Crea sito

Sinodo / I laici… Gli sposi: la Chiesa mostri l’amore di Dio

“​Cinquantasette anni fa, ho guardato fuori dalla stanza e ho visto una bella ragazza. Ci siamo conosciuti e alla fine abbiamo fatto il passo gigantesco di impegnarci nel matrimonio”; la vita vissuta, quella consumata nella casa e in mezzo alle tempeste e alle gioie del quotidiano, ha fatto irruzione lunedì, nella sessione pomeridiana del primo giorno del Sinodo straordinario, dedicata a “Il disegno di Dio su matrimonio e famiglia”.

E’ la voce di due coniugi australiani,Romano e Mavis Pirola, direttori dell’Australian Catholic Marriage and Family Council (Australia), presenti al Sinodo come uditori. “Abbiamo preso scoperto che vivere la nostra nuova vita insieme era straordinariamente complesso. Come ogni matrimonio, abbiamo avuto tempi meravigliosi insieme e anche tempi di rabbia, frustrazione e lacrime e il timore tormentoso di un matrimonio fallito. Ora siamo qui, sposati da 55 anni e ancora innamorati. È sicuramente un mistero”.

Tra i molti temi toccati dai due coniugi australiani, l’importanza dell’attrazione e della complementarietà sessuale (“Gradualmente abbiamo capito che l’unica caratteristica che contraddistingue il nostro rapporto sacramentale da quello di qualsiasi altro buon rapporto centrato in Cristo è l’intimità sessuale”, hanno detto, ricordando le piccole grandi attenzioni reciproche, che rendono intima la relazione coniugale), la non discriminazione verso gli omosessuali (“Alcuni nostri amici stavano programmando la loro festa di Natale quando il loro figlio gay ha detto che voleva portare a casa il suo partner. Credevano pienamente nell’insegnamento della Chiesa e sapevano che il loro nipote li avrebbe visti dare il benvenuto al figlio con il partner nella famiglia. La loro risposta può essere riassunta così: È nostro figlio. È una risposta pratica alla richiesta dell’Instrumentum Laboris che la Chiesa sia far conoscere al mondo l’amore di Dio”), e dei divorziati (“Una nostra amica divorziata dice che a volte non si sente pienamente accettata nella sua parrocchia. Tuttavia va a Messa regolarmente e, senza lamentarsi, con i suoi figli. Per il resto della parrocchia dovrebbe essere un modello di coraggio e impegno di fronte alle avversità”). Genitori di 4 figli e nonni di 8 nipoti, i Pirola hanno raccontato di aver passato notti insonni a interrogarsi su dove avevano fallito, ma la fede in Dio e nella Chiesa è stato il faro della loro vita. Come spiegato dall’Instrumentum Laboris, (il documento preparatorio del Sinodo), la coppia ha raccomandato che l’impegno dei laici nella vita della Chiesa non sia più considerato una “collaborazione”, bensì una “corresponsabilità”.

© riproduzione riservata
avvenire.itfamiglia