Notizie attualità 4 Settembre 2022





Ogni giovedì sera, dal 1 al 29 settembre, appuntamento con “Insieme per gusto: #GnoccoeTigelle” in alcuni ristoranti della provincia di Reggio Emilia

Benvenuti in Emilia, Benvenuti nella nostra tradizione, Benvenuti nella nostra storia.
Potremmo sintetizzare così il senso e lo spirito della nostra nuova iniziativa.

Stando agli studi effettuati in ordine all’enogastronomia territoriale, la nascita del gnocco fritto risale ad un periodo storico legato all’arrivo dei longobardi nella nostra penisola.

Furono infatti le popolazioni germaniche a portare nella nostra penisola lo strutto, che i popoli giunti dal nord utilizzavano anche per la preparazione del pane.

Ancor più antica è la creazione della tigella che, a quanto pare, è realizzata secondo uno dei metodi più diffusi per la preparazione del pane durante l’impero romano.

Non potevamo pertanto resistere alla tentazione di ripercorrere la storia del nostro territorio attraverso due dei suoi più antichi e fedeli protagonisti.

Chi poi meglio di gnocco e tigelle possono rappresentare tutta la nostra emilianità, quali complementi ideali per salumi, formaggi e tante altre piccole e grandi leccornie che, con gnocco e tigelle trovano il loro compagni ideali.

Un insieme esplosivo di sapori, gusti e sensazioni da gustare e assaporare in un viaggio antico quanto mai attuale.

Ristoranti aderenti:

> Osteria sul Naviglio a Osteriola- Rio Saliceto,
> Hotel Ristorante Gemmi a Cadelbosco Sotto,
> Ristorante l’Osteria a Correggio,
> Over 18 Beer House a Reggio Emilia,
> Populista Sfizi e tigelle a Reggio Emilia,
> Ristorante Trotter a Montechiarugolo (PR),
>
> Trattoria Ca’ Longa Rivalta-Reggio Emilia,
>
> Rock House – Ristorante gnocco e tigelle a Fogliano-Reggio Emilia,
> Trattoria da Mandarein a Salvarano – Quattro Castella,
> Ristorante Enoteca il Giglio a Ciano d’Enza- Canossa,
> Locanda Al Pioppo a San Ruffino – Scandiano,
> Cantina Cairoli a Castellarano.

Buona cena a tutti

Dal 7 al 11 settembre appuntamento a Reggio Emilia con la #SagradellaGiareda, mostra mercato dell’artigianato artistico e dei mestieri tradizionali. Il programma prevede funzioni religiose, mostre e visite guidate

da reggioemiliawelcome.it

Programma

7 settembre

ore 17, piazza Gioberti – Apertura della 43° Sagra della Giarèda alla presenza delle autorità religiose e civili

ore 17,30 Apertura della manifestazione Altari fioriti in Basilica alla presenza delle autorità religiose e civili

ore 18,30 Eucaristia in Basilica presieduta da don Francesco Ametta, ordinato presbitero nel 2022

ore 21, Chiostro Minore di Corso Garibaldi 44 – “Compagni di Viaggio”, concerto di musiche composte da Daniele Semprini e testi di Edoardo Tincani

8 settembre

ore 6 – Celebrazione dell’Ufficio divino

ore 7,15 – S. Messa

ore 9 – Eucarestia

ore 11, Basilica della Ghiara – Solenne Eucaristia presieduta dall’Arcivescovo Giacomo Morandi, Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla con la presenza dei Sacerdoti della Diocesi

ore 18,30 – Eucaristia presieduta da Fra’ Pietro M. Andriotto, priore provinciale dei Servi di Maria

ore 20,30, Chiesa di S. Giovanni Evangelista – (nota anche come S. Giovannino) – piazza San Giovanni – “Presentazione del restauro del crocifisso” a cura della restauratrice Roberta Notari. Apertura della Chiesa per acconsentire alle visite (dalle ore 21.30 fino alle ore 22.30). Accesso libero per gentile concessione della Venerabile Confraternita dell’Immacolata Concezione e di San Francesco d’Assisi.

ore 21, Chiostro Minore di Corso Garibaldi, 44 – “La Madonna della Ghiara da Reggio a Fivizzano attraverso l’Appennino” – conversazione a cura di Clementina Santi e Giuseppe Piacentini

9 SETTEMBRE

ore 19,30, Chiostro Minore di Corso Garibaldi 44 – (con apericena) – giovani protagonisti dei “Cammini della Fede”, scambio di esperienze nei diversi Cammini (a cura di Don Giordano Goccini)

ore 18,30 – Eucaristia presieduta da Don Luca Grassi, parroco di Sant’Agostino

ore 18, Sala del Tricolore, Palazzo Municipale (Piazza Prampolini 1, Reggio Emilia) – Premiazioni 43° Concorso Poesia Dialettale “La Giarèda” – accesso libero

dalle ore 21 alle ore 23, Chiesa di S. Giovanni Evangelista (nota anche come S. Giovannino) – piazza S. Giovanni – Apertura della Chiesa per acconsentire alle visite – accesso libero, per gentile concessione della Venerabile Confraternita dell’Immacolata Concezione e di San Francesco d’Assisi

ore 21, Sagrato della Basilica della della Ghiara – Filarmonica Città del Tricolore, direttore Stefano Tincani

10 settembre

ore 21, Chiostro Minore di Corso Garibaldi 44 – giovani protagonisti dei “Cammini della Fede”, scambio di esperienze nei diversi Cammini (a cura di Don Giordano Goccini)

11 settembre

ore 21, Chiostro Minore di Corso Garibaldi 44 – Esibizione del Coro Civico di Guastalla, rassegna dei canti laici e religiosi

Ingresso alla Basilica della B.V. della Ghiara

Giorni feriali

dalle ore 7,10 alle ore 12,10

dalle ore 16 alle ore 19,30

dalle ore 21 alle ore 22

Domenica 11 settembre

dalle ore 7,10 alle ore 12,30

dalle ore 16 alle 21,30

Bancarelle e associazioni

tutti i giorni lungo Corso Garibaldi

sabato 10 e domenica 11 settembre, in via Emilia Santo Stefano con negozi aperti, mercato dell’artigianato e dell’enogastronomina a cura dell’ATI di via Emilia Santo Stefano

Dal 7 al 11 settembre, dalle 8 alle 23, Chiostro piccolo in via Guasco 2

Mostra di Scultura “Sul sentiero di Pietra – Trent’anni di scultura insieme”, a cura della Scuola di Scultura di Canossa (ingresso gratuito)

Celebrazioni religiose Basilica della Ghiara

Sante Messe nei giorni feriali

ore 7.30 – 9 – 18.30

Sante Messe domenica 11 settembre

ore 7.30 – 9.30 – 11.30 – 18.30 – 20.30

Da quando, nella seconda metà del Cinquecento, il corso della Ghiara fu reso del tutto percorribile, divenne luogo privilegiato per ospitare manifestazioni, cortei, spettacoli e cerimonie di varia origine. L’ampiezza della strada, la sinuosità del percorso (coincidente con l’alveo del torrente Crostolo, da cui deriva il nome gièra, ossia ghiaia), la felice ubicazione topografica a collegamento con una delle principali porte d’accesso alla città, la rendevano particolarmente adatta ad ospitare iniziative e manifestazioni.

Fu proprio la costruzione del santuario della Ghiara a sancire questa sua vocazione “teatrale”: dal 1596, anno del primo miracolo, migliaia di fedeli si riversarono con ricorrente frequenza sull’area circostante la basilica. In particolare, tre eventi sacri furono accompagnati da cerimonie grandiose e da divertimenti di carattere profano: addobbi della strada, fuochi d’artificio, musiche e soprattutto la sfilata dei carri e delle macchine trionfali, che traevano spesso spunto dagli episodi biblici e tutti avevano come soggetto la Vergine, anche quando non era direttamente rappresentata. I temi religiosi dei carri divennero tuttavia sempre meno comprensibili al pubblico per l’infittirsi dei motivi filosofici e teologici: la macchina scenica puntava ormai evidentemente sulla meraviglia esteriore degli allestimenti per coinvolgere emotivamente lo spettatore (particolare fortuna ebbe la bellissima “Machina in figura di Fontana” opera dei fratelli Vigarani).

Oltre alle cerimonie solenni, le autorità municipali vollero stabilire una ricorrenza festiva annuale, istituendo ufficialmente nel 1601 una grande fiera, che si sarebbe svolta ogni anno per otto giorni per ricordare il primo miracolo. La Fiera di Maggio costituì il risvolto economico e spettacolare della devozione popolare attorno al Santuario. Tra i risvolti più vantaggiosi, la presenza continuativa a Reggio della famiglia ducale, attratta dal clima di festa e di divertimento, per l’intero periodo della fiera, che nel corso del Settecento si estese a tutto il mese di maggio.
Ormai lo spirito religioso originario si era quasi del tutto affievolito e furono proprio gli eventi mondani collegati alla presenza della corte ducale a mantenere la vitalità della fiera, fino a che, nel 1861, essa ebbe luogo per l’ultima volta: una forte quanto insolita nevicata ne distrusse l’intero tendato, quasi a sancire la fine di questa antica tradizione.

È rimasta comunque traccia della storica Fiera di maggio nella tradizionale Giarèda (ufficialmente riproposta dal 6 settembre 1980). Tuttavia, per sicurezza, si svolse nel più sicuro, meteorologicamente parlando, mese di settembre.

Reggio Emilia: Afro Bonacini ha spento 103 candeline

L’ex operaio delle Reggiane, uno dei simboli della nostra città, ha festeggiato pochi giorni fa l’importante traguardo. Con lui, insieme alla famiglia, anche i sindaci di Reggio e Albinea, Vecchi e Giberti

REGGIO EMILIA – I 103 anni per un simbolo della nostra città. Il centro sociale Spallanzani-Orti di via Toscanini è stato teatro della festa di compleanno di Afro Bonacini. Lucidissimo, felice e scherzoso, oltre all’essere appena diventato bisnonno, ha celebrato l’importante e invidiato traguardo di vita in compagnia della famiglia.

Afro Bonacini, nato nel 1919, è tra le persone più longeve della nostra provincia. Operaio alle Officine Reggiane, dove è stato anche caporeparto, ricorda perfettamente il primo colloquio nella storica azienda della nostra provincia avvenuto nel 1934. “Con il risultato della scuola, sono andato alle Reggiane, all’ufficio personale. C’era un capoufficio e gli dissi ‘qui c’è il diploma industriale con i voti’. Lui mi disse: ‘Ma non hai ancora quindici anni’, perché allora non si poteva andare a lavorare a quell’età. Mi disse: ‘Devi andare da tuo padre e ti fai fare un libretto personale per fanciulli’. Siamo andati ai sindacati e mi fecero quel libretto, che ho ancora”.

Bonacini ha combattuto la guerra in Africa e successivamente è stato fatto prigioniero e condotto negli Stati Uniti. E’ poi emigrato in Svizzera ed è stato anche un imprenditore metalmeccanico: dalla sua azienda sono stati prodotti anche componenti per le auto della Ferrari. I 103 anni non sono un freno per Afro, che ama fare passeggiate, leggere libri e perfino aggiornarsi sull’attualità tramite il computer, come confermato dal nipote Stefano. “E’ sempre attivo – ha confidato – Io lavoro come informatico e quando gli ho portato il computer, ha iniziato subito a chiedermi qualcosa. Tuttora, a 103 anni, lo usa per guardare le notizie quando non riesce ad andare a prendere il giornale perché piove. Fa anche questo”.

Doppia scossa di terremoto nel Reggiano

La terra trema con epicentro a Bagnolo in Piano: la prima con magnitudo 2.3, la seconda di 3.2. Nessun ferito, niente danni, ma tornano alla memoria gli eventi sismici del 1996 e del 2000
Reggio Emilia. Non c’è pace per il triangolo fra Bagnolo in Piano, Correggio e Novellara, attraversato dalla cosiddetta dorsale ferrarese, una faglia che, partendo da Ferrara, si spinge fino all’interno della pianura modenese e reggiana e, in modo ciclico, è al centro di scosse di terremoto più o meno forti ma che, ogni volta, riaccendono paure e preoccupazioni tra gli abitanti dei tre comuni e delle rispettive frazioni.

È successo ancora, con due scosse di terremoto per fortuna lievi anche se la seconda, quella avvenuta alle 20.12 con magnitudo 3.2, quando molte persone erano a tavola per la cena e hanno visto tremare un po’ tutto, non è certo passata inosservata. Per fortuna non si sono registrati danni e non ci sono nemmeno state scene di panico, dal momento che il sisma non è stato particolarmente forte ed è durato soltanto pochi secondi.

La prima scossa si è verificata alle 19.10 e ha avuto una magnitudo di 2.3, a una profondità di circa 32 chilometri.

Una scossa che quasi nessuno ha avvertito anche se in una zona come quella di Bagnolo, da sempre al centro di episodi tellurici, la sensibilità degli abitanti al tremore della terra è molto elevata.

L’epicentro è stato vicino a San Michele della Fossa, tre chilometri a nord est rispetto al centro di Bagnolo in Piano e vicino alle frazioni correggese di Fosdondo e Canolo, già duramente colpite durante il sisma del 15 ottobre del 1996 e quello del 18 giugno 2000.

Un’ora dopo la seconda scossa, sempre nel comune di Bagnolo, questa volta decisamente più forte e avvertita in modo nitido dalla popolazione, non solo quella di Bagnolo ma anche dai paesi vicini, fino alla periferia nord di Reggio Emilia.

Alle 20.12, infatti, la terra ha tremato con una magnitudo di 3.2. Oltre a essere più forte, il sisma in questo caso si è verificato a una profondità di appena nove chilometri ed epicentro a tre chilometri a ovest rispetto al centro del paese, ovvero tra Bagnolo in Piano e Cadelbosco Sopra, a metà strada tra la frazione cadelboschese di Argine e quella reggiana di Sesso.

L’ultima scossa nel Reggiano risaliva al giorno di Ferragosto e si era verificata in Montagna, per la precisione a Baiso: una scossa lieve, avvenuta quando molti ancora dormivano, in un posto a bassa densità di popolazione. Per questo motivo, l’evento che si è verificato alle 7.51 di lunedì scorso, con magnitudo 2.0 e 23 chilometri di profondità è passato praticamente inosservato.
Gazzetta di Reggio