Presentazione dell’epistolario fra Paolo VI e La Pira. Corrispondenza asimmetrica

L’Osservatore Romano

Per la prima volta viene messo a disposizione dei lettori l’epistolario fra Giorgio La Pira e Giovanni Battista Montini che copre il periodo che va dal 1930 al 1963. Il lavoro, dal titolo Scrivo all’amico (Roma, Studium, pagine 290, euro 36) è il frutto del corale impegno dell’Istituto Paolo VI di Brescia, della Fondazione Giorgio La Pira e dell’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose. L’epistolario, che viene presentato nel pomeriggio di giovedì 6 giugno a Roma durante un incontro coordinato da Flavia Piccoli Nardelli, è stato curato da Maria Chiara Rioli e da Giuseppe Emiliano Bonura. Il volume rappresenta un importante tassello sia per la ricostruzione dei rapporti fra Paolo VI e La Pira, sia per lo studio della storia della Chiesa e della società italiana nella seconda metà del Novecento. Come scrive nella prefazione al volume Giorgio Campanini, si tratta di una corrispondenza «asimmetrica»: composta, essenziale, concisa quella di Montini; ampia, abbondante, quasi fluviale quella di La Pira. Ma c’è simmetria, chiara e solida, nell’amore per la Chiesa, un amore innervato di un’intensa spiritualità, cui si lega una sempre vigile attenzione per gli avvenimenti più importanti che segnano l’attualità. Il rapporto epistolare si arresta alla vigilia dell’elezione di Montini al pontificato. Non prima, tuttavia, che La Pira abbia scritto al futuro Papa: «Si vede chiara la ragione profonda della vicinanza che il Signore ha stabilito quarant’anni fa tra di noi. Cioè un fine ben definito. Forse questo fine sarà totalmente chiaro quando Lei — se il Signore ha così disposto — salirà sulla cattedra di Pietro per servire la Chiesa di Roma e la Chiesa di tutto il mondo». Di lì a pochi giorni, il 21 giugno 1963, questa profezia si sarebbe avverata, con l’elezione di Giovanni Battista Montini al soglio petrino. 
L’Osservatore Romano, 6-7 giugno 2019.

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