Accoglienza, per la Caritas di Reggio Emilia-Guastalla, fa rima con locanda

Don Gionatan Giordani presiede un incontro di preghiera alla Locanda San Francesco a Reggio Emilia.

Accoglienza, per la Caritas di Reggio Emilia-Guastalla, fa rima con locanda. Come quella nella quale il “Buon Samaritano” della parabola evangelica accompagna il povero viandante ferito. “La locanda è innanzitutto un luogo abitato, non un posto dove si dorme e basta”, afferma Andrea Gollini, direttore della Caritas diocesana. “È un luogo vivo dove si prende dimora, dove le persone accolte e le persone accoglienti si mescolano facendo comunità e camminando insieme, si compromettono. È infatti nella condivisione della quotidianità, nel preparare insieme da mangiare, che risiede la vera forza di questa esperienza”.

Donne ferite dalla strada

La Caritas con il contributo dell’8xmille sostiene tre realtà di accoglienza. “Locanda Bruna e Dante” è stata inaugurata nel 2012 ed è riservata a donne in difficoltà. È nata nell’ambito del progetto “Maria di Magdala” per accompagnare giovani uscite dall’inferno della prostituzione. Ora nella struttura abitano in sette con tre minori. Sono seguite da Lorenza Calabrese, educatrice della Caritas diocesana e da un gruppo di volontarie coordinate da Gloria Zanni ed Emanuela Cigni. Lo staff cerca di fare vivere alle ospiti un clima familiare e disteso coinvolgendole in laboratori e attività ricreative; ma soprattutto dedica loro del tempo con la speranza di instaurare relazioni significative basate sulla fiducia e poterle aiutare sempre meglio.

Casa per sette famiglie e tre ragazze

Nel 2017 la Caritas ha aperto “Locanda San Francesco”, un luogo di accoglienza ricavato negli spazi dell’ex museo dei Frati Minori Cappuccini in via Ferrari Bonini a Reggio Emilia. La struttura è stata voluta da Diocesi e Frati come luogo di accoglienza, accompagnamento e vicinanza a chi quotidianamente vive problematiche legate alla povertà e al disagio abitativo. Essa accoglie e accompagna a progetto uomini maggiorenni, donne anche con bambini e nuclei famigliari in difficoltà abitativa.

In questo momento abitano nella struttura sette nuclei familiari, tra single e coppie, con cinque bambini. Dall’inizio del 2024, all’interno della “Locanda San Francesco”, abitano tre studentesse universitarie legate alla parrocchia di San Pietro a Reggio Emilia. Si tratta di Giulia BuraniFederica Spazian e Micol Menozzi. Le ragazze hanno scelto di vivere un’esperienza di vita comunitaria con uno sguardo di attenzione e servizio alla vita della Locanda.

Progetti di autonomia

Due volontari della Locanda «Don Luigi Guglielmi», in via Aeronautica a Reggio Emilia, a cena con gli ospiti della struttura.
Due volontari della Locanda «Don Luigi Guglielmi», in via Aeronautica a Reggio Emilia, a cena con gli ospiti della struttura.

La più recente opera di accoglienza della Caritas diocesana è “Locanda Don Luigi Guglielmi”. È stata inaugurata il 10 dicembre 2019 in via dell’Aeronautica a Reggio Emilia ed è un luogo in cui uomini in difficoltà, senza dimora, hanno l’opportunità di essere accolti per la notte e vivere momenti di ascolto, relazione e prossimità durante il giorno. Attualmente tale Locanda ospita dieci persone accompagnate da Marco e Eleonora della Cooperativa San Giovanni Bosco e alcuni giovani che svolgono periodi di servizio.

“Tutti i progetti di accoglienza nelle locande sono frutto di ascolto e proposti dopo aver instaurato una relazione con le persone”, spiega Elisa Nicoli, viceresponsabile della Caritas diocesana e responsabile del Centro di Ascolto diocesano. “Di solito le persone restano nelle Locande per almeno dodici mesi durante i quali facciamo il possibile per renderle autonome”. Per favorire questo percorso di crescita gli operatori propongono alle persone tirocini formativi nelle mense diffuse, a Nuovamente o in altre realtà private disponibili ad accompagnare persone verso una maggiore autonomia.
I piccoli passi verso un futuro di autonomia sono occasioni di gioia che gli operatori Caritas hanno imparato a custodire. Alcuni mesi fa un giovane, segnato dalla fragilità verso l’abuso di sostanze e condizioni abitative instabili, ha chiesto aiuto al Centro di Ascolto perché si sentiva mortificato dalle alte aspettative che la famiglia di origine, all’estero, aveva nei suoi confronti e dalle sue deboli possibilità di esaudirle. Era chiuso e ferito. La relazione con la Caritas è iniziata con l’accesso ad una mensa diffusa ed è proseguita con l’accoglienza in una delle Locande. Dopo l’ingresso il giovane ha accettato due proposte di tirocinio e ora ha compiuto significativi passi avanti nel suo percorso verso l’autonomia.

Una storia d’accoglienza e ascolto resa possibile dalla scelta di destinare l’8xmille alla Chiesa.

laliberta.info

 

Fino all’11 maggio aperta la Bottega del Regalo Solidale a Reggio Emilia in S. Stefano

Riapre da lunedì 6 a sabato 11 maggio la Bottega del Regalo Solidale di Caritas e Centro Missionario, tutte le mattine dalle 9 alle 13.

Perché? Il 12 maggio è la festa della Mamma e vogliamo proporti un regalo “differente”. Quale?

Dobbiamo ridipingere Casa Bruna e Dante, locanda di accoglienza per donne… il preventivo è piuttosto importante.

Perché non doni alla tua mamma la pittura di una stanza?
O di qualche metro quadrato?
Oppure puoi regalare un nuovo “Lamba” (fascia di stoffa colorata utile per portare il bimbo) a una mamma che partorisce nel nostro ospedale in Madagascar o sostenere il progetto delle “mamme baby sitter” presso la Ferme di Manakara.

In Brasile puoi accompagnare le donne che devono partorire e non possono permettersi di fare visite prenatali sostenendo il progetto “La cura del bambino fin dal ventre materno”, oppure puoi sempre sostenere il progetto ARCOIRIS…

O puoi regalare una visita specialistica ad una mamma di una famiglia albanese seguita dalla Caritas di Sapa.
Potrai scegliere tra sei progetti, tutti a favore di donne e mamme.

Fai la differenza e regala qualcosa di diverso!
Vieni in Bottega a scoprire i progetti che puoi sostenere: ogni donazione sarà accompagnata da una lettera che spiega quale progetto hai scelto.
Ti aspettiamo!

La Bottega del Regalo Solidale
via Emilia Santo Stefano 30/A
Reggio Emilia

Per informazioni
Segreteria Coordinamento Pastorale
0522.1757969
segreteriacoordinamentopastorale@diocesi.re.it

Anche la Caritas diocesana firma il protocollo comunale per la zona della stazione di Reggio Emilia

Stazione centrale di Reggio Emilia

laliberta.info

La Chiesa è attiva da anni in zona stazione a Reggio Emilia e a fianco della povertà estrema, di strada, presente anche nella nostra città.

Attraverso l’attività della Caritas diocesana, di alcune parrocchie, di sacerdoti e volontari non è mai mancata la vicinanza a chi dorme in situazioni precarie e cerca rifugio nei pressi della stazione di piazzale Marconi. Gruppi di volontari delle Unità pastorali “Laudato sii”, “San Paolo VI” e “San Giovanni Paolo II”, accompagnati dai parroci, escono di notte da molti anni.

Ogni giorno, tutto l’anno, la Caritas diocesana accoglie nelle mense diffuse molte delle persone che abitano in stazione. Presso l’Ambulatorio Querce di Mamre chi non può accedere al Servizio Sanitario Nazionale viene curato e nelle Locande sono state accolte alcune di queste persone, accompagnate dal Centro di Ascolto diocesano, per fare fronte alle tante difficoltà che i senza fissa dimora manifestano. Il sabato di ogni settimana è disponibile il servizio docce presso la parrocchia di Sant’Alberto.

L’approccio della Caritas – e certo non da oggi – è quello di andare oltre la risposta al bisogno materiale e immediato, per costruire cammini di accompagnamento che si basano sulla relazione e sul riconoscimento della dignità di tutte le persone. Una filosofia perseguita da tempo, nei confronti di un numero crescente di destinatari.

“Alla luce di questo impegno – spiegano il direttore della Caritas diocesana Andrea Gollini e i collaboratori – crediamo sia giusto e doveroso sottoscrivere il protocollo proposto dal Comune di Reggio Emilia. Lontani da interessi di parte, ci sembra necessario fare tutto il possibile per costruire una rete di realtà che possano dare una risposta all’emergenza ‘zona stazione’, condividendo progetti concreti e attenti alle persone. Siamo convinti che il protocollo sarà occasione per un lavoro strutturato, di confronto e di intervento, per migliorare la condizione delle persone, offrendo percorsi che partano dalla reale condizione di chi frequenta la stazione, come è stato per l’intervento alle Reggiane (Reggiane Off). Scegliamo, come sempre, di stare dalla parte delle persone che soffrono e di scommettere sulla solidarietà come prima forma di costruzione di comunità e come più forte deterrente alla paura e all’insicurezza. Crediamo che dove ci sia qualcuno che si vuole impegnare per chi soffre, lì debba esserci la Chiesa”.