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Nella nostra libertà il sigillo di Dio

«In virtù della sua anima e delle sue potenze spirituali d’intelligenza e di volontà, l’uomo è dotato di libertà, “segno altissimo dell’immagine divina” (Gaudium et spes 14)». (Catechismo 1705)
La dignità di persona della creatura umana è data dall’anima spirituale, percepibile nelle «potenze spirituali d’intelligenza e di volontà», che fanno la libertà. Questa è scandita dal potere di conoscere e di volere con cui l’individuo umano diventa soggetto attivo della propria vita. Si configura così l’icona divina nella creatura umana. Essa consiste nella libertà, «segno altissimo dell’immagine divina», dice il Concilio Vaticano II.
Dio dà all’uomo e alla donna il potere di autodeterminazione. Non li pre-determina – come le creature preumane – con una natura fissa e totalizzante. L’uomo e la donna sono più che natura. Sono liberi per natura. Né Dio li etero-determina con il suo volere. Ma – come dice la sapienza biblica – «Dio creò l’uomo e lo mise in mano al proprio volere» (Sir 15,14). Creando delle creature libere, Dio si auto-limita: l’onnipotenza divina s’arresta dinanzi alla libertà dell’uomo. Il che è proprio del Dio biblico. Altre concezioni religiose affermano la libertà di Dio o degli dei ma non dell’uomo.
Per la libertà data loro da Dio, l’uomo e la donna non sono semplicemente posti in esistenza: sono chiamati all’esistenza. Questa è un dialogo di fedeltà: di riconoscimento intelligente del disegno di Dio e di risposta a esso. Dialogo che – proprio perché libero – può diventare d’infedeltà: la volontà si scinde dall’intelligenza, si auto-centra, disconoscendo e violando il disegno di Dio. È questo il peccato. Figura tragica della libertà. Solo un essere libero può peccare, nell’atto d’incorrispondenza e di rifiuto. Per esso l’immagine divina è deformata. La libertà non è annullata. È ferita e gravata: «Chi commette il peccato è schiavo del peccato» (Gv 8,34). Per questo il Dio biblico non è solo il creatore della libertà. Ne diventa il redentore, per l’opera liberatrice di Cristo: «Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi» (Gal 5,1).

avvenire.it