Germania I vescovi tedeschi sul populismo. Sfida per i cristiani

L’Osservatore Romano 

Contro «il volto minaccioso del populismo» in Germania, la Chiesa, la cui tradizione è «in contrasto con le caratteristiche chiave» di questa tendenza, è chiamata a resistere con la convinzione che «i problemi del nostro tempo si possono risolvere senza cadere in una timorosa ostinazione». 
È l’appello contenuto in un documento pubblicato recentemente dalla conferenza episcopale tedesca (Dbk), dal titolo «Per resistere al populismo» e che si propone di dare linee guide per «la gestione da parte della Chiesa delle tendenze populistiche di destra». Il testo è stato voluto dalla commissione sulle migrazioni, quella dedicata alla pastorale, così come la commissione giustizia e pace, presiedute rispettivamente da Stefan Hesse, arcivescovo di Hamburg, Franz-Josef Hermann Bode, vescovo di Osnabrück, e Stephan Ackermann, vescovo di Trier.
Il testo dei vescovi tedeschi viene pubblicato a pochi mesi di elezioni regionali cruciali previste in tre Länder orientali: nel Brandeburgo e nella Sassonia il 1° settembre, nella Turingia il 27 ottobre. È proprio nell’ex Germania dell’Est che la destra populista tedesca è riuscita a captare il grande scontento dei cittadini soprattutto dopo la crisi migratoria del 2015, con risultati elettorali sempre crescenti.
Nell’introduzione del documento — preparato da un gruppo di esperti sotto la guida del professor Andreas Lob-Hüdepohl, dell’Università cattolica di scienze sociali di Berlino — viene descritta l’attuale situazione delle tendenze populiste di destra in Germania, considerata dalla Dbk come «una sfida per la Chiesa e la società». «Il populismo che ci sfida mostra ogni giorno il suo volto minaccioso, perché induce a vedere le cose in bianco e nero e dallo spirito gretto, nella società come anche nella Chiesa», afferma l’episcopato tedesco. In effetti, «il mondo sta diventando sempre più complesso ed è innegabile che questa complessità ne travolga alcuni. Ma il populismo promette risposte troppo semplici».
Con grande fermezza i vescovi condannano poi ogni tentativo di ripresa del cristianesimo a fini populistici. «Siamo convinti che la nostra fede e la nostra tradizione cattolica come Chiesa universale siano in contrasto con le caratteristiche chiave del populismo. Pensiamo all’eguaglianza assoluta di tutti gli esseri umani come creature di Dio. Pensiamo al comandamento fondamentale dell’amore del prossimo, che raggiunge anche quelli che sono forse i più lontani per noi, ma che nel loro bisogno di aiuto diventano il nostro prossimo».
Secondo i vescovi, i movimenti populisti vanno solitamente di pari passo con la paura di un declino sociale. Al contrario, la dimensione di fiducia è cruciale per la Chiesa: «La nostra fede è sinonimo di fiducia in un Dio che non diffonde paura e terrore ma fiducia: la fiducia che i problemi del nostro tempo si possono risolvere senza cadere in una timorosa ostinazione». Spetta quindi alla Chiesa di intensificare la sua pastorale in direzione delle persone attratte da tendenze populiste: «La nostra missione è entrare in dialogo con tutti, anche quelli che hanno una visione completamente diversa».
«Come presidente della commissione sulle migrazioni e rappresentante speciale per i problemi dei rifugiati della Conferenza episcopale tedesca, negli ultimi anni ho visto più volte che le tendenze populiste di destra non sono un fenomeno puramente astratto — ha dichiarato monsignor Hesse — piuttosto, sono percepiti come una minaccia molto concreta: da persone che sono scappati dalla violenza e cercano protezione qui, e dai volontari che aiutano i rifugiati con consigli e sostegno. In alcuni luoghi viene alimentato un clima di ostilità che impedisce gli incontri interpersonali e avvelena l’interazione sociale».
Di fronte a questa difficile situazione, i vescovi invitano le comunità parrocchiali a resistere spiritualmente e in maniera argomentata. Il presidente della commissione pastorale, Franz-Josef Bode ha sottolineato il bisogno di discussioni e chiarimenti all’interno della Chiesa. «Perché ci sono anche quelli che fomentano timore nelle comunità e nei gruppi ecclesiali e innescare il rifiuto dell’estraneo e degli estranei. Ci sono anche quelli che sfruttano la preoccupazione per la perdita di un’identità cristiana per istigare odio contro musulmani e dissidenti o contro concetti moderni di famiglia e i cambiamenti nella società o contro gli omosessuali e le persone con altre identità sessuali». Ciò costituisce una sfida per la pastorale. Allo stesso tempo, il presule tedesco sostiene che gli esempi documentati dovrebbero incoraggiare la società e la Chiesa ad agire contro il voto a favore dei movimenti populisti.
Dal canto suo monsignor Ackermann evidenzia quanto la validità dei diritti umani sia messa in discussione negli ambienti della destra populistica, che li considera come «una restrizione inammissibile della sovranità popolare». «Il rispetto della dignità dell’uomo può essere garantito solo in una comunità democratica — afferma — così come la nostra democrazia moderna è concepibile solo in una comunità guidata dal rispetto della dignità di ogni individuo».
Il documento dei vescovi, 73 pagine, «fornisce suggerimenti per discussioni e attività, informazioni e argomenti di base e presenta esempi di iniziative ecclesiali e proposte pastorali». Sei le tematiche principali: analisi del fenomeno del populismo in Germania; strategie e contenuti dei movimenti populisti di destra; migrazioni e asilo; islam e islamofobia; famiglia, donne e parità; identità e patria.
L’Osservatore Romano, 3-4 luglio 2019

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