Coronavirus, a Reggio Emilia altri sette morti. Cresce il picco dei contagiati in provincia, quasi 200 positivi in più. In regione 5.214 malati e 531 morti totali

In Emilia-Romagna sono complessivamente 5.214i casi di positività al Coronavirus, 689 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Passano però da 15.461 a 18.344 i campioni refertati, 2.833 test in più effettuati rispetto a ieri. Si tratta di dati accertati alle ore 12, sulla base delle richieste istituzionali.
Gazzetta di Reggio

Covid-19: i casi in Italia alle ore 18 del 9 marzo

salute.gov.it

immagine bollettino

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del nuovo Coronavirus sul territorio nazionale i casi totali sono 9172, al momento sono 7985 le persone che risultano positive al virus.

Le persone guarite sono 724.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 4316, in terapia intensiva 733, mentre 2936 si trovano in isolamento domiciliare.

I deceduti sono 463, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Il Capo della Protezione civile e Commissario per l’emergenza, Angelo Borrelli, ha inoltre comunicato che è stata avviata la consegna di 325 ventilatori per le terapie intensive e sub-intensive, da questa sera la distribuzione inizia con la Lombardia; ha inoltre ricordato che prosegue la distribuzione delle mascherine e dei dispositivi di protezione individuale. In particolare, domani verranno distribuite circa 100mila mascherine negli istituti penitenziari.

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Coronavirus, nuovo decreto “#iorestoacasa” estende a tutta Italia limitazioni aree più colpite

fonte: salute.gov.it

il presidente del Consiglio Conte

Stop agli spostamenti, scuole chiuse fino al prossimo 3 aprile, blocco di ogni manifestazione sportiva, compresi i campionati di calcio. “Da oggi ci sarà l’Italia zona protetta, le misure già previste dal Dpcm dello scorso 8 marzo saranno valide sull’intero territorio nazionale”. Ad annunciare il nuovo provvedimento è stato il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa la sera del 9 marzo.
Il testo, dopo la firma del Presidente del Consiglio Conte, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e le nuove misure saranno operative già dal 10 marzo.

“Siamo consapevoli di quanto sia difficile modificare le nostre abitudini. Ma purtroppo non c’è tempo. I numeri ci dicono di una crescita importante dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. Ai loro cari va la vicinanza di tutti gli italiani. Le nostre abitudini vanno cambiate ora. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia, e lo dobbiamo fare subito. Adotteremo misure più forti per contenere il più possibile l’avanzata del coronavirus e per tutelare la salute di tutti i cittadini”, ha spiegato il premier.

“Sto per firmare un provvedimento che potrei definire così: #iorestoacasa. Non ci saranno più “zona rossa” o “zona 1 e zone 2″, ci sarà solo l’Italia zona protetta. Saranno quindi da evitare spostamenti su tutto il territorio nazionale a meno che non siano motivati da ragioni di lavoro, necessità o salute. Estenderemo tutte le misure già previste dal Dpcm dello scorso 8 marzo su tutto il territorio nazionale. Inoltre – ha concluso Conte – aggiungiamo anche un divieto degli assembramenti sia all’aperto che nei locali chiusi. Sono costretto ad intervenire in maniera decisa per tutelare la salute dei tutti e in particolare quella dei più fragili”.

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