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Positivi risultati dal confronto tra la Santa Sede e le Chiese ortodosse orientali

di Gabriel Quicke

L’enciclica sull’ecumenismo Ut unum sint del beato Giovanni Paolo II sottolinea in maniera significativa l’importanza dello scambio attraverso il dialogo, che è molto più di uno scambio di idee: è uno “scambio di doni” (28). Nel nostro pellegrinaggio verso l’unità dei cristiani, incontriamo i nostri fratelli e le nostre sorelle di altre Chiese e comunità ecclesiali. Le visite ecumeniche favoriscono non solo uno scambio teologico, ma creano anche una cultura di amicizia in uno spirito di fratellanza e fraternità evangelica. Gli incontri ecumenici offrono la possibilità di accogliere gli altri e di essere dagli altri accolti. L’ospitalità da una parte e dall’altra permette un continuo arricchimento e un proficuo confronto, anche allo scopo di risolvere sia problemi comuni relativi alla vita umana e alla società sia difficoltà pratiche concernenti la Chiesa. L’ecumenismo non è indifferente alla realtà concreta delle diverse comunità cristiane e si preoccupa, ad esempio, dell’uso comune di luoghi di culto, come pure di questioni di giustizia sociale, di povertà, di razzismo e di violenza. L’ecumenismo mira a sviluppare una cultura di ospitalità e di amicizia, incoraggiando la condivisione sia della gioia che del dolore tra i cristiani. In tal senso, siamo sempre chiamati ad alleggerire il fardello gli uni degli altri. E in questo spirito devono procedere i dialoghi teologici: veritatem facientes in caritate.
Rappresentanti della Chiesa cattolica e delle Chiese ortodosse orientali si sono riuniti dal 17 al 21 gennaio 2012 come membri della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali, sotto la co-presidenza, da parte cattolica, del cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e, da parte ortodossa, del metropolita Bishoy di Damiette, segretario generale del Santo sinodo della Chiesa ortodossa copta. L’incontro è stato ospitato in Addis Abeba da sua santità Abuna Paulos I, Patriarca della Chiesa ortodossa etiope tewahedo. Durante l’incontro, i membri della commissione hanno approfondito lo studio della comunione e della comunicazione esistenti tra le Chiese fino alla metà del V secolo della storia cristiana, come pure lo studio del ruolo svolto dal martirio e dal monachesimo nella vita della Chiesa primitiva. Essi hanno riassunto gli aspetti convergenti tra le due comunità al fine di presentare modelli che possano essere usati oggi in un approccio pastorale ecumenico che miri all’obiettivo della piena comunione. Nei giorni 13 e 14 settembre 2012, un comitato di redazione si è incontrato a Roma per esaminare i contributi presentati durante l’attuale fase di dialogo e per produrre una bozza di testo che dovrà essere valutata durante la riunione della commissione prevista nel 2013.

(©L’Osservatore Romano 20 gennaio 2013)