Crea sito

Israele, il viaggio che unisce

Nemmeno la neve è riuscita a fermare i pellegrini in visita a Gerusalemme. La città santa, resa ancor più affascinante la settimana scorsa da una coltre bianca che non si vedeva così da 20 anni, era attraversata dal solito, sorprendente via vai di fedeli cristiani di tutto il mondo (americani, etiopi, italiani, russi), di ebrei ultraortodossi, di donne musulmane e di monaci armeni, copti, siriaco-giacobiti. Passeggiando fra i vicoli di pietra gialla della città vecchia, tutto appare normale, come pure nei tanti ristoranti e alberghi, non si percepisce tensione, i controlli della sicurezza non sono ossessivi, si prega fianco a fianco. Certo, la settimana di sangue del conflitto fra Israele e Gaza nel novembre scorso ha dato una frenata al flusso dei turisti, anche se ora è tutto sotto controllo. «Al Santo Sepolcro ora ricominciano a tornare i turisti, ma non c’è la solita ressa: di solito le code possono durare ore», conferma fra’ Andrea, dopo la messa nella cappella custodita dai francescani di Terra Santa.

Il 2012 per Israele è stato comunque un anno record per il turismo, come ha sottolineato il ministro del Turismo israeliano, Stas Miszhnikov. Secondo i dati forniti dal suo ministero i visitatori nel Paese sono stati 3 milioni e mezzo. Gli italiani sono stati 170mila, con un incremento del 12% rispetto al 2011, che li ha portati al sesto posto dopo americani, russi, francesi, tedeschi e inglesi. Peraltro stanno arrivando nuovi turisti dai paesi emergenti come Brasile, Cina e Corea del Nord. E, siccome l’obiettivo è quello di arrivare a 5 milioni di turisti nel 2015, il ministero ha stanziato 50 milioni di euro (che sommati a quelli degli imprenditori arrivano a 222milioni di euro) destinati per il 25% allo sviluppo degli hotel, e per il 56% per lo sviluppo delle attrattive turistiche. Israele attualmente possiede 47.900 stanze e 340 alberghi, nel 2012 sono stati approvati investimenti per costruire 1750 nuove stanze e 37 hotel, soprattutto nella zona di Gerusalemme e della Tiberiade, dove si concentra il turismo religioso. Mentre il sindaco di Betlemme, città sotto l’Autorità Palestinese, ha deciso di aggiungere altri 7 nuovi hotel ai 33 esistenti. Obiettivo: abbassare i prezzi e fare fronte a una domanda turistica soprattutto legata alla fede. Infatti, sempre secondo i dati forniti dal ministero, il 90% dei turisti visita Gerusalemme per motivi religiosi e il 29% dei viaggi in Israele è costituito da pellegrinaggi organizzati. La città più visitata è Gerusalemme (77% dei turisti), e a seguire Tel Aviv (56%), il Mar Morto (51%), Nazareth (35%). La sola Betlemme è stata visitata l’anno scorso da 2 milioni di turisti. In testa ai luoghi più visitati il Muro del Pianto (65% dei turisti), seguito dal Quartiere ebraico (64%), al terzo posto il Santo Sepolcro e la Via Dolorosa (ambedue al 58%), al quarto il Monte degli Ulivi (56%). Il turismo religioso è costituito per il 58% da cristiani (di cui la metà cattolici) e il 23% da ebrei.

«Noi ogni anno portiamo in Israele circa 7000 pellegrini», spiega Massimo Bellucci, titolare di 2000 Impronte Viaggi e Turismo, azienda italiana che opera in Israele, insieme ai «colossi» Opera Romana Pellegrinaggi e Brevivet che portano ciascuna circa 50mila pellegrini l’anno in Terra Santa. «Certo, le agitazioni delle Primavere arabe ci hanno provocato un 20% di calo del turismo e anche la crisi economica ha fatto il suo. Per questo cerchiamo di mantenere dei prezzi ragionevoli offrendo però un servizio adeguato». Novità anche da Alitalia, che ha appena lanciato una promozione per volare fino al 31 maggio da Roma a Tel Aviv a/r con 23 voli settimanali. La compagnia aerea, dal gennaio 2010 al novembre 2012, ha trasportato 900.000 passeggeri da e per Israele, il 74% individuale e il 26% di gruppo. «Negli ultimi 10 anni il traffico religioso è cresciuto esponenzialmente ed Alitalia insieme, diventando il vettore preferenziale», spiega il vettore.
Intanto a Gerusalemme la neve si è sciolta sotto un sole che fa risplendere la cupola d’oro della moschea di Omar e imbianca le antichissime tombe della Valle di Giosafat. Uno spettacolo da togliere il fiato, dal belvedere del Monte degli Ulivi. Giù in città, appoggiati al Muro del pianto, si mescolano kippah, veli bianchi, cappellini sportivi, colbacchi di castoro. Un colpo d’occhio che, al di là dei numeri, dà il segno di un viaggio che unisce nello spirito.

Angela Calvini – avvenire