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Dalla vera libertà la «vita buona»

«La libertà è nell’uomo una forza di crescita e di maturazione nella verità e nella bontà. Essa implica la possibilità di avanzare nel cammino di perfezione oppure di venir meno e di peccare. Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. Non c’è vera libertà se non al servizio del bene». (Catechismo 1731-1733)
La libertà non coincide col libero arbitrio. Questo è un potere: il potere dell’io di determinarsi e non essere determinato nella scelta. Ma tale potere non è arbitrario. È un volere intelligente. Come tale in grado di distinguere il bene dal male morale e di decidersi per il bene. Il bene e il male infatti non sono alternative indifferenti e si offrono alla libertà con la loro carica di esigenza, che essa non può disattendere: bonum faciendum, malum vitandum. Il bene obbliga a compierlo, il male a evitarlo. Lasciandosi obbligare, la libertà prende forma morale. Da libertà di scelta diventa libertà morale: libertà per il bene e, mediante le virtù, libertà nel bene. Diciamolo con sant’Agostino: da libertas minor diventa libertas maior.
Nella scelta del bene la libertà s’invera e cresce in perfezione. Questa è data dalla progressiva conformazione della libertà al bene, nei molti beni in cui prende forma. Si stabilisce come una connaturalità tra la libertà e il bene. Fino alla libertà di Dio e dei beati, segnata dalla piena coincidenza di libertà e bene: libertà eterna di bene. Dove l’indivisibilità dal bene, la volontà unicamente di bene, che esclude il male e quindi il peccato, è la perfetta libertà. Per questo «quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi». Per il bene voluto e adempiuto e che la riveste come un abito (gli habitus delle virtù), la libertà è buona, il soggetto è buono, la vita è buona.
Attribuirsi il potere del male è un regresso dalla libertas, nome riservato dai classici alla libertà morale, all’arbitrium. Fissando la libertà sull’arbitrio, l’individuo non diventa libero ma libertario. La libertà è svincolata dal potere umanizzante del bene e inchiodata sul suo vorticoso potere di autodeterminarsi a tutto, fino al suo inabissamento.
avvenire.it