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LA PAROLA 19 febbraio 2016 Venerdì S. Tullio 1.a di Quaresima

Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?

Liturgia: Ez 18,21-28; Sal 129; Mt 5,20-26

PREGHIERA DEL MATTINO
“O tu, Signore, amico degli uomini, tu che vedi nei cuori e conosci i pensieri segreti, strappa il velo di menzogna da cui sono coperto, consuma con il fuoco della tua verità il peccato che mi attanaglia”. Poiché conosco la tua legge, tu l’hai incisa nel mio cuore, e io ho chiuso gli occhi e mi sono accecato sulle tue vie, ho preteso la giustizia quando tu parlavi di misericordia e ho invocato senza diritto la tua misericordia per sottrarmi alla tua giustizia. La confessione della mia colpa spalanchi le porte alla tua luce.

ANTIFONA D’INGRESSO
Salvami, o Signore, da tutte le mie angosce. Vedi la mia miseria e la mia pena, e perdona tutti i miei peccati.

COLLETTA
Concedi, Signore, alla tua Chiesa di prepararsi interiormente alla celebrazione della Pasqua, perché il comune impegno nella mortificazione corporale porti a tutti noi un vero rinnovamento dello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ez 18,21-28)
Forse che io ho piacere della morte del malvagio, o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
Dal libro del profeta Ezechiele
Così dice il Signore Dio: «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato. Forse che io ho piacere della morte del malvagio – oracolo del Signore – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte le azioni abominevoli che l’empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.
Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 129)
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
Più che le sentinelle all’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?

CANTO AL VANGELO (cf. Ez 18,31)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore,
e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO (Mt 5,20-26)
Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».
Parola del Signore.

OMELIA
«Se il malvagio si ritrae da tutti i peccati che ha commessi e osserva tutti i miei decreti e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticata». Il profeta ci rivela una grandissima verità che sgorga dal cuore stesso di Dio: la sua propensione al perdono totale ed immediato quando scorge il vero pentimento nel cuore dell’uomo peccatore. La tentazione ricorrente, che sfigura l’immagine stessa del nostro Padre celeste, è quella di presentarlo come giudice spietato, sempre pronto a scagliare le sue saette e ad infliggere i suoi castighi. Dio solo sa quanti sono stati allontanati dalla vera fede a causa di una severità tutta umana, indebitamente attribuita a Dio! Capita spesso, ancora ai nostri giorni, di voler paragonare e confondere l’agire di Dio, e quindi anche la sua giustizia, con quella degli uomini. È per questo che Gesù ci ripete solennemente: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». La giustizia, quando viene disancorata dalla misericordia e dal perdono, diventa misera e riprovevole vendetta. Da quando la nostra Chiesa è stata segnata dal mistero della redenzione, dal patto della nuova ed eterna alleanza, non può più ignorare la legge del perdono. Non può più negare ad alcuno la misericordia, se la implora con cuore pentito. Sussiste ancora il rischio di far prevalere il “diritto” sull’Amore, anche se tutti siamo ben consapevoli dei comportamenti ben diversi di Gesù. Egli arriva ad essere accusato di eversione, di essere sprezzante della legge, di essere persino un bestemmiatore quando deve proclamare e dimostrare agli uomini l’avvento della misericordia e la gioia del perdono. Sono ancora troppi coloro che vengono a bussare alle porte delle nostre chiese, dopo aver bussato al cuore stesso di Cristo, e si sentono respinti, cacciati fuori in nome della legge. Che responsabilità! «Avevo fame, avevo sete di giustizia e mi è stata negata…», È come negare la risurrezione ad un morto! È come voler rinchiudere di nuovo Gesù nel suo sepolcro. La via che Gesù ci indica è diametralmente opposta: «Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stùpido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geènna». E perfino ogni nostra offerta deve essere prima purificata con il perdono e la riconciliazione: «Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono». (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, o Dio, questo sacrificio, che nella tua grande misericordia hai istituito perché abbiamo pace con te e otteniamo il dono della salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Com’è vero che io vivo” dice il Signore, “non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Questi santi sacramenti che abbiamo ricevuto ci rinnovino profondamente, Signore, perché liberi dalla corruzione del peccato entriamo in comunione col tuo mistero di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Mi credevo, Signore, come il giusto Abele che ti presentò una piacevole offerta, e mi avvicinavo a te attendendo il tuo favore.
Come potresti tu gradire la mia preghiera se in essa non arde l’amore per il prossimo e quello per i miei avversari? Come Caino, ero diventato assassino della mia coscienza e non vedevo più che il sacrificio che tu gradisci è quello di un cuore spezzato che non si rassegna ad accettare le separazioni, i dissensi e i risentimenti tra fratelli.

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