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Scuola, è “bisestile” l’opzione donna

Il 2020, anno bisestile, allunga di un giorno la fine di questo mese di febbraio. Ne ha tenuto conto la legge di bilancio in corso nel riferirsi, in particolare, al pensionamento anticipato, la cosiddetta “opzione donna”, per le lavoratrici della scuola. Da alcuni anni l’opportunità di lasciare in anticipo il lavoro, “optando” per la pensione liquidata interamente col calcolo contributivo, è stata riservata alle lavoratrici con almeno 35 anni di contributi insieme ad una età di 58 anni per le dipendenti del settore pubblico e del privato o di 59 anni per le lavoratrici delle gestioni autonome. Sono escluse le donne assicurate come collaboratrici. Inizialmente “opzione donna” è stata circoscritta alla fascia di lavoratrici con i requisiti descritti – requisiti non soggetti agli aumenti della speranza di vita – purché raggiunti entro il 31 dicembre 2018. La facoltà di anticipare è stata poi estesa fino al 31 dicembre 2019. Nel comparto della scuola tutti i pensionamenti del settore decorrono dal 1° settembre dell’anno scolastico e dal 1° novembre dell’anno accademico per gli enti dell’Alta Formazione Artistica e Musicale. Per le dipendenti a tempo indeterminato della scuola che sono in possesso dei requisiti entro il 31 dicembre 2019, il Ministero dell’istruzione ha quindi indicato la data del prossimo 29 febbraio (sebbene sia un giorno di sabato) per comunicare la cessazione dal servizio utilizzando l’opzione donna. Questo consente alle interessate di andare in pensione dal 1° settembre 2020 (o per l’Afam dal 1° novembre). Eccetto per il personale all’estero e per le province di Aosta, Trento e Bolzano, le domande si presentano online utilizzando la piattaforma Polis entro le ore 23,59 del giorno 29. In ogni caso l’opzione è interessante per chi ha l’effettiva necessità di lasciare il lavoro, dovendo mettere in conto che la pensione tutta contributiva perde circa il 30% rispetto al calcolo retributivo o misto. Unico vantaggio per le dipendenti della scuola è di essere esonerate dal rispetto di una “finestra” di almeno 12 mesi a cui sono soggette le altre lavoratrici dipendenti prima di poter riscuotere concretamente l’assegno mensile. Avviata l’opzione si presenta poi all’Inps la regolare domanda di pensione in via telematica.

Avvenire