L’Arcivescovo Giacomo Morandi commenta le letture e il Vangelo della quarta domenica di Quaresima (19 marzo 2023)

L’incontro tra Gesù e il cieco nato mette in luce due diversi atteggiamenti nei confronti della fede. Il non vedente si mostra docile e accoglie le indicazioni del Signore. I farisei ostentano presunzione e si chiudono all’amore di Dio. L’itinerario del cieco nato è un cammino battesimale: non solo vede con gli occhi, ma riconosce il Signore come Messia. L’Arcivescovo Giacomo Morandi commenta le letture e il Vangelo della quarta domenica di Quaresima (19 marzo 2023).
E tu, sei pronto ad accogliere il Signore?

Verso Pasqua. La Quaresima dei fannulloni: quindici minuti al giorno con i santi

Preghiera per la pace il venerdì di quaresima

Momento qualificante per la meditazione personale o per un cammino quaresimale in parrocchia, >>> il volume “Quaresima per fannulloni” di Max Hout de Longchamp (Il Pozzo di Giacobbe con sconto 5% qui) è giunto alla XVIII edizione. Proposto per la prima volta in Italia dalla Confraternita della Beata Vergine del Monte Carmelo di Erice di cui è moderatore sin dalla nascita, nel 2003, il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti ha visto ampliare il circuito di persone interessate a vivere questo originale percorso spirituale e pratico.

Alla scuola dei santi e dei mistici, bastano 15 minuti al giorno per un vero itinerario quaresimale fino alla Pasqua. «Il metodo proposto richieste pochi minuti e un po’ di perseveranza per lasciare che la Parola prenda forma in noi». Una buona lettura, qualche minuto di meditazione, un consiglio pratico.

«È come strofinare un cerino per accendere un incendio, dice l’autore che attualmente dirige il Centro “Saint Jean de la Croix” di Mer-sur-Indre in Francia, gemellato con la confraternita ericina. «L’appuntamento secolare con la quaresima, con i suoi riti e le sue pratiche, ci dona lo strumento della preghiera con cui accendere il desiderio di Dio, potenza dell’uomo che è infinito desiderio come dicevano i filosofi antichi» ha detto Anna Pia Viola, filosofa e teologa della Facoltà Teologica di Sicilia nella presentazione che si è tenuta a Trapani presso il salone dell’abbraccio del Museo diocesano di arte contemporanea “San Rocco” qualche giorno fa. «Siamo fatti di parola ma per vivere e crescere abbiamo bisogno di parole sensate, profonde, pensate. Questo sussidio ispira proprio perché si rivolge a quei ‘fannulloni’ che non vogliono aggiungere cose da fare ma andare in profondità».

>>> Quaresima per i fannulloni… Alla scuola dei santi (Vol. 18) del Febbraio 2023 con 5% sconto qui

«La Quaresima è un affare di cuore, con cui la Chiesa ci prende per mano per compiere il cammino verso la rigenerazione della Pasqua – ha aggiunto il vescovo Raspanti presente alla presentazione – l’amore è il quadro di riferimento di tutte le pratiche quaresimali che ogni anno si presenta a noi come occasione preziosa per rientrare in noi stessi e guardare i grandi limiti della nostra creaturalità. Abbiamo attraversato l’emergenza sanitaria del Covid, ci troviamo ad un anno da una guerra sanguinosa a pochi passi da noi, abbiamo seguito il dramma del terremoto in Turchia e Siria pensando che potevamo essere noi le vittime di tutto questo».

«Dopo anni in cui abbiamo vissuto con uno strisciante senso di onnipotenza ci siamo ritrovati deboli, fragili, come canne direbbe Pascal. Ma – ha ripreso il vescovo di Acireale – proprio nell’abbraccio del Padre in cui c’immette il rapporto con Cristo Risorto, possiamo scoprire che i nostri limiti non sono la nostra infelicità. Nel Padre la nostra debolezza non si sgretola nel nulla ma s’integra e si unifica nella vita del Risorto. La parola “Padre’” se mi fermo, respira di quel ‘per me’ della salvezza di Cristo che va ben oltre ad un triste esercizio di salute morale, ha concluso citando un brano di San Francesco di Sales contenuto nel volume».

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Il senso e la luce della Quaresima. Quegli opposti da coniugare

Una volta c’erano i piccoli sacrifici, quelli che venivano chiamati fioretti, la rinuncia alla fetta di torta, il salvadanaio con i soldi per i bambini meno fortunati. Poi uno cresce e capisce che vivere la Quaresima, prepararsi alla Resurrezione di Cristo, non può essere solo un esercizio di volontà, che abbandonare le cattive abitudini va bene ma non basta, che la tentazione più grande, nel deserto di routine e solitudini, è ripiegarsi su sé stessi. Fare a meno, abbandonare, desistere, salvarsi ha infatti senso solo se lo trasformiamo in cemento per costruire una casa comune più solida, altrimenti diventa sterile, se non pericoloso, narcisismo spirituale.

Si tratta allora di rovesciare il corso delle parole e delle loro conseguenze: di passare dalla rinuncia al dare di più, dal sacrificio al dono, dal risparmio alla generosità. O, meglio, occorre coniugare gli opposti, provare a tenerli uniti con il filo rosso dell’attenzione agli altri, per costruire una comunità autenticamente plurale, cioè fatta di singoli consapevoli che si cresce davvero e si cambia solo insieme. Vale in tutti i campi, dallo studio al lavoro, dal divertimento all’impronta che diamo alle nostre abitudini quotidiane. Così sobrietà non può voler dire solo meno spese inutili e attenzione a non sprecare acqua, che in tempo di siccità è peraltro cosa molto buona, ma impegnarsi a costruire e a recuperare l’armonia con chi ci sta attorno e la casa comune. Dal negativo al positivo, dal minor utilizzo dei beni naturali al reinvestimento di quanto risparmiato per migliorare i sistemi di consumo, dalla ricerca del proprio benessere alla tutela del mondo in cui siamo immersi. Che poi sono facce della stessa medaglia, l’uno non esclude affatto l’altra.
Dopo gli anni della scoperta della cultura ambientale, dell’ingresso nel vocabolario comune di concetti come sviluppo sostenibile ed ecologia integrale la sfida non più rinviabile è quella del rieducare, del rieducarsi. Dal negativo al positivo, anche se sembrerebbe il contrario. Dall’ebbrezza del troppo, dell’eccesso di oggetti e di risorse, al dovere e anche al bisogno di restituire alle cose il loro giusto valore, riordinando la classifica dei valori. Essere sobri allora vuol dire non farsi travolgere dalla sbornia del possedere tanto e di più, ma prima di tutto recuperare il gusto, lo stupore per la bellezza. Vale anche nei rapporti umani, in cui, più che mai, la scoperta degli altri passa dalla rinuncia a un po’ di noi.

Diventiamo grandi, insegnano i maestri dello spirito, quando capiamo e accettiamo di essere piccoli. In modo da riscoprire l’importanza della compassione, del fazzoletto che asciuga una lacrima, della carezza sul viso rugoso. Del fare a meno di una frase forbita o della risposta pronta per mettersi in ascolto di una storia già sentita decine di volte, di un’avventura che già sai come andrà a finire. Perché la nostra personale, forse minuscola, educazione alla pace passa dall’accettazione dell’altro, dal mettere a disposizione di tutti quel poco o tanto di conoscenza, sapendo che esistono persone con meno talenti. O che invece sono decisamente più brave.

Siamo centrali, insomma, nella costruzione della giustizia e della pace quando impariamo che il mondo gira anche senza di noi, siamo uomini e donne di misericordia quando vediamo negli errori di chi ci sta davanti sbagli che conosciamo benissimo, siamo capaci di consolazione quando non pretendiamo di rubare il dolore degli altri ma accettiamo il nostro. Il segreto non sta tanto o comunque non solo, nel vincere la sofferenza ma nell’imparare a interpretarla, nel capire che a volte è giusto fare un passo indietro, fingere di non trovare le parole, spegnere il cellulare e non chiamare più. Dal negativo al positivo, dal pretendere che si occupino di noi al prendersi cura degli altri.
La Quaresima dunque coniuga e, in un certo senso, rovescia gli opposti. O forse, semplicemente, ci fa capire che era positivo, o c’era del positivo, in quel che pensavamo solo negativo. E non l’avevamo mai capito.

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Liturgia. Vivere la Quaresima fra le ferite del mondo. «Non dimentichiamo chi soffre»

L'imposizione delle ceneri all'inizio della Quaresima

Inizia il 22 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, la Quaresima. È il «tempo forte» che prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. Nella Quaresima 2023 entrano le ferire del mondo: dalle calamità naturali, come il devastante terremoto che ha colpito Turchia e Siria provocando oltre 47mila morti, alle guerre sparse in tutto il globo, a cominciare da quella in Ucraina alle porte dell’Europa. «Fratelli e sorelle, non dimentichiamo chi soffre e facciamo in modo che la nostra carità sia attenta, sia una carità concreta», ha detto papa Francesco domenica 19 febbraio all’Angelus. E anche quest’anno la Chiesa italiana, aderendo alla proposta del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccce), propone venerdì 10 marzo 2023 di celebrare una Messa «per le vittime della guerra in Ucraina e per la pace in questo Paese».

Il sepolcro in una chiesa cattolica di rito latino in Ucraina

Il sepolcro in una chiesa cattolica di rito latino in Ucraina – Diocesi di Kiev-Zhytomyr

La Quaresima si conclude il Giovedì Santo con la Messa in Coena Domini (in cui si ricorda l’istituzione dell’Eucaristia e in cui si svolge il rito della lavanda dei piedi) che apre il Triduo Pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza. Quest’anno la Pasqua viene celebrata il 9 aprile. Come dice san Paolo, la Quaresima è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così da «affrontare vittoriosamente il combattimento contro lo spirito del male», si legge nell’orazione colletta all’inizio della Messa del Mercoledì delle Ceneri.

Il numero 40

Nella liturgia si parla di “Quadragesima”, cioè di un tempo di quaranta giorni. La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Si legge nel Vangelo di Matteo: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame».

Quaranta è il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del popolo di Dio. È una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni del diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona.

La preghiera durante il tempo della Quaresima

La preghiera durante il tempo della Quaresima – Avvenire

Nei Vangeli sono anche quaranta i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo. Tornando alla Quaresima, essa è un «accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire», ha spiegato Benedetto XVI nel 2011

Il rito ambrosiano

A differenza del rito romano, in quello ambrosiano non c’è il rito del Mercoledì delle Ceneri dal momento che la Quaresima inizia domenica 26 febbraio quando che vengono imposte le ceneri durante le Messe festive della giornata. Una delle particolarità del rito ambrosiano, durante la Quaresima, è quella dei cosiddetti venerdì «aliturgici», parola tecnica che significa “senza liturgia eucaristica”. Chi entra, in un venerdì di Quaresima, in una chiesa di rito ambrosiano trova sull’altare maggiore una grande croce di legno, con il sudano bianco: simbolo suggestivo del Calvario e segno di abbandono. Si crea così un vero e proprio senso di vuoto, acuito dal fatto che per tutto il giorno non si celebra la Messa e non si distribuisce ai fedeli la comunione eucaristica.

L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, presiede la Via Crucis quaresimale

L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, presiede la Via Crucis quaresimale – Chiesadimilano.it

I segni: digiuno, elemosina, preghiera

Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima. Papa Francesco le ha definite «le condizioni e l’espressione della nostra conversione». E ha aggiunto: «Se la preghiera, la carità e il digiuno devono maturare nel segreto, non sono segreti i loro effetti. Preghiera, carità e digiuno non sono medicine solo per noi, ma per tutti, perché possono cambiare la storia».

Una celebrazione quaresimale nella diocesi di Kiev-Zhytomyr in Ucraina

Una celebrazione quaresimale nella diocesi di Kiev-Zhytomyr in Ucraina – Diocesi di Kiev-Zhytomyr

Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. «Esso non è una dieta – ha affermato il Papa –, anzi ci libera dall’autoreferenzialità della ricerca ossessiva del benessere fisico, per aiutarci a tenere in forma non il corpo, ma lo spirito. Il digiuno ci riporta a dare il giusto valore alle cose. In modo concreto, ci ricorda che la vita non va sottomessa alla scena passeggera di questo mondo. E il digiuno non va ristretto solo al cibo: specialmente in Quaresima si deve digiunare da ciò che ci dà una certa dipendenza. Ognuno ci pensi, per fare un digiuno che incida veramente sulla sua vita concreta».
Il digiuno è legato poi all’elemosina. San Leone Magno insegnava in uno dei suoi discorsi sulla Quaresima: «Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell’astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi. Particolare attenzione viene riservata quest’anno alla gente dell’Ucraina colpita dalla guerra e alle popolazioni della Turchia e della Siria in ginocchio per il terremoto.

La preghiera al centro della Quaresima

La preghiera al centro della Quaresima – Ansa

La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio. E san Giovanni Crisostomo esorta: «Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà con la pratica della preghiera. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia».

Il conteggio dei giorni

Già nel IV secolo vi è una Quaresima di 40 giorni computati a ritroso a partire dal Venerdì Santo fino alla prima domenica di Quaresima. Persa l’unità dell’originario triduo pasquale (nel VI secolo), la Quaresima risultò di 42 giorni, comprendendo il Venerdì e il Sabato Santo. Gregorio Magno trovò scorretto considerare come penitenziali anche le sei domeniche (compresa quella delle Palme). Pertanto per ottenere i 40 giorni (che senza le domeniche sarebbero diventati 36) anticipò, per il rito romano, l’inizio della Quaresima al mercoledì (che diventerà “delle Ceneri”). Attualmente la Quaresima termina con la Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo. Ma per ottenere il numero 40, escludendo le domeniche, bisogna, come al tempo di Gregorio Magno, conteggiare anche il Triduo pasquale.

La liturgia e la devozione popolare

Come nell’Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. Come già accaduto nelle settimane che precedono il Natale, in Quaresima i paramenti liturgici del sacerdote mutano e diventano viola, colore che sollecita a un sincero cammino di conversione. Durante le celebrazioni, inoltre, non troviamo più i fiori ad ornare l’altare, non recitiamo il “Gloria” e non cantiamo l’“Alleluia” (fino alla Veglia pasquale). Il suono degli strumenti è permesso soltanto per sostenere i canti. Inoltre nella liturgia oraria si omette l’inno “Te Deum”. Tuttavia la quarta domenica di Quaresima, quella chiamata del “Laetare”, vuole esprimere la gioia per la vicinanza della Pasqua: perciò nelle celebrazioni è consentito di ornare l’altare con i fiori e le vesti liturgiche sono di colore rosa.

Il viola è il colore liturgico della Quaresima

Il viola è il colore liturgico della Quaresima – Ansa

Il tempo quaresimale antepone le domeniche proprie anche alle feste del Signore e a tutte le solennità, come pure le ferie quaresimali hanno la precedenza sulle memorie obbligatorie. In queste settimane la Chiesa promuove le stazioni quaresimali, le liturgie e le celebrazioni penitenziali. Come spiega il Sussidio Cei per la Quaresima, la fede popolare quasi naturalmente scandisce il tempo quaresimale proponendo esperienze, tempi e spazi che mettono al centro la meditazione, la drammatizzazione e la contemplazione della passione di Gesù, la venerazione verso Cristo crocifisso, la Via Crucis, la Via Matris. «La cura di queste forme popolari sempre più alimentate dall’ascolto della Parola di Dio, da catechesi semplici e coinvolgenti, armonizzate coi ritmi del tempo liturgico, conducono più facilmente i fedeli alla celebrazione del mistero pasquale. Uno sforzo maggiore va fatto per proporre anche esperienze “popolari” che recuperino la dimensione battesimale della Quaresima, come per esempio le catechesi sul Simbolo apostolico attraverso opere d’arte, spesso custodite negli oratori delle Confraternite».

Il rito della Via Crucis al Colosseo

Il rito della Via Crucis al Colosseo – Ansa

Le letture delle Messe domenicali

In questo Anno liturgico (ciclo A) la prima domenica di Quaresima – 26 febbraio – è chiamata Domenica della tentazione, perché presenta le tentazioni di Gesù nel deserto (Mt 4,1-11) e rimanda al deserto della prova. In questa Domenica la Chiesa celebra l’elezione di coloro che sono ammessi ai Sacramenti pasquali. La seconda domenica – 5 marzo – è detta di Abramo e della Trasfigurazione perché come Abramo, padre dei credenti, siamo invitati a partire e il Vangelo narra la trasfigurazione di Cristo, il Figlio amato (Mt 17,1-9). La terza domenica – 12 marzo – ci fa incontrare la Samaritana al pozzo (Gv 4,5-42): Gesù, come dice alla Samaritana, ha un’acqua di vita che estingue ogni sete. La Chiesa in questa Domenica celebra il primo scrutinio dei catecumeni e durante la settimana consegna loro il Simbolo: la Professione della fede, il Credo. La quarta domenica – 19 marzo – fa riflettere sull’esperienza del «cieco nato» a Siloe (Gv 9,1-41) per esortare a liberarci dalle tenebre del male e a ricevere la luce di Cristo per vivere da figli della luce. La quinta domenica – 26 marzo – presenta la risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45) e ai catecumeni è consegnata l’orazione del Signore: il Padre nostro. Infine c’è la Domenica delle Palme – 2 aprile – in cui si fa memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e durante la quale viene letta la Passione di Cristo.

'Le tentazioni di Cristo sul monte' di Duccio di Boninsegna

“Le tentazioni di Cristo sul monte” di Duccio di Boninsegna – Archivio Avvenire

Quaresima e Battesimo

L’antica Quaresima romana si caratterizzava per le celebrazioni stazionali che si tenevano il mercoledì e il venerdì; successivamente, tra il pontificato di Leone Magno (440-461) e di Gregorio II (715-731) tali celebrazioni furono estese a tutta la Quaresima. Con la presidenza del vescovo, il popolo si riuniva in una chiesa (collecta) e in processione giungeva in quella della celebrazione eucaristica (statio). La Quaresima era il tempo proprio per la preparazione immediata dei catecumeni che nella Veglia pasquale avrebbero ricevuto i sacramenti dell’Iniziazione cristiana. Inoltre, durante la Quaresima i penitenti pubblici compivano il loro percorso di purificazione.

Un Battesimo degli adulti

Un Battesimo degli adulti – Archivio Avvenire

Da sempre la Chiesa associa la Veglia pasquale alla celebrazione del Battesimo: in esso si realizza quel grande mistero per cui l’uomo, morto al peccato, è reso partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti. Fin dai primi secoli di vita della Chiesa la Quaresima era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede per giungere a ricevere il Battesimo a Pasqua. Successivamente anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a Cristo. Nelle domeniche di Quaresima si è invitati a vivere un itinerario battesimale, quasi a ripercorrere il cammino dei catecumeni, di coloro che si preparano a ricevere il Battesimo, in modo che l’esistenza di ciascuno recuperi gli impegni di questo Sacramento che è alla base della vita cristiana.

La Quaresima 2023 e il cammino sinodale

La dimensione sinodale entra nella Quaresima. Essa è al centro del Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2023 e del Sussidio liturgico Cei per la Quaresima e la Pasqua 2023 proposto dall’Ufficio liturgico nazionale, in collaborazione con il Settore Biblico dell’Ufficio catechistico nazionale, il Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità e la Caritas Italiana.

Nel Messaggio del Papa, intitolato “Ascesi quaresimale, itinerario sinodale”, Francesco invita a «essere artigiani di sinodalità nella vita ordinaria delle nostre comunità». E aggiunge: «Il cammino ascetico quaresimale e, similmente, quello sinodale, hanno entrambi come meta una trasfigurazione, personale ed ecclesiale. Una trasformazione che, in ambedue i casi, trova il suo modello in quella di Gesù e si opera per la grazia del suo mistero pasquale». Il Pontefice esorta a «non rifugiarsi in una religiosità fatta di eventi straordinari, di esperienze suggestive, per paura di affrontare la realtà con le sue fatiche quotidiane, le sue durezze e le sue contraddizioni» e sottolinea che «il “ritiro” non è fine a sé stesso, ma ci prepara a vivere con fede, speranza e amore la passione e la croce, per giungere alla risurrezione. Anche il percorso sinodale non deve illuderci di essere arrivati quando Dio ci dona la grazia di alcune esperienze forti di comunione».

Una chiesa al tempo di Quaresima

Una chiesa al tempo di Quaresima – Avvenire

Il Sussidio Cei – scaricabile sul sito dell’Ufficio liturgico nazionale Cei – ha al centro le parole di san Paolo nella seconda Lettera ai Corinzi: “Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” (2Cor 6,2). Il cammino della Quaresima è un «tempo di grazia che il Signore Gesù ci dona per ritornare a lui con tutto il cuore e ricominciare una vita nuova, al di là di tutti i nostri fallimenti», scrive nell’introduzione il segretario generale della Cei, l’arcivescovo Giuseppe Baturi. Il testo fa propria la categoria del “Cantiere”, scelta dai vescovi italiani per il secondo anno del Cammino sinodale nazionale. Le indicazioni liturgiche del “Cantiere della Celebrazione”, i commenti alle letture bibliche del “Cantiere della Parola” e le meditazioni delle orazioni collette del “Cantiere della Preghiera” diventano strumenti per vivere la liturgia come luogo dell’incontro con il Risorto e riscoprire la bellezza della celebrazione cristiana.

Il viola è il colore liturgico della Quaresima

Il viola è il colore liturgico della Quaresima – Avvenire

Per facilitare la consultazione e la diffusione nelle diverse comunità, il sussidio è pubblicato in versione pdf per ciascuna celebrazione. Sono pubblicati anche tre testi introduttivi alla Quaresima, alla Settimana Santa e al Triduo e al Tempo di Pasqua. In ciascuno di essi sono riportate le presentazioni teologiche e liturgiche del tempo e le proposte per il canto. Nei file introduttivi sono inserite anche le schede, curate dal Servizio per la pastorale delle persone con disabilità e dalla Caritas Italiana, per incoraggiare le comunità a coltivare un atteggiamento inclusivo e a tradurre in concreti gesti di carità quanto nella liturgia celebriamo.

Gli impegni del Papa

 

Con la fine dell’emergenza Covid, torna la tradizione forma di inizio della Quaresima a Roma con la celebrazione presieduta dal Papa. Il Mercoledì delle Ceneri, alle 16.30, nella chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino, inizierà la liturgia «stazionale» cui farà seguito la processione penitenziale verso la Basilica di Santa Sabina dove avrà luogo la celebrazione eucaristica con il rito di benedizione e di imposizione delle ceneri.

Papa Francesco durante la liturgia penitenziale di inizio Quaresima nel 2019

Papa Francesco durante la liturgia penitenziale di inizio Quaresima nel 2019 – Ansa

 

Per quanto riguarda gli Esercizi spirituali della Curia Romana, anche quest’anno non si terranno nella Casa Divin Maestro ad Ariccia. Ma il Papa ha invitato i cardinali residenti a Roma, i capi dicastero e i superiori della Curia Romana a provvedervi «in modo personale, sospendendo l’attività lavorativa e raccogliendosi in preghiera dal pomeriggio di domenica 26 febbraio al pomeriggio di venerdì 3 marzo, prima settimana di Quaresima». In quella settimana, comunica la Sala Stampa vaticana, saranno sospesi tutti gli impegni del Pontefice, compresa l’udienza generale di mercoledì 1° marzo.

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Quaresima 2023 Nel messaggio del Papa per queste settimane il tema del ritiro sul Monte Tabor e della Trasfigurazione

Papa Francesco (foto tratta dall'archivio dell'agenzia Ansa)

Ascoltare Gesù, senza rifugiarsi in una religiosità fatta di eventi straordinari. Le due indicazioni che papa Francesco dà a tutti per vivere bene non solo il tempo di Quaresima, ma anche il percorso sinodale sono semplici e significative. Già nel titolo, “Ascesi quaresimale, itinerario sinodale”, Bergoglio vuole intrecciare i due cammini. Lo fa partendo dall’immagine del monte Tabor dove Gesù porta tre dei suoi discepoli. Non va da solo, ma fa fare ai suoi un’esperienza di fatica e di bellezza . «Raramente colleghiamo Quaresima e bellezza, ma è ciò che Papa Francesco ci invita a fare nel messaggio che presentiamo oggi», ha spiegato, nella conferenza stampa di presentazione, il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ricorda che il Pontefice pone l’attenzione a due «sfide al senso comune. La prima: che la bellezza proceda dal cambiamento, o meglio dalla fatica di ripensare se stessi Nel linguaggio biblico: dalla conversione. Secondo: che la bellezza sia un’esperienza collettiva, intima sì, ma non privata. Nel linguaggio ecclesiale, sia un’esperienza sinodale. Così, quando lavoriamo su noi stessi in Quaresima – sperimentando un’ascesi – desideriamo che la luce aumenti, che la gioia aumenti. Speriamo nella luce del cambiamento e nella gioia collettiva».

Il Papa sottolinea che, prima di salire sul Monte Gesù ha rimproverato Pietro con quel «Va’ dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!» che è anche un invito pressante a mettersi alla sua sequela. E la sequela è soprattutto un ascolto. Pietro, Giacomo e Giovanni si trovano così, sei giorni dopo quell’episodio, «in diparte», con Gesù, «su un alto monte». È quello che ci invita a fare la Quaresima : farci prendere da Gesù per stare in disparte, «per superare le nostre mancanze di fede e le resistenze a seguire Gesù sul cammino della croce». Il Papa insiste sul fatto che, «per comprendere e accogliere fino in fondo il mistero della salvezza divina, realizzata nel dono totale di sé per amore, bisogna lasciarsi condurre da Lui in disparte e in alto, distaccandosi dalle mediocrità e dalle vanità. Bisogna mettersi in cammino, un cammino in salita, che richiede sforzo, sacrificio e concentrazione, come una escursione in montagna». Ma poi in vetta, proprio come avviene agli scalatori, ci aspetta lo spettacolo della Trasfigurazione. Un evento, però, che non è fine a se stesso. I discepoli scorgono, accanto a Gesù anche Mosé ed Elia, cioè la legge e la profezia. Ma quando cadono con il viso a terra, prostrati in adorazione e si rialzano Gesù è solo.

E allora, se la prima indicazione per la Quaresima è quella di seguire Gesù e, come invita a fare la voce che dalla nube, secondo il Vangelo di Matteo, dice. «Ascoltatelo», la seconda è quella di «non rifugiarsi in una religiosità fatta di eventi straordinari, di esperienze suggestive, per paura di affrontare la realtà con le sue fatiche quotidiane, le sue durezze e le sue contraddizioni. La luce che Gesù mostra ai discepoli è un anticipo della gloria pasquale, e verso quella bisogna andare, seguendo “Lui solo”. La Quaresima è orientata alla Pasqua: il “ritiro” non è fine a sé stesso, ma ci prepara a vivere con fede, speranza e amore la passione e la croce, per giungere alla risurrezione. Anche il percorso sinodale non deve illuderci di essere arrivati quando Dio ci dona la grazia di alcune esperienze forti di comunione. Anche lì il Signore ci ripete: “Alzatevi e non temete”».

«Mi piace molto il collegamento che il Pontefice fa tra cammino quaresimale e sinodalità. È un camminare insieme come discepoli dell’unico Maestro», ha aggiunto don Walter Magnoni, Responsabile della comunità pastorale Madonna di Lourdes in Lecco e Docente di Etica Sociale nella la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da quando è parroco in tre parrocchie della città di Lecco ha promosso un cammino con i suoi parrocchiani, ancora spaventati dal covid, per conoscersi e ricostruire comunità. L’iniziativa è proprio quella di camminare verso la montagna alla fine della messa, senza particolari iscrizioni ma facendo partecipare tutti quelli che lo vogliano. «L’iniziativa della “Domenica in montagna” l’ho presentata come una proposta di sinodalità. In effetti, “sinodo” è etimologicamente un “camminare insieme”». Non è necessario iscriversi, «basta venire a messa già pronti per il cammino. Non usiamo macchine o altri mezzi per avvicinarci ai monti, anche perché siamo davvero ai piedi delle montagne. Piccoli e grandi camminano insieme. Giunti alla meta condividiamo il pasto».

Infine Sandra Sarti, presidente di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Italia, sottolinea che per stare dietro a Gesù «occorre abbracciare le proprie pene, come fa Lui con la Croce, e affrontare le fatiche quotidiane sostenendo anche quelle altrui perché il cammino che ci viene indicato è un cammino comune, di vicinanza, di solidarietà e di condivisione. Anche in questa direzione ACS procede, sorretta dall’esempio dei benefattori che donano per aiutare fratelli che non conoscono e che non incontreranno mai e, allo stesso tempo, grazie al senso di condivisione riusciamo a far sentire ai cristiani che soffrono quella vicinanza e quel sostegno che rinnova la loro speranza e nutre il loro coraggio».

E iniziative concrete, per la Quaresima, le propone anche il Dicastero per lo Sviluppo umano integrale che« rilancerà di settimana in settimana i contenuti di questo messaggio». Saranno sette tappe che partendo proprio dal salire in montagna offriranno «alle Chiese di tutto il mondo il nostro aiuto, diversificato e molto concreto, per abbracciare la proposta quaresimale di Papa Francesco e vivere ciascuno la propria Trasfigurazione».
famigliacristiana.it

Quaresima, tempo di ascolto. Il Papa: diventiamo artigiani di sinodalità

Un particolare della vetrata all'interno della Basilica della Trasfigurazione sul monte Tabor in Israele

Pubblichiamo di seguito il testo del messaggio del Papa per la Quaresima 2023 sul tema “Ascesi quaresimale, itinerario sinodale”.

Cari fratelli e sorelle!
I vangeli di Matteo, Marco e Luca sono concordi nel raccontare l’episodio della Trasfigurazione di Gesù. In questo avvenimento vediamo la risposta del Signore all’incomprensione che i suoi discepoli avevano manifestato nei suoi confronti. Poco prima, infatti, c’era stato un vero e proprio scontro tra il Maestro e Simon Pietro, il quale, dopo aver professato la sua fede in Gesù come il Cristo, il Figlio di Dio, aveva respinto il suo annuncio della passione e della croce. Gesù lo aveva rimproverato con forza: «Va’ dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!” (Mt 16,23). Ed ecco che «sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte» (Mt 17,1).

Il Vangelo della Trasfigurazione viene proclamato ogni anno nella seconda Domenica di Quaresima. In effetti, in questo tempo liturgico il Signore ci prende con sé e ci conduce in disparte.
Anche se i nostri impegni ordinari ci chiedono di rimanere nei luoghi di sempre, vivendo un quotidiano spesso ripetitivo e a volte noioso, in Quaresima siamo invitati a “salire su un alto monte” insieme a Gesù, per vivere con il Popolo santo di Dio una particolare esperienza di ascesi.
L’ascesi quaresimale è un impegno, sempre animato dalla Grazia, per superare le nostre mancanze di fede e le resistenze a seguire Gesù sul cammino della croce. Proprio come ciò di cui aveva bisogno Pietro e gli altri discepoli. Per approfondire la nostra conoscenza del Maestro, per comprendere e accogliere fino in fondo il mistero della salvezza divina, realizzata nel dono totale di sé per amore, bisogna lasciarsi condurre da Lui in disparte e in alto, distaccandosi dalle mediocrità e dalle vanità. Bisogna mettersi in cammino, un cammino in salita, che richiede sforzo, sacrificio e concentrazione, come una escursione in montagna. Questi requisiti sono importanti anche per il cammino sinodale che, come Chiesa, ci siamo impegnati a realizzare. Ci farà bene riflettere su questa relazione che esiste tra l’ascesi quaresimale e l’esperienza sinodale.

Nel “ritiro” sul monte Tabor, Gesù porta con sé tre discepoli, scelti per essere testimoni di un avvenimento unico. Vuole che quella esperienza di grazia non sia solitaria, ma condivisa, come lo è, del resto, tutta la nostra vita di fede. Gesù lo si segue insieme. E insieme, come Chiesa pellegrina nel tempo, si vive l’anno liturgico e, in esso, la Quaresima, camminando con coloro che il
Signore ci ha posto accanto come compagni di viaggio. Analogamente all’ascesa di Gesù e dei discepoli al Monte Tabor, possiamo dire che il nostro cammino quaresimale è “sinodale”, perché lo compiamo insieme sulla stessa via, discepoli dell’unico Maestro. Sappiamo, anzi, che Lui stesso è la Via, e dunque, sia nell’itinerario liturgico sia in quello del Sinodo, la Chiesa altro non fa che entrare sempre più profondamente e pienamente nel mistero di Cristo Salvatore.

E arriviamo al momento culminante. Narra il Vangelo che Gesù «fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce» (Mt 17,2). Ecco la “cima”, la meta del cammino. Al termine della salita, mentre stanno sull’alto monte con Gesù, ai tre discepoli è data la grazia di vederlo nella sua gloria, splendente di luce soprannaturale, che non veniva da fuori, ma si irradiava da Lui stesso. La divina bellezza di questa visione fu incomparabilmente superiore a qualsiasi fatica che i discepoli potessero aver fatto nel salire sul Tabor. Come in ogni impegnativa escursione in montagna: salendo bisogna tenere lo sguardo ben fisso al sentiero; ma il panorama che si spalanca alla fine sorprende e ripaga per la sua meraviglia.
Anche il processo sinodale appare spesso arduo e a volte ci potremmo scoraggiare. Ma quello che ci attende al termine è senz’altro qualcosa di meraviglioso e sorprendente, che ci aiuterà a comprendere meglio la volontà di Dio e la nostra missione al servizio del suo Regno.
L’esperienza dei discepoli sul Monte Tabor si arricchisce ulteriormente quando, accanto a Gesù trasfigurato, appaiono Mosè ed Elia, che impersonano rispettivamente la Legge e i Profeti (cfr Mt 17,3). La novità del Cristo è compimento dell’antica Alleanza e delle promesse; è inseparabile dalla storia di Dio con il suo popolo e ne rivela il senso profondo. Analogamente, il percorso
sinodale è radicato nella tradizione della Chiesa e al tempo stesso aperto verso la novità. La tradizione è fonte di ispirazione per cercare strade nuove, evitando le opposte tentazioni dell’immobilismo e della sperimentazione improvvisata. ​

Il cammino ascetico quaresimale e, similmente, quello sinodale, hanno entrambi come meta una trasfigurazione, personale ed ecclesiale. Una trasformazione che, in ambedue i casi, trova il suo modello in quella di Gesù e si opera per la grazia del suo mistero pasquale. Affinché tale trasfigurazione si possa realizzare in noi quest’anno, vorrei proporre due “sentieri” da seguire per salire insieme a Gesù e giungere con Lui alla meta. Il primo fa riferimento all’imperativo che Dio Padre rivolge ai discepoli sul Tabor, mentre contemplano Gesù trasfigurato. La voce dalla nube dice: «Ascoltatelo» (Mt 17,5). Dunque la prima indicazione è molto chiara: ascoltare Gesù. La Quaresima è tempo di grazia nella misura in cui ci mettiamo in ascolto di Lui che ci parla. E come ci parla? Anzitutto nella Parola di Dio, che la Chiesa ci offre nella Liturgia: non lasciamola cadere nel vuoto; se non possiamo partecipare sempre alla Messa, leggiamo le Letture bibliche giorno per giorno, anche con l’aiuto di internet. Oltre che nelle Scritture, il Signore ci parla nei fratelli, soprattutto nei volti e nelle storie di coloro che hanno bisogno di aiuto. Ma vorrei aggiungere anche un altro aspetto, molto importante nel processo sinodale: l’ascolto di Cristo passa anche attraverso l’ascolto dei fratelli e delle sorelle nella Chiesa, quell’ascolto reciproco che in alcune fasi è l’obiettivo principale ma che comunque rimane sempre indispensabile nel metodo e nello stile di una Chiesa sinodale.

All’udire la voce del Padre, «i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: “Alzatevi e non temete”. Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo» (Mt 17,6-8). Ecco la seconda indicazione per questa Quaresima: non rifugiarsi in una religiosità fatta di eventi straordinari, di esperienze suggestive, per paura di affrontare la realtà con le sue fatiche quotidiane, le sue durezze e le sue contraddizioni. La luce che Gesù mostra ai discepoli è un anticipo della gloria pasquale, e verso quella bisogna andare, seguendo “Lui solo”. La Quaresima è orientata alla Pasqua: il “ritiro” non è fine a sé stesso, ma ci prepara a vivere con fede, speranza e amore la passione e la croce, per giungere alla risurrezione.
Anche il percorso sinodale non deve illuderci di essere arrivati quando Dio ci dona la grazia di alcune esperienze forti di comunione. Anche lì il Signore ci ripete: «Alzatevi e non temete». Scendiamo nella pianura, e la grazia sperimentata ci sostenga nell’essere artigiani di sinodalità nella vita ordinaria delle nostre comunità.

Cari fratelli e sorelle, lo Spirito Santo ci animi in questa Quaresima nell’ascesa con Gesù, per fare esperienza del suo splendore divino e così, rafforzati nella fede, proseguire insieme il cammino con Lui, gloria del suo popolo e luce delle genti.

AVVENIRE.IT

Settimana Santa in Cattedrale

L’Ufficio lirturgico rende noto il calendario delle celebrazioni in Cattedrale a Reggio Emilia per la Settimana Santa.

Si veda la locandina sotto

PENSARE LA FEDE Primo bilancio quaresimale

Io non faccio altro che puntare su me stesso, cioè puntare sul perdente, su un cavallo che corre senza un fantino esperto. Nel farlo, perdo di vista Dio e la sua misericordia, ponendo al centro me e il poco che sono.

A che punto sono i propositi per la Quaresima? Come continuare a prepararmi alla Pasqua? Rifletto, riordino le idee, quasi mi siedo a tavolino per verificare la mia “strategia quaresimale”. Comincio pensando alle scelte fatte, agli impegni mantenuti o meno, a ciò che mi serve davvero.

In più momenti mi ritornano in mente le parole “carità – digiuno – preghiera” e poi, in ordine sparso, possibili azioni da fare. Trovo qualcosa che mi sembrava adatto per una, me ne sfugge un’altra, così di nuovo a pensare se non possa fare di meglio. Che confusione!

Vorrei crescere nella fede e mi ritrovo a non sapere cosa scegliere. Sciopero da internet? Meno tv? Andare a messa tutti i giorni? Non mangiare dolci di alcun tipo? Mettere ogni giorno da parte un po’ di euro per chi ha più bisogno?

Alla fine, ho ridotto a questi soli quesiti i miei “fioretti” per la Quaresima, finché mi sono ritrovato a leggere questo vecchio post del blog “Berlicche”, che avevo salvato:

«Finalmente è Quaresima. Finalmente dei giorni in cui posso eliminare tutte le scuse, e sono come dovrei essere. Un periodo in cui non accetto niente di meno, rifiuto le autogiustificazioni, guardo con severità alle mie mancanze. Non vedevo l’ora, veramente. Troppo tempo ho perso nell’indulgere sui miei difetti. Ho l’occasione di cambiare, almeno un pochino. Di vivere meglio. Senza scorciatoie, senza “in fondo è lo stesso”. Voi direte, ma non potevi farlo prima? E io rispondo: certo, ma ogni viaggio ha bisogno di una partenza e di una destinazione, ogni salita ha bisogno di un primo passo, di una pietra solida, un gradino sul quale poggiare il piede. Poi so già che a volte non ce la farò. Le cattive abitudini sono dure a morire. Io non sono certo perfetto, anzi. So anche però che c’è una misericordia e un perdono per tutto, e questi non me li do da me. Mi vengono incontro dalla cima alle scale, come un presagio di primavera».

Spento il computer, corro in chiesa: ripenso ai miei propositi da un lato e alle parole lette dall’altro come su due piatti di una bilancia. Ancora una volta ero in errore e avevo perso tempo nel rimuginare sulle mie mancanze, nel fare i conti su cosa eliminare, nell’elencare quanti avrei potuto aiutare.

Durante l’omelia, grazie alle parole del celebrante, tutto si illumina all’improvviso: «Puntare su Dio». Sì, ecco la chiave, la soluzione, la strada, il vero impegno quaresimale: «Puntare su Dio». Io non faccio altro che puntare su me stesso, cioè puntare sul perdente, su un cavallo che corre senza un fantino esperto. Nel farlo, perdo di vista Dio e la sua misericordia, ponendo al centro me e il poco che sono.

Cosa fare dunque per prepararmi alla Pasqua? Innanzitutto, fuggire dal rischio di vivere la fede come un contabile, cioè abbandonarmi a Chi solo conosce il valore del cuore dell’uomo. Poi “grattare” e eliminare la scorza di devozionismo o pietismo per “vincere facile” con l’amore di chi è Padre buono. Infine, alzare la testa e tenere lo sguardo non su me stesso, ma su Chi, guardandomi, mi fa sentire voluto bene anche quando non sono capace di mantenere tutti i propositi quaresimali.

Il resto verrà da solo, perché così pregherò, digiunerò e amerò.

di Marco Pappalardo – Vino nuovo

La guida. Le Messe in diretta tv e social di domenica 27 marzo 2022

In tutte le chiese preghiere per la pace. Alle 11.30 la Messa dei giovani all’Arsenale della Pace di Torino. Alle 12 l’Angelus del Papa in piazza San Pietro.
Le Messe in diretta tv e social di sabato 26 e domenica 27 marzo 2022
Ancora una domenica di guerra, una domenica di preghiera, questa IV di Quaresima. Mentre si annuncia un primo, prudente allentamento delle restrizioni anti-Covid nelle chiese (da domenica 3 aprile), la preghiera per la pace si fa più intensa e accorata. È la preghiera del Papa con la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria del popolo russo e ucraino, e insieme di tutta l’umanità, e di ciascuno di noi. Vale la pena rileggerla oggi e meditarla, insieme alle parole di Francesco nell’omelia della celebrazione penitenziale durante la quale è stata pronunciata dal Santo Padre.
 
(Grazie a Marina Lomunno e Maria Chiara Gamba. Segnalazioni e correzioni a: f.ognibene@avvenire.it)
 DOMENICA 27 MARZO

Ore 7

Su Tv2000 (canale 28 digitale terrestre e 157 di Sky) la Messa in diretta dalla Basilica di Sant’Andrea delle Fratte a Roma. Tutti i giorni feriali, sabato compreso, Messe in diretta alle 7, 8.30 e 19.

Assisi, Santa Maria degli Angeli: Messa in diretta streaming su https://www.porziuncola.org/web-tv.html.

Santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari: Messa in diretta streaming su https://bonaria.eu/. Altre Messe in diretta: ore 8.30, 10, 11.30, 17.30 e 19. Giorni feriali: 7, 8.30, 10 e 18.

Ore 7.15

Dalla Basilica di San Francesco ad Assisi la Messa in diretta streaming sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/sanfrancescoassisi/live_videos/ o sul portale https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/messa-diretta-streaming-oggi.

 

Ore 7.30

Padre Pio Tv: Messa in diretta tv (canale 145 digitale terrestre nazionale e 445 Tivusat) e in streaming su https://www.teleradiopadrepio.it/padre-pio-tv/Altre Messe alle ore 11.30 e 18. Giorni feriali: Messe in diretta streaming alle 7.30, 11.30 e 18.

Sacro Monte di Varese: la Messa nel Santuario in diocesi di Milano in diretta streaming su https://www.youtube.com/channel/UC6VNTW5Knf-NpXj5Ys0xjkg. Altre Messe in diretta: ore 9 e ore 11. Giorni feriali: Messa alle ore 8.

Santuario di Oropa: Messa in diretta streaming su www.santuariodioropa.it/funzioni-in-diretta/ e sulla pagina Facebook Santuario di Oropa Official.

 

Ore 8

Santuario della Guardia, Genova: diretta streaming della Messa su http://www.santuarioguardia.it/diretta-live-dal-santuario/. Altre Messe: ore 10, 11, 12 e 16. Giorni feriali: ore 10 e 16.

Ore 8.30

Su Tv2000 la Messa in diretta dalla Basilica di Sant’Andrea delle Fratte a Roma.

Dal Santuario della Consolata, patrona della diocesi di Torino, Messa in diretta streaming su www.laconsolata.org attraverso il canale YouTube del Santuario. Altre Messe in diretta: ore 10, 11.30, 16, 18 e 19.30. Giorni feriali: ore 8, 9, 10.30, 12, 18 e 19.

Ore 9

Santuario di Oropa: Messa in diretta streaming su www.santuariodioropa.it/funzioni-in-diretta/ e sulla pagina Facebook Santuario di Oropa Official. Altre Messe: ore 10.30, 16.30 (presieduta dal rettore don Michele Berchi) e 18.15. Giorni feriali: Messe alle 8, 9, 16.30 e 18.15. Webcam sul Santuario sempre attive al link https://www.santuariodioropa.it/webcam/

Ore 9.30

Duomo di Milano Messa in diretta su Chiesa Tv (digitale terrestre territoriale: canale 195), e in streaming sul portale www.chiesadimilano.it e su Telenova (canale 18 digitale terrestre regionale)

Torino, Basilica di Maria Ausiliatrice, Casa Madre dei Salesiani, che custodisce le spoglie di don Bosco:Messa in diretta su Rete 7 (canale 12 del digitale terrestre o su www.rete7.cloud). Celebra il rettore don Michele Viviano. Giorni feriali: diretta della Messa in Basilica alle 9, sempre in diretta.

Vicoforte, diocesi di Mondovì: dal Santuario della Natività di Maria Regina Montis Regalis la Messa in streaming su https://www.santuariodivicoforte.it/diretta-streaming/Altre Messe: ore 11 e 17 (preceduta dalla preghiera del Rosario).

Ore 10

Canale 5: la Messa in diretta dalla Basilica di Sant’Andrea delle Fratte a Roma.

Santuario di Loreto: Messa in diretta streaming sul canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCT9uLSAfEfqgXbArvYyHzQg?view_as=subscriber (anche in tv su Telepace al canale 515 di Sky, anche in digitale terrestre) e su https://www.telepace.it/diretta/ oltre che sul portale del santuario www.santuarioloreto.va, sezione Diretta TvGiorni feriali: alle 7.30 Messa dalla Santa Casa su Telepace e in streaming su https://www.youtube.com/channel/UCT9uLSAfEfqgXbArvYyHzQg?view_as=subscriber,. Webcam in diretta dalla Santa Casa dalle 7.30 alle 19 tutti i giorni su https://www.santuarioloreto.va/it/diretta-tv.html

Lecco, diocesi di Milano: in diretta dalla Basilica di San Nicolò la Messa in rito ambrosiano celebrata dal prevosto don Davide Milani. Diretta su Unica Tv (canale 12 e 193 digitale terrestre, diffusione regionale) e in streaming sul canale YouTube LeccoCentro (https://www.youtube.com/channel/UCnVJ3UeDZotfNEv33YSG2YA) e sul sito www.leccocentro.it

Parma: su Giovanni Paolo Tv la diretta della Messa sul digitale terrestre (canali 73, 93 e 682 a diffusione territoriale) e in streaming su https://diretta.giovannipaolotv.it/. Alle 20 e alle 21 la catechesi del vescovo Enrico Solmi.

Santuario della Madonna di Caravaggio in Piné, diocesi di Trento: la Messa in diretta su https://www.youtube.com/channel/UCRuwql-dV6QmnflbRdWZ6aQ.

Santuario della Madonna del Bosco di Imbersago, in diocesi di Milano: Messa in diretta streaming su https://www.youtube.com/channel/UCSMk-Nxh4u2HmZRXyrnrTIA/liveMessa anche alle ore 16.

Dal Santuario Basilica della Madonna di San Marco in Bedonia (Parma) la Messa in diretta streaming sulla pagina Facebook del Seminario Vescovile di Bedonia https://www.facebook.com/SeminarBedonia/, sul suo canale Youtube https://bit.ly/3uD8wIP e in tv sul digitale terrestre (Rta Videotaro, canale 88).

Santuario di Santa Maria di Caravaggio a Milano: la Messa in diretta su https://www.youtube.com/c/ParrocchiaSantaMariadiCaravaggioMilano

Ore 10.30

Torino: dalla parrocchia di San Tommaso, succursale della Cattedrale di San Giovanni Battista, la Messa in diretta streaming sul canale YouTube della Cattedrale di Torino e in su Telecupole (canale 13 digitale terrestre). Celebra il parroco della Cattedrale don Carlo Franco.

Feltre: dalla Concattedrale la Messa in diretta streaming su http://www.parrocchiaduomo.it/239-diretta-video-duomo-feltre

Torino, Parrocchia-Santuario di Santa Rita da Cascia: la Messa in diretta su https://www.youtube.com/channel/UCVHC3_Za5sNUg2e_6cmTtjg (accesso anche dal sito del Santuario) presieduta dal rettore monsignor Mauro Rivella

Comunità pastorale San Benedetto Abate: dalla chiesa di Sant’Agata in Bulgarograsso (Diocesi di Milano) Messa in rito ambrosiano in diretta streaming su Facebook Comunità Pastorale San Benedetto Abate | Facebook e YouTube Comunità Pastorale San Benedetto – YouTube.

Torino: dalla parrocchia di Santa Maria Goretti la Messa celebrata dal parroco don Nino Olivero, vicario episcopale per la Città, in diretta streaming sul canale YouTube della parrocchia.

Ore 10.45

Dalla parrocchia di San Pietro in Sala a Milano la diretta streaming della Messa in rito ambrosiano sul canale YuoTube de I Sempre Vivi, onlus della comunità impegnata sul disagio psichico. Altra Messa in diretta alle 12. Celebra il parroco don Domenico Storri.

Ore 11

Raiuno: la Messa in diretta dalla Basilica abbaziale di San Silvestro I Papa a Nonantola (Modena). Regia di don Simone Chiappetta, commento di Simona De Santis.

Cremona: la Messa in diretta tv dalla Cattedrale in tv (Cremona 1, anche attraverso il portale www.cremona1.it) e in streaming sui canali social della diocesi (sul sito https://www.diocesidicremona.it/ e sul canale YouTube della diocesi)

Dal Santuario della Spogliazione di Assisi, dove sono custodite le spoglie mortali del beato Carlo Acutis, la Messa in diretta sul portale di Maria Vision in streaming su https://www.mariavision.it/maria-vision-italia. Sul sito del Santuario è sempre attiva una webcam sulla tomba di Carlo https://www.mariavision.it/santuario-spogliazione-assisi

Padova, Basilica di Sant’Antonio: la Messa in diretta su https://www.santantonio.org/it/live-streamingAltra Messa alle ore 18. Giorni feriali: ore 18. Sempre attive una webcam sull’Arca del Santo https://www.santantonio.org/it/webcam-arca-del-santo e una sul sagrato della Basilica https://www.santantonio.org/it/content/webcam-sagrato-della-basilica-del-santo

Da Collevalenza (Perugia) la Messa dal Santuario dell’Amore Misericordioso in diretta streaming sul canale YouTube (https://www.youtube.com/channel/UCpWq6stUcrgL36d5Nfbpa5Q) e sul profilo Facebook del Santuario (https://www.facebook.com/MadreSperanzaCollevalenza/)

Adro (Brescia), Santuario della Madonna della Neve (Padri Carmelitani Scalzi): la Messa in diretta streaming su www.youtube.com/c/MadonnadellaNeveSantuario

Mignanego (Genova), Santuario di Nostra Signora della Vittoria (Fraternità monastica di San Colombano): Messa su https://www.facebook.com/santuariodellavittoria/

Parrocchia Stimmate di San Francesco a Torino: Messa in diretta streaming su https://www.youtube.com/c/parrocchiastimmatetorino presieduta dal parroco don Tonino Borio.

Ore 11.15

Legnano, diocesi di Milano: dalla chiesa del Santissimo Redentore la diretta streaming della Messa in rito ambrosiano su https://www.legnanello.it/messa-in-diretta/

11.30

Appiano Gentile (provincia di Como, diocesi di Milano): dalla chiesa prepositurale di Santo Stefano, nella Comunità pastorale Beata Vergine del Carmelo, la Messa in rito ambrosiamo in diretta streamng sul canale YouTube della comunità https://www.youtube.com/c/ComunitàPastoraleBeataVerginedelCarmelo

Assisi, Santa Maria degli Angeli: Messa in diretta su https://www.porziuncola.org/web-tv.html. Altre Messe alle ore 7, 8.30, 10, 16 e 18. Secondi Vespri alle 19. Giorni feriali: Messe alle ore 7, 8.30 e 18. Lodi tutti i giorni alle 6.30, Rosario alle 17.15.

Dal Sermig di Torino la Messa domenicale in diretta streaming su https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=Uem7Lp0V2MI. Giorni feriali: Messa alle 12 in diretta streaming con accesso da https://www.sermig.org/multimedia/live-streaming/messa-e-liturgia.html

Ore 12

RaiUno e Tv2000: in diretta da piazza San Pietro l’Angelus di papa Francesco. Sul canale Yuotube di Vatican News https://www.youtube.com/c/VaticanNewsIT tutti i video degli eventi con il Papa, come l’udienza generale del mercoledì (dalle 9.10) e la webcam in diretta da piazza San Pietro.

Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa: Messa in diretta streaming su https://www.madonnadellelacrime.it/ (dov’è sempre attiva una webcam sia dal Santuario sia dalla Cappella del Santissimo). Altre Messe: ore 8, 10, 17.30, 19 e 20. Giorni feriali: ore 8, 10 e 18.

Ore 16

Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio: Messa in diretta streaming sul sito del SantuarioAltre Messe festive diffuse in diretta streaming: ore 7, 8.30, 10, 11.45 e 17.30. Alle 15 Benedizione eucaristica e Rosario. Giorrni feriali: Messe alle 7. 8.30, 10 e 16. E’ sempre attiva una webcam sulla venerata immagine mariana del Santuario.

Assisi, Santa Maria degli Angeli: Messa in diretta su https://www.porziuncola.org/web-tv.html.

Ore 16.30

Santuario di Oropa: Messa in diretta streaming su www.santuariodioropa.it/funzioni-in-diretta/ e sulla pagina Facebook Santuario di Oropa Official celebrata dal rettore don Michele Berchi.

Ore 17

Dalla Basilica di Santa Rita a Cascia la Messa in diretta streaming sul canale Youtube https://www.youtube.com/watch?v=C0IuSqBx3QI. Alle 16.30 i Vespri, sempre in diretta streaming.

Vicoforte: dal Santuario della Natività di Maria Regina Montis Regalis la Messa in diretta streaming su https://www.santuariodivicoforte.it/diretta-streaming/ preceduta dal Rosario

 

Ore 17.30

Strà, Alta Val Tidone (Piacenza): dal Santuario della Beata Vergine Madre delle Genti la Messa in diretta su https://www.youtube.com/channel/UC5Y79huwWML6YGOcLSc5SFA (Rosario ore 17)

Ore 18

Dalla Basilica di San Francesco ad Assisi la Messa in diretta streaming sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/sanfrancescoassisi/live_videos/ o sul portale https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/messa-diretta-streaming-oggi. Sul sito sempre attiva una webcam sulla tomba di san Francesco (https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/web-cam-cripta-di-san-francesco-assisi), davanti alla quale ogni giorno ale 12.30 si prega l’Angelus. Altra Messa domenicale alle 7.15, sempre in diretta. Giorni feriali: Messe in streaming alle 6.30 e alle 18.

Ore 18.15

Santuario di Oropa: Messa in diretta streaming su www.santuariodioropa.it/funzioni-in-diretta/ e sulla pagina Facebook Santuario di Oropa Official.

Ore 19

Su Tv2000 la Messa in diretta dalla Basilica di Sant’Andrea delle Fratte a Roma.

Roma, Parrocchia-Santuario di Santa Maria delle Grazie al Trionfale: Messa in diretta su https://santamariadellegraziealtrionfale.wordpress.com/dirette-streaming-seguici-in-diretta/. Altre Messe: ore 7, 8, 9, 10 e 11. Giorni feriali: ore 7, 8, 9 e 19. Prefestiva: ore 19.

Ore 19.30

Dal Santuario della Consolata Messa in diretta streaming su www.laconsolata.org attraverso il canale YouTube del Santuario.

Ore 20

Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa: Messa in diretta streaming su https://www.madonnadellelacrime.it/

Avvenire

Quaresima. Perché? Possiamo provare a viverla come qualcosa di straordinario che il Signore ci dà oggi la Grazia di sperimentare, nonostante l’isolamento da pandemia e la tragedia della guerra in Ucraina?

di: Vincenzo Bertolone

quaresima 

Quaresima. Perché? Possiamo provare a viverla come qualcosa di straordinario che il Signore ci dà oggi la Grazia di sperimentare, nonostante l’isolamento da pandemia e la tragedia della guerra in Ucraina?

Conversione? Vita nuova – da bruco a farfalla, cammino di santità – dura tutta la vita, su questa terra e l’altra. La vera conversione la si raggiunge quando non siamo più dominati da egoismo e desideri incontrollati, ma dal vero liberante amore divino.

Alla vita ordinaria si prospetta una seconda diversa vita. Anche dal mondo tecnologico ci viene prospettata una seconda vita, indicata anche da una parola carica di curiosità, metaverso, un sistema per interconnettere il mondo reale e  quello virtuale mediante un doppio di noi stessi, come si dice un avatar.

Il prefisso meta ci è caro nel pensiero cristiano e anche nella letteratura. Siamo abituati a termini come metafisica o metamorfosi. Se metafisica apre a qualche cosa di altro e di oltre rispetto al fisico, cioè a quanto si vede e si tocca, metamorfosi ci ricorda la trasformazione a cui Ovidio, per esempio, sottopone alcuni personaggi della mitologia. Una proposta di pensiero alternativo, dunque, un meta-pensiero, anzi, alla lettera, una conversione, cioè un cambiamento radicale di prospettiva.

Lasciarsi guidare dall’acqua

«Uno dei Padri del deserto diceva: Come è impossibile che un uomo veda il proprio volto nell’acqua torbida, così anche l’anima, se non è stata purificata da pensieri estranei, non può pregare Dio assorta nella contemplazione».[1]

Ma oggi si crede ancora nella vocazione soprannaturale dell’uomo? Affinché il cammino quaresimale sia per noi un limpido percorso di avvicinamento all’essenziale, è necessario liberare la nostra esistenza da ogni ingombro.

Che cosa ingombra la nostra esistenza individuale e sociale? Non c’ingombra, per caso, anche la saturazione, l’overdose di informazioni (vere e/o false) provenienti dalla società massmediale e ipertecnologica? Non c’ingombrano i troppi prodotti di consumo?

Già Seneca, parlando di ingombri che possono renderci intemperanti, osservava: «Il grammatico Didimo scrisse quattromila libri: ne avrei compassione se solo avesse letto una simile mole di inutilità».

Ben più della sapienza filosofica, il Catechismo della Chiesa cattolica insegna che «la temperanza è la virtù morale che modera l’attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell’onestà» (n. 1809).

Quale mondo?

Conosciamo oggi un tipo di cultura in cui non conta la verità. Anche se apparentemente si vuol fare apparire tutta la verità, contano solo la sensazione e lo spirito di calunnia e di distruzione. Contro questa cultura diciamo “no”.

Ci sono come due mondi: uno apparentemente vero, l’altro veramente vero; uno menzognero e costruito artificialmente al di là del mondo veritiero, l’altro invece vero e buono, che è possibile scoprire e a cui attingere.

La stessa via quaresimale ha il suo primo iter nel di qua dell’anno liturgico e della vita ordinaria, il suo secondo iter nel di là degli strumenti simbolici e sacramentali che riempiono di senso la vita reale. Si può star bene di qua e di là, senza votarsi al male.

Ecco la necessità in quaresima di rientrare dentro noi stessi, dell’appartarci, dell’entrare nel metaverso quaresimale, non tanto per sfuggire ai nostri doveri, ma per compierli meglio, grazie al silenzio, al raccoglimento, alla mortificazione, alla salmodia, alla preghiera e alla lectio divina.

 

+ Vincenzo Bertolone,
arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace


[1] Cf. Detti dei Padri del deserto scelti e presentati da Thomas Merton. Titolo originale “The Wisdom of the Desert”, Traduzione di Caterina Licciardi, Tea edizioni, 2003, XXIV.

Meditare sulla Trasfigurazione di Gesù, per trovare la luce che trasfigura il nostro sguardo, illumina le esperienze, guarisce le relazioni

Nel mondo orientale l’icona della trasfigurazione ha un’importanza tutta particolare. Con essa, un tempo, l’iconografo doveva iniziare la sua attività pittorica. Essa è la madre di tutte le icone, nel senso che in ogni icona deve riflettersi la stessa luce che brillò sul Tabor.

Iniziare ogni giorno da qui. Dalla Trasfigurazione. Perché la sua luce si rifletta sui pensieri, sulle esperienze.

Per la seconda volta, nel cammino di Quaresima, veniamo condotti in un luogo appartato, per pregare. Ma stavolta è un monte, non un deserto: mi accorgo che fare strada con Gesù significa dirigersi verso l’alto, spesso arrampicarsi, con tutto l’impegno e la fatica che questo comporta. Ma una volta raggiunta la vetta? Lo spettacolo toglie il fiato. Si vede in modo nuovo, lo sguardo abbraccia l’orizzonte, si dischiude una prospettiva ‘altra’ sullo spazio e anche sul tempo, sul cammino percorso e sul suo senso.

Gesù è andato nel deserto e ora ci accompagna sul monte con il medesimo scopo: la preghiera. È così importante la preghiera? Non le mie solite preghiere, recitate a volte meccanicamente, quasi per assolvere un dovere. Ma la Preghiera, che è spazio aperto coltivato nelle profondità del cuore, luogo d’incontro e di dialogo, nello Spirito, con l’Altro, con gli altri e le altre. Quella preghiera capace di spostare le montagne, o di trasfigurare la realtà. Tanto preziosa da chiedere di lasciare le abitudini, di staccare dalla quotidianità, di darle tempo, e luogo.

Cosa accade quando, davvero, si prega? Mentre Gesù prega – non prima, non dopo – mentre prega accanto ai suoi amici, abitando insieme il luogo scelto, accade qualcosa. Lì è una luce sfolgorante, un volto che cambia d’aspetto, un dialogo che si apre e trascende i confini tra cielo e terra.

E qui? Cosa accade qui? Cosa cambia? Di certo cambia chi prega, cambio io, cambiamo noi. Cambiamo nell’atteggiamento e nelle azioni, la preghiera illumina i pensieri, dona uno sguardo diverso, trasforma le relazioni.

Già, le relazioni. “Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo”: non è solo stavolta, Gesù. Ha con sé i suoi amici, quegli amici un po’ scalcagnati che tante volte mostreranno i loro limiti e le loro paure. Fino a Pasqua.

Eppure lui li prende con sé. Non li sceglie perché sono i migliori, ma perché li ama. Così come sono. Scommette su di loro, e su di me, su di noi: “Gesù ci sfida giorno per giorno con una domanda: credi? Credi che sia possibile che un esattore si trasformi in un servitore? Pensi che sia possibile che un traditore diventi un amico? Pensi che sia possibile che il figlio di un falegname sia il Figlio di Dio? Il suo sguardo trasforma il nostro sguardo, il suo cuore trasforma il nostro cuore” (papa Francesco, Holguin, 21 settembre 2015).

E se cambia il cuore, allora sì, anche le cose possono cambiare. Credo che la nostra preghiera possa trasformare la guerra in pace?

vinonuovo.it

Quaresima. Se non esiste un Messia senza croce, neppure esiste una Chiesa o un cristiano senza croce. Dire “no” a tutte le forme del Male

di: Tomáš Halík in Settimana News

omelia

Il filosofo e teologo ceco Tomáš Halík propone questo testo all’inizio del cammino quaresimale, invitando a non fermarsi alle forme del culto ma vivendo il messaggio di morte e di vita contenuto nel mistero pasquale. Se non esiste un Messia senza croce, neppure esiste una Chiesa o un cristiano senza croce. Dire “no” a tutte le forme del Male.

L’omelia dovrebbe essere un ponte tra il mondo del testo biblico e il mondo degli ascoltatori. Questo non è un compito facile oggi, perché in questi tempi difficili e drammatici il mondo di cui facciamo parte sta cambiando letteralmente ogni giorno. Non oso prevedere cosa accadrà nei prossimi giorni tra il momento in cui preparo la mia omelia e la domenica in cui è previsto che se ne parli in chiesa.

Poco tempo fa, pochi avrebbero potuto immaginare che l’Europa sarebbe stata di nuovo in guerra, che la Russia di Putin si sarebbe esclusa dalla famiglia dei paesi civilizzati, avrebbe commesso crimini di guerra, distrutto da un giorno all’altro il pacifico ordine mondiale costruito nel corso di decenni, calpestato il diritto internazionale, attaccato il suo vicino più debole in modo insidioso e spregevole, cercato di cancellare dalla carta geografica uno stato democratico, un grande paese vicino a noi culturalmente, e ucciso brutalmente anche donne e bambini. Il sangue dell’Ucraina grida al Signore degli eserciti.

Non appena l’onda del contagio pandemico si è placata, la Russia di Putin ha scatenato una pandemia ancora più terrificante di ingiustizia, paura e violenza, per la quale è difficile trovare un rimedio sufficientemente efficace.

Le ceneri, iniziazione alla maturità

Nelle chiese abbiamo iniziato il periodo di penitenza pre-pasquale con il rito delle ceneri, accompagnato dalle parole: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai”. Questa cerimonia e queste parole ci mettono di fronte alla nostra transitorietà, alla nostra morte. È quindi affine agli antichi riti di iniziazione, in cui il confronto con la morte significava l’iniziazione all’età adulta – questo era forse, dopo tutto, il significato del rito del sacrificio di Isacco.

In questo momento storico ci troviamo di fronte alla morte che è destinata a condurci all’età adulta, alla maturità, alla responsabilità.

Iniziamo la Quaresima con la consapevolezza della morte e della transitorietà. Alla fine della Quaresima, celebreremo la grande notte del trionfo sulla morte e sulla paura della morte, quando possiamo chiedere: “Morte, dov’è la tua vittoria?”. La sacra Scrittura ci dice: “Per la paura della morte eravate tenuti in schiavitù”. Ma siamo chiamati alla libertà, anche alla libertà dalla paura. Il compito della Quaresima è una trasformazione interiore, un’opportunità di liberazione, di ri-creazione.

Il racconto figurato della creazione dell’uomo nella Bibbia ci dice che l’uomo è un grande paradosso: è tratto dal nulla, dalla polvere della terra – ed è animato dallo spirito di Dio.

La polvere e la cenere sono un simbolo del nulla: è una sostanza che non ha forma, è subito spazzata dal vento, non serve più a nulla. Solo Dio può creare dal nulla. Solo lui può dare a qualcosa di così insignificante una forma, un volto e un significato: il suo Spirito. Così, per la potenza dello Spirito di Dio, l’uomo, vulnerabile e transitorio, diventa l’immagine e l’espressione della libertà e della creatività di Dio.

Quando l’uomo abusa del dono della libertà, quando si chiude al soffio dello Spirito di Dio nel guscio del suo egoismo – e questa chiusura la chiamiamo peccato –, ricade nel nulla. Nel Libro dei Salmi leggiamo: “Se si toglie loro lo spirito, tornano alla loro polvere”. Ma il salmista parla poi del pentimento, della conversione – come di una ri-creazione: tu restituisci loro lo spirito e sono creati.

Nella preparazione quaresimale è in gioco proprio questo allontanarsi dal nulla, dal peccato di chiusura come morte spirituale, e soprattutto la conversione e il perdono come risurrezione, come risveglio a una vita piena e libera, per entrare nel dramma pasquale della vittoria sulla morte, sulla colpa e sulla paura. È necessario far risorgere la nostra fede, il nostro amore, la nostra speranza.

Non prendiamo alla leggera questa chiamata quaresimale di Dio facendola diventare una rinuncia alla cioccolata e alle troppe spese. I prossimi anni ci porteranno da sé a una rinuncia delle cose materiali e a uno stile di vita più sobrio.

Al tempo del coronavirus, Dio ci ha chiuso le chiese per dirci: se pensavi che il tuo cristianesimo consistesse nel condurre una vita piuttosto perbene e nell’andare in chiesa la domenica, allora sappi che in questo giorno e in quest’epoca, ciò non è sufficiente. “Cerca il Signore sempre, finché si fa trovare” è il motto della Quaresima.

Se abbiamo risposto a questa pedagogia divina solo partecipando alla messa in TV la domenica, allora non abbiamo capito niente. Dio vuole che cerchiamo coraggiosamente, creativamente e generosamente altri modi più profondi e stimolanti per riflettere e realizzare la nostra fede, piuttosto che il consumo passivo del culto.

L’appello di papa Francesco alla riforma sinodale della Chiesa ha lo stesso significato: trasformare una rigida istituzione in una rete di comunicazione reciproca, un modo di cercare insieme una risposta ai segni dei nostri tempi rivoluzionari. Non una fuga nel passato, né una modernizzazione a buon mercato – ma un viaggio impegnativo dalla superficialità alla profondità.

Le tre tentazioni

Il Vangelo della prima domenica di Quaresima ci ricorda che Gesù ha affrontato il duro cammino del digiuno per quaranta giorni nel deserto. Al suo battesimo nel Giordano, uscì dal suo anonimato e fu identificato da Giovanni – e dalla voce di Dio dall’alto – come l’atteso Messia e l’amato Figlio di Dio. Gesù intraprende il suo mandato messianico.

Ma non passa immediatamente dal luogo del battesimo alle strade del mondo. Va in solitudine, nel deserto, in un luogo in cui viene raffinato come si raffina l’oro e l’argento. Sarà messo alla prova in quei quaranta giorni, come il popolo eletto fu messo alla prova nei quarant’anni nel deserto sulla via dalla schiavitù alla libertà.

Il deserto non è un luogo di tranquilla contemplazione; il deserto veniva visto come un luogo di demoni. Gli eremiti non sono andati nel deserto per godere della pace, ma per combattere lo spirito del male sul suo campo da gioco.

Chi entra nella solitudine e nel silenzio, e vi digiuna, non deve aspettarsi nulla di piacevole. È nel silenzio e nella solitudine che può risuonare ciò che è nascosto, quell’ombra della nostra natura, quello che spesso affoghiamo con il rumore e reprimiamo con il divertimento. Quando ci sentiamo tristi e soli, spesso ci buttiamo su cibo e bevande per scacciare via questi sentimenti; quando sperimentiamo la fame, riusciamo a diventare rognosi e risentiti. Possono sorgere molte tentazioni nell’anima di una persona i cui bisogni sono frustrati. Anche Gesù, quando era affamato, fu messo alla prova, fu tentato.

Tutte e tre le tentazioni sono dirette contro la sua missione, che ha accettato al suo battesimo e che ha raffinato nella solitudine del deserto. Tutte e tre le tentazioni mirano a corrompere il suo ruolo messianico.

Tra tutte le idee del Messia dell’epoca – trionfatore sugli occupanti romani e restauratore del potere e della gloria dell’impero davidico – Gesù abbraccia quella raffigurata dal profeta Isaia: Il Messia sarà un uomo dei dolori, che porterà la colpa di tutto il popolo, ucciso come l’agnello pasquale – ma è attraverso le sue ferite, le sue cicatrici, che molti saranno guariti.

Nel deserto, il diavolo – con il suo abile uso dei brani della Bibbia – gli offre un ruolo completamente diverso di Messia – un Messia senza croce, un Messia di successo, di miracoli spettacolari, un Messia di potere e gloria, che raccoglie ammirazione e popolarità.

Trasforma le pietre in pane, nutri te stesso e tutti gli affamati, risolvi i problemi sociali, stabilisci un regno di prosperità! Buttati giù dal tetto del tempio e non ti succederà nulla, anzi: tutti ti applaudiranno! Datti il potere reale sul mondo intero per un piccolo prezzo; per quell’unico inchino davanti al Signore delle Tenebre, ne vale la pena! Nessuna croce – piuttosto un trono d’oro!

Ma Gesù sa che il Cristo senza la croce sarebbe l’Anticristo.

Una Chiesa senza la croce sarebbe una delle potenti istituzioni di questo mondo; un prete senza la croce sarebbe un funzionario, un agitatore, un ideologo. Un cristiano senza la croce sarebbe un membro di una delle tante organizzazioni e un sostenitore di una delle tante visioni del mondo.

Quando Cristo comincia a parlare davanti a Pietro della croce che lo aspetta (dopo averlo lodato per la sua confessione messianica e averlo dichiarato la roccia su cui costruirà la sua Chiesa), Pietro gli parla familiarmente: è meglio per te se eviti ogni sofferenza! E allora Pietro sente le parole più dure uscite dalla bocca di Gesù: vattene dietro di me, satana! Gesù riconosce nelle parole accarezzanti di Pietro un’eco della tentazione di Satana nel deserto.

E la terza volta la stessa tentazione arriva nell’ora della morte: scendi dalla croce – e noi tutti ti crederemo immediatamente!

Il film di Scorsese L’ultima tentazione di Cristo, basato sul romanzo di Kazantzakis, rappresenta l’ultima tentazione sulla croce: rinunciare alla via crucis, vivere una “vita normale” come tutti! Il romanzo e il film – scandaloso per molti cristiani – finiscono in modo abbastanza veritiero: Gesù resiste alla tentazione, torna alla croce.

Gesù non trasforma magicamente le pietre in pane: ma dà il suo corpo e il suo sangue, tutto il suo essere – e così diventa il pane della vita.

Gesù non si schianta contro il fondo di questo mondo, non si getta nella rete di sicurezza degli angeli, ma beve il calice della sofferenza fino alla feccia, non fugge dal peso del destino umano.

A Gesù è dato ogni potere sulla terra e in cielo – ma non è una ricompensa per essersi inchinato al diavolo, ma il frutto della fedeltà alla volontà del Padre celeste.

Dì NO al diavolo

Say no to the devil – di’ no al diavolo, cantava il pastore evangelico ceco e dissidente Sváťa Karásek di fronte al regime di polizia con le sue tentazioni, promesse e intimidazioni durante l’occupazione russa della Cecoslovacchia.

Il nostro mondo è di nuovo minacciato dall’oscurità che pensavamo non sarebbe mai tornata dall’inferno del passato. Ancora una volta, dallo stesso luogo in cui giunse il gelo del 1968, che per vent’anni corrose il desiderio di libertà del nostro paese, si riversano ora di nuovo menzogne, sangue e il fuoco della distruzione e, allo stesso tempo, tenta il mondo all’egoismo e all’indifferenza, alla sciocca convinzione che la fine non stia ancora scoccando. Non è vero. Non lasciamoci cullare in una falsa calma e non lasciamoci intimidire: diciamo NO al diavolo.

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