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Musica Sacra: Mouton, interpretazioni a confronto per una gemma del Rinascimento

Un denominatore comune avvicina tra loro i due diversi progetti discografici che i gruppi Tallis Scholars e Brabant Ensemble hanno dedicato alla musica sacra del compositore rinascimentale Jean Mouton (ca. 1459-1522): si tratta dello splendido mottetto a otto voci Nesciens mater, capolavoro assoluto del maestro francese presente in entrambe le incisioni, tanto da poter quasi permettere di prevedere, a partire proprio dalla differente esecuzione di questa meravigliosa pagina vocale, una “doppia intervista” virtuale come quelle tanto in voga nei palinsesti televisivi dei nostri tempi. Il brano rappresenta infatti una ribalta privilegiata per mettere in mostra il proprio pensiero e talento interpretativo, tanto è limpida e cristallina la sua scrittura polifonica; le trame del contrappunto sono così trasparenti e perfettamente intellegibili da apparire tagliate nel più puro dei diamanti, permettendo di distinguere con chiarezza ogni singolo passaggio di un tour de force canoro in cui, utilizzando la struttura del canone, due gruppi corali a quattro parti sembrano intrecciare tra loro un gioco infinito di domande e risposte. È questo il codice d’accesso per avvicinarsi in modo diretto all’universo creativo di Mouton – autore a lungo attivo presso la corte reale di Francia, molto ammirato da papa Leone X e maestro di Adrian Willaert – ma anche per entrare nel cuore di una musica estremamente raffinata ed elegante, che ha sicuramente a che fare con la logica dei numeri e delle proporzioni geometriche, ma che poi spalanca le proprie porte a una concezione artistica che eleva lo spirito e offre molteplici chiavi di lettura, come dimostrano le due differenti interpretazioni esemplificate dall’approccio al brano Nesciens mater: più trattenuta e composta, articolata secondo tempi lunghi e dilatati quella del Brabant Ensemble di Stephen Rice, che si aprono anche ad altri lavori a otto voci come la Missa Tu es Petrus e il monumentale mottetto Verbum bonum et suave (cd pubblicato da Hyperion); maggiormente tersa, brillante e rifinita quella di Peter Phillips e dei suoi Tallis Scholars, che arrivano a includere nel disco anche la Missa Dictes moy toutes voz pensées e l’ipnotico lamento Qui dabit oculos (cd pubblicato da Gimell).

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