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Dischi Sacra: da Francesco Cera una rilettura filologica dei corali di Bach

Nella sua incisione dell’Orgelbüchlein di Johann Sebastian Bach (1685-1750) Francesco Cera ha optato per una scelta di campo che apre una nuova prospettiva su questa celebre raccolta; l’interprete bolognese – già allievo di Luigi Ferdinando Tagliavini e Gustav Leonhardt – ha infatti deciso di affiancare in modo sistematico e rigoroso i brani organistici ai corrispondenti corali luterani originali a cui sono strettamente legati dal punto di vista tematico, affidati per l’occasione alle forze vocali del Coro della Radiotelevisione Svizzera diretto da Diego Fasolis (2 cd pubblicati da Brilliant e distribuiti da Ducale).
Il cofanetto, intitolato Orgelbüchlein and Chorales, offre dunque una prospettiva privilegiata per un’immersione completa nell’universo creativo del maestro tedesco attraverso una summa assoluta che presenta nel contempo un’alta valenza didattica, estetica e spirituale. Come evidenziato nello stesso frontespizio dell’opera, il «Piccolo libro d’organo» intendeva offrire «a un organista principiante il metodo per sviluppare in tutte le maniere un corale» e doveva prevedere originariamente 164 pezzi, di cui ne sono stati completati solo una cinquantina (BWV 599-644) composti perlopiù tra il 1713 e il 1714, destinati ad accompagnare le feste principali dell’anno liturgico, tra Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua, Ascensione e Pentecoste.
A muovere lo stesso Cera c’è la volontà di capire (e di lasciar intendere a chi ascolta) la straordinaria ricchezza di queste pagine, al punto da spingerlo a scrivere anche le preziose note di copertina del disco, nelle quali ogni singolo brano viene brevemente analizzato dal punto di vista musicale e le sue peculiarità tecniche, stilistiche e strutturali accostate al significato simbolico e testuale del corale di riferimento; un procedimento che mette in luce come l’importanza artistica di queste pagine sia strettamente correlata con il loro autentico significato trascendentale, riportato alla luce grazie all’intelligenza e alla profondità di una lettura che costituisce il vero valore aggiunto di un progetto come questo e che rende merito alla dedica originale dell’Orgelbüchlein scritta di proprio pugno da Bach: «All’Altissimo Iddio per onorarlo e al prossimo per istruirlo».

avvenire.it