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«Nemici» sempre perdonati: con buona pace degli anti-buonisti

Ieri qui (p. 21) Papa Francesco a Santa Marta: «Il cristiano ama il suo nemico». Ma amare vuol dire anche perdonare. Dunque per il cristiano perdono obbligatorio. E Gesù dice fino a «settanta volte sette», cioè sempre. Qui qualche “nemico” del buonismo (ma va perdonato anche lui!, ndr) arriccerà il naso ricordando quella che pare un’eccezione di Gesù sulla correzione fraterna (Mt. 18, 15-17): «Se un tuo fratello di fede ha peccato contro di te, prendilo da parte e rimproveralo. Se ti ascolta avrai recuperato tuo fratello. Se non vuole ascoltarti chiama uno o due fratelli. Se non ascolta neppure loro dillo alla Chiesa! Se poi non ascolta neppure la Chiesa trattalo come un pagano e un pubblicano». Dunque niente perdono! Ma se ti chiedi come Gesù trattava i pagani e i pubblicani tutto cambia. Lui esaudisce il centurione, guarendo il suo servo. Ed elogia lo straniero, unico grato guarito dalla lebbra. Leggi anche che «tutti i pubblicani si avvicinavano a lui, mangiava con loro» e lo chiamavano «amico dei pubblicani». Dunque quella parola di Gesù non è “scomunica” che rifiuta il perdono, ma dice che a quelli che non ascoltano te, e… «neppure la Chiesa», vuole pensarci direttamente Lui.

 

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