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L’Italia, un Paese stanco e fermo

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Osservatore Romano

«Il sistema-Italia è una ruota quadrata che non gira: avanza a fatica, suddividendo ogni rotazione in quattro unità, con un disumano sforzo per ogni quarto di giro compiuto, tra pesanti tonfi e tentennamenti. Mai lo si era visto così bene come durante quest’anno eccezionale, sotto i colpi dell’epidemia». È un giudizio duro, quasi impietoso, quello che emerge dal 54mo rapporto del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali), presentato ieri. Il virus ha soltanto fatto emergere i mali endemici di un Paese ormai fermo da oltre trent’anni. «Il virus ha colpito una società già stanca» si legge nel rapporto. «Quest’anno però siamo stati incapaci di visione» e «il sentiero di crescita prospettato si prefigura come un modesto calpestio di annunci già troppe volte pronunciati: un sentiero di bassa valle più che un’alta via».

L’Italia è un Paese sempre più segnato dalle disuguaglianze. Oltre il 90% degli italiani è convinto che l’emergenza coronavirus e il lockdown abbiano danneggiato maggiormente le persone più vulnerabili, ampliando le disuguaglianze sociali già esistenti. Se da un lato, da marzo a settembre 2020 «ci sono 582.485 individui in più che vivono nelle famiglie che percepiscono un sussidio di cittadinanza (+22,8%)», dall’altro 1.496.000 individui (il 3% degli adulti) hanno una ricchezza che supera il milione di dollari (circa 840.000 euro): di questi, 40 sono miliardari e sono aumentati sia in numero che in patrimonio durante la prima ondata dell’epidemia.

Il mercato del lavoro è stato falcidiato dal virus. Basti pensare che soltanto nel terzo trimestre di quest’anno, l’emergenza sanitaria ha portato via il lavoro a quasi mezzo milione di giovani e di donne, le categorie più fragili, e che si è abbattuta con violenza sui redditi degli autonomi: meno di un quarto ha mantenuto le stesse entrate di prima. Almeno 5 milioni di precari hanno perso il lavoro. L’effetto inevitabile è il declassamento sociale: oltre la metà dei giovani italiani vive in una condizione peggiore di quella dei propri genitori alla loro età. L’attitudine al rischio non può che risentirne: solo il 13 per cento degli intervistati dal Censis si dice disposto ad aprire un’impresa.

Per effetto domino, la tendenza al risparmio è aumentata. Rispetto al dicembre 2019, nel giugno 2020 la liquidità (monete, biglietti e depositi a vista) nel portafoglio degli italiani ha registrato un incremento di 41,6 miliardi di euro (+3,9% in termini reali). Cifre da record. Nel 2016, l’anno in cui si raggiunse il picco più alto, la liquidità si fermò a 25 miliardi.

di Luca M. Possati