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A 800 anni dalla sua morte, san Francesco d’Assisi è stato al centro di un incontro ad Abu Dhabi dedicato all’attualità del suo messaggio nel contesto della Penisola Arabica

Abu Dhabi, celebrazioni per gli 800 anni della morte di San Francesco con il vescovo Martinelli (Apostolic Vicariate of Southern Arabia/AVOSA)

L’evento, dal titolo “800° anniversario del Transito di San Francesco d’Assisi – Un’eredità da Assisi agli Emirati”, si è svolto il 19 ottobre 2026, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi, nell’ambito della “Settimana della lingua italiana nel mondo”.

L’attualità dell’eredità di San Francesco nel Golfo
Un’occasione per riscoprire non soltanto il contributo del Poverello di Assisi alla cultura e alla spiritualità italiana, ma anche l’attualità della sua eredità nel Golfo, dove il dialogo tra culture e religioni diverse è parte della vita quotidiana. L’incontro è stato organizzato dal Vicariato apostolico di Arabia del Sud, dall’Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti e dall’Istituto Italiano di Cultura, con il patrocinio del Comitato per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Accolti da Susanna Salafia, direttrice dell’Istituto italiano di Cultura ad Abu Dhabi, vi hanno preso parte il vicario apostolico, Paolo Martinelli; l’ambasciatore italiano, Lorenzo Fanara; il direttore dell’Interfaith and Ecumenical Dialogue Office (IFEDO) del Vicariato, padre Stefano Luca; Roberto Catalano, docente all’Istituto Universitario Sophia, e lo sceicco Ali bin Abdullah Al Mualla, artista visivo e ingegnere emiratino.

Fraternità, pace e dialogo
Martinelli si è soffermato in particolare sul Cantico di Frate Sole, tra i primi componimenti poetici della letteratura italiana, sottolineando come gli scritti di Francesco siano “straordinariamente intensi, profondi e innovativi”. Infatti, ha aggiunto, “ancora oggi lo celebriamo come uno degli uomini che hanno maggiormente influenzato la vita della Chiesa e innovato la cultura”. Anche nei suoi scritti si rintracciano i tre pilastri che hanno caratterizzato e “trasformato” la sua vita : “Fraternità, pace e dialogo”. Sono testi, ha ricordato ancora il vicario apostolico, che nel corso dei secoli hanno suscitato un interesse universale, non solo tra i francescani. Un interesse “cresciuto nell’epoca moderna e contemporanea”, e che ha offerto “l’opportunità di riscoprire un Francesco originale, nel quale è lui stesso a parlare della propria vita e dell’Ordine che ha fondato”.

L’incontro con Cristo
Peraltro, Francesco “non è nato uomo di pace”, era affascinato dagli ordini cavallereschi, “ma lo è diventato imparando dai suoi fallimenti, dall’orrore della guerra che ha vissuto”, ha spiegato ancora il vescovo, affrontando l’esperienza personale del Santo. “Toccato intimamente dall’incontro con Cristo, è diventato uomo di pace e di riconciliazione, di misericordia, costruttore di ponti”. Allo stesso modo, anche la fraternità per lui scaturisce dalla conversione, attraverso incontri decisivi, come quello con i lebbrosi. Francesco “testimonia che nella vita il cambiamento è possibile”: Cristo gli rivela che “c’è un solo Padre per tutti e che siamo tutti figli di Dio, fratelli e sorelle”. E da qui nasce la sua esperienza di fraternità non solo con le persone, ma anche con il creato e perfino con la morte; così come il dialogo, pure “con chi segue altre fedi”, come accaduto con il Sultano al-Malik al-Kamil, la cui eco si evince dal capitolo XVI della “Regola non bollata”. Tanto che in essa egli indica ai suoi frati che si recano tra i musulmani di non lasciarsi trascinare “in litigi o dispute”, ma di assogettarsi “a ogni creatura umana per amore di Dio”, confessando “di essere cristiani; … e quando vedrete che ciò è gradito al Signore, proclamiamo la parola di Dio”.

Un innamorato di Dio
Sulla stessa scia le parole di padre Luca, il quale ha spiegato come, al di là di tante immagini stereotipate che rappresentano il Poverello “come un filantropo, un ambientalista o promotore della pace”, in realtà egli era prima di tutto “un uomo innamorato di Dio”: ancora oggi “testimonia come religione, spiritualità e società possano arricchirsi a vicenda”. Mentre il professor Catalano ha approfondito “il legame tra San Francesco e Papa Francesco, in particolare attraverso il concetto di fraternità”, Al Mualla ha parlato del legame tra la sua arte, realizzata con materiali di scarto, la sostenibilità e l’amore francescano per il creato. Invece, l’ambasciatore Fanara ha evidenziato i valori significativi di San Francesco che ispirano anche la politica estera italiana (tra questi, il dialogo e la mutua comprensione).

Il 22 ottobre una giornata di formazione per il Vicariato
La serata di è tenuta all’interno di un calendario ricco di momenti celebrativi per gli 800 anni del transito al cielo di Francesco. Domani, giovedì 22 ottobre, sacerdoti, religiosi e responsabili pastorali provenienti da tutto il Vicariato si riuniranno presso la Cattedrale di San Giuseppe obre, ad Abu Dhabi in occasione della “Giornata di formazione AVOSA”, in un workshop dal titolo “San Francesco d’Assisi: un’eredità che continua per il nostro Vicariato”. Il programma si aprirà con una meditazione introduttiva del vicario Martinelli sul tema “L’impatto duraturo dell’esperienza cristiana di San Francesco”. Padre Domenico Lo Sardo, della Pontificia Università Antonianum, e il prof. Roberto Catalano, dell’Istituto Universitario Sophia, offriranno alcune riflessioni su “Il ruolo e l’impatto della Sacra Scrittura nella vita e negli scritti di San Francesco» e su «Costruireponti di dialogo nello spirito di Assisi”.

Gli eventi in Oman
Seguiranno alcuni appuntamenti nell’Oman. Il 29 ottobre e 30 ottobre due riflessioni su “San Francesco e il Sultano”; mentre il 5 e 6 novembre, a Muscat, due eventi su “San Francesco con gli occhi di Giotto” .

Vatican News

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