Anno C: discepoli, non maestri

Non maestri ma discepoli

Nell’Anno C del ciclo delle letture domenicali, nelle assemblee del mondo intero, viene proclamato a tutti il Vangelo di Luca. Una proclamazione e un ascolto “cattolico”, universale.  Un mare di cuori che ascoltano tutti la stessa Parola di vita. Un incendio. Una festa del fuoco. Una trafittura contagiosa. «A sentire queste cose si sentirono trafiggere il cuore…» (At 2,37a).

Il Vangelo di Luca è il vangelo della misericordia, della gioia, del perdono. Il vangelo dell’attenzione alle donne, ai piccoli e ai poveri. Una buona notizia che raggiunge gli uomini che Dio ama, ma che mette tutti di fronte alle proprie responsabilità, in modo particolare verso il volto del fratello. Un vangelo con pagine che “mordono” in modo feroce i ricchi di beni ma tristi nel volto (cf. Lc 12,13-34; 16; 18,18-23). Non si può osservare da lontano l’uomo impoverito e traumatizzato dalla ferocia bestiale dell’uomo, girarsi dall’altra parte e proseguire imperterriti il proprio cammino. Magari in attesa di partecipare alla santa messa domenicale…

Non sarebbe un cammino di gioia profonda, ma un percorso che aumenta l’angoscia del vivere, che alimenta la noia del possedere senza conoscere una scintilla di luce e di speranza che venga incontro alla sete profonda del cuore. Un Vangelo, quello di Luca, che vuole contrastare la vita triste, facendo percepire un volto gioioso di Dio. Un volto che non chiede un tributo di onore e di paura, quanto di accoglienza gioiosa, passione per il dono e per il per-dono.

Nel Terzo Vangelo la persona può trovare il fondamento per un rapporto sereno con il mondo, già amato e pieno di Dio. E questo amore può e deve essere testimoniato nella vita quotidiana soprattutto dagli sposi.

Questa è una passione grande di don Battista Borsato, presbitero e teologo della diocesi di Vicenza, direttore di Casa Mamre, un centro diocesano di educazione all’amore e all’affettività e di consulenza matrimoniale.

L’attenzione posta nel convegno di Verona ai vari campi esistenziali della vita umana faceva emergere con forza l’aspetto dell’affettività. Borsato è molto attento a questo risvolto dell’annuncio evangelico.

Le notazioni dell’autore partono dal brano di Luca – riportato per esteso –, ne sottolineano due o tre parole-chiave o temi maggiori, per proporre quindi una riflessione attualizzante e, infine, chiudere con la proposta di “due piccoli impegni”, riassuntivi del messaggi evangelico.

Le proposte fatte dall’autore sono accattivanti, attuali, ma sempre più attualizzabili e adattate dal contesto vitale di destinazione da parte dei presbiteri, dei diaconi e di quanti hanno il compito di spiegare o proclamare la parola di Dio, perché la comunità cristiana cresca nel dialogo con tutti, nell’apertura di cuore all’altro, al diverso.

I tempi che stiamo vivendo sono provvidenziali per comprendere e vivere la “differenza” cristiana. È molto facile per tutti finire per ragionare con la “pancia” sganciata dal cuore e dal cervello, prigionieri della paura montata ad arte da coloro che sfruttano per scopi di bassa lega elettorale le comprensibili inquietudini di molte persone.

La parola di Dio proclamata, ascoltata, custodita e vissuta nel presente, mentre fa camminare i discepoli di Gesù insieme a tutti i compagni di viaggio, rende possibile un’alternativa di vita umanizzante, felice perché solidale, serena perché fraterna, non angosciata perché affidata, gioiosa perché perdonata per prima.

Una vita religiosa fatta di passione, di amore trovato, ancor prima che donato, nel volto dell’altro, pupilla dell’occhio dell’Altro. Lì è il mio tesoro, lì è il mio cuore.

Battista Borsato, Non maestri ma discepoli. Commenti ai vangeli domenicali. Anno C (Predicare la Parola s.n.), EDB, Bologna 2018, pp. 288, € 20,00, ISBN 9-78-810-41646-4.

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