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L’arcivescovo di Costantinopoli domani all’Angelicum che gli conferirà l’honoris causa in Teologia, prendendo parte alla conferenza “Creta dieci anni dopo” sui 10 anni del concilio della Chiesa ortodossa. Il 26 ottobre sarà pellegrino a Loreto dove venererà le pareti della Santa Casa e benedirà la nuova icona bizantina della Madre di Dio. Ad Assisi, il 27, al meeting “Pace disarmata e disarmante” organizzato da Sant’Egidio. Infine lectio all’Orientale di cui fu studente
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Dall’Angelicum di Roma che gli conferirà un Dottorato honoris causa, a Loreto, dove si recherà pellegrino al Santuario e pregherà nella Santa Casa; poi ad Assisi, a invocare la pace con i leader delle altre religioni e Chiese cristiane, e di nuovo a Roma per una lectio magistralis nel Pontificio Istituto Orientale di cui fu studente negli anni ‘60.
È un ampio e intenso tour in tre città di tre regioni quello che il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, si appresta a compiere da domani, venerdì 23, fino a mercoledì 28 ottobre. L’ultima visita del patriarca a Roma risale a maggio 2025, quando il 18 aveva partecipato alla celebrazione per l’inizio del pontificato del neo eletto Papa Leone XIV, occasione in cui aveva incontrato privatamente il Pontefice, in vista anche del viaggio in Türkiye per i 1700 del Concilio di Nicea. In quei giorni il patriarca aveva visitato pure la tomba di Francesco, Papa al quale era legato da uno speciale rapporto di affetto e fraternità.
Dottore in Teologia all’Angelicum
Domattina, alle 10.30, il primate ortodosso sarà ospite dell’Œcumenicum – Istituto di Studi Ecumenici della Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino (Angelicum) nella conferenza Creta dieci anni dopo, per i dieci anni del grande Concilio della Chiesa ortodossa, tenutosi appunto a Creta nel 2016. L’evento riunirà importanti rappresentanti ecclesiastici e studiosi per riflettere sull’eredità teologica e canonica dell’assise e sul suo significato duraturo per il dialogo ecumenico. Il discorso del patriarca sarà il momento chiave della giornata, insieme al conferimento di un Dottorato honoris causa in Teologia.
Pellegrino nella Santa Casa
Evento centrale della visita in Italia di Bartolomeo sarà, tuttavia, il pellegrinaggio al Santuario di Loreto, lunedì 26 ottobre, dove venererà le sacre pareti della Santa Casa e benedirà la nuova icona bizantina della Madre di Dio, destinata ad essere custodita all’interno della Santa Casa, quale “piccolo e forte segno” di comunione. “Un segno che richiama la nativa origine della Santa Casa e la sua vocazione ecumenica: Casa di tutti i cristiani e ponte spirituale tra Oriente e Occidente”, ha detto l’arcivescovo Fabio Dal Cin, delegato pontificio, presentando oggi in conferenza presso il Palazzo Apostolico di Loreto quello che ha definito “un momento di grande spiritualità e grande intensità umana”. “La presenza del patriarca Bartolomeo I ci onora. È una visita che vogliamo vivere con una intensità di grazia”, ha sottolineato Dal Cin. “Il patriarca viene a fare visita alla Santa Casa, quindi venererà le pietre, le sacre pareti che custodiscono la memoria del mistero dell’incarnazione, il ‘sì’ di Maria e la vita anche nascosta della Santa Famiglia. Poi ci sarà un momento di preghiera pubblica aperta a tutti: cattolici, ortodossi e anche cristiani di altre confessioni”. Un momento suggestivo durante il quale sarà intonato l’inno Akathistos (o Acátisto), uno dei più famosi e antichi inni liturgici della tradizione cristiano-bizantina dedicato alla Theotokos la Madre di Dio, conosciuto anche in Occidente.
Invocazione di pace da Loreto ad Assisi
Bartolomeo, come detto, benedirà poi la nuova icona della Vergine Maria. Si tratta di un’opera che trae ispirazione dall’antica effigie presente nella Santa Casa fin dalle origini, ma che poi si perse nei tempi, come ha spiegato l’esperto Giuseppe Santarelli in un lungo excursus storico a partire dal XV secolo e dalle testimonianze dei pellegrini – cattolici e ortodossi -, grazie alle quali si è risaliti alla presenza di un’icona bizantina su una tavoletta di legno nella Santa Casa. La visita di Bartolomeo I suggella, dunque, un cammino lungo secoli. “E ha un carattere anche particolare visti i tempi che stiamo attraversando: vuole essere anche una grande preghiera per la pace. Il fatto di trovarci insieme come cristiani, cattolici, ortodossi, anglicani, evangelici che pregano per la pace è un grande segno. Viviamo un’epoca di guerra, di conflitti che feriscono il mondo intero ma feriscono anche l’Europa e i Paesi europei e questo evento vuole proprio riscoprire la vocazione ecumenica della Santa Casa”. In “tempi vuoti di pace”, ha aggiunto il presule, “siamo convinti che se i cristiani sono sempre più uniti in Cristo diventa più efficace anche la nostra presenza nel mondo e la nostra invocazione da Dio per il dono della pace”.
E l’invocazione della pace sarà il centro anche di Pace disarmata e disarmante, il meeting organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio ad Assisi i prossimi 25-27 ottobre, per commemorare i quarant’anni del giorno da cui tutto iniziò. Ovvero la preghiera del 1986 – passata alla storia come “Spirito d’Assisi” – di Papa Giovanni Paolo II coi rappresentanti delle religioni di tutto il mondo. In tre giorni si terranno forum, assemblee, momenti di dialogo e musica. Bartolomeo I interverrà nella sessione conclusiva al panel Il Patriarcato Ecumenico: dall’Oriente al mondo globale. Parteciperà poi alla cerimonia finale, dove è prevista la presenza di Leone XIV, che sarà segnata da una Preghiera universale per la pace e un minuto di silenzio in memoria delle vittime di guerra.
Il ritorno di un ex studente dell’Orientale
Di nuovo a Roma il giorno successivo, 28 ottobre, l’arcivescovo di Costantinopoli terrà una lectio nell’Aula Magna del Pontificio Istituto Orientale, in occasione di un atto accademico in suo onore. In realtà, quasi una festa per il ritorno di un ex alunno: Dimitrios Arhondonis, all’epoca diacono, che dal 1963 al 1968 compì a Roma gli studi superiori presso l’Orientale, conseguendo il dottorato in diritto canonico, grazie a una borsa di studio del patriarca Atenagora. In occasione della visita l’Istituto ha preparato una mostra articolata in quindici pannelli, con documenti d’archivio e fotografie provenienti dall’album personale del patriarca che ricordano gli anni della formazione o rimarcano i grandi temi del suo magistero: il primato e la sinodalità, la cura del Creato, le questioni poste dall’IA. Nel corso dell’atto accademico sarà firmata e consegnata all’arcivescovo una carta commemorativa in latino e in greco, ornata dall’icona dell’abbraccio degli apostoli Pietro e Andrea.
Vatican News