luca e don Gionatan

L’ingresso dei nuovi sacerdoti nella parrocchia

San Luca
L’Evangelista S. Luca nacque in Antiochia di Siria, dà genitori pagani. Imparò la scienza medica e, allo scopo di perfezionare le sue cognizioni, intraprese diversi viaggi nella Grecia e nell’Egitto. Si portò poi a Troade per esercitarvi la sua professione: ma qui il Signore l’attendeva per un’altra missione più grande. Essendo passato di là l’apostolo Paolo a predicare il S. Vangelo, Luca, conquistato dalla verità, volle seguirlo nel sacro ministero e gli fu compagno fedelissimo fino alla morte.

Verso il 60, mentre S. Paolo si trovava prigioniero a Cesarea, Luca scrisse, per divina ispirazione, il terzo Vangelo in lingua greca, che si distingue per la sua chiarezza ed eleganza.

Questo Vangelo è dedicato a Teofilo, che era un famoso cristiano di Antiochia, ma nello stesso tempo è indirizzato a tutti i Cristiani e a tutti quelli che vogliono salvarsi, siano essi ebrei o pagani: il regno di Dio è aperto a tutti. Egli voleva dimostrare la bontà e la misericordia di Dio, e perciò racconta gli episodi e le parabole più commoventi.

Eloquentissime sono le parabole del buon samaritano, della pecorella smarrita, del fariseo e del pubblicano, di Zaccheo e del figliuol prodigo, che ci manifestano l’infinita misericordia di un Dio morto per noi sulla croce e che perdona agli stessi suoi crocifissori: « Padre, perdona loro, perché non sanno quel che fanno ».

Il santo evangelista si diede anche alla predicazione ed evangelizzò la Macedonia, la Dalmazia, l’Italia e la Gallia. Durante la prigionia di S. Paolo in Roma scrisse gli « Atti degli Apostoli » in cui narra la storia dei primi anni della Chiesa e particolarmente i viaggi di S. Paolo. Ma la tradizione ci dice che S. Luca, oltre che medico, era pure pittore. Devotissimo della Madonna, è tra gli Evangelisti quello che ne parla più diffusamente. Non può non averla vista, non averle parlato: lo dimostrano anche le belle immagini della Vergine che ci furono tramandate sotto il suo nome.

Mori nella Bitinia, all’età di 84 anni. Le sue venerate spoglie vennero deposte nella città di Costantinopoli, assieme a quelle di S. Andrea, nella basilica dedicata ai dodici Apostoli. Giunsero poi a Padova, dove tuttora si trovano nella Basilica di Santa Giustina.

S. Paolo lo chiama « medico carissimo » e « fratello, la cui Mele è nel Vangelo ».

Il suo simbolo è un toro alato, perché il primo personaggio che introduce nel suo Vangelo è il padre di Giovanni Battista, Zaccaria, sacerdote del tempio e responsabile del sacrificio di tori.

PRATICA Il Vangelo sia la regola della nostra vita.

PREGHIERA. Deh! Signore, interceda per noi il tuo evangelista S. Luca, il quale ad onor del tuo nome portò continuamente nel suo corpo la mortificazione della croce.

MARTIROLOGIO ROMANO. Festa di san Luca, Evangelista, che, secondo la tradizione, nato ad Antiochia da famiglia pagana e medico di professione, si convertì alla fede in Cristo. Divenuto compagno carissimo di san Paolo Apostolo, sistemò con cura nel Vangelo tutte le opere e gli insegnamenti di Gesù, divenendo scriba della mansuetudine di Cristo, e narrò negli Atti degli Apostoli gli inizi della vita della Chiesa fino al primo soggiorno di Paolo a Roma.

santodelgiorno.it

Il santo del giorno 6 ottobre Bruno

Fondatore delle certose, scrigni di spiritualità

D alle ‘lettere’ e dallo studio alla ricerca di Dio nella preghiera e nella cura della vita interiore: questo fu il percorso di san Bruno (o Brunone), padre delle certose che di fatto sono stati e sono ancora piccoli tesori e semi preziosi piantanti nel cuore della storia del Vecchio Continente. Nato a Colonia nel 1030, Bruno studiò la filosofia e la teologia, dedicandosi poi all’insegnamento a Reims. In seguito, però, decise di intraprendere una vita da eremita e con l’aiuto del vescovo di Grenoble, Ugo, creò una comunità di monaci dediti alla preghiera e al lavoro in una località isolata: nasceva così la Grande Chartreuse. Vivevano e lavoravano in baracche individuali e si ritrovavano in un ambiente comune per la preghiera insieme. Nel 1090 fu scelto come consigliere da papa Urbano II, che era stato suo studente. In Calabria, nella Foresta della Torre, fondò il monastero dal quale poi nacque la certosa che oggi porta il suo nome: la certosa di Serra San Bruno. Qui morì nel 1101.

Altri santi. San Magno, vescovo ( VII sec.); santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe (Anna Maria Gallo), religiosa (17151791).

Letture. Romano. Gio 4,1-11; Sal 85; Lc 11,1-4.

Ambrosiano. Fm 1, 1-7; Sal 91 (92); Lc 20, 27-40.

Bizantino. 1 Cor 4,9-16; Gv 20,19-31.

Avvenire