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Botti di Capodanno? Indecenti, folli e bellissimi…

A Capodanno botti: tanti brutti, e per fortuna qualcuno bello. Bruttissimo, pur mascherato da satira, quello che sulla prima di “Repubblica” (31/12), con bis e qualche piccolo tentativo di recupero buonista (pp. 34-35), scoppia in una filastrocca di Michele Serra che inaugura l’anno nuovo con questo desiderio, perché così «si semplifica lo scontro elettorale»: «in un Talk Show serale» un «anchorman… strangola in diretta Silvio Berlusconi»! Satira? L’evocazione ridanciana cela malamente una sorta di odio ideologico che diventa personale e spietato. Botto davvero brutto: da pattumiera anticipata! In solido, sia chiaro – stando alle cronache rimbalzate su molte pagine – con certi proclami ostentati addirittura in chiesa da uno stranissimo prete che celebrando il Natale e dintorni avrebbe evocato “maledizioni” divine su immigrati e gay, donne e altra umanità spesso sofferente includendo personalmente – tra i bersagli – Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi. Davvero un brutto “botto”, come sopra, ma molto peggiore per la… sede e la fede! E già: a parte Odifreddi, pur tante volte qui contraddetto da Malpelo con cipiglio e amichevole ironia – reciproca del resto: auguri Piergiorgio! – capita che stesso 31/12 sul “Corsera” (p. 27) trovi 20 personaggi che narrano i ricordi più belli del 2012, e tra essi proprio la Hack, che evoca così «l’incontro con don Pierluigi Di Piazza. Ci troviamo d’accordo su molte cose: scienza e fede possono convivere e dialogare». Ecco: questo mi pare un bel… botto. Quando ci si incontra di persona tante cose cambiano prospettiva e significato: vale per tutti gli incontri, vero. Anche per l’incontro che appare l’ultimo della vita di ciascuno di noi, e che per tanti “fratelli” nel Cortile dei Gentili – botto bellissimo valido per ogni “venturo secolo” – potrà essere il primo e definitivo per l’eternità. Buon anno a tutti!
avvenire.it