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Il nostro pane quotidiano

«Il Padre, che ci dona la vita, non può non darci il nutrimento necessario per la vita, tutti i beni “convenienti”, materiali e spirituali. Nel discorso della montagna Gesù insiste su questa fiducia filiale che coopera con la provvidenza del Padre nostro. Egli non ci spinge alla passività, ma vuole liberarci da ogni affanno e da ogni preoccupazione. Tale è l’abbandono filiale dei figli di Dio» (Catechismo, 2830).
Pregare per il pane quotidiano significa dare nuovo slancio al nostro impegno per tutto ciò che è necessario per la vita. Sapere di poter contare sulla Provvidenza è fonte di una responsabilità più generosa, che non si ferma dinanzi ai rischi e alla novità dei processi economici. «La speranza escatologica, ricordava il Vaticano II, non diminuisce l’importanza degli impegni terreni, ma anzi dà nuovi motivi a sostegno dell’attuazione di essi» (Gaudium et spes, 21). Le parole di Paolo devono essere di stimolo per ognuno: «Vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione. A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità» (2Ts 3,10-12).
Il pane, che il Signore ci invita a chiedere, è un pane da condividere: è nostro. La preghiera è autentica se ci porta a una effettiva solidarietà: a spezzare il pane insieme, nella vita quotidiana come nell’Eucaristia. Sulla solidarietà operosa «non meno che sul versante dell’ortodossia, la Chiesa misura la sua fedeltà di Sposa di Cristo», perché «stando alle inequivocabili parole del Vangelo, nella persona dei poveri c’è una sua presenza speciale, che impone alla Chiesa un’opzione preferenziale per loro» (Novo millennio ineunte, 49).
Ogni volta che facciamo nostre le parole del Padre nostro, non possiamo non ribellarci a tutte quelle forme di egoismo economico e politico che, pur essendoci risorse, condannano nella fame milioni di persone: «Costituisce un vero scandalo» ricorda Papa Francesco, che rende urgente l’impegno per «trovare i modi perché tutti possano beneficiare dei frutti della terra».

di Sabatino Majorano – avvenire.it