Soli Deo Gloria, si tiene una conferenza su Bach

Sabato 28 novembre 2015, ore 17, presso l’Auditorium “G. Masini” dell’Istituto Peri Merulo di Reggio, nell’ambito della rassegna L’Orecchio del Sabato s Soli Deo Gloria, si tiene una conferenza su Bach portrait. I segreti, musicali e non, di un ritratto a cura di Silvia Perrucchetti e Renato Negri in memoria di Paolo Terni.

A corredo intervengono Alessandro Tarquini oboe – Emilia Irene Arisi e Laura Bertola violini Sofia Donati viola – Beniamino Re violoncello – Alice Chiessi fagotto.

Ingresso libero.

Un celebre ritratto, tanto noto quanto ambiguo e misterioso, che conserva al proprio interno una composizione di Johann Sebastian Bach: sotto l’occhio vigile e indagatore del compositore siamo chiamati a risolvere il rompicapo, il canone enigmatico a sei voci (BWV 1076), annotato sul foglietto tenuto in mano dal Kantor e rivolto a chi guarda.
Un’occasione per scoprire il genio speculativo della produzione bachiana ed in particolare delle ultime vertiginose, geometriche, quasi esoteriche architetture sonore del Kantor (Variazioni Canoniche, Variazioni Goldberg, Arte della fuga), e… risolvere l’enigma.
La conferenza, a cura della musicologa Silvia Perucchetti, si alternerà ad esecuzioni musicali curate da Renato Negri, che coinvolgeranno anche allievi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Peri-Merulo”: Alessandro Tarquini (oboe), Emilia Irene Arisi e Laura Bertola (violini), Sofia Donati (viola), Beniamino Re (violoncello), Alice Chiessi (fagotto).
L’iniziativa fu concepita da Renato e Paolo Terni, celebre conduttore di Radio3 prematuramente scomparso nei mesi scorsi: sarà l’occasione per ricordare l’illustre musicologo, nonché di presentare la sua ultima fatica Carapace Augusteo, ovvero «le uova nel paniere», pubblicata postuma nel 2015 sotto la cura di Silvia Serena, la quale sarà presente all’iniziativa reggiana unitamente ad amici e colleghi di Radio3 di Paolo Terni.

Johann_Sebastian_Bach---Haussmann

laliberta.info

Dischi Sacra Bach jr. risplende trecento anni dopo

Il meglio della musica sacra di Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788) scelto dallo stesso compositore. Il programma intorno al quale il direttore Hans-Christoph Rademann ha costruito il suo omaggio discografico all’arte del musicista tedesco ricalca infatti fedelmente quello che lui medesimo aveva predisposto per un concerto benefico che che si tenne ad Amburgo il 9 aprile 1786.
In quell’occasione, il secondogenito e più famoso tra i figli del Maestro di Eisenach volle che, insieme alla Sinfonia in re maggiore , venissero eseguite anche due delle partiture a cui egli era particolarmente legato: da un lato il monumentale Magnificat, scritto nel 1749 nella speranza di mettersi in buona luce per succedere all’augusto genitore nella carica di Thomaskantor a Lipsia; dall’altro lo splendido mottetto per doppio coro Heilig ist Gott (Sanctus, 1776), che l’autore stimava a tal punto da considerarlo l’opera che gli avrebbe garantito sicura fama anche dopo la sua morte. E a trecento anni esatti dalla sua scomparsa, spetta agli strumenti dell’Akademie für Alte Musik Berlin e alle voci del Rias Kammerchor riportare in vita pagine sfolgoranti per ispirazione, espressività e sfarzo sonoro; e il Magnificat, inno mariano per definizione, risplende di luci e colori che proiettano l’austero stile barocco verso inediti orizzonti “galanti”.

>>> Carl Philipp Emanuel Bach – Magnificat WQ215 – Heilig Ist Gott WQ21

Magnificat WQ215 - Heilig Ist Gott WQ21

Titolo

Magnificat WQ215 – Heilig Ist Gott WQ21

Compositore

Carl Philipp Emanuel Bach

Etichetta

Harmonia Mundi France

Supporto

CD Audio

Prezzo

€ 19,80

H.-Ch. Rademann
Carl Philipp Emanuel Bach
Magnificat
Harmonia Mundi. Euro 19,00

Dischi sacra / Passione secondo Giovanni, divino Bach

musica.sacra

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Di fronte a un’esecuzione della Passione secondo Giovanni di Bach a volte può essere sufficiente ascoltare con attenzione il grande episodio d’apertura – “Herr, unser Herrscher” (Signore, nostro padrone) – per comprendere quale sia l’intenzione interpretativa generale con cui viene affrontata l’intera partitura. La scelta di Stephen Layton è quella dell’equilibrio, della misura e dei mezzi-toni che sfumano sapientemente la potenza drammaticamente declamatoria del coro negli accenti meditativi risvegliati dall’accompagnamento strumentale.
A capo dell’Orchestra of the Age of Enlightenment, della formazione vocale Polyphony e di un cast di voci soliste di prim’ordine, il direttore inglese sembra infatti optare per una lettura “onnicomprensiva”, fedele all’originaria e mirabile sintesi tra la potenza evocativa del testo e il linguaggio musicale con cui Bach immortala il sacrificio estremo del Salvatore sulla Croce.
Un’impronta che viene confermata e sublimata in altri due punti-chiave della monumentale partitura: da una parte in occasione dell’incantevole e luminosa aria del soprano “Ich folge dir gleichfalls mit freudigen Schritten” (Anch’io ti seguo, con gioiosi passi), dall’altra quando il controtenore canta “Es ist vollbracht” (Tutto è compiuto) e implora la consolazione per l’umanità afflitta e in lutto: una preghiera tra le più alte e ispirate dell’intera storia della musica sacra.

Orchestra Age of Enlightenment / S. Layton
J.S. BACH
Passione secondo Giovanni
Hyperion / Sound and Music

avvenire.it

Dischi Sacra: da Francesco Cera una rilettura filologica dei corali di Bach

Nella sua incisione dell’Orgelbüchlein di Johann Sebastian Bach (1685-1750) Francesco Cera ha optato per una scelta di campo che apre una nuova prospettiva su questa celebre raccolta; l’interprete bolognese – già allievo di Luigi Ferdinando Tagliavini e Gustav Leonhardt – ha infatti deciso di affiancare in modo sistematico e rigoroso i brani organistici ai corrispondenti corali luterani originali a cui sono strettamente legati dal punto di vista tematico, affidati per l’occasione alle forze vocali del Coro della Radiotelevisione Svizzera diretto da Diego Fasolis (2 cd pubblicati da Brilliant e distribuiti da Ducale).
Il cofanetto, intitolato Orgelbüchlein and Chorales, offre dunque una prospettiva privilegiata per un’immersione completa nell’universo creativo del maestro tedesco attraverso una summa assoluta che presenta nel contempo un’alta valenza didattica, estetica e spirituale. Come evidenziato nello stesso frontespizio dell’opera, il «Piccolo libro d’organo» intendeva offrire «a un organista principiante il metodo per sviluppare in tutte le maniere un corale» e doveva prevedere originariamente 164 pezzi, di cui ne sono stati completati solo una cinquantina (BWV 599-644) composti perlopiù tra il 1713 e il 1714, destinati ad accompagnare le feste principali dell’anno liturgico, tra Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua, Ascensione e Pentecoste.
A muovere lo stesso Cera c’è la volontà di capire (e di lasciar intendere a chi ascolta) la straordinaria ricchezza di queste pagine, al punto da spingerlo a scrivere anche le preziose note di copertina del disco, nelle quali ogni singolo brano viene brevemente analizzato dal punto di vista musicale e le sue peculiarità tecniche, stilistiche e strutturali accostate al significato simbolico e testuale del corale di riferimento; un procedimento che mette in luce come l’importanza artistica di queste pagine sia strettamente correlata con il loro autentico significato trascendentale, riportato alla luce grazie all’intelligenza e alla profondità di una lettura che costituisce il vero valore aggiunto di un progetto come questo e che rende merito alla dedica originale dell’Orgelbüchlein scritta di proprio pugno da Bach: «All’Altissimo Iddio per onorarlo e al prossimo per istruirlo».

avvenire.it