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«Nessun anticipo per il Conclave»

Il Conclave inizierà tra il 15 e il 20 marzo. Al momento, infatti, «non è allo studio alcuna modifica delle norme» che stabiliscono questa scansione temporale. Per il quarto giorno consecutivo padre Federico Lombardi si presenta davanti ai giornalisti per informare, spiegare, a volte smentire (come nel caso della nomina del presidente dello Ior, di cui parliamo a parte) quanto viene scritto dai mass media di tutto il mondo. «Seguendo la stampa in generale, trovo affermazioni un po’ in libertà che girano in questo tempo», afferma il portavoce vaticano e perciò la sua costante presenza appare quanto mai opportuna. Ieri, ad esempio, il gesuita è ritornato su due aspetti del post 28 febbraio che erano emersi anche nei giorni precedenti, fornendo però ulteriori particolari. Oltre all’inizio del Conclave, il futuro dell’arcivescovo Georg Gänswein, segretario particolare del Papa e prefetto della Casa Pontificia.

Il Conclave.  «Non è in atto alcuna modifica della Costituzione Universi Dominici Gregis», ha detto Lombardi. Qualcuno infatti aveva adombrato la possibilità di un anticipo rispetto ai 15-20 giorni dall’inizio della Sede vacante, previsti nel documento, visto che non ci saranno ovviamente né i funerali, né i Novendiali (cioè le Messe in suffragio del Pontefice defunto). Invece con tutta probabilità si procederà come stabilito dalle norme fissate a suo tempo da Giovanni Paolo II. In Conclave, ha precisato il direttore della Sala Stampa, entreranno i cardinali che non abbiano ancora compiuto l’80° anno di età entro il primo giorno di Sede vacante. Dunque Walter Kasper e Severino Poletto saranno presenti perché il loro genetliaco cade rispettivamente il 5 e 18 marzo. Per due giorni, invece, non vi entrerà Lubomyr Husar, che compie gli anni il 26 febbraio.

La famiglia Pontificia.  Lombardi ha poi rettificato un’informazione che lui stesso aveva dato mercoledì. Il 28 febbraio, quando alle 17 partirà per la residenza di Castel Gandolfo, il Papa sarà accompagnato dal suo segretario particolare e dalle quattro “Memores”, che attualmente lo assistono nell’appartamento pontificio. «Pur restando in carica come prefetto della Casa Pontificia, infatti, monsignor Georg sarà con Benedetto XVI sia a Castel Gandolfo, sia poi nel monastero in Vaticano dove Ratzinger ha scelto di risiedere, una volta terminata la Sede vacante». Quanto al secondo segretario del Papa, il maltese don Alfred Xuareb, padre Lombardi ha accennato alla «possibilità concreta» che, «per un certo tempo, affianchi il nuovo Pontefice, per introdurlo alla prassi della vita nel Palazzo Apostolico».

Una giornalista americana ha però obiettato che se monsignor Gänswein abiterà con Benedetto XVI e sarà anche prefetto della Casa Pontificia verrà difficile pensare che non ci possa essere un’influenza di Benedetto XVI sul suo successore. «Il prefetto della Casa Pontificia – ha risposto Lombardi – non ha compiti di governo, o riguardanti la dottrina. Gli spettano mansioni molto pratiche sull’organizzazione delle udienze del Papa. Nessun problema, quindi».

I sigilli. Non saranno apposti a Castel Gandolfo, come accadrà invece per l’appartamento pontificio in Vaticano. Ma ciò «è dovuto al fatto che nella residenza estiva non vengono conservati documenti di particolare rilevanza». Infine, a chi gli chiedeva sulla sicurezza di Joseph Ratzinger durante la Sede vacante e dopo, a elezione del successore avvenuta, Lombardi, ha risposto che «continuerà ad essere assicurata dalle autorità di sicurezza vaticane».

 

Mimmo Muolo  – avvenire.it