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Trenta morti nell'esplosione di un'autobomba nei pressi di una moschea sciita a Baaquba. Iraq, violenza continua

 Baghdad,  Ancora sangue in Iraq. Ieri l’esplosione di un’autobomba, nei pressi di una moschea sciita a Baaquba, ha provocato trenta morti e più di cinquanta feriti. Tra le vittime figurano donne e bambini. Si tratta della moschea di Husseiniya, nel quartiere di Abu Sayda. La polizia ha imposto il coprifuoco a tutto il quartiere temendo altre esplosioni, e gli artificieri sono poi riusciti a individuare e a disinnescare altri due ordigni. Rilevano gli osservatori che sebbene la violenza sia diminuita in modo significativo negli ultimi due anni, gli attentati sono comunque ancora quasi all’ordine del giorno. Sono aumentati dopo le elezioni legislative del 7 marzo scorso, dalle quali non è ancora uscito un nuovo Governo. Permangono poi le tensioni fra le comunità sciita, sunnita e curda: tensioni che sono terreno fertile per i terroristi di Al Qaeda che nella provincia di Diyala sono ritenuti ancora forti. Fra gli ultimi sanguinosi attacchi, quello di domenica scorsa, quando un duplice attentato suicida contro gli uomini della milizia sunnita filogovernativa aveva provocato la morte di quarantotto persone. Gli attacchi erano stati compiuti nella periferia sudoccidentale di Baghdad e a Qaim, 340 chilometri a ovest della capitale. (L’Osservatore Romano – 23 luglio 2010)