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Pellegrinaggi ecumenici per favorire la conoscenza tra cristiani

di Riccardo Burigana

"Dopo la caduta del muro, che divideva i Paesi dell’Oriente e dell’Occidente in Europa, è più facile l’incontro tra i popoli; ci sono più opportunità per accrescere la conoscenza e la stima reciproca, con un arricchente mutuo scambio di doni; si avverte il bisogno di affrontare uniti le grandi sfide del momento, a iniziare da quella della modernità e della secolarizzazione. L’esperienza dimostra ampiamente che il dialogo sincero e fraterno genera fiducia, elimina le paure e i preconcetti, scioglie le difficoltà e apre al confronto sereno e costruttivo": con queste parole, il 26 gennaio 2006, Benedetto XVI si rivolgeva ai delegati delle Chiese delle Conferenze episcopali delle comunità e degli organismi ecumenici d’Europa, che erano giunti a Roma come seconda tappa di un percorso ecumenico in preparazione dell’Assemblea ecumenica europea di Sibiu. I promotori avevano pensato a un "pellegrinaggio ecumenico" alle fonti della pluralità delle tradizioni cristiane in Europa, prima Roma, poi a Wittenberg e infine a Sibiu, proprio per manifestare la centralità di una conoscenza diretta dei luoghi dove il cristianesimo era nato, si era sviluppato, si era diviso e cercava di comprendere il mistero dell’unità della Chiesa. L’appello a promuovere "pellegrinaggi ecumenici" non solo in preparazione a Sibiu, ma più in generale per la crescita della dimensione ecumenica della testimonianza cristiana, era risuonato con forza suscitando un certo interesse tanto da diventare una delle più concrete forme di promozione del dialogo ecumenico. In questi ultimi anni, limitandoci al contesto italiano, si sono moltiplicati i "pellegrinaggi ecumenici" che hanno assunto forme molto varie con gradi di partecipazione e di coinvolgimento diversi. A Brescia, il delegato per l’ecumenismo, don Claudio Zanardini ricopre anche l’incarico di responsabile della pastorale per il turismo e i pellegrinaggi, dando origine a numerose iniziative, come la prossima preghiera ecumenica che si svolgerà al termine del pellegrinaggio per l’anno giubilare dei 500 anni della Madonna del Frassino, a Peschiera del Garda, con il coinvolgimento delle diocesi di Brescia, Mantova, Trento e Verona. In alcuni casi si tratta di percorsi ormai pluriennali come quelli della Fondazione Russia Cristiana, che fin dal 1990 ha pensato di "organizzare viaggi-pellegrinaggi in Russia per estendere a un pubblico ancora più vasto l’interesse per questo Paese". Si trattava di iniziative che erano la prosecuzione naturale di un’intensa attività di studio e di ricerca sulla dimensione spirituale della Russia e più in generale dell’Europa orientale, come primo passo per una testimonianza comune del patrimonio di valori cristiani, secondo quanto era stato pensato da padre Romano Scalfi fin dalla nascita di Russia Cristiana nel 1957. Per questo, nel corso degli anni, la Fondazione si è fatta promotrice non solo di viaggi alla scoperta dei luoghi del martirio di tanti cristiani, ma anche di iniziative culturali, pubblicazioni di saggi scientifici, convegni internazionali che aiutassero i partecipanti a questi pellegrinaggi-viaggi ecumenici a comprendere le peculiarità delle tradizioni cristiane in Europa e in Medio Oriente, tanto da raggiungere l’Armenia, la Georgia, la Siria, la Turchia, la Giordania, la Grecia, la Bulgaria, l’Ucraina. Accanto a questa presenza storica della Fondazione Russia Cristiana, l’attenzione ecumenica per l’Oriente cristiano si è venuta arricchendo di molte iniziative che hanno spesso coinvolto alcune diocesi italiane, come è stato il caso dell’arcidiocesi di Torino, lo scorso giugno, quando un gruppo di 27 giovani sacerdoti si è recato in Russia, guidati da don Andrea Pacini, per una serie di incontri e di esperienze con il Patriarcato di Mosca, nel quadro del programma di formazione del clero diocesano. Tra le altre iniziative più rilevanti si devono ricordare l’"Itinerario ecumenico in Romania… attraversando la Valacchia, la Transilvania e la Bucovina" (21-29 agosto), organizzato dai padri domenicani di Bari-Atene, per favorire la conoscenza della complessità della storia religiosa e della spiritualità della Romania anche alla luce di una sempre più radicata presenza della comunità romena in Italia, e il viaggio in Siria (21-29 agosto), promosso dall’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino, per una riflessione sulle radici del cristianesimo, sullo stato delle relazioni ecumeniche in Siria e sulla condizione dei cristiani in Medio Oriente, anche in vista della celebrazione del Sinodo dei vescovi nel prossimo autunno. Su un altro piano si collocano i pellegrinaggi promossi per particolari occasioni, come il 70° anniversario della nascita della comunità di Taizè, celebrata il 20 agosto. Il panorama dei pellegrinaggi ecumenici in Italia si è venuto arricchendo anche dei viaggi sulle "orme di Calvino" a conclusione di un anno, dedicato alla conoscenza del riformatore svizzero, dei suoi tempi e della sua eredità, nel 500° anniversario della sua nascita. Ricordiamo quello promosso dal Centro Ecumenico Eugenio iv di Vicenza, presieduto da monsignor Giuseppe Dal Ferro, da decenni impegnato nella costruzione di un dialogo ecumenico e interreligioso fondato sulla conoscenza scientifica e sulla condivisione di esperienze. Il pellegrinaggio ecumenico "Seguendo Giovanni Calvino… fino al Consiglio Ecumenico delle Chiese" (19-24 luglio) è stata l’occasione per approfondire la figura di Calvino nei luoghi dove egli visse e con i quali entrò in contatto durante la sua opera riformatrice. Si è trattato di una tappa di un percorso ecumenico che ha condotto il Centro Ecumenico Eugenio iv sulle tracce di Lutero e che prevede per il prossimo anno un viaggio nei luoghi della Comunione Anglicana nella convinzione, comune a tutti coloro che promuovono pellegrinaggi ecumenici, che proprio attraverso queste esperienze la pluralità delle tradizioni cristiane possa essere compresa e vissuta come una ricchezza da annunciare al mondo. (©L’Osservatore Romano – 25agosto 2010)