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Scuola: il concorso dei 64mila. Si parte il 22/10

Il ministero dell’Istruzione ha fissato la data del concorso straordinario per diventare docente di ruolo nelle scuole secondarie: si partirà il 22 ottobre e si andrà avanti fino a metà novembre. Hanno presentato domanda per parteciparvi 64.563. mila precari che insegnano da almeno tre anni nelle scuole italiane, ma i posti a disposizione sono la metà, 32 mila.

Con l’annuncio dell’indizione del concorso – domani sarà in Gazzetta Ufficiale – sono tornate le polemiche: in particolare i sindacati della scuola, da sempre contrari allo svolgimento di questo concorso (avrebbero voluto una selezione per titoli o comunque una corsia privilegiata per garantire l’avvio dell’anno scolastico) temono difficoltà organizzative, nuovi stop per la scuola – dal momento che le prove si terranno nei plessi scolastici e nelle aule universitarie – e impossibilità di partecipare per i candidati che sono in quarantena.

Secondo alcuni calcoli della Uil scuola, per avviare il concorso straordinario andranno istituite 132 commissioni con 660 commissari, ovvero una commissione ogni 500 candidati integrata per ogni gruppo o frazione di 500. Per il concorso ordinario – per il quale non è ancora stata fissata una data – a cui hanno chiesto di partecipare 500 mila persone, si dovranno organizzare sedi con distanziamento, immaginando 30 persone per ogni aula attrezzata solo per la prova preselettiva. Servirebbero da 10 a 20 mila aule attrezzate e quindi a cascata commissioni e commissari.

Ma la ministra Lucia Azzolina rassicura: “Il Ministero ha lavorato nelle scorse settimane per garantire la distribuzione dei candidati nelle aule per tutto il territorio nazionale, procedendo al reperimento di tutte le postazioni necessarie. Ciò eviterà qualsiasi forma di assembramento dei candidati”. E aggiunge che verrà emanato un apposito Protocollo per assicurare lo svolgimento in assoluta sicurezza delle prove. Il ministro va oltre: annuncia che il concorso straordinario sarà la prima delle tre selezioni che si svolgeranno a partire dalle prossime settimane per l’assunzione a tempo indeterminato di nuovi insegnanti. Nei prossimi mesi saranno espletati, infatti, anche i concorsi ordinari per infanzia e primaria e per la secondaria di I e II grado, per un totale generale di circa 78mila posti. In particolare le prove preselettive degli altri due concorsi si svolgeranno subito dopo il termine della prova scritta del concorso straordinario.

La prova scritta del concorso straordinario, da superare con il punteggio minimo di sette decimi o equivalente e da svolgere con il sistema informatizzato, è distinta per classe di concorso e tipologia di posto. La durata è pari a 150 minuti e prevede, per i posti comuni, cinque quesiti a risposta aperta volti all’accertamento delle conoscenze e competenze disciplinari e didattico-metodologiche in relazione alle discipline oggetto di insegnamento, e un quesito – seguito da cinque domande a risposta aperta di comprensione – per la verifica della conoscenza linguistica. Per le classi di concorso di lingua inglese la prova scritta sarà interamente in lingua e prevede sei quesiti a risposta aperta. Ai vincitori della procedura concorsuale straordinaria immessi in ruolo nell’anno scolastico 2021/2022 – che rientrano nella quota dei posti destinati alla procedura per l’anno scolastico 2020/2021 – sarà riconosciuta la decorrenza giuridica del rapporto di lavoro dal 1° settembre.

“Il concorso straordinario ora è un errore”, dice il leader della FlC Cgil, Francesco Sinopoli, lamentando che l’informativa data oggi ai sindacati sia stata solo un proforma. Maddalena Gissi, segretario della Cisl Scuola accusa il ministero di ”altissimo livello di insensibilità” date le difficoltà che già stanno avendo le scuole in questi giorni a corto di spazi e di supplenti. Pino Turi (Uil) evidenzia come il concorso rappresenti “un altro stress per la scuola”. Lo Snals chiede “l’immediato avvio di una procedura straordinaria per titoli” e paventa il flop del concorso mentre Rino di Meglio della Gilda nutre “seri dubbi che si riuscirà a rispettare il calendario fissato”. (ANSA).

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