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Allarme terremoto in un tweet, notte in strada per migliaia

Un comunicato della Protezione Civile e un tweet del Comune di Castelnuovo Garfagnana, alle 22.19 di ieri sera, hanno scatenato il panico tra la popolazione della Garfagnana, e migliaia di persone (circa 6mila) hanno trascorso la notte fuori casa, per paura del terremoto. “A seguito della comunicazione pervenuta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri si consiglia di uscire di casa e rimanere all’aperto”, si leggeva nel tweet del Comune di Castelnuovo. Si è scatenato il tam tam sui social network e in tanti hanno deciso di lasciare la propria abitazione. Il comunicato della Protezione civile nazionale paventava il rischio di un sisma con epicentro intorno a Castelnuovo Garfagnana.

Circa 6mila sfollati si sono riversati nei punti di raccolta allestiti in tutta fretta dai vari Comuni, mentre anche la sala operativa della Provincia di Lucca e della prefettura sono state attivate per organizzare le operazioni. Intorno a mezzanotte erano già centinaia le persone che avevano cercato riparo nel palasport di Castelnuovo dove sono arrivati alcune decine di letti; gli altri si sono accontentati di sdraio e sedie.

Intorno all’una sono stati distribuiti anche the caldo e viveri. C’è chi ha deciso di tornare a casa, altri hanno dormito nelle auto, soprattutto nelle frazioni. A Pieve Fosciana 15 anziani sono stati ospitati al centro operativo comunale, un centinaio di persone hanno dormito in uno stabile vicino alla sede dei vigili del fuoco, mentre a Barga in tanti hanno trascorso la notte nelle scuole.

Alle 3 di notte la protezione civile e il prefetto Franco Gabrielli hanno trasmesso un comunicato che riporta una nota di precisazione dell’Ingv: “Nel comunicato in oggetto non è stata formulata alcuna previsione di forti terremoti ma semplicemente una valutazione sulla possibile evoluzione della sequenza iniziata lo scorso 25 gennaio con la scossa di magnitudo 4.8”. “I dati già in possesso dell’Ingv consentono di vincolare la sequenza in atto su una faglia sismografica orientata a Ne-So, dunque perpendicolare alla valle del Serchio e alla catena appenninica lungo la quale anche in passato si è avuta sismicità di livello intermedio con terremoti che hanno raggiunto o superato di poco la magnitudo del 25 gennaio scorso”.

avvenire.it