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I gesuiti: Mancuso non si definisca «teologo cattolico»

Un libro «ambiguo» ed anche «equivoco», che invita a fare a meno di Dio nell’arte di vivere bene: così «La Civiltà Cattolica» interviene sull’ultimo lavoro del teologo Vito Mancuso, intitolato «La vita autentica» (Raffaello Cortina editore). La rivista della Compagnia di Gesù, con un articolo di padre Giovanni Cucci che apparirà sul prossimo fascicolo, esprime varie riserve sul volume di Mancuso, uno dei libri più venduti della saggistica nelle ultime settimane. E a conclusione della stroncatura, «La Civiltà Cattolica» sostiene che Mancuso, con le tesi esposte, non dovrebbe più fregiarsi del titolo di teologo cattolico. Scrive a tal proposito padre Cucci: «Resterebbe da chiedersi come Mancuso, escludendo dal suo discorso la possibilità di Dio, possa ancora presentarsi come un teologo cristiano, e su che cosa verta a questo punto l’indagine della sua disciplina, ammesso che le parole conservino ancora un senso». Il libro di Vito Mancuso tratta un tema fondamentale della condizione umana, riallacciandosi alla concezione classica della filosofia intesa come arte di vivere bene. L’articolo della «Civiltà Cattolica« presenta i capisaldi essenziali, capaci, secondo l’autore, di favorire l’autenticità della vita (la libertà, la verità di se stessi, la giustizia, il bene). Analizzando la conduzione generale della ricerca di Mancuso, padre Cucci pone tuttavia alcuni interrogativi e perplessità di fondo circa i suoi presupposti. E conclude: »Mettendo a confronto le varie parti del libro, il meno che si possa dire è che la conduzione del discorso risulta molto ambigua ed equivoca, per non dire contraddittoria. In fin dei conti, per Mancuso, Dio è necessario o no ai fini del discorso sull’autenticità? Le risposte che giungono dal libro non consentono di stabilirlo, poichè si afferma in una pagina quanto viene negato alla pagina successiva». (avvenire)