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Il Santo del giorno 19 Ottobre

Paolo della Croce

Paolo Francesco Danei, nato a Ovada nel 1694, era figlio di un commerciante piemontese. Era il primo di sedici figli e si sentiva obbligato ad aiutare il papà nei suoi commerci, ma la cura degli affari (non molto redditizi, per altro) non gli toglieva quell’aria di signorilità che sempre lo contraddistinse. La sua prima biografia lo descrive come «un vero gentiluomo di Dio», capace di molta affabilità. Sentiva però in cuore una vocazione diversa. Ruppe gli indugi a 26 anni: vestì una tunica nera e si ritirò in un eremo. Passò alcuni anni sul monte Argentario, poi decise di studiare teologia dai frati Francescani fino a poter essere ordinato sacerdote. Nel 1728 era finalmente pronto per iniziare la sua opera: un Istituto che doveva essere ascetico e austero (come i Certosini) e apostolico (come i Gesuiti). Sull’abito scuro cominciò a portare il simbolo della Passione (un piccolo cuore sormontato da una croce) e assunse il nome di Paolo della Croce, mentre i suoi frati si chiamavano Congregazione dei Chierici Scalzi della Santa Croce. La gente semplificò chiamandoli Passionisti. Durante la settimana vivevano di preghiere e penitenze, la domenica scendevano in città e nei villaggi e si dedicavano a predicare la Passione di Gesù, con toni fortemente drammatici. Erano “missioni popolari” condotte all’insegna della nuda Croce che veniva appositamente innalzata là dove i passionisti giungevano. Il popolo cristiano li amò oltremisura e Paolo fu considerato uno dei più grandi predicatori del suo tempo. I Papi dovettero insistere ripetutamente perché egli accettasse di temperare la sua Regola davvero troppo rigida. L’Ordine si diffuse con rapidità impressionante. Paolo della Croce morì a tarda età e fu canonizzato nel 1867 da papa Pio IX.
Altri Santi. Laura di Cordova (IX sec.); Martiri Canadesi (XVII sec.).
Letture. «Predestinati a essere lode della sua gloria» (Ef 1,11-14); «Dell’amore del Signore è piena la terra» (Sal 32-33); «Non abbiate paura!» (Lc 12,1-7).
Ambrosiano. Tito 2,15c-3,15; Salmo 88; Luca 22,31-33.