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Oratorio: è la casa di tutti: qui si può crescere insieme

Molteplici iniziative: «Non si vive di solo catechismo, e infatti noi offriamo feste, iniziative, teatro, sport, cinema e vacanze»

Don Giuseppe Baccanelli, appena ordinato prete nel 2007, è stato destinato a Lumezzane Pieve come curato con l’incarico di seguire la pastorale giovanile: in altre parole, per fare il curato dell’oratorio, grazie al quale, per una lunga tradizione catechistica e associativa, si sono formate generazioni di lumezzanesi. «Questa tradizione si mantiene viva – dichiara soddisfatto don Giuseppe – e il nostro oratorio è un ganglio vivente della comunità della Pieve, frequentato da ragazzi, giovani, famiglie e anziani. Per tutti c’è un luogo, tante iniziative e molteplici forme di coinvolgimento. L’oratorio San Filippo Neri è la casa di tutti». Cominciamo con l’analizzare i momenti formativi ed educativi dell’oratorio. «L’oratorio è un momento fondamentale della nostra comunità, che è la porzione di chiesa operante a Pieve. Ed è il luogo nel quale noi, sacerdoti ed educatori laici, iniziamo alla fede i ragazzi e gli adolescenti. Svolgiamo quella che si chiama l’Iniziazione cristiana. I ragazzi dalla prima elementare alla prima media che la frequentano sono circa 300, e sono seguiti da una settantina di catechisti. I ragazzi che seguono il percorso dell’Azione Cattolica Ragazzi (Acr) sono seguiti da una ventina di catechisti. I genitori di questo consistente gruppo di ragazzi avviati ai sacramenti della Cresima e dell’Eucarestia si ritrovano la domenica pomeriggio con circa 35 animatori, per riscoprire il senso della loro scelta cristiana e genitoriale. I ragazzi della seconda e terza media invece sono un centinaio, seguiti da una quindicina di educatori. Gli adolescenti, (attenzione al calo!), sono una cinquantina, ed hanno i loro educatori. Dopo le elementari cerchiamo di dare molta importanza al gruppo, nel quale è più facile che, insieme al nascere delle amicizie, si approfondiscano le scelte di vita futura». È il vecchio catechismo aggiornato, con l’aggiunta dei genitori. O c’è dell’altro? «Se questa è l’attività fondante dell’oratorio sono presenti, tuttavia, una serie di aggregazioni che lo vivacizzano. C’è, per esempio, un gruppo di una ventina di giovani che si ritrovano una volta al mese per programmare iniziative di animazione rivolte ai più piccoli. Un gruppo di genitori, invece, denominato “Domenicando”, si dedica sempre ai ragazzi movimentandone le domeniche, organizza lavoretti per gli anziani e la festa dell’ultimo dell’anno. Un altro gruppo, composto dai papà dell’Iniziazione cristiana, denominato i Papaika, si occupa del Carnevale e del “rogo della vecchia”. Ma l’oratorio non vive di solo catechismo; è, come dicevo, un momento educativo e aggregativo. Niente è lasciato al caso perché il CondOr (Consiglio dell’Oratorio), attivo dagli anni Novanta, coordina e gestisce la vita ordinaria e straordinaria della struttura. Sono presenti anche due compagnie teatrali, quella storica dialettale della parrocchia e la “Fior.Di. Norvegesi” (simbolo: la mucca con gli stivali) composta da un nucleo che scrive copioni di pièces teatrali per ragazzi, giovani e sposati. Un nutrito gruppo sportivo, l’Uso Aurora Lumezzane, con 250 tesserati, garantisce a tutti la possibilità di giocare a calcio. E abbiamo anche una squadra femminile. Inoltre, quasi a completare il complesso e articolato quadro delle nostre iniziative, c’è il “Gruppo Cinema” che cura la programmazione e la gestione della sala cinematografica Lux. Per tutte queste attività abbiamo una capiente struttura con 9 aule di catechismo, due saloni, una cucina per le feste (valido il supporto degli anziani, che nell’oratorio hanno la loro sede, “La Büsa”), un campo di calcio di sabbia, una piastra polivalente e un campo in sintetico e il teatro Lux con 420 posti a sedere e bar indipendente». Dev’essere un oratorio molto vivo; se poi si aggiungono le iniziative dell’estate… «Iniziamo con la prima settimana sbarazzandoci dei compiti delle vacanze. Seguono tre settimane di Grest: vi partecipano 250 ragazzi seguiti da 80 animatori selezionati. Subito dopo alcune mamme organizzano due settimane di scuola di vita familiare (cucito, cucina, eccetera). È poi la volta dei campi scuola per le elementari e le medie in montagna; al mare, invece, per gli adolescenti. L’avvio dell’anno catechistico è invece segnato dai tre giorni della festa di San Luigi». G.B.M.

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