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Messaggio di Natale del Parroco

UNA PORTA SEMPRE APERTA

Scrivo queste righe il 13 dicembre, ad un anno esatto dall’apertura della Porta Santa nella nostra Cattedrale e ad un mese esatto dalla sua chiusura, il 13 novembre scorso. In questi undici mesi del Giubileo della Misericordia, ho varcato spesso come fedele quella Porta nel silenzio e nella penombra dei giorni feriali; come sacerdote, nelle celebrazioni festive e in quelle sacramentali come i Battesimi, le prime Comunioni, le Cresime, le Confessioni dei nostri bambini. Ho avuto la grazia di accompagnare tanti pellegrini di ogni età, di ogni parte della Diocesi, sani e infermi, a ripetere mentre si attraversava il maestoso portale: “Apri, Signore, la porta del mio cuore”. Papa Francesco a dir il vero aveva suggerito una preghiera ancora più coraggiosa: “Aiutami a spalancare la porta del mio cuore”. Ora che il passaggio della Porta è chiuso, ma posso sostare davanti a quell’antico Crocifisso che comunica una dolcezza infinita, continuo a ripetere quella invocazione. Si è chiusa la Porta dell’Anno Santo, si possa aprire in me e nelle mie comunità la Porta della Misericordia!

Papa Francesco, che oggi, memoria di Santa Lucia, ricorda il 47° della Ordinazione sacerdotale e sabato 17 dicembre festeggia l’80° compleanno, ci ha guidati instancabilmente — coi gesti, con la Bolla di indizione, la predicazione e le catechesi — ad entrare in questa dimensione essenziale. Nella sua lettera Misericordia et misera a conclusione del Giubileo ci ricorda, infatti, che la parola misericordia non è facoltativa nella vita della Chiesa e nelle azioni del cristiano. La misericordia non è un momento della Chiesa, ma è la sua stessa vita, la sua liturgia, la sua fede, le sue opere: «Tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre…».

In primo luogo siamo invitati a “celebrare la misericordia” nella liturgia, nel cammino dell’anno liturgico, in particolari nei Tempi forti come quelli dell’Avvento e dell’Incarnazione che stiamo celebrando in questi giorni. La misericordia del Padre si manifesta particolarmente vicina a noi nei sacramenti della Riconciliazione e dell’Unzione dei malati.

Si tratta di “riscoprire la Parola di Dio”. Tutta la Bibbia è storia di una grande misericordia che è donata all’uomo, sempre a sua disposizione, comunque affidata alla sua libertà. «La Bibbia è il grande racconto che narra le meraviglie della misericordia di Dio».

Siamo anche chiamati a riscoprire la bellezza della famiglia, come Francesco aveva già scritto ampiamente nella Amoris Laetitia, lettera regalata alle coppie di sposi che hanno celebrato gli anniversari nella festa dell’Immacolata. «Il dono del matrimonio è una grande vocazione a cui, con la grazia di Cristo, corrispondere nell’amore generoso, fedele e paziente».

Con la chiusura della Porta Santa ci siamo immersi nella strada della carità, che vorremmo percorrere tutti i giorni della nostra vita, con entusiasmo, coerenza. La via è quella delle opere di misericordia sia corporali che spirituali: la strada maestra del cristiano. Chiediamo dunque di saperci chinare sulle necessità del prossimo, a non essere mai indifferenti ai dolori, alle angosce, alle gioie e alle speranze dei fratelli e del mondo intero. Le parole che così diremo, le opere che faremo riveleranno conforto e perdono, riconciliazione e speranza. Proprio perché non ci dimentichiamo di chi è nel bisogno o vive ai margini della società, il Papa ha istituto la “Giornata mondiale dei poveri” da celebrarsi ogni anno la domenica precedente a Cristo Re.

Lo Spirito Santo ispiri a tutti i cristiani di diventare un riflesso della misericordia del Padre. Lo sguardo della Chiesa sia misericordioso, non si fermi ai facili giudizi, ai sospetti, alle apparenze esteriori.

Non si finirebbe di citare la Misericordia et misera, ma non vorrei creare il “rigetto”, piuttosto il desiderio di leggerla personalmente o insieme nei gruppi di Vangelo, magari nella prossima Quaresima.

A tutti i miei auguri per ciascuno di voi, rafforzati dalla speranza che ascolteremo ancora una volta la Notte di Natale: «è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà». Buon Natale!

Don Daniele Casini, parroco