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«Andare a Messa? No, grazie!»

Sotto la lente

a cura di don Nardo Masetti

Spesso genitori e nonni si preoccupano, perché i figli, i nipoti dopo la Cresima non ne vogliono più sapere di andare a Messa la domenica.

Quasi sempre si tratta non di una richiesta di esserne esentati, ma di un dato di fatto: semplicemente non ci vanno più! Si tratta di un problema serio, bisogna prenderne atto e vedere come si possono aiutare questi giovani. Penso che le insistenze e le lamentele non ottengano risultati soddisfacenti.

Mi servo di un’immagine. Due genitori sono preoccupati perché il figlio, già nell’età giusta, non ha ancora la ragazza. Allora gliene suggeriscono una e insistono, poiché è ricca e appartiene a una famiglia di alto rango; lo spingono a uscire di casa, per incontrarla. Se al giovane per quella ragazza non prova né amore né attrazione, più i genitori insistono e più per la lei prova avversione e le sta lontano. Se, invece si innamora spontaneamente, i genitori lo dovranno pregare di stare qualche volta in casa, poiché è sempre fuori con lei.

È possibile partecipare sempre e con le dovute disposizioni alla Messa, senza essersi innamorati di Cristo?

È possibile far innamorare una persona della Messa, se la si è presentata esclusivamente come un obbligo e sotto pena di peccato mortale?

Che cosa abbiamo fatto noi educatori, per aiutare i ragazzi e gli adolescenti a incontrarsi non solo con nozioni catechetiche e morali, rubricistiche ma con una Persona stupenda, che è Gesù?

Ora non vanno più Messa per mille motivi. Ma uno di questi non potrebbe essere che non hanno mai capito a che cosa serve?

Non hanno mai scoperto il legame fra eucaristia e vita quotidiana?

Non vanno più alla Messa!

Forse si tratta di aiutarli a scoprire o a riscoprire la nostalgia di Gesù. Riferimento forse semplicistico. Invece di insistere con un figlio o un nipote perché riprenda ad andare a Messa, tanto non ci andrebbe lo stesso, si dovrebbe provare a suggerire una frase come questa: «Ogni tanto fai una scappatina in chiesa per conto tuo, per dare un salutino al Signore che ti aspetta, che gradisce una tua visita, poiché ti vuole bene. Se ti senti vuoto o non del tutto contento, confidati con Lui…».

Appena dovesse sperimentare un cenno di simpatia per Gesù e si decidesse ad aprirgli uno spiraglio, il resto verrebbe pian piano di conseguenza. Se poi si innamorasse di Cristo… allora scoprirebbe, come ha fatto il beato Carlo Acutis, che davvero l’eucaristia è l’autostrada per correre forte nella vita e per arrivare sicuramente in paradiso.

Per approfondire il tema: A Messa come, a Messa perché,

presso la libreria San Paolo.