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I santi di oggi 3 novembre 2012 San Martino de Porres col cuore di un angelo

San MARTINO DE PORRES   Domenicano – Memoria Facoltativa
Nacque a Lima (Perù) nel 1579, da un cavaliere spagnolo (governatore a Panama!) e da una ex-schiava nera. Rifiutato dal padre alla nascita, fu riconosciuto alcuni anni dopo, almeno quanto bastava per ricevere una certa istruzione. Poté così studiare un po’ di medicina e divenire un abile e ricercato infermiere. Chiese di entrare tra i frati domenicani e venne accolto come frate laico, senza la prospettiva del sacerdozio. Gli vennero affidati gli uffici più umili che eseguiva con coraggio e mansuetudine, sopportando umilmente le immancabili offese riservate ai mulatti. Ma i confratelli non tardarono ad accorgersi della sua sconfinata bontà e dell’intensa preghiera in cui viveva immerso. Quel fraticello mulatto, infatti, era capace di servire i suoi confratelli, mettendosi volontariamente in ginocchio, «col cuore acceso di un angelo». Se si verificava qualche screzio Martino concludeva gioiosamente: «Devo servirli meglio e amarli di più»: questa era la conclusione che fra Martino tirava dopo ogni conflitto conventuale. Conobbe in vita altri santi (come Francesco Solano, Turibio e Rosa da Lima, sua concittadina – i primi della storia americana) con i quali si tenne in contatto. Ebbe il dono della profezia e dei miracoli a beneficio dei più poveri. Sapeva risolvere ardui quesiti teologici e si recavano nella sua infermeria, per consultarlo, perfino i professori, il Vescovo e il Viceré. Approfittò della sua influenza per fondare, a favore di fanciulli abbandonati, il Collegio di Santa Croce, il primo di tutto il Nuovo Mondo. Amava la natura e sapeva dialogare affettuosamente anche con gli animali. Fu il primo santo nero della storia a essere canonizzato nel 1962, per volontà del Beato Papa Giovanni XXIII. Il Perù lo ha proclamato “patrono della giustizia sociale”.
Altri Santi: Pirmino, vescovo e abate (sec. VIII sec.); Berardo, vescovo (1079-1130).
Letture: «L’ardente attesa e la speranza che in nulla rimarrò deluso» (Fil 1,18b-26); «L’anima mia ha sete di Dio» (Sal 41/42); «Chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14,1.7-11).
Ambrosiano: Deuteronomio 26,16-19; Salmo 97; Romani 12,1-3; Matteo 16,24-27.

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