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Storie di donne e di popolarità, di sante, di malate e di Vangelo

Sollecitato dall’indice di popolarità, con il quale il mio robot mi segnala quando un post ha infiammato i social media, riporto sei storie di donne, che riassumo qui per coppie tematiche.
La prima coppia si intitola “donne e lavoro”: si tratta delle donne che Papa Francesco, ricevendo i dirigenti dell’Ucid (imprenditori e dirigenti cattolici), ha raccomandato di non licenziare, quando aspettano un bambino, e della donna alla quale il Papa già non aveva rinnovato la nomina nella commissione economica del Vaticano, prima ancora che scattasse l’inchiesta penale in corso: parlo naturalmente di Francesca Immacolata Chaouqui. È questa la coppia di notizie più popolare delle tre.
La seconda coppia porta l’etichetta “donne e santità”. Una è santa da secoli, e da qualche decennio addirittura dottore della Chiesa: Teresa d’Avila, della quale si sono da poco concluse le celebrazioni per il V centenario della nascita. L’altra non lo è ancora: si sa solo che è una madre paraguaiana, e che ha lasciato nel popolo il segno della propria santità di vita. Il Papa è sicuro che ci sia, e ha chiesto ai vescovi di trovarla.
La terza coppia è composta da “donne e malattia”. La giovane Francesca è la bambina disabile mentale e malata di Aids i cui genitori affidatari si sono rivolti – tramite questo giornale – al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, per ottenere che fosse accolta a scuola. Ce l’hanno fatta. L’anziana Carla, invece, era ammalata di Alzheimer, e la conosciamo perché Giovanni, il fratello, ha raccontato di quando la visitava a Innocenza Laguri, che a propria volta ha diffuso la storia sul blog di Costanza Miriano (http://tinyurl.com/o7lrtb2). Una storia delicata che è certamente l’ultima, quanto a indici di popolarità, tra le sei che ho richiamato, ma non quanto a forza evangelizzante: «Carla – scrive Giovanni – senza saperlo e volerlo ci ha sospinti ad amarla e a guardarla come Gesù guarda ed ama».

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