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Sorprendenti censure e ampia (dis)informazione

Rifiuto di informazione. Ieri su “Repubblica” non una riga sulla grande folla da tutto il mondo a San Pietro col Papa, che parla della bellezza e dei problemi del matrimonio, della grande Ildegarda di Bingen e di Giovanni d’Avila dottori della Chiesa e del Sinodo a Roma con vescovi da tutto il mondo nel 50° del Concilio. Altrove articoli e anche pagine intere. Su “Repubblica” niente! Libertà? E anche voluta non informazione: una volta si chiamava “censura”. Da quelle parti c’è di peggio. Un solo esempio. Il 2 ottobre scorso da Rovigo su tutti i giornali: «Omicidio suicidio in caserma: un appuntato spara, uccide il maresciallo e la moglie e poi si toglie la vita» (“Corsera”, pp. 1 e 22-23, con due firme). Leggi di «raptus» e «ruggine tra i due», tra cronaca e orrore, e tuttavia dal giorno dopo niente altro. Normale, ma se penso a “Repubblica” e dintorni si impone un confronto. Il 4 maggio 1998 in Vaticano furono trovati i cadaveri di Alois Estermann, comandante delle Guardie Svizzere, di sua moglie Gladys Romero e del giovane Cedric Tornay: omicidio-suicidio? Grande clamore: giusto e motivato. Però in questi 14 anni su “Repubblica” notizia e commenti del caso si moltiplicano a dismisura. Augias di persona, stando solo agli ultimi due anni, vi è tornato su tra rubrica e articoli vari in queste date: 31/8/2010, 11 e 16/3/2011, 10/2, 17/2, 6/4 e 28/ 5/2012, qui con lunghissimo pezzo. Ciò oltre a occuparsene più volte su “La7” (p. es. 7/7/2009) e “Rai3”, tra “Enigma” e “Storie” anche per promuovere i suoi libri, e in manifestazioni di “piazza” culturale come “L’Occhiobello Letteratura” 2011 a Santa Maria Maddalena. Nel confronto un’anomalia clamorosa. O no?
a cura di Gianni Gennari – avvenire.it