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Trentasei morti negli scontri tra polizia e minatori in Sud Africa

Platino e sangue

Johannesburg, 17. Peggiorano, con il passare delle ore, le conseguenze dei violenti scontri di ieri tra la polizia sudafricana e i minatori in sciopero a oltranza a Marikana, nel nordovest del Paese africano, a circa 100 chilometri dalla capitale, Johannesburg. Finora le vittime accertate sono trentasei, ma si teme che possano essere molte di più. «Molte persone sono rimaste ferite e il numero dei morti continua ad aumentare», ha infatti detto il ministro della Polizia, Nathi Mthethwa, in un’intervista trasmessa dalla radio locale.
La forze dell’ordine hanno aperto il fuoco su un folto gruppo di minatori, armati di bastoni, spranghe di ferro e machete, che si erano rifiutati di disperdersi dopo aver respinto un ultimatum della direzione della miniera, da dove si estrae platino, che aveva intimato loro di riprendere il lavoro, pena il licenziamento. Lo hanno confermato alla stampa fonti dell’Unione nazionale dei minatori sudafricani. Il ministro – informa l’agenzia Ansa – ha condannato le violenze, sottolineando che la polizia aveva negoziato per tre giorni con gli scioperanti. «Questo non doveva accadere – ha precisato Mthethwa – e abbiamo sempre insistito sul fatto che ci sono delle leggi che permettono di scioperare, di riunirsi per manifestare, e crediamo che le persone non dovrebbero ignorare questi pilastri del nostro sistema».

(©L’Osservatore Romano 17-18 agosto 2012)