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Ragazzi, avete ancora coraggio e sapete soffrire? Allora: fuoco!

Uno splendido lungomare a Reggio Calabria, dove le palme spettinate dal vento si specchiano nel canale di Sicilia, inganna i primi passi del turista che si immagina avere alle spalle uguale splendore e simile pace. Solo il centro della città, ricostruito dopo il terremoto del primo Novecento, conserva una sua dignità e un decoro. Dietro, nelle strade strette e tortuose che sembrano abbandonate alla buona volontà e intraprendenza di chi vi abita, un senso di insicurezza e di non libertà avvolge chi arriva, come una nebbia sottile che muti ogni prospettiva. L’ombra della ‘ndrangheta pare si nasconda dietro ogni angolo, ogni vicolo dove nessuno la riconosca o la possa fuggire. 130 giovani iscritti a un’associazione che richiama all’azione politica dei cattolici hanno tenuto un ciclo di studio e di conferenze sulla «santità in politica». Argomento non facile ma di certo interesse per questi ragazzi che, in un tempo come il nostro dove lo spirito è stato addormentato affinché non provi più scandalo, cercano di prendere conoscenza delle realtà che danno senso alla vita. Il tema proposto quella sera era: «Alcide De Gasperi, la politica della retta coscienza». Ho letto un testo che avevo preparato sul coraggio, sulla tenacia nel perseverare, sulla grande fede che aveva sempre sostenuto quest’uomo, tanto lontano dal loro tempo, ma che poteva ancora regalare la sua esperienza per riprendere un cammino onesto e forte di cui abbiamo un estremo bisogno. Avrei voluto tendere loro le mani per formare un grande cerchio di solidarietà. Non so se hanno capito quanto noi, da tanti anni afflitti, abbiamo bisogno delle loro idee, dei loro progetti, di una giovane bandiera di impegno per il bene comune. A un giovane dei miei tempi che chiedeva come avrebbe potuto portare avanti il suo programma di vita, venne risposto: «Hai coraggio, hai volontà, e soprattutto sai soffrire? Allora: fuoco!». Non basta più il tempo del ricordo, ora bisogna passare dalla conoscenza allo studio, e dallo studio all’impegno personale senza paura, senza aspettare che gli anni consumino la passione e la giusta rivolta nei confronti di una politica corrotta che ha consumato i suoi ideali e ha disperso le speranze che un giorno aveva suscitato. E certo abbiamo dimenticato di insegnare l’importanza della sofferenza per riuscire a difendere le proprie convinzioni, che abbiamo solo proposte quasi si potesse vivere senza tenerle presenti ogni giorno. Non vi dimenticherò, ragazzi di Reggio Calabria che dovete cercare lavoro lontano dal vostro paese, dove c’è una piccola pace fatta di silenzio e di paura. Malgrado tutto nei vostri visi avete conservato fiducia nell’umanità, coraggio d’azione e sicurezza di ideali.

avvenire.it