Invito in S. Stefano a Reggio Emilia per la Confraternita del Santo Scapolare della Madonna del Carmine 16 Luglio 2022

Come è tradizione, il 16 luglio di ogni anno, nella chiesa parrocchiale cittadina di Santo Stefano sarà celebrata con particolare solennità la festa della Madonna del Carmelo. Un ruolo notevole nella diffusione del culto mariano in città ebbero i Carmelitani, dapprima presenti nell’Ospedale di Santa Maria Nuova, poi nella Commenda Gerosolimitana di Santo Stefano, dove portarono nel sec. XVIII la statua lignea raffigurante la Madonna del Carmelo, ancora oggi esposta nell’abside dell’antica chiesa. In Santo Stefano è presente da secoli la “Confraternita del Santo Scapolare della B.V. del Carmine”.

Il 16 Luglio, al mattino, la Santa Messa sarà celebrata alle ore 10.30 e conclusa dalla recita dell’atto di consacrazione alla Madonna.

Dalle ore 15,30 alle ore 18,30 Adorazione Eucaristica

Nel pomeriggio alle 18.40 recita dell’inno “Akathistos”, a cui seguirà alle 19.00 la solenne Concelebrazione eucaristica.

Al mattino e al pomeriggio sarà disponibile in Chiesa un sacerdote per le confessioni (9-12 e 15.30-18.30) e per tutta la giornata sarà possibile rinnovare (o richiedere nuova iscrizione) alla Confraternita…

Lo Scapolare

Segno della spiritualità Carmelitana oggi

Molti battezzati indossano – spesso con una punta di sano orgoglio – lo Scapolare della Madonna del Carmelo.
Molti altri lo conoscono per averlo visto sulle spalle di qualche persona cara o amica.
Molti, forse, si saranno chiesti il senso di quest’oggetto, che sa d’antico, sì, ma soprattutto dice convinzione, gioia di vivere gli impegni battesimali, amore verso Maria, madre di Gesù e madre nostra.
Le origini dello Scapolare affondano le radici nell’uso medievale di rivestire dell’abito religioso o di parte di esso chi desiderasse condividere i benefici spirituali di un’Ordine, seguendone la spiritualità.
Quest’uso, evidentemente legato alla mentalità medievale assai più concreta della nostra, si è diffuso in tutto il mondo cristiano, anche nei secoli successivi.
Si è arricchito di contenuti e modalità espressive, al punto che oggi in tante parti del mondo è la stessa cosa dire Madonna del Carmine o Madonna dello Scapolare.

Un po’ di storia…
Lo Scapolare, o “Abitino”, è composto da due pezzi di stoffa marrone legati da cordicelle o nastri, che poggiano sulle spalle (scapole, da cui il nome).
Nato come parte dell’abbigliamento dei contadini e poi dei religiosi, era in pratica un grembiule usato per non sporcare l’abito.
Ben presto, per i Carmelitani, diventò il simbolo della protezione materna di Maria, quasi la sintesi di tutti i benefici da lei ottenuti.
Perciò iniziarono a considerare lo Scapolare come parte essenziale dell’abito, l’abito stesso; e l’abito era segno della vita che si conduceva, espressione esterna di ciò che si è.
Inizialmente però, per affiliare i laici all’Ordine veniva concessa la cappa bianca, considerata il “segno esterno” dell’abito, ma non lo Scapolare, perché, altrimenti, un laico che avesse indossato per un intero anno l’abito-Scapolare, sarebbe stato considerato frate o monaca a tutti gli effetti. Con l’andar del tempo la proibizione cadde e lo Scapolare fu dato a tutti, soprattutto nella sua forma ridotta.
Due elementi contribuirono in modo decisivo all’affermazione dell’Abitino come segno della consacrazione a Maria e della sua protezione verso i devoti: la promessa della morte in stato di Grazia, legata alla “leggenda” della visione di S. Simone Stock, e quella della pronta liberazione dalle pene del Purgatorio, legata alla cosiddetta “Bolla sabatina”.
Al di là della storicità dei due fatti, bisogna dire che le promesse trovano conferma, non solo nel Magistero successivo dei pontefici e della Chiesa che ne ha accettato, purificandole e correggendole, le implicazioni, ma anche nel loro stesso senso teologico.
In realtà le promesse confermano e sottolineano ciò che la fede cristiana ha da sempre affermato: chi vive secondo gli impegni battesimali, morirà nella piena comunione con Dio, nella sua Grazia e giungerà presto a goderne l’eterno abbraccio.
La protezione materna di Maria non fa che rendere più sicuro il comune cammino verso la santità.
Nel ‘600 dunque l’identificazione Madonna del Carmine-Madonna dello Scapolare può dirsi conclusa: la confraternita dello Scapolare soppiantò ben presto tutte le altre variamente collegate al titolo del Carmelo; così come l’iconografia mariano-Carmelitana preferì i temi del dono dell’Abitino e della liberazione delle anime dal Purgatorio.
La stessa festa del 16 luglio, nata in Inghilterra nel XIV secolo per celebrare la protezione e i benefici di Maria, divenne ben presto la festa dell’intero Ordine e fu popolarmente conosciuta come la festa dello Scapolare.

Un segno ricco di contenuti
Tutto questo non fu un fatto di scarsa rilevanza, ma coinvolse larghissime fasce del popolo cristiano: lo Scapolare e i suoi valori vennero infatti recepiti come una naturale espressione della pietà popolare, che ne restò a sua volta influenzata.
L’Abitino fu usato infatti come veicolo di valori cristiani essenziali: chi avesse voluto entrare nella Confraternita o nel Terz’Ordine avrebbe dovuto accettare uno stile di vita veramente conforme al Vangelo.
La formazione, la vita sacramentale, la preghiera e l’ascesi, dovevano condurre la persona all’unione con Dio e trovare necessaria espressione e verifica nella concretezza della carità, sia verso i confratelli che verso gli esterni.
Non era possibile indossare l’abito di Maria solo per “garantirsi” un posto in Paradiso!
Se poi tutto ciò non ha retto all’urto delle tempeste abbattutesi sulla Chiesa e dunque anche sul Carmelo tra il ‘700 e l’800, non vuol dire che lo Scapolare fosse un segno vuoto, puramente esteriore.
Piuttosto va detto che il nostro secolo ha ereditato forme che non sempre è riuscito a tradurre in termini vitali.
Forse siamo giunti ad un punto in cui è possibile tentare un recupero, tutt’altro che sterilmente archeologico.
Non si tratta infatti di risuscitare un oggetto ormai lontano dalla sensibilità comune, ma di dare espressione e corpo ai contenuti validi e vitali della pietà popolare in modo da proporre ancor oggi, come si è fatto per secoli, un’occasione di santificazione e di vita realmente e profondamente cristiana.
Oggi vanno indubbiamente tenuti in considerazione alcuni temi centrali, legati da sempre allo Scapolare: per esempio la comunione con Dio, la consacrazione a Lui attraverso Maria, il valore “sacramentale” e quello escatologico dell’Abitino.
Lo Scapolare è infatti un “sacramentale”, cioè un segno che ricorda e attua una realtà spirituale secondo la misura di fede di chi lo indossa.
È segno di affiliazione ad un’Ordine religioso cristocentrico e mariano, dunque indica l’appartenenza alla grande famiglia Carmelitana e la condivisione della sua spiritualità.
Non ci si fa santi da soli: solo il sapersi membri di un popolo in cammino consente di incontrare e sperimentare la pienezza della comunione divina.
Così pure l’Abitino è segno di consacrazione a Maria ed esprime la nostra volontà di camminare con lei, accompagnati e sorretti dalla sua mano materna, verso la pienezza di comunione, verso la “vetta del monte, che è il Signore Gesù”.
Ma è anche il segno della protezione e della difesa che Maria opera nella vita del cristiano. Inoltre proprio perché un “sacramentale”, lo Scapolare ci ricorda e ci aiuta a crescere nel personale rapporto con Maria, madre di Gesù e della Chiesa.
La tradizione Carmelitana ha guardato Maria da diverse prospettive, a tutt’oggi ancora attuali, che possono essere comunicate, spiegate e insegnate, perché anche altri possano trarne beneficio spirituale. Maria è stata vista come Madre, Sorella, Vergine purissima, Patrona, Profeta…
Le promesse tradizionalmente legate allo Scapolare sono da considerare nel loro indubbio valore escatologico: siamo incamminati verso un futuro di comunione, di pace e di gloria, che va però costruito giorno dopo giorno nell’oggi della vita intessuto di sacrificio, preghiera continua, carità operosa e attenta.
Il Carmelitano, rivestito dell’abito di Maria, è capace come lei di “conservare tutte le cose meditandole nel suo cuore” (cfr. Lc 2, 19.51).
Il Carmelitano sa essere profeta e stando accanto ai fratelli sa indicare loro la direzione e la meta verso cui cammina la storia della Salvezza.

Quale messaggio di spiritualità
Ancor’oggi si possono vedere numerosi fedeli, talvolta un fiume, che soprattutto in certi momenti particolari, come a ridosso della festa del Carmine, chiedono di poter ricevere l’Abitino.
Talvolta, è vero che alcune persone sono motivate da ragioni superficiali e l’imposizione dello Scapolare o l’indossarlo finiscono col diventare gesti al limite della superstizione.
Ma questo è sempre stato uno dei limiti della pietà popolare, la quale perciò dev’esser continuamente aiutata a crescere, purificandosi di quanto non è autentico atto di fede.
Ricevere lo Scapolare non è un rito di ripetizione meccanica (al limite del magico), ma un momento di preghiera, di ascolto della Parola di Dio, può diventare l’occasione anche per una breve catechesi sui valori fondamentali della spiritualità Carmelitana ed espressi dallo Scapolare.
Così anche gli impegni di preghiera e ascesi personale legati al suo uso sono i mezzi di incontro con il Signore, utili a favorire quell’unione con Lui per mezzo di Maria.
Non dovrebbero mai venir disgiunti dall’impegno per una qualche forma di servizio: non si dà autentica vita cristiana senza carità fraterna!
Il passato ha formulato espressioni diverse di preghiera legate allo Scapolare a ai suoi valori. Basti ricordare i diversi momenti e forme di preghiera propri della tradizione Carmelitana: i mercoledì solenni, il sabato, le “Allegrezze”, i sette Pater-Ave-Gloria, le novene…
Sono tutti modi per favorire una preghiera comunitaria ricca di contenuti e valori essenziali per chiunque voglia vivere il Vangelo con l’aiuto della spiritualità Carmelitana.
Oggi sono state pensate forme nuove, più consone alla sensibilità e alla cultura attuali, anche se in continuità col passato.
Analogo discorso vale per le prescrizioni ascetiche: tra queste la virtù della castità secondo il proprio stato, oggi apparentemente in crisi, per sviluppare in sintonia con lo Spirito tutta la carica di amore, autenticamente umano, di cui ogni persona è capace.
Lo Scapolare, allora non è una forma di devozionismo, ma una modalità attualissima di vivere il Vangelo in ogni sua prospettiva.
Ancora una parola sulla dimensione comunitaria suscitata dallo Scapolare; se è segno di appartenenza ad una famiglia dovrà necessariamente ricondurre ad essa.
Oggi purtroppo chi riceve l’Abitino lo fa quasi sempre in modo “privato”, ma nella Chiesa non c’è proprio nulla di privato, ma “tutto era in comune fra loro” (At 2, 44).
Le antiche confraternite assolvevano bene al compito di collegamento tra gli ascritti e garantivano l’esecuzione dei diversi impegni.
Da quando furono spazzate via dalle varie soppressioni del secolo passato, non si è più stati capaci di creare strutture a misura d’uomo, capaci di far incontrare le persone e farle sentire in comunione, animate dai medesimi atteggiamenti.
Oggi viviamo in un tempo in cui i collegamenti non dovrebbero essere un problema, non mancano certo i mezzi per far giungere a distanza un messaggio.
Così pure non dovrebbe essere impossibile, e in alcune zone già si fa, creare occasioni d’incontro per persone che si rifanno alla spiritualità Carmelitana per giornate o momenti di preghiera, formazione e condivisione.
Forse è giunto il momento di riscoprire il valore della Famiglia Carmelitana, alla quale appartengono i Frati, le Monache, i Terziari, le Suore, ma specialmente tutti i battezzati che indossano lo Scapolare.
Ogni giorno la preghiera comune, gli uni per gli altri, crea un legame inscindibile e forte, che ci unisce profondamente tra noi e con Dio. I Frati Carmelitani, ogni mercoledì, celebrano la s. Messa per coloro che indossano lo Scapolare o si trovano in Cielo, sotto il manto di Maria, per contemplare il volto di Dio.
Affidano al Signore i malati, i sofferenti; lo ringraziano perché in Maria Egli compie innumerevoli miracoli di guarigione corporale e spirituale.
Ma tutto questo non basta: serve anche la tua preghiera, perché i membri della Famiglia sono uniti solo attraverso l’Amore verso Dio e si riconoscono tra loro attraverso il semplice uso di indossare un pezzetto di stoffa marrone.

fonte: https://carmelit.org/lo-scapolare/

Foglietto, letture e Salmo XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

 XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

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I testi biblici che ci riportano il messaggio di questa domenica (la prima lettura e il Vangelo) ci insegnano che il Dio della Trinità ama recarsi di tanto in tanto dagli uomini, perché la sua presenza è un onore e una benedizione. Al tempo dei patriarchi, si reca da Abramo e promette un figlio a Sara che non ne ha ancora. Gesù, da parte sua, esalta due donne nubili, Maria e Marta, onorandole della sua visita e della sua parola. Il racconto di questa visita ci mostra che si deve manifestare a Gesù un vero rispetto.
Il Dio della Trinità oggi continua a recarsi presso gli uomini. Questo noi la chiamiamo visita. Spesso, ci rendiamo conto della venuta di Dio solo dopo la sua visita.
In questo giorno, il nostro Signore e Salvatore ci invita a recarci da lui. Egli è il sacerdote, l’annunciatore e l’ospite di questa festa liturgica. Gioiamo di questo onore, ascoltiamo la sua parola con attenzione e festeggiamo con lui la comunione di oggi con atteggiamento di venerazione. Ma soprattutto prendiamo a cuore quello che lui ci dice: è colui che si impregna della sua parola e vive secondo essa che gli manifesta il più grande rispetto.

La guida. Le Messe in diretta tv e social di domenica 10 luglio 2022

Nella «Domenica del Mare» la Chiesa invita a considerare che in quello che consideriamo «in termini di vacanze e di turismo» accanto a «una bellezza che attrae e rigenera» ci sono anche altri significati. Lo nota don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio per l’Apostolato del mare della Cei, che concelebra a Portoferraio col vescovo di Massa Marittima-Piombino Carlo Ciattini la Messa in diretta su Raiuno alle 11: «Questa domenica – spiega – non dovrà farci dimenticare le tragedie del mare: gli immigrati morti in viaggi di speranza, i marittimi su cui hanno pesato i mesi di pandemia, l’inquinamento dell’ambiente marino. Siamo interpellati a vivere il mare come esperienza di fraternità e di ecologia integrale». Col suggerimento di leggere il messaggio del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale per la Giornata, e naturalmente dell’enciclica Laudato si’ come lettura estiva, ecco la nostra consueta guida alle Messe per chi non può che seguirle a distanza.

DOMENICA 10 LUGLIO

Ore 7

Su Tv2000 (canale 28 digitale terrestre e 157 di Sky) la Messa in diretta dalla Cattedrale di Cosenza. Giorni feriali: dalla stessa chiesa, Messe in diretta alle ore 7, 8.30 e 19.

Assisi, Santa Maria degli Angeli: Messa in diretta streaming su https://www.porziuncola.org/web-tv.html.

Santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari: Messa in diretta streaming su https://bonaria.eu/. Altre Messe in diretta: ore 8.30, 10, 11.30, 18 e 19.30

Ore 7.15

Assisi: dalla Basilica di San Francesco la Messa in diretta streaming sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/sanfrancescoassisi/live_videos/ o sul portale https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/messa-diretta-streaming-oggi.

Ore 7.30

Verona, Cattedrale di Santa Maria Assunta: Messa in diretta streaming sul canale YouTube ( https://www.youtube.com/channel/UCM2tsB4529DhxKfpXGm0SZw?app=desktop ). Altre Messe festive, con diretta streaming: ore 9.30, 11, 12.30 e 18.30. Giorni feriali: Messe alle ore 7, 8, 9 e 18.30. Tutti i giorni Rosario alle 18.

Padre Pio Tv: Messa in diretta tv (canale 145 digitale terrestre nazionale e 445 Tivusat) e in streaming su https://www.teleradiopadrepio.it/padre-pio-tv/. Altre Messe alle ore 11.30 e 18. Giorni feriali: Messe in diretta streaming alle 7.30, 11.30 e 18.

Sacro Monte di Varese: la Messa nel Santuario in diocesi di Milano in diretta streaming su https://www.youtube.com/channel/UC6VNTW5Knf-NpXj5Ys0xjkg. Altre Messe in diretta: ore 9 e ore 11. Giorni feriali: Messa alle ore 8.

Santuario di Oropa: Messa in diretta streaming su www.santuariodioropa.it/funzioni-in-diretta/ e sulla pagina Facebook Santuario di Oropa Official. Altre Messe: ore 9.30, 10.30, 16.30 (presieduta dal rettore don Michele Berchi) e 18.15. Giorni feriali: Messe alle 8, 9, 16.30 e 18.15. Webcam sul Santuario sempre attive al link https://www.santuariodioropa.it/webcam/

Ore 8

Santuario della Guardia, Genova: diretta streaming della Messa su http://www.santuarioguardia.it/diretta-live-dal-santuario/. Altre Messe: ore 10, 11, 12 e 16. Giorni feriali: ore 10 e 16.

Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa: Messa in diretta streaming su https://www.madonnadellelacrime.it/. Altre Messe: ore 10, 12, 17.30, 19 e 20.

Ore 8.30

Su Tv2000 la Messa in diretta dalla Cattedrale di Cosenza.

Dal Santuario della Consolata, patrona della diocesi di Torino: alla vigilia della Festa Messa in diretta streaming su www.laconsolata.org attraverso il canale YouTube del Santuario. Altre Messe in diretta: ore 10, 11.30, 18 e 19.30. Giorni feriali: ore 8, 9, 10.30, 12 e 18.

Ore 9.30

Duomo di Milano: Messa in diretta streaming sul portale diocesano www.chiesadimilano.it e sul canale YouTube dell’Arcidiocesi https://www.youtube.com/results?search_query=chiesa+di+milano+messa+in+diretta+. Diretta tv su Telenova (canale 18 digitale terrestre regionale).

Torino, Basilica di Maria Ausiliatrice, Casa Madre dei Salesiani, che custodisce le spoglie di don Bosco, la Messa in diretta su Rete 7 (canale 12 del digitale terrestre o su www.rete7.cloud). Presiede don Marco Cazzato, ordinato sacerdote il 25 giugno. Giorni feriali: diretta della Messa in Basilica alle 9, sempre in diretta.

Vicoforte, diocesi di Mondovì: dal Santuario della Natività di Maria Regina Montis Regalis la Messa in streaming su https://www.santuariodivicoforte.it/diretta-streaming/. Altre Messe: ore 11, 16 (preceduta dalla preghiera del Rosario alle 15.30) e 18.

Ore 10

Canale 5: in diretta la Messa dalla Cattedrale di Cosenza.

Santuario di Loreto: Messa in diretta su YouTube https://www.youtube.com/channel/UCT9uLSAfEfqgXbArvYyHzQg?view_as=subscriber (tv: Telepace, canale 515 di Sky, e in digitale terrestre), su https://www.telepace.it/diretta/, e sul portale del santuario www.santuarioloreto.va, sezione Diretta Tv. Giorni feriali: alle 7.30 Messa dalla Santa Casa su Telepace e in streaming sui canali indicati. Webcam in diretta dalla Santa Casa dalle 7.30 alle 19 tutti i giorni su https://www.santuarioloreto.va/it/diretta-tv.html

Lecco, diocesi di Milano: in diretta dalla Basilica di San Nicolò la Messa in rito ambrosiano celebrata dal prevosto don Davide Milani. Diretta su Unica Tv (canale 12 e 193 digitale terrestre, diffusione regionale) e in streaming sul canale YouTube LeccoCentro (https://www.youtube.com/channel/UCnVJ3UeDZotfNEv33YSG2YA) e sul sito www.leccocentro.it

Parma: su Giovanni Paolo Tv la diretta della Messa sul digitale terrestre (canali 73, 93 e 682 a diffusione territoriale) e in streaming su https://diretta.giovannipaolotv.it/. Alle 20 e alle 21 la catechesi del vescovo Enrico Solmi.

Badia di Ripoli (Firenze): la Messa in diretta streaming su https://www.youtube.com/watch?v=bpOI9OK7RXc&feature=youtu.be

Santuario della Madonna del Bosco di Imbersago, in diocesi di Milano: Messa in diretta streaming su https://www.youtube.com/channel/UCSMk-Nxh4u2HmZRXyrnrTIA/live. Messa anche alle ore 16.

Dal Santuario Basilica della Madonna di San Marco in Bedonia (Parma) la Messa in diretta streaming sulla pagina Facebook del Seminario Vescovile di Bedonia https://www.facebook.com/SeminarBedonia/, sul canale Youtube https://bit.ly/3uD8wIP e in tv sul digitale terrestre (Rta Videotaro, canale 88).

Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa: Messa in diretta streaming su https://www.madonnadellelacrime.it/. Altre Messe: ore 12, 17.30, 19 e 20.

Ore 10.30

Torino, dalla Parrocchia-Santuario di Santa Rita da Cascia la Messa in diretta su https://www.youtube.com/channe/UCVHC3_Za5sNUg2e_6cmTtjg (accesso anche dal sito del Santuario) presieduta dal rettore monsignor Mauro Rivella.

Feltre: dalla Concattedrale la Messa in diretta streaming su http://www.parrocchiaduomo.it/239-diretta-video-duomo-feltre

Comunità pastorale San Benedetto Abate: dalla chiesa di Sant’Agata in Bulgarograsso (Diocesi di Milano) Messa in rito ambrosiano in diretta streaming sul canale YouTube della Comunità pastorale San Benedetto.

Torino: dalla parrocchia di Santa Maria Goretti la Messa celebrata dal parroco don Nino Olivero in diretta streaming sul canale YouTube della parrocchia.

Ore 11

Torino, dalla parrocchia delle Stimmate di San Francesco in diretta streaming sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/parrocchiastimmatetorino la Messa internazionale con i giovani di Taizé in pellegrinaggio a Torino, ospitati dalla parrocchia. Celebra don Tonino Borio

Raiuno: nella Domenica del Mare, la Messa in diretta dal Duomo della Natività della Beata Vergine Maria a Portoferraio, sull’Isola d’Elba, in diocesi di Massa Marittima-Piombino. Presiede il vescovo Carlo Ciattini, concelebra don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Cei dell’Apostolato del Mare. Regia di Simone Chiappetta, commento di Orazio Coclite.

Santuario di Santa Maria di Caravaggio a Milano: la Messa in diretta su https://www.youtube.com/c/ParrocchiaSantaMariadiCaravaggioMilano

Cremona: la Messa in diretta tv dalla Cattedrale in tv (Cremona 1, anche attraverso il portale www.cremona1.it) e in streaming sui canali social della diocesi (sul sito https://www.diocesidicremona.it/ e sul canale YouTube della diocesi).

Andria: dal Santuario del Santissimo Salvatore la Messa in diretta su TeleDehon in streaming (https://www.teledehon.it/ e https://www.youtube.com/user/teledehon) in tv (digitale terrestre: Puglia e Basilicata canale 19, Calabria sul canale 86, Campania canale 186).

Padova, Basilica di Sant’Antonio: la Messa in diretta su https://www.santantonio.org/it/live-streaming. Altra Messa alle ore 18. Giorni feriali: ore 18. Sempre attive una webcam sull’Arca del Santo https://www.santantonio.org/it/webcam-arca-del-santo e una sul sagrato della Basilica https://www.santantonio.org/it/content/webcam-sagrato-della-basilica-del-santo

Dal Santuario della Spogliazione di Assisi, dove sono custodite le spoglie del beato Carlo Acutis, la Messa in diretta streaming su https://www.mariavision.it/maria-vision-italia. Sul sito del Santuario sempre attiva una webcam sulla tomba del beato https://www.mariavision.it/santuario-spogliazione-assisi. Dal 1° giugno il corpo di Carlo Acutis è esposto in modo permanente.

Adro (Brescia), Santuario della Madonna della Neve (Padri Carmelitani Scalzi): la Messa in diretta streaming su www.youtube.com/c/MadonnadellaNeveSantuario

Mignanego (Genova), Santuario di Nostra Signora della Vittoria (Fraternità monastica di San Colombano): Messa su https://www.facebook.com/santuariodellavittoria/

Ore 11.15

Legnano, diocesi di Milano: dalla chiesa del Santissimo Redentore la diretta streaming della Messa in rito ambrosiano su https://www.legnanello.it/messa-in-diretta/

11.30

Dal Semig di Torino la Messa in diretta streaming su https://www.youtube.com/watch?v=Bk7VaEzVU1M. Giorni feriali: Messa alle 12 in diretta streaming con accesso da https://www.sermig.org/multimedia/live-streaming/messa-e-liturgia.html

Assisi, Santa Maria degli Angeli: Messa in diretta su https://www.porziuncola.org/web-tv.html. Altre Messe alle ore 7, 8.30, 10, 16 e 18. Secondi Vespri alle 19. Giorni feriali: Messe alle ore 7, 8.30 e 18. Lodi tutti i giorni alle 6.30, Rosario alle 17.15.

Milano: dalla parrocchia di Santa Maria Nascente, nel quartiere Qt8, la Messa in rito ambrosiano in diretta streaming sul canale YouTube della parrocchia https://www.youtube.com/channel/UCYQmzOHK5h8coUgq8_SWT8A

Padre Pio Tv: Messa in diretta tv (canale 145 digitale terrestre nazionale e 445 Tivusat) e in streaming su https://www.teleradiopadrepio.it/padre-pio-tv/.

Appiano Gentile (provincia di Como, diocesi di Milano): dalla chiesa prepositurale di Santo Stefano, nella Comunità pastorale Beata Vergine del Carmelo, la Messa in rito ambrosiamo in diretta streamng sul canale YouTube della comunità https://www.youtube.com/c/ComunitàPastoraleBeataVerginedelCarmelo

Ore 12

Raiuno e Tv2000: in diretta da piazza San Pietro l’Angelus con papa Francesco.

Parrocchia di San Pietro in Sala a Milano: la Messa in rito ambrosiano celebrata dal parroco don Domenico Storri in diretta streaming sul canale YouTube de iSemprevivi, associazione promossa dalla comunità dove fu attivo il beato don Carlo Gnocchi per le persone con disagio psichico.

Ore 16

Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio: Messa in diretta streaming sul sito del Santuario. Altre Messe festive diffuse in diretta streaming: ore 7, 8.30, 10, 11.45 e 17.30. Alle 15 Benedizione eucaristica e Rosario. Giorrni feriali: Messe alle 7. 8.30, 10 e 16. E’ sempre attiva una webcam sulla venerata immagine mariana del Santuario.

Ore 17.30

Cascia: dalla Basilica di Santa Rita i Vespri e la Messa in diretta streaming sul canale YouTube https://www.youtube.com/watch?v=MQnxIog__ak

Strà, Alta Val Tidone (Piacenza): dal Santuario della Beata Vergine Madre delle Genti la Messa in diretta su https://www.youtube.com/channel/UC5Y79huwWML6YGOcLSc5SFA (Rosario ore 17)

Ore 18

Dalla Basilica di San Francesco ad Assisi la Messa in diretta streaming sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/sanfrancescoassisi/live_videos/ o sul portale https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/messa-diretta-streaming-oggi. Sul sito webcam sulla tomba di san Francesco (https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/web-cam-cripta-di-san-francesco-assisi), davanti alla quale ogni giorno ale 12.30 si prega l’Angelus.Giorni feriali: Messe in streaming alle 6.30 e alle 18.

Santuario della Madonna di Caravaggio in Piné, diocesi di Trento: la Messa in diretta su https://www.youtube.com/channel/UCRuwql-dV6QmnflbRdWZ6aQ.

Ore 19

Su Tv2000 la Messa in diretta dalla Cattedrale di Cosenza.

Roma, Parrocchia-Santuario di Santa Maria delle Grazie al Trionfale: Messa in diretta su https://santamariadellegraziealtrionfale.wordpress.com/dirette-streaming-seguici-in-diretta/. Altre Messe: ore 7, 8, 9, 10 e 11. Giorni feriali: ore 7, 8, 9 e 19. Prefestiva: ore 19.

Ore 20

Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa: Messa in diretta streaming su https://www.madonnadellelacrime.it/ 

 

Aggiornamento orari S. Messa parrocchia S. Agostino, S. Stefano e S. Teresa in Reggio Emilia

Orari S. Messe S. Agostino

Lunedì 18.30 

Martedì 18.30 

Mercoledì 18.30 (sospesa nei mesi di luglio-agosto)

Giovedì 18.30 (dalle 17:30 alle 18:30 Adorazione Eucaristica)

Venerdì 18.30 (sospesa nei mesi di luglio-agosto)

Sabato 18.30

Domenica 9.00 – 11.30 

Orari S. Messe S. Stefano

Venerdì 19.00 (Dalle ore 15 alle ore 19 Adorazione Eucaristica – ore 18,30 S. Rosario Ore 19 S. Messa)

Sabato 19.00 (S. Messa festiva anticipata)

Domenica 10.00

Orari S. Messe S. Teresa

Martedì 10.00

Mercoledì  18.30 (ore 18 Rosario – ore 18:30 S. Messa)

Venerdì 10.00 (sospesa!)

Domenica 11.00

Educazione in campo. L’estate di oratori e parrocchie. «A pieno regime. Anche oltre»

Le iniziative avviate in questi giorni hanno visto crescere l’adesione sia tra le famiglie che tra gli animatori Pascolini (Foi): sia un’occasione per rigenerare le comunità
L'estate di oratori e parrocchie. «A pieno regime. Anche oltre»

C’è una nuovo ‘imprevisto’ nell’orizzonte della Pastorale giovanile italiana, che solo pochi giorni fa nel XVII Convegno nazionale a Lignano Sabbiadoro si è trovata a interrogarsi proprio sul tema dell’imprevedibilità, dopo che pandemia e guerra hanno profondamente cambiato i programmi e i progetti. Si tratta dell’incredibile adesione alle iniziative estive proposte dagli oratori e dalle parrocchie italiane, che da questa settimana hanno riaperto le porte alle esperienze dei Grest e dei centri estivi.

Si può dire che dopo due anni siamo tornati a regime? «No, direi che siamo abbondantemente ‘oltre il pieno regime’ da un punto di vista numerico», sottolinea don Riccardo Pascolini, segretario del Forum degli oratori italiani, responsabile del Coordinamento regionale dell’Umbria della pastorale giovanile e degli oratori. «C’è stato un grande incremento, rispetto anche al pre-pandemia, sia dei ragazzi e delle famiglie che si sono rivolti agli oratori, che degli adolescenti che hanno scelto di mettersi al servizio dei più piccoli». Un’adesione così massiccia, dice il sacerdote, «era attesa e sperata ma inaspettata in questa misura, tale da obbligare a cambiare i programmi».

Tutto ciò, aggiunge Pascolini, «nasce di sicuro da un desiderio di tornare in comunità: ecco perché in parrocchia da me ho ricordato che questa estate dev’essere un’occasione non solo per tornare a organizzare cose belle (quello ci veniva bene anche prima), ma soprattutto per tornare a stare insieme, a fermarci e a stare con i ragazzi. Insomma, dev’essere il momento per offrire un tempo di qualità, che fa diventare grandi». Un tempo, quello degli oratori in estate, destinato a costruire futuro, perché per i ragazzi è un’esperienza che rimane nel cuore per sempre: «Ho chiesto a un giovane animatore, perché volesse fare questo servizio – racconta don Pascolini per esemplificare il valore delle iniziative estive – e lui mi ha risposto semplicemente che è perché ‘l’oratorio è una di quelle cose che si ricordano per sempre’».

Va da sé che questi giorni sono destinati a essere il momento privilegiato per mettere in pratica quel pressante invito all’ascolto, diventato il mantra dominante nella vita della Chiesa italiana: «Per i ragazzi, come per tutti – aggiunge il segretario del Foi – è di sicuro il momento della ripartenza, ma deve essere anche l’occasione per ripensare quello che hanno vissuto in questi ultimi due anni e per fare questo hanno bisogno di essere ascoltati ». È solo così, nota Pascolini, che quest’estate 2022 «ci aiuterà a generare e a rigenerare le comunità. Vedo in questo una ‘vocazione nella vocazione’ degli oratori, perché tramite queste esperienze offerte agli adolescenti tutte le famiglie potranno davvero ritrovare quella comunità di cui tutti sentiamo il bisogno per ripartire». Parole che sugellano con disarmante semplicità il ruolo sociale degli oratori e della pastorale giovanile in Italia. Perché in parrocchia i centri estivi non sono mai solo dei ‘parcheggi’ per minori, ma offrono un tempo di qualità fondato su un prezioso progetto educativo. L’attenzione fondamentale da avere, chiosa il sacerdote perugino, è che l’impegno messo in campo in questo periodo non si esaurisca con l’estate ma diventi «motivo per volgere lo sguardo e il cuore a una ripresa strutturata ma anche condivisa dei cammini educativi ».

D’altra parte gli oratori e la pastorale giovanile in questi due anni, in cui non si sono mai fermati di fatto, «hanno imparato a trovare soluzioni anche nei momenti difficili e a camminare sempre col passo del popolo di Dio, senza mai avere la presunzione di sapere tutto, ma cercando di intuire invece quello che serviva e serve alla comunità. Oggi ad esempio – conclude Pascolini – essi sono anche laboratori di dialogo e di pace: nei nostri oratori sono impegnati tra gli animatori anche ragazzi musulmani, ortodossi, oltre agli ucraini rifugiati». Un piccolo segno profetico per il mondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA Nella foto i giovani di Bergamo durante una gita estiva in montagna (da Facebook)

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La storia. Corpus Domini: cosa significa, cosa si celebra

Originariamente in calendario il giovedì che segue la prima domenica dopo Pentecoste, lo si celebra prevalentemente la domenica successiva. Il 3 giugno il Papa a Ostia.
Papa Francesco durante il rito del Corpus Domini.

Papa Francesco durante il rito del Corpus Domini.

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Una festa di popolo

Il Corpus Domini (Corpo del Signore), è sicuramente una delle solennità più sentite a livello popolare. Vuoi per il suo significato, che richiama la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, vuoi per lo stile della celebrazione. Pressoché in tutte le diocesi infatti, si accompagna a processioni, rappresentazione visiva di Gesù che percorre le strade dell’uomo.

Le origini nel Medio Evo, in Belgio

La storia delle origini ci portano nel XIII secolo, in Belgio, per la precisione a Liegi. Qui il vescovo assecondò la richiesta di una religiosa che voleva celebrare il Sacramento del corpo e sangue di Cristo al di fuori della Settimana Santa. Più precisamente le radici della festa vanno ricercate nella Gallia belgica e nelle rivelazioni della beata Giuliana di Retìne. Quest’ultima, priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi, nel 1208 ebbe una visione mistica in cui una candida luna si presentava in ombra da un lato. Un’immagine che rappresentava la Chiesa del suo tempo, che ancora mancava di una solennità in onore del Santissimo Sacramento. Fu così che il direttore spirituale della beata, il canonico Giovanni di Lausanne, supportato dal giudizio positivo di numerosi teologi presentò al vescovo la richiesta di introdurre una festa diocesi in onore del Corpus Domini. Il via libera arrivò nel 1246 con la data della festa fissata per il giovedì dopo l’ottava della Trinità.

Papa Urbano IV e il miracolo eucaristico di Bolsena

L’estensione della solennità a tutta la Chiesa però va fatta risalire a papa Urbano IV, con la bolla Transiturus dell’11 agosto 1264. È dell’anno precedente invece il miracolo eucaristico di Bolsena, nel Viterbese. Qui un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, mentre celebrava Messa, allo spezzare l’Ostia consacrata, fu attraversato dal dubbio della presenza reale di Cristo. In risposta alle sue perplessità, dall’Ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino (conservato nel Duomo di Orvieto) e alcune pietre dell’altare ancora oggi custodite nella basilica di Santa Cristina. Nell’estendere la solennità a tutta la Chiesa cattolica, Urbano IV scelse come collocazione il giovedì successivo alla prima domenica dopo Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua).

L’inno scritto da san Tommaso d’Aquino

Papa Urbano IV incaricò il teologo domenicano Tommaso d’Aquino di comporre l’officio della solennità e della Messa del Corpus et Sanguis Domini. In quel tempo, era il 1264, san Tommaso risiedeva, come il Pontefice, sull’etrusca città rupestre di Orvieto nel convento di San Domenico (che, tra l’altro, fu il primo ad essere dedicato al santo iberico). Il Doctor Angelicus insegnava teologia nello studium (l’università dell’epoca) orvietano e ancora oggi presso San Domenico si conserva ancora la cattedra dell’Aquinate e il Crocifisso ligneo che gli parlò. Tradizione vuole infatti che proprio per la profondità e completezza teologica dell’officio composto per il Corpus Domini, Gesù – attraverso quel Crocifisso – abbia detto al suo prediletto teologo: “Bene scripsisti de me, Thoma”. L’inno principale del Corpus Domini, cantato nella processione e nei Vespri, è il “Pange lingua” scritto e pensato da Tommaso d’Aquino.

In numerosi Paesi, tra cui dal 1977 l’Italia, la celebrazione è stata tuttavia spostata alla domenica successiva. In molte Chiese locali però, tra cui obbligatoriamente a Milano, anche alla luce della recente riforma del calendario ambrosiano, la data è rimasta invariata così che la celebrazione e la processione eucaristica, rimane al giovedì. Così anche a Roma fino all’anno scorso quando il Papa ha deciso di spostare alla domenica la processione del Corpus Domini. In particolare quest’anno Francesco celebrerà il Corpus Domini a Ostia. Il 3 giugno infatti alle 18 il Pontefice presiederà l’Eucaristia nella piazza antistante la parrocchia di Santa Monica dalla quale partirà la processione che giungerà nel piazzale vicino alla chiesa di Nostra Signora di Bonaria dove il Pontefice impartirà la benedizione ai fedeli. Si interrompe così una tradizione che da oltre quarant’anni prevedeva il rito a San Giovanni in Laterano. Al tempo stesso Bergoglio, ripercorrendo i passi di Paolo VI che proprio a Ostia nel 1968 guidò la processione del Corpus Domini, sottolinea la centralità delle periferie, fisiche e esistenziali, nel suo pontificato