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Israele, arriva l’acquario nello zoo biblico

 

Il bioparco di Gerusalemme, che accoglie tutti gli animali citati nella Bibbia, apre un mega ambiente marino
giorgio bernardelli
roma

A differenza di quanto raccontato nel notissimo episodio del libro dell’Esodo, questa volta il mar Rosso (ricostruito) gli israeliti lo attraverseranno passandoci dentro. Niente mura d’acqua a destra e a sinistra, ma un tunnel attraverso il quale sarà possibile spaziare con lo sguardo a 180 gradi nell’acqua per osservare squali, tartarughe marine, barriere coralline e pesci esotici. E’ il nuovo progetto annunciato in questi giorni dal Jerusalem Biblical Zoo, il grande bioparco del quartiere di Malha che si propone di far vedere al visitatore della Città Santa tutte le specie di animali citate nella Bibbia.

Molto amato dagli haredim (gli ebrei religiosi) in visita a Gerusalemme – ma anche dalle famiglie arabo-israeliane – lo zoo biblico è un’attrazione da 750 mila visitatori l’anno. Già oggi è possibile ammirarvi circa 2200 animali di oltre 270 specie, molte delle quali ormai estinte in Israele: tra di esse il leone asiatico, l’orso della Siria e i coccodrilli del Nilo. Ora – però – sta per arrivare un salto di qualità con il nuovo progetto che mira ad estendere l’attenzione anche all’ambiente marino. A dare l’annuncio del via ai lavori per il mega-acquario sono stati in questi giorni l’amministrazione dello zoo e la Municipalità di Gerusalemme. Dietro c’è anche l’immancabile donazione di una coppia di ebrei americani, che con il loro contributo renderanno possibile la trasformazione di un’area di 6mila metri quadri adiacente all’attuale zoo. Il progetto prevede una trentina di vasche per una capienza complessiva di 2 milioni di metri cubi di acqua marina. Al centro vi saranno due grandi bacini che i visitatori percorreranno in un tunnel e che replicheranno gli ambienti del mar Rosso e del mar Mediterraneo. Secondo il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat l’acquario dovrebbe essere completato già entro il 2015.

Lo Zoo Biblico nacque a Gerusalemme nel 1940 per inziativa di Aharon Shulov, un professore di zoologia alla Hebrew University. La prima sede fu in HaRav Kook Street, a non molta distanza dal celebre quartiere ultraortodosso di Me’ha Shearim. Le rimostranze dei vicini per l’odore, i rumori e anche il timore di possibile fughe di animali ebbero, però, presto la meglio su questa modalità inconsueta di presentare la Bibbia: lo zoo fu trasferito prima sul Monte Scopus e poi dal 1993 nell’attuale sede di Malha, dove in questi ultimi anni ha conosciuto un grande sviluppo.

Una curiosità: il carattere religioso permette allo zoo biblico di godere di una forma di sostegno del tutto particolare. Nutrire 2200 animali è infatti un’impresa non da poco, ma diventa un po’ più facile se – come accade a Gerusalemme – si può contare su numerose aziende produttrici di frutta e verdura che forniscono i loro prodotti gratis. Merito di un colpo di genio di Shulov, che riuscì a far riconoscere dal Rabbinato i suoi animali tra i destinatari delle decime, la parte di raccolto che secondo le prescrizioni religiose ebraiche dovevano essere donate al Tempio in segno di ringraziamento all’Altissimo per i frutti della terra.