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Quel silenzio non c'è

di Ferruccio  Parazzoli

Invocazione. « Richiesta sottolineata da una particolare urgenza » , recita il vocabolario della lingua italiana, « o intonata alla commossa solennità propria della preghiera » . Uno slancio del cuore e dello spirito umano, dunque, verso Qualcuno dal quale si reclama, per amore, una conoscenza di salvezza, un aiuto nella vita individuale. « La crisi attuale si manifesta in una crisi dell’invocazione» , scrive Raimon Panikkar, sacerdote cattolico, personalità tra le più alte della spiritualità e ascoltato in tutto il mondo. « Nel mondo contemporaneo l’invocazione si rivela ogni giorno di più necessaria e insieme impossibile » . Ciascuno di noi ha bisogno di riporre la propria fiducia non solo nei suoi simili, deboli quanto noi stessi, ma in Qualcuno che, sotto qualunque accezione, possa chiamarsi con il nome di Dio. L’uomo scopre con dolore la propria solitudine, la mancanza di un punto di riferimento. Dispersi, smarriti, non osiamo più, tuttavia, invocare poiché abbiamo perduto la fiducia nella risposta. O la capacità di intenderla. « Il Dio cui si dirigeva l’invocazione pare impotente o, per lo meno, non risponde » , afferma Panikkar. Il silenzio di Dio , viene chiamato.
  Parliamo con troppa facilità di silenzio. Ma il silenzio non esiste, né all’esterno né, tanto meno all’interno di noi.