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La pace non è scontata

 

di Laurence Argimon Pistre

Ambasciatore Capo Delegazione della Commissione
delle Comunità Europee presso la Santa Sede

 

Il 10 dicembre l’Unione europea riceve a Oslo il premio Nobel per la pace 2012. È un onore immenso che non consacra solo l’opera dei dirigenti e delle istituzioni, ma anche quella dei cinquecento milioni di cittadini europei che hanno superato le divisioni, imparato a conoscersi meglio e a lavorare insieme. Il Comitato per il Nobel ha voluto sottolineare come l’Unione europea abbia contribuito “per oltre sei decenni a promuovere la pace e la riconciliazione, la democrazia e i diritti dell’uomo in Europa”. Di fatto, la riconciliazione franco-tedesca è il fondamento su cui è stato costruito questo edificio unico, dove ogni nuovo Stato aderente apporta come tributo una parte della sua sovranità e delle sue finanze.
In cambio, esso s’inserisce in un blocco in cui i cittadini si possono muovere liberamente, le merci possono essere esportate senza imposte né problemi e i capitali circolare senza impedimenti. Ma prima di tutto aderisce a uno spazio di libertà, di giustizia e di pace per i suoi cittadini.
L’Unione europea è dunque la prova che la riconciliazione è possibile dal momento in cui si accetta di costruire in comune un progetto nuovo fondato su principi fondamentali come il rispetto dei diritti dell’uomo, lo Stato di diritto e la democrazia.
L’Europa attraversa tempi difficili che ci ricordano che questa straordinaria impresa, che permette ai nostri popoli di vivere in pace, non è scontata. Di fatto, esige uno sforzo costante e quotidiano da parte di tutti gli europei. Questo premio Nobel per la pace lancia un messaggio forte ai nostri dirigenti per ricordare loro l’audacia dei padri fondatori e la necessità di proseguire gli sforzi compiuti in questi sei decenni. L’Europa è diventata la nostra patria, conserviamola.

(©L’Osservatore Romano 10-11 dicembre 2012)