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Svizzera, l’unità tra le chiese inizia dal battesimo

Il battesimo di un neonato(©REUTERS) IL BATTESIMO DI UN NEONATO

Dal lunedì di Pasqua diventa effettivo il riconoscimento tra tutte le confessioni

MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA
TRENTO

“Uniti nell’unico battesimo” aveva detto papa Francesco rivolgendosi nel mese di maggio a Tawadros II, patriarca copto ortodosso di Alessandria nel corso della sua visita a Roma. Una visita che si inseriva nel cammino ecumenico avviato con il Concilio Vaticano II ed esplicitato nel dialogo teologico a diversi livelli. Ma il cammino ecumenico avanza a piccoli, grandi passi – l’importante è che indietro non si torna – anche tra le altre chiese,  in particolare i “fratelli separati” dalla Riforma.

Un altro importante  tassello del mosaico dell’unità è stato aggiunto il 21 aprile, Lunedì di Pasqua, in Svizzera a Riva San Vitale nel Canton Ticino. A distanza di 41 anni dall’accordo di reciproco riconoscimento del battesimo tra i responsabili delle tre principali Chiese della Svizzera, la Chiesa cattolica romana (rappresentata dalla Conferenza episcopale), la Chiesa evangelica riformata e la Chiesa cattolica cristiana (aderente all’Unione di Utrecht), nel corso di un Vespro a carattere ecumenico, è stato celebrato il rinnovamento e l’allargamento del reciproco riconoscimento del battesimo tra le Chiese che fanno parte della “Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Svizzera”. Il documento è stato firmato dai rappresentanti della Conferenza dei vescovi svizzeri, della Federazione Chiese evangeliche, della Chiesa cattolica cristiana, della Chiesa anglicana e della Federazione Chiese evangeliche luterane di Svizzera e nel Liechtenstein.

Significativa la scelta del luogo: il battistero di San Giovanni della chiesa parrocchiale di Riva San Vitale, risalente al V secolo, è il più antico edificio cristiano ancora interamente conservato in Svizzera, uno degli esempi più belli di architettura paleocristiana risalente attorno al V secolo. Il grande fonte ottagonale collocato al centro, cui si accedeva attraverso due gradini per ricevere il battesimo per immersione, fu ricoperto intorno all’anno Mille da una vasca monolitica, in seguito ad una delle numerose modifiche della liturgia del rito battesimale che si sono susseguite nei secoli.

Se le tre principali chiese avevano già ratificato il riconoscimento di un unico battesimo nel 1973, ora questo viene esteso anche alle confessioni anglicana e luterana, mentre il riconoscimento del battesimo tra le Chiese ortodosse e le altre confessioni cristiane è già effettivo.

Il verbo “battezzare” ricorre in 36 versetti dei vangeli  – ricorda mons. Lodovico Maule canonico della Cattedrale di San Vigilio a Trento – ma solo due di essi sono normativi: Matteo 28, 19 (“andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”) e Marco 16,16 (“chi crederà e sarà battezzato sarà salvato”) cui si aggiunge un versetto di Giovanni che ne parla implicitamente “In verità io ti dico se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5) ed è la risposta a Nicodemo.

Negli Atti degli Apostoli il battesimo è il gesto che accompagna il diffondersi della fede cristiana (e ricorre in 23 versetti) e così lungo la storia del cristianesimo.

Nella chiesa primitiva, fino al V secolo, il rito in quanto tale era un  bagno in acqua in una vasca scavata nel terreno (tomba pasquale) cui seguiva la confermazione e la celebrazione eucaristica.

Solo a partire dal V secolo si diffonde l’usanza di battezzare i bambini, meglio i neonati.

vaticaninsider