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Catechismo quotidiano… L’acqua, il segno della salvezza

«Nella Liturgia della Notte Pasquale, in occasione della benedizione dell’acqua battesimale, la Chiesa fa solenne memoria dei grandi eventi della storia della salvezza che prefiguravano il mistero del Battesimo» (Catechismo, 1217).
La ricchezza salvifica del battesimo traspare dai segni, che ne scandiscono la celebrazione. Rimandano alla creazione e al cammino di Israele dall’Egitto alla terra promessa. Fondamentale è l’acqua, segno di vita: «Fin dalle origini del mondo l’acqua, questa umile e meravigliosa creatura, è la fonte della vita e della fecondità. La Sacra Scrittura la vede come “covata” dallo Spirito di Dio» (Catechismo, 1218). Nel battesimo è segno della vita nuova, affrancata dal potere del peccato, tesa alla pienezza della risurrezione finale. Di qui il motivo della prima lettera di Pietro: «Come bambini appena nati desiderate avidamente il genuino latte spirituale, grazie al quale voi possiate crescere verso la salvezza, se davvero avete gustato che buono è il Signore» (1Pt 2,2-3). L’acqua però può essere anche fonte di morte. Abbiamo ancore negli occhi le immagini drammatiche della forza distruttrice dello straripare dei fiumi e delle onde dello tsunami. L’acqua del battesimo è «figura del mistero della Croce. Per mezzo di questo simbolismo il Battesimo significa la comunione alla morte di Cristo» (Catechismo, 1220). Il credente rinasce in Cristo perché in lui muore al peccato e al suo potere: «Con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe» (Col 2,12-13). Occorre perciò che tutto questo continui e si rafforzi nella vita quotidiana. Il simbolismo dell’acqua battesimale rimanda anche al passaggio del Mar Rosso e poi a quello del Giordano da parte del popolo di Israele: hanno segnato la fine della schiavitù egiziana e l’ingresso nella terra promessa. Non sono eventi realizzati per le capacità del popolo, ma solo grazie all’intervento del Signore: egli è rimasto fedele al suo amore, nonostante le ribellioni di coloro che aveva scelto. Il battesimo esige che non perdiamo mai di vista la priorità dell’azione di Dio: una priorità che non deresponsabilizza, ma chiede a noi una corresponsabilità più piena e fiduciosa.

avvenire.it