Scuola collaborare insieme fra politici, ma mettere al primo posto sicurezza alunni. Se aumentano contagi con picco pensare a nuova dad

SCUOLA, AZZOLINA PRONTA A COLLABORARE CON I SINDACATI

RIAPERTURA A SETTEMBRE ‘E’ SFIDA DIFFICILE MA IO CI CREDO’ “Siamo assolutamente disposti a collaborare con i sindacati. Li ho visti e ho detto che sono pronta a fare tutti i tavoli che vogliono”. Così la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina risponde all’allarme lanciato ieri dai sindacati sul fatto che a settembre ‘non ci sono le condizioni’ per riaprire in sicurezza. “Chiaramente l’apertura della scuola a settembre è una sfida difficile – dichiara – ma credetemi, io non mi risparmio, sto lavorando h24, amo la scuola e ci credo”.

Coronavirus, a Reggio Emilia altri sette morti. Cresce il picco dei contagiati in provincia, quasi 200 positivi in più. In regione 5.214 malati e 531 morti totali

In Emilia-Romagna sono complessivamente 5.214i casi di positività al Coronavirus, 689 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Passano però da 15.461 a 18.344 i campioni refertati, 2.833 test in più effettuati rispetto a ieri. Si tratta di dati accertati alle ore 12, sulla base delle richieste istituzionali.
Gazzetta di Reggio

Covid-19: i casi in Italia alle ore 18 del 9 marzo

salute.gov.it

immagine bollettino

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del nuovo Coronavirus sul territorio nazionale i casi totali sono 9172, al momento sono 7985 le persone che risultano positive al virus.

Le persone guarite sono 724.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 4316, in terapia intensiva 733, mentre 2936 si trovano in isolamento domiciliare.

I deceduti sono 463, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Il Capo della Protezione civile e Commissario per l’emergenza, Angelo Borrelli, ha inoltre comunicato che è stata avviata la consegna di 325 ventilatori per le terapie intensive e sub-intensive, da questa sera la distribuzione inizia con la Lombardia; ha inoltre ricordato che prosegue la distribuzione delle mascherine e dei dispositivi di protezione individuale. In particolare, domani verranno distribuite circa 100mila mascherine negli istituti penitenziari.

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Coronavirus, nuovo decreto “#iorestoacasa” estende a tutta Italia limitazioni aree più colpite

fonte: salute.gov.it

il presidente del Consiglio Conte

Stop agli spostamenti, scuole chiuse fino al prossimo 3 aprile, blocco di ogni manifestazione sportiva, compresi i campionati di calcio. “Da oggi ci sarà l’Italia zona protetta, le misure già previste dal Dpcm dello scorso 8 marzo saranno valide sull’intero territorio nazionale”. Ad annunciare il nuovo provvedimento è stato il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa la sera del 9 marzo.
Il testo, dopo la firma del Presidente del Consiglio Conte, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e le nuove misure saranno operative già dal 10 marzo.

“Siamo consapevoli di quanto sia difficile modificare le nostre abitudini. Ma purtroppo non c’è tempo. I numeri ci dicono di una crescita importante dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. Ai loro cari va la vicinanza di tutti gli italiani. Le nostre abitudini vanno cambiate ora. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia, e lo dobbiamo fare subito. Adotteremo misure più forti per contenere il più possibile l’avanzata del coronavirus e per tutelare la salute di tutti i cittadini”, ha spiegato il premier.

“Sto per firmare un provvedimento che potrei definire così: #iorestoacasa. Non ci saranno più “zona rossa” o “zona 1 e zone 2″, ci sarà solo l’Italia zona protetta. Saranno quindi da evitare spostamenti su tutto il territorio nazionale a meno che non siano motivati da ragioni di lavoro, necessità o salute. Estenderemo tutte le misure già previste dal Dpcm dello scorso 8 marzo su tutto il territorio nazionale. Inoltre – ha concluso Conte – aggiungiamo anche un divieto degli assembramenti sia all’aperto che nei locali chiusi. Sono costretto ad intervenire in maniera decisa per tutelare la salute dei tutti e in particolare quella dei più fragili”.

Guarda il video della conferenza stampa

La domanda alla quale non c’è risposta è quella che assilla tutti, dal personale sanitario ai mercati finanziari: quando ci sarà il picco dei contagi di Covid-19?

Da Avvenire

Che non ci sia risposta l’ha detto chiaramente il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, ieri in conferenza stampa con il commissario all’emergenza Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, nel quotidiano bilancio delle 18 che tutta l’Italia aspetta con il fiato sospeso. I numeri parlano chiaro, i grafici lo mostrano: l’impennata è costante, il picco arriverà, e poi ci sarà l’agognata discesa. Ma non sappiamo quando.

Cresce il numero dei guariti: 622. Ma aumentano anche i decessi: 366, in gran parte ultrasettantenni, molti over 80, e con patologie pregresse. Soprattutto si assiste a un aumento esponenziale dei casi e dei ricoveri: ieri c’è stato un aumento record di 1.492 casi positivi in un giorno. Considerato che non si fanno tamponi (e dunque non si computano come contagi) a chi presenta sintomi para influenzali gestibili in casa, il segnale è che il virus circola in maniera massiccia. Il rischio è l’intasamento degli ospedali, in particolare delle Terapie intensive della Lombardia, che già lavorano in condizioni estreme.

Nella regione più colpita la “zona rossa” non esiste più: con l’entrata in vigore ieri del Decreto della presidenza del Consiglio (valido fino al 3 aprile) valgono le stesse restrizioni per l’intera Lombardia (così come per le altre 14 province interessate, norme meno stringenti per il resto d’Italia). Perché il contagio non è circoscritto. L’impennata si registra in particolare nella Bergamasca, ma non c’è area della regione che sia immune.

Coronavirus / In Emilia Romagna salgono a 1.180 i casi: altri 8 morti

In Emilia Romagna sono complessivamente 1.180 i casi di positività al Ccronavirus, 170 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio. E passano da 3.604 a 4.344 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12, sulla base delle richieste istituzionali. Salgono anche le persone in terapia intensiva: sono 75 (11 in piu’ rispetto a ieri) e i morti, passati da 48 a 56. Degli 8 nuovi decessi, due riguardano cittadini lombardi di 81 e 85 anni, poi un paziente bolognese di 85 anni e cinque pazienti piacentini con età comprese tra i 71 e 91 anni.
tgcom24