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La gioia di una Chiesa per i nuovi diaconi

Qualche minuto dopo le 17, la processione partita dalla cappellina dove sono conservate le spoglie della Beata Giovanna Scopelli, avanzava solenne in una Cattedrale ormai gremita: aperta dalle ragazze della danza liturgica, dall’incenso, dietro la croce c’erano i giovani ministranti della parrocchia di Sant’Ilario, i seminaristi di Reggio e delle altre Diocesi che frequentano lo Studio Teologico, il diacono Roberto Ruozi con l’evangeliario, il futuro diacono permanente Vittorio Magnanini con la moglie Ilva, i quattro seminaristi candidati accoliti, i tre ordinandi diaconi, oltre venti diaconi permanenti e l’altro diacono futuro presbitero Luigi Orlandini, una cinquantina di sacerdoti, infine l’Ausiliare Lorenzo e il Vescovo Adriano. Già dall’indirizzo di saluto del Vescovo, rientrato solo venti ore prima dal viaggio in Brasile, si è colto un vero entusiasmo… missionario! Suggestiva la memoria battesimale, in cui il Vescovo e i tre ordinandi diaconi si sono segnati con l’acqua del fonte, che durante il tempo di Pasqua rimane collocato all’inizio della gradinata del Duomo, prima di salire all’altare. Al canto del Gloria, i mille libretti per seguire e partecipare attivamente alla celebrazione erano già esauriti: sono state stimate più di 1200 presenze tra fedeli e clero. Nella Liturgia della Parola, già significativa per la proclamazione dall’antico pulpito, davanti al quale arde il cero pasquale artisticamente decorato, ci si è commossi al canto del Salmo 103 (102) su una melodia di Taizé proposto dalla bravissima solista Elena Turci di San Martino in Rio e con il coro diocesano che sosteneva il canto del ritornello: Dio non può che donare il suo amor; Dio è tenerezza. Proclamato il Vangelo della V domenica di Pasqua, accompagnato da luci, incenso, danze e dall’Alleluia della Messa di don Gigi Gulielmi, è iniziata la liturgia di Ordinazione e di istituzione degli Accoliti. Uno dei diaconi assistenti, Pierangelo Roncalli, ha chiamato i cinque candidati all’accolitato: – Felix Baffour Gyawu, della Diocesi di Kumasi (Ghana); – Luca Fornaciari, della parrocchia "Ss.ma Vergine Maria Consolata" in Pontenuovo di Sassuolo; – Antonio Marini, della parrocchia "S. Francesco da Paola" in Villa Ospizio, nell’Unità Pastorale "Giovanni Paolo II"; – Carlo Menozzi dalla parrocchia "S. Francesco da Paola" in Bagnolo; – Vittorio Magnanini, della parrocchia "S. Pio X" in Reggio Emilia, nell’Unità Pastorale "Beata Teresa di Calcutta". Poi il Rettore del Seminario, Don Gabriele Burani, ha chiamato per nome i candidati all’ordine del diaconato, li ha presentati brevemente e ha chiesto al Vescovo, con il dialogo rituale, che siano ordinati diaconi della nostra Chiesa che è in Reggio Emilia-Guastalla:- Stefano Borghi, 23 anni, della parrocchia "Sant’Eulalia vergine e martire" in Sant’Ilario d’Enza; – Stefano Manfredini, 37 anni, dalla parrocchia "S. Teresa d’Avila vergine e dottore della Chiesa" in Reggio Emilia; -Giovanni Valentini, 26 anni, dalla parrocchia "San Pantaleone martire" in Codemondo. Nell’omelia, che riportiamo nel suo testo integrale, il Vescovo non ha commentato tanto i riti di ordinazione o di istituzione al ministero. Mons. Caprioli si è rivolto con tono appassionato in particolare agli ordinandi diaconi, ma il suo discorso era rivolto a tutti: preti, diaconi permanenti, seminaristi, consacrati e laici, per una rinnovata e consapevole scelta missionaria. Si capiva, come già anticipato sopra, che la visita in Brasile per il 50° della fondazione della Diocesi di Ruy Barbosa, ha segnato una tappa importante nella nostra "avventura missionaria" di Chiesa, da oltre 40 anni. E così tutta la celebrazione, dalla benedizione degli accoliti, dalle promesse di obbedienza e l’impegno del celibato degli ordinandi; le litanie dei Santi con la prostrazione davanti all’altare, l’imposizione delle mani e la preghiera di Ordinazione; la vestizione dei diaconi con la stola e la dalmatica portate dalle loro mamme, la consegna del Vangelo portato dai loro papà, l’abbraccio con i diaconi presenti in segno di comunione nel ministero; la preghiera eucaristica IV (la più belle delle nuove preghiere del Messale di Paolo VI); la frazione del pane fatta per la prima volta dagli emozionati diaconi, la comunione per intinzione a tutta l’assemblea, fino al solenne Magnificat e al canto finale con le foto "di rito", gli applausi commossi per i tre novelli diaconi e i nuovi accoliti, è stata pervasa da un’intima gioia: la gioia dei discepoli, chiamati ad una missione senza confini. Invitati dal neodiacono Giovanni nel suo sentito ringraziamento, i familiari, gli amici — tra cui tantissimi giovani —, i parrocchiani si sono spostati negli atri del Seminario per un aperitivo, momento di viva fraternità e di condivisione degli stessi sentimenti di gioia e gratitudine per i doni ricevuti.