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Il Vaticano sposta la sede del vicariato arabo dal Kuwait al Bahrain

All’origine del trasferimento motivi logistici e organizzativi. Presto una nuova chiesa in Bahrain
redazione – vaticaninsider
roma

Il Vaticano ha trasferito la sede centrale del vicariato apostolico dell’Arabia del Nord dal Kuwait al Bahrain. Lo riferisce a Radiovaticana il vicario apostolico mons. Camillo Ballin. Il Vicariato comprende quattro Stati: Kuwait, Bahrain, Qatar e Arabia Saudita e si occupa della cura pastorale di due milioni di fedeli, quasi tutti immigrati. Inoltre il Bahrain ha offerto al vicariato un terreno di 9 mila metri quadri per la costruzione di una nuova chiesa nel Paese.

L’ecclesiastico spiega che il trasferimento ha «due motivazioni principali. Anzitutto il Bahrain è più centrale, perché si trova tra Kuwait e Qatar e ha di fronte l’Arabia Saudita; oltre a questo c’è un ponte tra Bahrain e Arabia Saudita, per cui in un’ora si arriva anche in Arabia Saudita. Geograficamente, quindi, il Bahrain è più centrale come punto di partenza per gli altri tre Paesi di cui sono incaricato. Questa è la prima motivazione. La seconda è che il Bahrain facilita molto l’ingresso in caso di riunioni di preti, catechisti e di leader cristiani. Quindi abbiamo quindi una certa facilitazione per i visti di entrata ed è facile organizzare qui incontri di preti e catechisti provenienti dagli altri tre Paesi».

Il Vicariato è grande sette volte l’Italia. I cristiani sono tutti immigrati, dalle Filippine, dall’India, dal Bangladesh, dallo Sri Lanka. In Kuwait ci sono circa 350 mila cattolici; lo stesso in Qatar; in Bahrain, tra i 100 e i 140 mila cattolici; e, in Arabia Saudita, un milione e mezzo di cattolici. «Quindi, i cattolici in questo Vicariato – sintetizza mons. Ballin – sono oltre 2 milioni».

Per mons. Ballin inoltre l’offerta di un terreno per la costruzione di una chiesa è «un segno di benvenuto molto importante» da parte del Bahrain, «un segno di apertura che speriamo sia di esempio per altri paesi»: «abbiamo già una chiesa nella capitale, ma contiene appena mille persone e avevamo bisogno di un’altra chiesa in cui potessimo riunirci più facilmente».